Studio italiano svela i danni dell'alcol a livello cellulareUn gruppo di ricercatori italiani identifica l’effetto dell’alcool a livello cellulare, individuando l’influenza che l’abuso di sostanze alcoliche esercita nell’accorciamento dei telomeri


Milano, 21 Aprile 2010 -  Un gruppo composto da ricercatori dell’Università di Padova (Laboratorio di Mutagenesi Ambientale del Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica),  in collaborazione con l’Università di Milano (Dipartimento di Medicina del Lavoro), e la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico (Centro di Epidemiologia Molecolare e Genetica), ha scoperto che il legame tra consumo di alcool, rischio di tumori e invecchiamento inizia a livello cellulare con l’accorciamento dei telomeri. I risultati di questo studio sono stati presentati al 101st Annual Meeting 2010 della American Association for Cancer Research  in corso dal 17 al 21 Aprile al Walter E. Washington Convention Center.
 
 I telomeri sono delle sequenze di DNA che si trovano nelle regioni terminali dei cromosomi e sono importanti per la stabilità genetica delle cellule. La lunghezza dei telomeri si accorcia progressivamente mentre invecchiamo. Un uso eccessivo di alcool produce nelle nostre cellule stress ossidativo e infiammazione, due meccanismi che possono accelerare l’accorciamento dei telomeri. Inoltre visto che l’accorciamento dei telomeri è un fondamentale meccanismo nel processo di cancerogenesi, i ricercatori hanno ipotizzato che i soggetti con telomeri più corti per eccessivo consumo di alcool potrebbero essere più a rischio di sviluppare il cancro.
 
 Utilizzando analisi di real-time polymerase chain reaction, i ricercatori hanno analizzato il DNA del sangue di 59 soggetti con consumo sregolato di alcol - anche se non ancora ascrivibili nella categoria degli alcolisti - (il 22% consumava quattro bicchieri o più al giorno di vino o altra bevanda alcolica) e 197 volontari con un consumo di alcol nella norma della popolazione italiana (soltanto il 4% consumava quattro bicchieri o più al giorno di vino o altra bevanda alcolica). I due gruppi erano di età simile e non mostravano differenze per altre caratteristiche che avrebbero potuto modificare la lunghezza dei telomeri, come fattori dietetici, fumo, esercizio fisico, stress lavorativo o esposizioni ambientali.
 
 I risultati hanno mostrato che la lunghezza dei telomeri era drammaticamente ridotta nei soggetti dello studio che consumavano quantità eccessive di alcool. La lunghezza dei telomeri era dimezzata negli alcolisti in confronto ai soggetti di controllo (0.41 e. 0.79 unità nei due gruppi, rispettivamente). 
 
''Gli alcolisti sembrano più vecchi di quanto non siano in realtà e si è sempre ritenuto che un consumo eccessivo di alcool possa far invecchiare prematuramente ed anticipare nel tempo le tipiche malattie dell’invecchiamento. In particolare, un eccessivo consumo di alcool è associabile all’insorgenza di tumori di diverso tipo'' spiegano Andrea Baccarelli e Sofia Pavanello, i responsabili del progetto di ricerca. 
  
 ''Tutte le cellule del nostro corpo hanno un vero e proprio orologio biologico e questo orologio sono i telomeri'' continua Baccarelli, che è responsabile del Centro di Epidemiologia Molecolare e Genetica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e lavora al Dipartimento di Medicina del Lavoro della Università degli Studi di Milano. 
''Inoltre, i soggetti portatori di una variante genetica nel gene ADH1B mostravano un rischio maggiore di alcolismo e avevano telomeri più corti'' riferisce la Dr.ssa Pavanello, responsabile del Laboratorio di Mutagenesi Ambientale del Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica della Università di Padova. ''La diminuzione della lunghezza telomerica che abbiamo trovato è di entità molto grande e siamo stati sorpresi noi stessi dall’aver trovato un effetto dell’alcool così forte a livello cellulare'' conclude la Dr.ssa Pavanello.

 

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Inserita il 21-04-2010