Genoma e Tumori: le « amicizie pericolose » della proteina « italiana » NF-Y Uno studio di Università Statale di Milano e Harvard, nell’ambito di Progetto ENCODE


Milano, 6 maggio 2013 - Studio di Università Statale di Milano e Harvard, nell’ambito di Progetto ENCODE, rivela che la proteina NF Y, determinante nella regolazione epigenetica, farebbe da facilitatore ai fattori che stimolano la trasformazione tumorale, guidandoli in zone protette del DNA. 
 
Effettuata la sequenza completa del genoma umano, una delle sfide biologiche più ambiziose resta quella di capire i meccanismi che ne determinano la regolazione, che avviene tramite le modificazioni “epigenetiche” della cromatina, nonché di comprendere le strategie dei fattori di regolazione dell’espressione genica a livello globale. Di questo si occupa l’ambizioso Progetto ENCODE, guidato dal National Genome Research Institute (Nhgri) e dallo European Bioinformatics Institute (Embl-Ebi). http://genome.ucsc.edu/ENCODE/
 
Fra le proteine che regolano l’espressione genica c’è NF-Y, il fattore trascrizionale studiato da molti anni nel laboratorio di Roberto Mantovani presso il Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano, non a caso incluso nelle analisi genomiche del Progetto ENCODE.
Dopo aver scoperto nel 2012 che NF-Y ha una funzione cruciale nel mantenimento della totipotenza delle cellule staminali embrionali ( http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/stem.1232/abstract), ed avere in seguito identificato, nel gennaio del 2013, la struttura di NF Y ed il ruolo determinante che la proteina svolge nella regolazione epigenetica, ( http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0092867412014353 ) ora il gruppo di Roberto Mantovani compie un nuovo importante passo in avanti, con uno studio svolto in collaborazione con Kevin Struhl dell’Università di Harvard ed ENCODE.

Lo studio, appena pubblicato su Genome Research, chiarisce la strategia globale mediante cui NF-Y interviene nella regolazione genomica, evidenziando, in particolare, due aspetti ricchi di implicazioni.
Il primo riguarda l’identificazione di un gruppo di “amici” stretti di NF-Y nelle strategie genomiche, ossia proteine che entrano in contatto con il DNA nelle postazioni più vicine a NF-Y. Molti di queste sono regolatori della crescita cellulare (FOS, MYC, E2F) e, nel caso di loro alterazioni genetiche, diventano veri e propri oncogeni.
Il secondo punto riguarda la capacità di NF-Y di contattare il DNA sia in zone in cui la cromatina è “attiva”, sia in quelle dove è “repressa”, un fatto raro tra i regolatori dell’espressione genica.
 
L’implicazione dell’insieme di queste due evidenze è che NF-Y sarebbe un “pioniere” epigenetico, permetterebbe cioè ai fattori che stimolano la trasformazione tumorale l’accesso a zone cromatiniche “protette”, vietate nelle cellule normali.
Ciò spiegherebbe anche perchè NF-Y e i suoi “amici” vengano intercettati vicino ai geni la cui espressione è presente solo, o aumentata rispetto alla norma, in caso di cancro
 
Poiché la struttura di NF-Y e di molte di queste proteine “amiche” è nota, si può ora immaginare di individuare composti/farmaci, in grado di separarle, almeno parzialmente, intervenendo così a frenarne la sinergia nel processo di sviluppo tumorale.
ENCODE è un progetto in divenire, e l’enorme massa dei dati genomici, di cui solo una parte sono stati fin qui analizzati, non mancherà di riservare nuove e interessanti sorprese.

Studio su su Genome Research: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23595228


Per approfondire:
Prof. Roberto Mantovani
Dipartimento di Bioscienze
Università degli Studi di Milano
Tel. 02.50315005
mantor@unimi.it

Anna Cavagna
Capo Ufficio Stampa Università degli Studi di Milano
Via Festa del Perdono, 7 20122 Milano
tel. 02 .50312983
ufficiostampa@unimi.it



Inserita il 06-05-2013