Identificato un tipo di allenamento ideale per pazienti con scompenso cardiaco cronicoUn allenamento localizzato svolto con un attrezzo specifico appositamente costruito migliora forza muscolare, capacità aerobica e qualità della vita di questi pazienti



Milano, 29 settembre 2011 – Uno studio condotto da Fabio Esposito, professore di Fisiologia della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con la University of California, San Diego (UCSD) e con la University of Utah, rileva un significativo miglioramento della massima capacità aerobica in pazienti con scompenso cardiaco cronico dopo un allenamento muscolare localizzato.
La ricerca, pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology (JACC), è stata condotta analizzando nei pazienti la struttura muscolare, il trasporto di ossigeno e il metabolismo, prima e dopo un particolare programma di allenamento con piccoli esercizi localizzati sui muscoli estensori della gamba (quadricipite).
Tradizionalmente, per migliorare la capacità aerobica e la funzionalità motoria, anche in questo tipo di patologia l’allenamento adottato è quello svolto su cyclette (cicloergometro). Questa modalità di esercizio tuttavia, coinvolgendo una grossa massa muscolare, è pesantemente limitato dal deficit cardiaco e impedisce ai muscoli delle gambe di ricevere un adeguato stimolo allenante. Al contrario, esercizi mirati sui muscoli estensori della gamba, svolti grazie all’utilizzo di un attrezzo specifico appositamente costruito (ergometro per estensione della gamba con volano inerziale), coinvolgono solo il quadricipite (una piccola massa muscolare), gravando quindi minimamente sul cuore e permettondo ai muscoli coinvolti di allenarsi al massimo.
Per verificare l’effetto di questo tipo di allenamento specifico, sono stati coinvolti 6 pazienti maschi con scompenso cardiaco cronico e 6 soggetti sani di età, sesso e livello di attività fisica simili ai pazienti. I ricercatori hanno condotto una serie di test durante esercizi al cicloergometro e durante esercizi di estensione di una singola gamba. Dopo 8 settimane di allenamento i test sono stati ripetuti ed è stato rilevato un significativo aumento nel trasporto e nell’utilizzo di ossigeno nei muscoli delle gambe, grazie a una migliore redistribuzione del sangue e ad una più efficace funzionalità delle fibre muscolari. In particolare, è stato evidenziato che allenando un piccolo gruppo muscolare alla volta (ovviando quindi alla limitazione centrale data dal deficit cardiaco tipico di questa patologia), la massima capacità aerobica aumenta significativamente, raggiungendo livelli simili ai soggetti sani.
Lo studio dimostra quindi che anche in pazienti con scompenso cardiaco i muscoli delle gambe, se adeguatamente stimolati, sono in grado di migliorare la loro prestazione aerobica. Infatti, essi rispondono all’allenamento con un aumento del numero dei capillari e del flusso sanguigno e con un miglioramento del metabolismo aerobico delle fibre muscolari quando sono allenati singolarmente.
I risultati dello studio sono incoraggianti, poiché  possono avere importanti conseguenze sul piano terapeutico e riabilitativo. Un allenamento mirato su un piccolo gruppo muscolare, infatti, somministrato sempre sotto un adeguato controllo medico specialistico, può sensibilmente migliorare la qualità della vita di questi pazienti, senza sottoporre il cuore a stress eccessivi e con benefici evidenti durante le normali attività quotidiane.


Risorse online:
http://www.cardiosource.org/News-Media/Media-Center/JACC-Releases/2011/09/92011SmallMuscleTrainingAndHF.aspx 


http://content.onlinejacc.org/cgi/content/full/58/13/1353
 
http://content.onlinejacc.org/cgi/content/abstract/58/13/1353(free abstract)



Per informazioni:


Prof. Fabio Esposito
Professore di Fisiologia
Dipartimento di Scienze dello sport, nutrizione e salute
Università degli Studi di Milano
Tel. 02.50314630
fabio.esposito@unimi.it



Ufficio Stampa Università degli Studi di Milano
Glenda Mereghetti
tel. 02 50312025
ufficiostampa@unimi.it



 





Inserita il 03-10-2011