I primi risultati del progetto VinAll


Milano, 12 aprile 2010 – Al Salone internazionale del vino e dei distillati di Verona VinItaly 2010 sono stati illustrati, alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca Zaia, i primi risultati di uno studio coordinato dalla Prof.ssa Patrizia Restani, del Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell’Università degli Studi di Milano, il progetto di ricerca ''VINALL: Studi diretti all'ottimizzazione dei processi enologici di chiarifica effettuati con proteine allergeniche del latte e dell'uovo'' Lo studio è svolto in collaborazione con l’Unione Italiana Vini e sostenuto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali


Etichettatura vini: obbligo di indicazione delle sostanze allergeniche

La legislazione europea in materia di etichettatura dei prodotti alimentari prevede la dichiarazione in etichetta di tutti gli ingredienti che possano rappresentare un rischio per i soggetti allergici (queste sostanze sono elencate nell’Allegato 3 della Direttiva 2003/89 CE, a cui sono state fatte integrazioni negli anni successivi 2006/142 CE). Tale normativa è stata recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 114 dell’8 Febbraio 2006.
Il settore del vino ha sempre beneficiato di una deroga all’etichettatura degli ingredienti, che recentemente è stata però messa in discussione, visto l’utilizzo in enologia di additivi e coadiuvanti proteici, in particolare caseinati e albume/ovoalbumina.

L’indicazione in etichetta della presenza di sostanze allergeniche nel vino potrebbe causare danni di immagine e danni economici a tutto il settore, sebbene esistano – secondo la comunità scientifica - i presupposti necessari ad esonerare i vini da un simile obbligo di etichettatura.
Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha promosso a fine 2008 uno studio scientifico, con il quale si intende dimostrare che una simile etichettatura non è necessaria.

A marzo 2009, la Commissione Europea ha accettato la richiesta di proroga, avanzata anche dall’Italia per il tramite del Ministero, per l’indicazione in etichetta degli allergeni potenzialmente contenuti nei vini. Pertanto l’indicazione, che doveva essere obbligatoria a partire dal 1 giugno 2009, è stata prorogata al 1 gennaio 2011. In questo modo l’Italia potrà completare lo studio scientifico che sta portando avanti.

Da ciò deriva l’importanza dello studio VINALL, per verificare quali pratiche enologiche in uso in Italia siano idonee ad eliminare totalmente i residui di tali sostanze nel vino commercializzato. In alternativa, qualora non fosse possibile ottenere un abbattimento completo dell’allergene, risulterebbe importante effettuare studi clinici che dimostrino la tollerabilità degli stessi per la maggioranza dei soggetti allergici.

E’ importante garantire la sicurezza per i soggetti allergici ai vini trattati, evitando però l’uso di etichettature inappropriate che potrebbero compromettere l’accettabilità del prodotto non solo da parte del consumatore allergico, ma anche della popolazione, con conseguente grave danno all’intero settore vitivinicolo italiano.


Il progetto VINALL

Scopo di questo progetto di ricerca è la verifica dei processi enologici in grado di assicurare l’eliminazione delle proteine allergeniche usate durante la chiarifica. In pratica si intende analizzare un’ampia gamma di prodotti italiani per stilare una serie di linee guida enologiche che dovranno essere applicate in cantina qualora si utilizzino proteine inserite nella lista degli allergeni, senza volerne fare esplicita menzione in etichetta. Si considereranno quindi le principali pratiche enologiche oggi utilizzate in Italia che prevedono l’uso di proteine del latte e dell’uovo, in associazione a trattamenti secondari (uso di chiarificanti secondari e filtrazione) per l’eliminazione dei residui prima della commercializzazione.
La sicurezza dei prodotti commerciali (vini bianchi e vini rossi) verrà valutata in stadi successivi che comprendono:
1) Raccolta di una vasta gamma di vini commerciali di cui si conoscano in dettaglio le pratiche enologiche utilizzate (che includano uso di caseinati o proteine dell’albume);
2) Preparazione di campioni sperimentali di vini bianchi e rossi;
3) Dosaggi dei residui di allergeni nei campioni commerciali e sperimentali mediante metodiche immuno-enzimatiche già commercializzate e/o sviluppate specificamente per il dosaggio degli allergeni nel vino;
4) Verifica dell’affidabilità del metodo immuno-chimico, mediante metodiche immuno-elettroforetiche con anticorpi di origine animale;
5) Conferma della presenza/assenza di antigenicità residua mediante metodiche immuno-elettroforetiche con anticorpi di origine umana (soggetti allergici a latte e all’uovo);
6) In assenza di residui lo studio potrà essere considerato sufficiente per la richiesta di esonero dall’etichettatura; in alternativa in presenza di tracce di proteine allergeniche, si procederà alla sperimentazione clinica su una popolazione di soggetti allergici adulti.
7) La validazione di un metodo analitico per il dosaggio delle proteine allergeniche che possa essere impiegato per il controllo dei vini prima della commercializzazione rappresenterà un obiettivo parallelo dello studio in corso.


I risultati

A Vinitaly sono stati presentati i risultati relativi alla sperimentazione sui caseinati ed è stato quindi possibile definire i seguenti punti. Sono stati raccolti 62 vini commercilai italiani provenienti da 13 regioni italiane. I campioni comprendevano 3 vini da tavola, 28 IGT, 24 DOC e 7 DOCG. 61 su 62 vini erano stati trattati con un chiarificante secondario (bentonite) e tutti microfiltrati. Utilizzando in parallelo tre tecniche analitiche differenti, è stato possibile dimostrare che tutti i campioni di vino inclusi nello studio sono risultati privi di residui di caseinati. E’ stato pertanto affermato dal Dott. Nezzo del MIPAAF che sulla base dei dati ottenuti dalla ricerca l’Italia, in collaborazione con OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) chiederà l’esonero definitivo dall’etichettatura dei vini chiarificati con caseinati, a condizione che vengano sottoposti a tecniche enologiche idonee a eliminare le proteine allergeniche. A tale scopo uno strumento essenziale sarà la possibilità di effettuare controlli analitici mediante un test immunoenziamtico che è stato messo a punto parallelamente alla ricerca finanziata dal Ministero.


Per informazioni:

Ufficio Stampa Università degli Studi di Milano
Glenda Mereghetti
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glenda.mereghetti@unimi.it
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Inserita il 20-04-2010