Ricercatori milanesi scoprono che una piccola proteina, la HspB8, promuove la rimozione delle proteine neurotossiche responsabili della SLALo studio, su Human Molecular Genetics, è stato effettuato da un gruppo della Statale e dell’Istituto Mario Negri, grazie al finanziamento di Telethon e Fondazione Cariplo


Milano, 28 giugno 2010 - Novità incoraggianti per fare luce sui meccanismi molecolari alla base della SLA e per nuove prospettive farmacologiche vengono da uno studio svolto da un gruppo di ricercatori milanesi finanziati da Telethon e dalla Fondazione Cariplo e guidati da Angelo Poletti del CEND, il Centro di Eccellenza per lo studio delle malattie neurodegenerative, dell’Università di Milano, Silvia De Biasi del Dipartimento di Scienze Biomolecolari e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Milano e Caterina Bendotti dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Il lavoro è stato pubblicato, per ora online, sulla rivista Human Molecular Genetics.
La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una grave malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla perdita progressiva di specifici neuroni, i motoneuroni, responsabili della contrazione dei muscoli che controllano movimento, linguaggio, deglutizione e respirazione. La malattia, nota per aver colpito numerosi calciatori, si manifesta con una paralisi progressiva dei muscoli volontari, con esito fatale in pochi anni dalla comparsa dei sintomi.

E’ da tempo risaputo che i motoneuroni dei pazienti affetti da SLA contengono aggregati di proteine anomale, il cui accumulo può provocare la morte dei neuroni stessi. In studi precedenti condotti su modelli cellulari ed animali di SLA, sempre pubblicati su Human Molecular Genetics (Sau et al, 2007, Cheroni et al, 2009), i tre ricercatori che firmano anche questo ultimo lavoro hanno dimostrato che l’accumulo di proteine anomale dipende da alterazioni di un complesso sistema enzimatico, il proteasoma, normalmente deputato alla degradazione delle proteine intracellulari.

Il lavoro uscito in questi giorni, dimostra che, sia in un modello murino che in due modelli cellulari di SLA, la sovraespressione della proteina HspB8 (una piccola proteina normalmente attivata in risposta a danni cellulari) è in grado di attivare selettivamente la principale via degradativa intracellulare, nota come autofagia. Tramite questo meccanismo, la HspB8 rimuove quasi interamente dai motoneuroni le forme insolubili delle proteine neurotossiche responsabili della SLA.
Questa azione benefica della HspB8 impedisce che le proteine responsabili della morte cellulare possano accumularsi in aggregati intracellulari e/o che le proteine neurotossiche possano danneggiare le funzioni dei motoneuroni, portando  ad un effetto protettivo contro eventuali danneggiamenti di queste cellule.

La scoperta apre la strada alla applicazione di farmaci che, modulando l’espressione di HspB8 nei motoneuroni, possono aiutare a chiarire i meccanismi molecolari implicati nella patogenesi della SLA.


The Small Heat Shock Protein B8 (HspB8) promotes autophagic removal of misfolded proteins involved in Amyotrophic Lateral Sclerosis (ALS).
AOP 22 giugno 2010, Human Molecular Genetics
http://hmg.oxfordjournals.org/cgi/reprint/ddq257v1.pdf?ijkey=x74HBBBtpCtH2DV&keytype=ref
Valeria Crippa (1, 5), Daniela Sau (1, 5), Paola Rusmini (1, 5), Alessandra Boncoraglio (1, 4), Elisa Onesto (1, 5), Elena Bolzoni (1, 5), Mariarita Galbiati (1, 5), Elena Fontana (2), Marianna Marino (3), Serena Carra (4), Caterina Bendotti (3), Silvia De Biasi (2), Angelo Poletti* (1, 5)

(1) Dipartimento di Endocrinologia, Fisiopatologia e Biologia Applicata (Center of Excellence on Neurodegenerative Diseases, CEND) Universita' degli Studi di Milano, Milano, Italy.
(2) Dipartimento di Scienze Biomolecolari e Biotecnologie, Universita’ degli Studi di Milano, Milano, Italy.
(3) Dipartimento di Neuroscienze, Istituto di Ricerche Farmacologiche ”Mario Negri”, Milano, Italy.
(4) Department of Cell Biology, Section for Radiation and Stress Cell Biology, University Medical Center Groningen, Groningen, The Netherlands.
(5) InterUniversity Center on Neurodegenerative Diseases (CIMN), Universita’ degli Studi di Firenze, Roma ”Tor Vergata”, Genova and Milano, Italy.


Ufficio Stampa Università degli Studi di Milano
Anna Cavagna
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Inserita il 01-07-2010