Il potere al pazienteDue nuovi studi che partono dalla Statale di Milano sanciscono la centralità della consapevolezza del paziente nel processo terapeutico.


Milano, 24 giugno 2011 - Sapere è potere. Il vecchio adagio torna alla ribalta anche nel campo della medicina grazie a due studi - pubblicati sui numeri di maggio e giugno delle riviste Nature Reviews Clinical Oncology  e Journal of Evaluation in Clinical Practice  - dei ricercatori di IRIDe, il Centro interdipartimentale di Ricerca e Intervento sui processi Decisionali dell’Università di Milano.

Gli studi fanno parte del progetto di ricerca europeo “Personalized Medicine” che coinvolge 19 istituti clinici e di ricerca con sede in 9 paesi europei ed estende al campo dell’oncologia il principio della partecipazione dei cittadini alle decisioni di diagnosi e cura.
Partendo dal concetto di empowerment (dall’inglese to empower: concedere l’autorità a qualcuno di fare qualcosa), gli studi hanno rilevato che nella medicina personalizzata, di cui si parla spesso in oncologia, l’approccio al paziente non si può fermare al suo DNA, ma deve comprendere anche le sue caratteristiche cognitive e psicologiche, i suoi bisogni e i suoi valori.
Durante il percorso terapeutico quindi il paziente deve acquistare il potere di decidere insieme al medico il percorso di cura che più si adatta alle sue necessità, in un contesto di massima informazione e conoscenza.

E’ molto importante informare il paziente - afferma Gabriella Pravettoni autrice degli articoli insieme ad Alessandra Gorini - fornendogli indicazioni chiare e comprensibili circa la propria diagnosi, i possibili trattamenti, i rischi e i benefici connessi (il “medicalese” delle lettere di dimissioni e dei consensi informati che siamo chiamati a firmare prima di qualsiasi intervento, il più delle volte senza capirne il contenuto, non è certamente un modo efficace di comunicare con il paziente)”.
La maggiore conoscenza da parte del paziente si traduce in maggiore consapevolezza e quindi in un incremento del potere decisionale sulla propria salute, oltre ad accrescere il potere emotivo di gestione della propria patologia.
Il processo di empowerment può e deve coinvolgere anche l’individuo sano con vantaggi sulla prevenzione di eventuali malattie.
La personalizzazione della medicina infatti passa per l’analisi della persona nella sua interezza e unicità biologica, genetica e psicologica, mettendo in primo piano il suo livello socio-culturale, la sua rete sociale, i suoi valori e le sue aspettative.



Per approfondire

Prof.ssa Gabriella Pravettoni
Dipartimento di Studi sociali e politici
Università degli Studi di Milano
Tel. 02 503 21237
E-mail: gabriella.pravettoni@unimi.it

Anna Cavagna - Glenda Mereghetti
Ufficio Stampa Università degli Studi di Milano
Tel. 02 50312983- 02 50312025
ufficiostampa@unimi.it



Inserita il 21-07-2011