Voi siete qui

TITOLO VI - Organizzazione amministrativa e del personale

Art. 57 - Organizzazione e funzioni dell’Amministrazione

  1. L'Università organizza la propria struttura amministrativa, tecnica e di servizio in funzione del perseguimento dei suoi compiti e dei suoi obiettivi istituzionali mediante la programmazione, l’impiego coordinato, la valutazione e la valorizzazione delle risorse e delle competenze che fanno complessivamente capo alle sue articolazioni funzionali e operative. 
    La struttura amministrativa cura i procedimenti amministrativi e le attività connesse alla gestione delle risorse finanziarie, umane, tecnico-patrimoniali dell’Ateneo e collabora con gli organi di governo nella predisposizione degli atti programmatici e deliberativi e dei regolamenti di Ateneo.
  2. L’organizzazione amministrativa, tecnica e di servizio dell’Ateneo si basa sulla distinzione e complementarietà tra: a) il ruolo di direzione politico-strategica esercitato dagli organi di governo, ai quali competono le funzioni di programmazione generale, di determinazione degli obiettivi e di verifica del conseguimento dei risultati rispetto agli indirizzi e alle risorse impiegate; b) le funzioni istituzionali per la didattica e la ricerca e quelle ad esse collegate, di competenza delle pertinenti strutture autonome dotate dei necessari supporti funzionali; c) il ruolo della direzione generale e operativa alla quale competono le responsabilità di coordinamento complessivo della gestione tecnica, finanziaria e amministrativa dell’Ateneo in vista del conseguimento degli obiettivi indicati dagli organi di governo e della conduzione e gestione dell’intero sistema Ateneo secondo criteri di efficienza, efficacia e razionale utilizzo delle risorse.
  3. L’organizzazione amministrativa dell’Ateneo, nel rispetto delle norme legislative, statutarie e regolamentari e di quanto disciplinato a livello contrattuale, si basa sui seguenti principi:
    1. responsabilità individuale nell’attuazione delle decisioni, commisurata al ruolo e alla posizione rivestita nell’organizzazione;
    2. semplificazione delle procedure, flessibilità organizzativa e integrazione delle competenze funzionali finalizzate al raggiungimento dei risultati gestionali, operativi e di servizio all’utenza;
    3. pubblicità, tracciabilità e trasparenza degli atti e dei procedimenti;
    4. misurabilità e verificabilità dei risultati gestionali, operativi e di servizio all’utenza in relazione alle risorse disponibili e alle opzioni praticabili.
  4. L’Amministrazione opera in forma integrata a livello centrale e a livello decentrato, organizzando le proprie strutture e il raccordo funzionale tra le stesse secondo il Piano organizzativo programmatico pluriennale di cui al comma successivo. 
    I servizi amministrativi e tecnici sono coordinati in relazione alle competenze e alle responsabilità richieste e alle esigenze di integrazione dei processi e delle procedure. Le strutture di più elevata complessità, comunque denominate, sono sottoposte alla responsabilità di un Dirigente.
  5. La programmazione delle attività dell’Amministrazione e delle sue strutture organizzative costituisce il “Piano organizzativo programmatico pluriennale” che individua gli obiettivi da perseguire, le risorse da impiegare, gli indicatori di risultato da sottoporre a valutazione. Il Piano è definito nella sua articolazione, e periodicamente verificato e aggiornato sia rispetto ai risultati conseguiti sia rispetto alle esigenze e alle prospettive, tenendo conto dei vincoli e dello sviluppo delle funzioni che derivano dalla normativa sulle materie oggetto degli interventi.
    Il Piano organizzativo programmatico pluriennale è approvato dal Consiglio di amministrazione su proposta del Direttore generale, previo parere favorevole del Rettore.
  6. I processi amministrativi di supporto al funzionamento delle strutture preposte alle attività didattiche e di ricerca di diretta pertinenza delle stesse strutture e quindi non facenti capo all’Amministrazione centrale, sono regolati, nel rispetto delle autonomie gestionali e di spesa attribuite alle strutture stesse, fatto salvo il ruolo di coordinamento generale assicurato dalla Direzione generale, nel quadro delle norme statutarie e regolamentari e delle determinazioni del Consiglio di amministrazione.
  7. Le modalità d’impiego del personale tecnico e amministrativo operante presso le strutture dotate di autonomia ai sensi del presente Statuto sono di competenza del responsabile delle strutture stesse con riferimento ai compiti e alla supervisione delle relative attività, nel quadro dei criteri e delle regole generali di gestione e dei principi di armonizzazione e comparabilità di attribuzioni e ruoli, di competenza dell’Amministrazione centrale e del Direttore generale, nel rispetto delle direttive del Consiglio di amministrazione e della normativa contrattuale del personale in materia di rapporto di lavoro.

inizio pagina


Art. 58 - Direttore generale

  1. Al Direttore generale è attribuita, sulla base degli indirizzi e delle delibere del Consiglio di amministrazione, la responsabilità della complessiva gestione economico-finanziaria, dell’organizzazione dei processi e dei servizi amministrativi e tecnici dell’Amministrazione, delle risorse strumentali e patrimoniali e del personale tecnico e amministrativo dell’Ateneo, nonché dei compiti, in quanto compatibili, di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
    Il Direttore generale partecipa, senza diritto di voto, alle sedute del Consiglio di amministrazione e a quelle del Senato accademico, nelle quali presenta l’istruttoria degli atti e dei provvedimenti di competenza, esercitando le funzioni indicate all’articolo 26, comma 3, e all’articolo 27, comma 13.
  2. Il Direttore generale è scelto tra personalità di elevata qualificazione professionale e comprovata esperienza pluriennale con funzioni dirigenziali. L’incarico è conferito dal Consiglio di amministrazione, su proposta del Rettore, sentito il parere del Senato accademico. Esso è regolato con contratto di lavoro di diritto privato a tempo determinato, di durata non superiore a quattro anni, rinnovabile. Il trattamento economico è stabilito in conformità ai criteri e ai parametri di legge. E’ previsto il collocamento in aspettativa senza assegni per tutta la durata del contratto in caso di conferimento dell’incarico a un dipendente pubblico.
    L'incarico può essere revocato prima della scadenza con decreto motivato del Rettore, su delibera del Consiglio di amministrazione, previa contestazione all'interessato, in caso di responsabilità grave per i risultati della gestione amministrativa o di reiterata inosservanza degli indirizzi e delle delibere degli organi di governo.
  3. In particolare il Direttore generale:
    1. è responsabile dell’organizzazione complessiva dei servizi e della gestione del personale tecnico e amministrativo dell’Ateneo, verso cui esplica un’attività generale di indirizzo, di direzione, di coordinamento e di controllo, esercitando sullo stesso il potere disciplinare ai sensi delle norme in vigore;
    2. predispone le linee generali dell’organizzazione delle funzioni amministrative, tecniche, di servizio e di supporto alle attività istituzionali didattiche e di ricerca dell’Ateneo e i criteri organizzativi delle relative strutture, e provvede a raccordare e indirizzare le singole strutture amministrative, favorendone la cooperazione; 
    3. cura l’attuazione dei programmi definiti dagli organi di governo anche sulla base di specifici progetti e compie gli atti di gestione necessari;
    4. presenta annualmente al Consiglio di amministrazione una relazione sull’attività svolta e sui risultati raggiunti nel quadro degli obiettivi definiti dagli Organi di governo e del contesto organizzativo, economico e normativo in cui si è operato;
    5. ai fini del raggiungimento degli obiettivi stabiliti dagli organi di governo, provvede alla gestione finanziaria, tecnica e amministrativa con l’adozione, per quanto di competenza, di atti, anche di rilevanza esterna, negoziali e di spesa, nonché all’organizzazione complessiva delle risorse e del personale, nell’ambito regolamentare dell’Ateneo;
    6. sulla base della programmazione finanziaria e di riparto delle risorse anche pluriennale, predispone il bilancio di previsione, il conto consuntivo e le relative relazioni tecniche;
    7. assegna gli incarichi di funzione ai dirigenti, nel rispetto del Piano organizzativo programmatico pluriennale di cui al comma 5 dell’articolo 57, anche delegando alcune delle sue responsabilità in relazione alle esigenze;
    8. è responsabile della legittimità, dell’imparzialità, della trasparenza e del buon andamento dell’attività amministrativa dell’Ateneo;
    9. esercita ogni altro compito attribuitogli da leggi e regolamenti.
      Nello svolgimento delle sue funzioni il Direttore generale può essere affiancato da una struttura di staff che lo supporta nel trattamento delle informazioni e della documentazione.
  4. Il Direttore generale può nominare un Vicedirettore con funzioni vicarie, indicandolo tra i dirigenti in servizio presso l'Università. Il Vicedirettore vicario e decade contemporaneamente alla scadenza o alla cessazione del mandato del Direttore generale.
  5. In caso di cessazione anticipata dall’incarico di Direttore generale, le relative funzioni sono esercitate, fino alla nomina del successore, dal dirigente più anziano nel ruolo, salvo diversa delibera del Consiglio di amministrazione.

inizio pagina


Art. 59 - Dirigenti e responsabilità dirigenziali

  1. I dirigenti collaborano con il Direttore generale, nell'ambito delle rispettive competenze e responsabilità, provvedendo autonomamente, per le strutture cui sono preposti, alla organizzazione del lavoro finalizzato al raggiungimento degli obiettivi loro assegnati. A questo scopo organizzano le risorse umane e strumentali a disposizione, individuano i responsabili dei singoli procedimenti, verificano periodicamente il carico di lavoro e valutano prestazioni e risultati del personale di competenza, assolvendo ogni altra incombenza loro demandata in base alla normativa in vigore, al presente Statuto e ai Regolamenti.
  2. L’accesso alla qualifica di dirigente avviene per concorso pubblico indetto dall’Ateneo, ovvero per mobilità in conformità alla normativa vigente. I procedimenti di selezione e i requisiti per l’accesso sono definiti, nel rispetto della vigente normativa in materia, dal Consiglio di amministrazione.
    In carenza di personale e per comprovate esigenze di servizio, il Consiglio di amministrazione, su proposta del Direttore generale, può attribuire le funzioni dirigenziali a tempo determinato a soggetti anche esterni all’Ateneo non in possesso della qualifica di dirigente, ma di comprovata qualificazione professionale, nel rispetto e nei limiti della normativa vigente. In caso di conferimento dell’incarico a personale di ruolo dell’Ateneo, per la durata del contratto tale personale è collocato in aspettativa senza assegni con riconoscimento dell’anzianità di servizio.
  3. Le eventuali rotazioni o sostituzioni di dirigenti sono vincolate alla valutazione periodica dei risultati raggiunti e all'obiettivo della migliore valorizzazione delle competenze specifiche in relazione ai singoli ambiti di servizio. 
    Gli atti di competenza dei dirigenti possono essere soggetti ad avocazione da parte del Direttore generale per particolari motivi di necessità ed urgenza specificamente indicati.
  4. La responsabilità funzionale assegnata a un dirigente può essere revocata dal Direttore generale, previa contestazione all'interessato, in caso di inadempienze gravi o di reiterata inosservanza delle direttive ricevute.

inizio pagina


Art. 60 - Organico del personale tecnico e amministrativo

  1. Ai fini della determinazione della dotazione organica del personale tecnico e amministrativo, l’Ateneo adotta un Modello di evoluzione funzionale dell’Organico, volto a individuare i fabbisogni delle varie articolazioni organizzative in relazione ai servizi e ai processi di competenza, tenendo conto delle loro motivate esigenze, delle tecnologie adottate, delle variazioni determinate dal Piano organizzativo di cui al comma 5 dell’articolo 57. Il Modello, costruito sulla base di criteri, indicatori e parametri chiari ed espliciti, sentite le strutture interessate, è approvato, periodicamente rivisto e validato dal Consiglio di amministrazione su proposta del Direttore generale. Il Modello costituisce uno strumento di supporto decisionale rispetto all’allocazione delle risorse nelle strutture centrali e decentrate, anche in riferimento alle priorità previste dalla programmazione e al piano di sviluppo delle risorse umane.
  2. Per fare fronte a esigenze impreviste o a urgenze non altrimenti risolvibili, e per garantire comunque il miglior funzionamento dell’organizzazione e delle attività in rapporto a situazioni di criticità o di particolare difficoltà, il Direttore generale, nell’ambito delle sue prerogative, ha facoltà di introdurre modifiche nell’impiego delle risorse di personale come previste dalla Pianta organica in vigore, informandone il Consiglio di amministrazione per gli atti conseguenti.

inizio pagina


Art. 61 - Formazione, qualificazione e aggiornamento delle professionalità

  1. Nel rispetto delle norme che regolano lo stato giuridico e il rapporto di lavoro e con l’obiettivo di accrescere la qualificazione, la motivazione e la partecipazione attiva del proprio personale, l'Università  promuove, anche su base pluriennale e programmata, le forme più adeguate di formazione, aggiornamento, potenziamento e valorizzazione delle competenze acquisite, destinando allo scopo specifiche risorse, tenendo altresì conto del Piano organizzativo di cui al comma 5 dell’articolo 57 e del Modello di cui al comma 1 dell’articolo 60, e prevedendo la possibilità di associare formazione e mobilità interna al fine di favorire l’arricchimento professionale e al tempo stesso conseguire una più efficace organizzazione.

inizio pagina