Voi siete qui

TITOLO III - Organi di governo

Art. 25 - Rettore

  1. Il Rettore ha funzioni di indirizzo, di iniziativa e di coordinamento delle attività scientifiche e didattiche, ed è responsabile del perseguimento delle finalità dell’Università secondo criteri di qualità e nel rispetto dei princìpi di efficacia, efficienza, trasparenza e promozione del merito.
    Il Rettore è il rappresentante istituzionale e legale dell’Ateneo.
    Rientrano in particolare tra le sue funzioni:
    1. proporre, anche tenuto conto delle proposte e dei pareri del Senato accademico, un documento programmatorio e di sviluppo nel quale sono indicati gli indirizzi e gli obiettivi generali di medio e lungo termine che orientano le scelte e le priorità di intervento nei diversi settori di attività. Il documento costituisce elemento di riferimento per le attività di valutazione e di controllo dell’Ateneo e ai fini della applicazione delle disposizioni sulla programmazione triennale di Ateneo di cui all’articolo 1-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, nella legge 31 marzo 2005, n. 43;
    2. proporre il bilancio di previsione annuale e triennale e il conto consuntivo predisposti dal Direttore generale;
    3. esercitare con proposte agli organi di governo dell’Ateneo le funzioni di indirizzo e di iniziativa di cui al primo capoverso:
    4. convocare e presiedere il Senato accademico e sovrintendere alla esecuzione delle relative deliberazioni;
    5. convocare e presiedere il Consiglio di amministrazione e sovrintendere alla esecuzione delle relative deliberazioni;
    6. assicurare il raccordo tra gli organi centrali di governo dell’Ateneo e vigilare sul funzionamento delle strutture e dei servizi dell'Università impartendo direttive - nell'ambito dei poteri conferitigli dalla legge e dallo Statuto - per la corretta applicazione delle norme di legge, dello Statuto e dei Regolamenti, per l'efficiente funzionamento delle strutture e dei servizi e per la determinazione delle relative responsabilità;
    7. svolgere le funzioni di cui al successivo articolo 27, comma 6, ai fini della designazione dei componenti il Consiglio di amministrazione;
    8. proporre il Direttore generale come previsto dalla normativa in vigore;
    9. assicurare l'osservanza delle norme concernenti l'ordinamento universitario;
    10. presentare una relazione annuale sullo stato dell'Ateneo;
    11. avviare i procedimenti disciplinari ai sensi dell’articolo 33 del presente Statuto, dando esecuzione alle decisioni del Consiglio di amministrazione, e comminare nei confronti del personale docente provvedimenti disciplinari non più gravi della censura;
    12. emanare i decreti e gli atti di sua competenza;
    13. assumere, in caso di necessità e di indifferibile urgenza, i necessari provvedimenti, i quali, se di competenza del Senato accademico o del Consiglio di amministrazione, sono da sottoporre alla ratifica di tali organi alla prima riunione successiva utile;
    14. svolgere ogni altra funzione stabilita dalle norme in vigore e dal presente Statuto ovvero non espressamente attribuita dallo Statuto ad altri organi.
  2. Il Rettore è una figura di alto profilo con precedenti significative esperienze gestionali nel settore universitario e/o della ricerca, eletto tra i professori di ruolo di prima fascia in servizio presso università italiane che abbiano optato per il tempo pieno od optino in tal senso in caso di elezione.
    La durata del mandato del Rettore è di sei anni, e non è rinnovabile. Qualora risulti eletto un professore in servizio presso altra università, l’elezione si configura anche come chiamata e conseguente trasferimento ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge n. 240/2010.
    Il Rettore è nominato con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
  3. L’elettorato passivo è riservato a quanti, trovandosi nelle condizioni di cui al comma 2, abbiano presentato la propria candidatura almeno quarantacinque giorni prima della data della prima votazione, corredata da un programma e dalle firme di almeno il 5% dei professori e ricercatori in servizio presso l’Ateneo, afferenti per quote non inferiori a un quarto dei proponenti ad almeno tre diversi Gruppi di aree scientifico-disciplinari come determinati dal comma 4 dell’articolo 26.
  4. L’elettorato attivo è costituito:
    1. dai professori di ruolo di prima e seconda fascia, dai ricercatori di ruolo e dai ricercatori a tempo determinato;
    2. dal personale tecnico-amministrativo in servizio a tempo indeterminato e dirigente con voto ponderato;
    3. dai rappresentanti degli studenti e dei dottorandi eletti in seno al Senato accademico e dai rappresentanti degli studenti eletti in seno al Consiglio di amministrazione;
    4. dai rappresentanti degli studenti presenti in seno ai Consigli di Dipartimento e ai Comitati direttivi delle Facoltà e Scuole, di cui ai successivi articoli 38 e 40, con voto ponderato;
    5. dai rappresentanti degli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca eletti in seno ai Consigli di Dipartimento.
  5. Per la componente indicata al punto b) del comma precedente, la ponderazione dei voti viene effettuata moltiplicando i voti individuali espressi per il coefficiente 0,15, equivalente al 15% del totale degli aventi diritto al voto della categoria.
    Per la componente indicata al punto d) la ponderazione viene effettuata moltiplicando i voti individuali espressi per il coefficiente 0,7, equivalente al 70% della componente stessa.
  6. Il Rettore è eletto a maggioranza assoluta dei voti esprimibili nella prima votazione.
    Per voti esprimibili si intende il numero complessivo, arrotondato per eccesso, di voti interi che il corpo elettorale può esprimere, compresi i voti pesati del personale tecnico-amministrativo e dirigente e dei rappresentati degli studenti nei Consigli di Dipartimento e nei Comitati direttivi delle Facoltà e Scuole. 
    Nel caso in cui la prima votazione non abbia dato esito positivo, si procede ad una seconda votazione, per la quale è richiesta la maggioranza assoluta dei voti espressi, considerando per il personale tecnico-amministrativo e dirigente e per i rappresentanti degli studenti presenti in seno ai Consigli di Dipartimento e ai Comitati direttivi delle Facoltà e Scuole i voti pesati. Qualora nessuno dei candidati ottenga quest’ultima maggioranza, si procede a una terza e ultima votazione con il sistema del ballottaggio tra i due candidati che nella seconda votazione abbiano ottenuto il maggior numero di voti. Le votazioni sono valide se vi abbia partecipato la maggioranza assoluta degli aventi diritto della componente di cui al punto a) del comma 4.
    Tra le votazioni di cui sopra deve intercorrere un intervallo non inferiore a sette giorni.
  7. Il Rettore designa un Prorettore vicario scelto tra i professori di ruolo di prima fascia, che lo coadiuva anche assumendo responsabilità delegate in settori di attività e lo supplisce nelle sue funzioni in caso di impedimento o di assenza.
    Negli organi accademici il Prorettore vicario non ha diritto di voto se è presente il Rettore.
  8. In relazione alle esigenze funzionali di settori di attività di rilevante importanza e complessità e che eventualmente comportino anche funzioni di rappresentanza istituzionale, il Rettore designa uno o più Prorettori delegati, individuati tra i professori di ruolo, incaricati di seguire più direttamente i settori in questione, ferme restando le sue responsabilità di iniziativa e di coordinamento. I Prorettori delegati possono partecipare alle sedute del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione su invito del Rettore in relazione agli argomenti all’ordine del giorno.
  9. I Prorettori delegati, per le materie loro attribuite, sono autorizzati alla verifica e alla firma degli atti di competenza del Rettore, il quale, ove necessario, può designare ulteriori delegati incaricati dell’incombenza, definendo i rispettivi settori di competenza.
  10. Il Rettore può avvalersi della collaborazione di altri docenti delegando loro funzioni che non gli siano inderogabilmente riservate, finalizzate alla realizzazione di progetti specifici o allo svolgimento di attività definite, o quali delegati in sua vece in organi nei quali ciò sia consentito, dandone comunicazione al Senato accademico e al Consiglio di amministrazione.
  11. Il Rettore può avvalersi della limitazione dell’attività didattica, ai sensi della normativa vigente, per il periodo del suo mandato.
  12. Il Prorettore vicario può avvalersi della limitazione dell’attività didattica, ai sensi della normativa vigente, qualora sia giustificata dall’entità degli incarichi attribuitigli. La limitazione è autorizzata dal Rettore.
  13. Nel caso in cui il Rettore sia sfiduciato ai sensi della lettera g) del comma 1 del successivo articolo 26, il Decano dell’Ateneo ne comunica la decadenza dalla carica al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e convoca entro dieci giorni le votazioni per l’elezione alla carica vacante che devono svolgersi entro i successivi novanta giorni.

inizio pagina


Art. 26 - Senato accademico

  1. Il Senato accademico ha funzioni di proposta, anche con riferimento alla programmazione delle attività scientifiche, didattiche e ad esse correlate, nonché compiti di supervisione e di verifica, secondo i principi e perseguendo gli obiettivi di cui al Titolo I del presente Statuto.
    Compete in particolare al Senato accademico:
    1. formulare proposte e pareri obbligatori in materia di didattica, di ricerca e di servizi agli studenti, anche con riferimento al documento programmatorio e di sviluppo di cui al comma 1, lettera a), dell’articolo 25 e al  documento di programmazione triennale di Ateneo di cui all’articolo 1-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, nella legge 31 marzo 2005, n. 43, nonché di attivazione, modifica o soppressione di corsi, sedi, Dipartimenti, Facoltà e Scuole;
    2. approvare il Regolamento generale, previo parere del Consiglio di amministrazione;
    3. approvare, previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione, il Regolamento didattico d’Ateneo;
    4. approvare, previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione, i Regolamenti, compresi quelli di competenza dei Dipartimenti e delle Facoltà e Scuole, in materia di didattica e di ricerca;
    5. approvare il Codice etico di cui al comma 2 dell’articolo 11 e decidere, su proposta del Rettore, sulle sue violazioni, qualora non ricadano sotto la competenza del Collegio di disciplina di cui al successivo articolo 33;
    6. svolgere funzioni di indirizzo scientifico, di coordinamento e di raccordo con i Dipartimenti, le Facoltà e le Scuole;
    7. svolgere le funzioni di cui al successivo articolo 27, comma 6, ai fini della designazione dei componenti il Consiglio di amministrazione;
    8. proporre eventualmente al corpo elettorale, con la maggioranza di almeno due terzi dei suoi componenti, una mozione di sfiducia al Rettore non prima che siano trascorsi due anni dall’inizio del suo mandato;
    9. esprimere parere obbligatorio sul bilancio di previsione annuale e triennale e sul conto consuntivo dell’Università;
    10. svolgere ogni altra funzione attribuitagli dalle norme in vigore e dal presente Statuto e esprimere pareri e proposte sulle materie stabilite dai Regolamenti di Ateneo e su richiesta del Rettore e del Consiglio di amministrazione.
  2. Il Senato accademico è costituito su base elettiva da trentacinque unità, incluso il Rettore, che ne è componente di diritto, così individuate:
    1. il Rettore;
    2. dieci Direttori di Dipartimento;
    3. quattordici tra professori (che non siano Direttori di Dipartimento) e ricercatori di ruolo, di cui sei professori di prima fascia, quattro professori di seconda fascia e quattro ricercatori di ruolo;
    4. cinque rappresentanti degli studenti iscritti ai corsi di laurea, di laurea magistrale e a ciclo unico;
    5. un rappresentante degli iscritti ai dottorati di ricerca;
    6. quattro rappresentanti del personale tecnico e amministrativo.
  3. Il Prorettore vicario prende parte alle sedute del Senato accademico con le modalità previste al comma 7 dell’articolo 25.
    Partecipa alle riunioni del Senato accademico, senza diritto di voto, il Direttore generale, che funge da segretario, assistito per la verbalizzazione da un funzionario da lui designato.
  4. I componenti di cui alle lettere b) e c) del comma 2 sono eletti con riferimento all’appartenenza dei professori e dei ricercatori dell’Ateneo alle diverse aree scientifico-disciplinari, così come determinate dal DM 29 luglio 2011, n. 336, tenuto conto di alcune specificità dell’articolazione scientifica e formativa dell’Ateneo. 
    Ai soli fini di cui al presente articolo, le aree sono raggruppate come segue: 
    Gruppo 1, Scienze matematiche e informatiche;
    Gruppo 2, Scienze fisiche, Scienze chimiche, Scienze della Terra;
    Gruppo 3, Scienze biologiche;
    Gruppo 4, Scienze mediche;
    Gruppo 5, sub area delle Scienze agrarie, sub area delle Scienze veterinarie e sub area delle  Scienze del farmaco;
    Gruppo 6, Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche,
     Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche;
    Gruppo 7, Scienze giuridiche;
    Gruppo 8, Scienze economiche e statistiche, Scienze politiche e sociali.
  5. Il numero complessivo degli eleggibili per ciascun Gruppo è determinato con decreto rettorale, in proporzione al numero degli afferenti, entro un minimo di due e un massimo di cinque. In tali quote sono compresi sia i componenti di cui alla lettera b) sia i componenti di cui alla lettera c) del comma 2, fatte salve le diverse procedure elettorali stabilite dai successivi commi.
    Gli eletti devono appartenere ad aree diverse nel caso di Gruppi che ne comprendano più d’una, a macrosettori diversi nel caso del Gruppo 1 e a sub aree diverse nel caso del Gruppo 5.
  6. Ai fini delle designazioni dei componenti di cui alla lettera b) del comma 2, è costituito un unico collegio elettorale per il quale godono dell’elettorato attivo, indistintamente, tutti i professori e i ricercatori di ruolo e i ricercatori a tempo determinato dell’Ateneo. Ogni elettore può esprimere una sola preferenza.
    L’elettorato passivo è attribuito ai Direttori di Dipartimento in carica che abbiano presentato la loro candidatura almeno trenta giorni prima della data della votazione, specificando il Gruppo e l’area, se il Gruppo ne comprende più di una, nonchè il macrosettore nel caso del Gruppo 1 e la sub area nel caso del Gruppo 5, per cui si presentano candidati.
    Sono eletti i dieci Direttori, tra i quali almeno uno per Gruppo e non più di due afferenti a un medesimo Gruppo (e in tal caso di aree diverse se il Gruppo ne comprende più di una e di macrosettori diversi per quel che riguarda i Gruppi 1 e 5), che abbiano ottenuto il maggior numero di voti.
  7. Ai fini della designazione dei componenti di cui alla lettera c) del comma 2, ciascun Gruppo costituisce un distinto collegio elettorale. Godono dell'elettorato attivo, in ogni Gruppo, indistintamente, i professori e i ricercatori di ruolo e i ricercatori a tempo determinato che vi afferiscono. L’afferenza è determinata sulla base dei settori scientifico-disciplinari di appartenenza con decreto rettorale. La sub area delle Scienze agrarie è composta dai professori e i ricercatori afferenti ai macrosettori da 07/A a 07/F, la sub area delle Scienze veterinarie dai professori e i ricercatori afferenti ai macrosettori 07/G e 07/H, la sub area delle Scienze del farmaco dai professori e i ricercatori afferenti ai macrosettori 03/D e 05/G.
    I professori e i ricercatori eventualmente appartenenti a settori scientifico-disciplinari non compresi nelle aree scientifico-disciplinari raggruppate ai sensi del precedente comma 4 optano per una di esse sulla base delle affinità delle funzioni svolte. L’opzione è sancita con decreto rettorale.
    Ogni elettore può esprimere nell’ambito del rispettivo collegio una sola preferenza.
    L’elettorato passivo, all’interno di ciascun Gruppo, è attribuito a chi abbia preventivamente presentato la propria candidatura almeno trenta giorni prima della data della votazione.
    Sono eletti per ciascun collegio i candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti, tenuto conto dei vincoli di rappresentanza stabiliti, anche in relazione ai Gruppi, alle aree e sub aree e ai macrosettori per i quali i Direttori di Dipartimento sono eletti.
    Ai fini della comparazione tra i votati nei diversi collegi, qualora richiesta per il rispetto delle rappresentanze per fasce di cui alla lettera c) del comma 2, fermo restando quanto indicato al precedente comma 5, per ciascuno dei ruoli di professore di prima fascia, professore di seconda fascia e ricercatore di ruolo vengono designati i candidati che abbiano ottenuto il maggiore quoziente elettorale, pari al prodotto tra il numero di eleggibili per il Gruppo di appartenenza del candidato e il rapporto tra i voti ottenuti dal candidato e il totale degli aventi diritto al voto nel Gruppo stesso. 
    Tutti gli eletti devono essere a tempo pieno o optare per il tempo pieno in caso di elezione.
  8. Le modalità di elezione delle componenti di cui al comma 2 sono stabilite dall’articolo 62 del presente Statuto.
  9. Il mandato dei componenti del Senato accademico è triennale, rinnovabile per una sola volta, fatta eccezione per quello delle rappresentanze degli studenti e degli iscritti ai dottorati di ricerca, di durata rispettivamente biennale e triennale, rinnovabile una sola volta ove sussistano i requisiti per l’eleggibilità previsti dal Regolamento generale d’Ateneo.
    La nomina dei componenti del Senato accademico è disposta con decreto rettorale.
  10. I cambiamenti di qualificazione o di carica accademica che intervengano nel corso del mandato comportano la cessazione dal Senato accademico e danno luogo a elezioni suppletive nei termini prescritti.
  11. Il Senato accademico si riunisce su convocazione del Rettore, che ne fissa l'ordine del giorno, o quando ne faccia richiesta almeno un quarto dei suoi membri. In tal caso il Rettore è tenuto alla convocazione entro quindici giorni, ponendo all'ordine del giorno l'argomento o gli argomenti che hanno motivato la richiesta.
  12. L’attività istruttoria e di approfondimento preliminare delle questioni riguardanti la didattica di competenza del Senato accademico è esercitata da un’apposita Commissione presieduta da un Prorettore, comprendente i Presidenti dei Comitati di direzione delle Facoltà e Scuole di cui al comma 6 del successivo articolo 40, unitamente ai componenti del Senato accademico secondo le determinazioni del Senato stesso.

inizio pagina


Art. 27 - Consiglio di amministrazione

  1. Il Consiglio di amministrazione ha funzioni di indirizzo strategico, di approvazione della programmazione finanziaria annuale e triennale e del personale, nonché di vigilanza sulla sostenibilità economico-finanziaria delle attività.
    Sono competenze specifiche del Consiglio di amministrazione:
    1. approvare, su proposta del Rettore e previo parere del Senato accademico per gli aspetti di sua competenza, il bilancio di previsione annuale e triennale e il conto consuntivo, trasmettendoli al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e al Ministero dell’Economia e delle Finanze unitamente a quanto previsto dalla normativa vigente;
    2. approvare il documento programmatorio e di sviluppo di cui al comma 1, lettera a), dell’articolo 25 e il documento di programmazione triennale di Ateneo di cui all’articolo 1-ter del decreto legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, nella legge 31 marzo 2005, n. 43;
    3. adottare, di norma entro il 31 gennaio di ciascun anno, un piano operativo di allocazione delle risorse garantendone la compatibilità in funzione degli obiettivi didattici, scientifici e organizzativi dell’Ateneo come definiti nel documento programmatorio e di sviluppo di cui al comma 1, lettera a), dell’articolo 25, anche con riferimento alle quote attribuibili ai sensi delle successive lettere e), f), h), i) e a ogni altra esigenza che richieda l’impegno di risorse;
    4. adottare, periodicamente aggiornare e verificare il Piano organizzativo pluriennale di cui al comma 5 dell’articolo 57, e il Modello di evoluzione funzionale dell’Organico, di cui al comma 1 dell’articolo 60;
    5. approvare le richieste di posti e le proposte di chiamata di professori e ricercatori avanzate dai Dipartimenti ai sensi del comma 4 dell’articolo 37, nel rispetto delle norme e delle responsabilità scientifiche in materia di reclutamento e chiamate stabilite dalle pertinenti disposizioni statutarie e regolamentari;
    6. deliberare in ordine al reclutamento e all'assegnazione di personale tecnico-amministrativo in conformità con la programmazione pluriennale e con le esigenze di servizio;
    7. deliberare l’attivazione di posizioni dirigenziali mediante procedure concorsuali ovvero con contratto, su proposta del Direttore generale;
    8. deliberare, coerentemente con la programmazione d’Ateneo e tenuto conto delle esigenze espresse dalle strutture interessate, sulla programmazione edilizia triennale e sull'uso degli spazi;
    9. deliberare le eventuali trasformazioni del patrimonio mobiliare e immobiliare dell'Ateneo e l’assunzione di mutui o altre forme di indebitamento compatibili con le norme in vigore;
    10. deliberare la costituzione e la trasformazione dei Dipartimenti, previo parere obbligatorio del Senato accademico, ai sensi del comma 1 dell’articolo 37;
    11. deliberare, previo parere obbligatorio del Senato accademico, l’attivazione o soppressione di corsi e sedi;
    12. determinare la misura delle tasse e dei contributi a carico degli studenti, sentita la Conferenza degli studenti e previo parere del Senato accademico, e stabilirne l’eventuale quota parte da vincolare a destinazioni specifiche e al potenziamento delle strutture e dei servizi didattici;
    13. adottare il Regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, sentito il Senato accademico, e deliberare o esprimere il proprio parere sui regolamenti di competenza, secondo le norme stabilite dal presente Statuto;
    14. verificare l’efficienza e la compatibilità economico-finanziaria delle attività istituzionali e di quelle tecnico-amministrative anche avvalendosi degli strumenti del controllo di gestione;
    15. esaminare e approvare i contratti, le convenzioni e ogni altro atto negoziale dell’Università verso l’esterno, ivi compresi quelli proposti da singole strutture, fatti salvi i poteri di approvazione eventualmente ed espressamente riservati ai sensi del Regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità;
    16. autorizzare, ai sensi della normativa in vigore, l’accettazione di lasciti e donazioni;
    17. autorizzare l’uso del logo dell’Università da parte di soggetti esterni, quando non sia collegato a funzioni istituzionali, definendone modalità e condizioni;
    18. deliberare in materia di liti attive e passive, di rinunce e transazioni.
  2. Compete altresì al Consiglio di amministrazione:
    1. conferire ed eventualmente revocare, su proposta del Rettore, l’incarico di Direttore generale di cui all’articolo 58;
    2. assumere le competenze disciplinari relativamente ai professori e ricercatori, ai sensi dell’articolo 33;
    3. designare e revocare i rappresentanti dell’Università presso enti pubblici e privati;
    4. designare su proposta del Rettore i componenti del Nucleo di valutazione interna e del Collegio dei Revisori dei Conti ai sensi di quanto stabilito dai successivi articoli 28 e 29;
    5. esercitare ogni altra funzione deliberativa e di vigilanza derivante dalle norme in vigore, dallo Statuto e dai Regolamenti.
      In caso di mancato accoglimento di pareri del Senato accademico di cui il presente Statuto abbia prescritto, a norma di legge, l’obbligatorietà, il Consiglio di amministrazione è tenuto a darne motivazione circostanziata e a deliberare con la maggioranza dei due terzi dei componenti.
  3. Il Consiglio di amministrazione è costituito da undici componenti, inclusi il Rettore, che ne è componente di diritto, e due rappresentanti eletti degli studenti.
    Gli altri otto componenti sono designati tra personalità italiane e straniere in possesso di comprovata competenza in campo gestionale ovvero di un’esperienza professionale di alto livello con una significativa qualificazione scientifica e culturale. 
    Quattro degli otto componenti sono estranei ai ruoli dell’Ateneo a decorrere dai tre anni precedenti alla designazione e per tutta la durata dell’incarico e non intrattengono, per la posizione ricoperta, rapporti con l’Ateneo che possano configurare conflitto d’interesse. Nella loro individuazione si terrà prioritariamente conto di competenze e esperienze elaborate nell’ambito di istituzioni scientifiche, culturali, di alta formazione, finalizzate allo sviluppo tecnologico, in enti e imprese operanti in ambiti affini a quelli di interesse dell’Ateneo, in organismi internazionali.
    I quattro componenti interni, se appartenenti al personale docente, devono essere in regime di tempo pieno o optare per il tempo pieno in caso di designazione.
  4. I membri del Consiglio di amministrazione sono individuati, per ciascuna componente, interna e esterna all’Ateneo, nel rispetto del principio costituzionale delle pari opportunità tra uomini e donne nell’accesso agli uffici pubblici. La presenza di ciascun genere nell’ambito degli otto componenti di cui al secondo capoverso del comma 3 non può essere inferiore a tre unità. 
    Ai componenti interni, se appartenenti al personale docente, si applica la disposizione stabilita dall’articolo 63, comma 3.
  5. Il mandato dei due rappresentanti degli studenti è di durata biennale, rinnovabile una sola volta ove sussistano i requisiti per l’eleggibilità previsti dal Regolamento generale d’Ateneo.
  6. Gli otto componenti di cui al comma 3, secondo capoverso, sono designati secondo la seguente procedura:
    1. emanazione da parte del Rettore di un avviso pubblico rivolto sia all’esterno sia all’interno dell’Università contenente l’invito a presentare entro i successivi sessanta giorni dichiarazioni di disponibilità ad assumere la carica. Ogni candidatura deve essere accompagnata da un dettagliato curriculum vitae e da ogni altro documento o titolo atto a comprovare i requisiti richiesti; i candidati possono corredare la loro indicazione di disponibilità con dichiarazioni scritte circa i criteri e gli obiettivi di interesse dell’Ateneo ai quali si ispirerebbero, se designati;
    2. nomina da parte del Senato accademico, su proposta del Rettore, di una Commissione incaricata di provvedere alla valutazione di congruenza delle candidature presentate ai sensi del precedente comma 3, nonché alla selezione delle candidature di persone esterne all’Ateneo se in numero superiore a otto. Tale selezione, da effettuarsi in relazione al grado di rilevanza dei curricula dei candidati e della documentazione da loro presentata in merito alle competenze richieste,  va contenuta entro il medesimo limite numerico. La suddetta Commissione è composta da cinque personalità di alto profilo, non appartenenti ai ruoli dell’Ateneo, anche straniere, con una specifica e qualificata esperienza nel campo della valutazione e/o della gestione di strutture organizzative complesse; la Commissione designa nel suo ambito il Presidente e provvede entro trenta giorni alla predisposizione degli elenchi dei designabili;
    3. trasmissione degli elenchi dei candidati designabili, esterni e interni, corredati dei relativi curricula e degli eventuali titoli e documenti, al Senato accademico il quale provvede in seduta apposita alla loro audizione; la partecipazione all’audizione è condizione per la presa in considerazione ai fini di quanto disposto dalla lettera d);
    4. successiva convocazione di apposita seduta del Senato accademico ai fini della designazione, con la maggioranza assoluta degli aventi diritto, degli otto componenti, individuati tra i designabili ai sensi delle lettere precedenti, nel rispetto del vincolo sulla equilibrata composizione di genere di cui al comma 4; tre dei quattro componenti esterni sono designati su proposta del Rettore.
  7. In prima applicazione, nel caso in cui la Commissione di cui al comma 6, lettera b), al termine della procedura di pertinenza. non arrivi a individuare almeno quattro candidati esterni designabili, il numero dei componenti interni che il Senato accademico deve designare è incrementato a cinque, quello dei componenti esterni è ridotto a tre. In tal caso i componenti del Consiglio il cui mandato, in prima applicazione, scade dopo due anni, ai sensi del secondo capoverso del successivo comma 8, sono tre interni e uno esterno.
  8. Il mandato dei componenti di cui ai precedenti commi - la cui nomina, così come quella dei rappresentanti degli studenti, è disposta con decreto rettorale - è di durata quadriennale, rinnovabile una sola volta. 
    Al fine di garantire un rinnovo graduale e non contestuale dei diversi membri del Consiglio di amministrazione, in prima applicazione delle presenti norme, il mandato di quattro degli otto componenti, due esterni e due interni all’Ateneo, individuati mediante sorteggio all’inizio del mandato, è di durata biennale.
  9. Nel caso in cui i componenti del Consiglio di amministrazione di cui al secondo capoverso del comma 3, concluso il mandato, si ricandidino per il rinnovo, la candidatura viene sottoposta al Senato accademico che delibera entro quaranta giorni con le procedure di cui al comma 6, lettera d). 
    Nel caso di mancata approvazione del rinnovo del mandato ai Consiglieri uscenti e comunque in relazione alla vacanza di posti nel Consiglio di amministrazione, il Rettore attiva le procedure di cui al comma 6, fermo restando che l’eventuale selezione delle candidature esterne da parte della Commissione di cui alla lettera b) del suddetto comma si esercita solo se le candidature giudicate congruenti siano superiori al doppio dei posti da ricoprire, nel rispetto degli equilibri tra esterni e interni e di genere richiesti.
  10. Nel caso in cui risultino vacanti uno o più posti in Consiglio di amministrazione, per carenza di candidature o in seguito a designazioni effettuate in numero inferiore a quello richiesto, anche in relazione agli equilibri tra esterni e interni e di genere da rispettare, il Rettore emana un nuovo avviso pubblico ai sensi della lettera a) del comma 6, con riferimento alla o alle designazioni mancanti. Lo stesso accade qualora, nel corso del mandato, uno dei posti si renda vacante, per qualsiasi motivo. Nel caso in cui i componenti da designare siano meno di tre, la Commissione incaricata di valutare la congruenza delle candidature, ai sensi della lettera b) del comma 6, può essere costituita da tre componenti.
  11. Le procedure di cui ai commi precedenti sono calendarizzate in modo da garantire la funzionalità del Consiglio di amministrazione, nella composizione determinata dal loro espletamento, a partire dall’inizio del nuovo anno accademico.
  12. I consiglieri, all'atto dell'assunzione della carica, assicurano la loro disponibilità a partecipare con continuità alle riunioni dell'organo, di norma mensili, a partecipare con regolarità ai lavori delle commissioni e a svolgere le attività loro delegate, eventualmente anche di rappresentanza esterna. Si impegnano altresì a rinunziare alla carica ove sopravvengano cause di anche potenziale conflitto di interesse con l’Ateneo ovvero tali da determinare comunque incompatibilità.
  13. Il Prorettore vicario partecipa alle sedute del Consiglio con le modalità previste al comma 7 dell'articolo 25.
    Il Direttore generale partecipa alle sedute del Consiglio, senza diritto di voto, esercitando le funzioni di segretario, assistito per la verbalizzazione da un funzionario da lui designato.
    Dirigenti e funzionari dell’Ateneo possono assistere alle sedute del Consiglio, su invito del Rettore e/o del Direttore generale, in relazione allo svolgimento dei punti all’ordine del giorno.
  14. Il Consiglio di amministrazione può deliberare la costituzione nel suo ambito, anche con l’apporto di elevate competenze interne all’Ateneo, di Commissioni permanenti o temporanee con funzioni anche delegate e comunque istruttorie e di approfondimento e valutazione delle questioni e delle aree di intervento che lo richiedano.

inizio pagina


Art. 28 - Nucleo di valutazione

  1. Con delibera del Consiglio di amministrazione, su proposta del Rettore, è costituito il Nucleo di valutazione, composto, ai sensi della normativa in vigore, da un minimo di cinque a un massimo di nove esperti con elevato profilo scientifico e professionale, in prevalenza esterni all’Ateneo. Almeno due dei componenti devono essere esperti nel campo della valutazione anche in ambito non accademico. Il curriculum dei componenti il Nucleo è reso pubblico nel sito web dell’Università.
    Il Presidente-coordinatore del Nucleo è, di norma, individuato tra i professori di ruolo dell’Ateneo.
    Fa inoltre parte del Nucleo, con riferimento alle attività di valutazione relative alla didattica, una rappresentanza degli studenti eletta dalla Conferenza degli studenti, in conformità a quanto disposto dall’art. 2, comma 2 lettera h), della legge 240/2010.
    La nomina del Presidente e dei componenti il Nucleo è disposta con decreto rettorale.
    Il Nucleo rimane in carica per un triennio, fatta eccezione per la rappresentanza degli studenti il cui mandato è di durata biennale, e può essere rinnovato consecutivamente una sola volta.
  2. Il Nucleo svolge funzioni di valutazione dell’attività di ricerca svolta dai Dipartimenti; verifica la qualità e l’efficacia della didattica, anche sulla base degli indicatori individuati dalle Commissioni paritetiche studenti-docenti di cui al comma 6 dell’articolo 39; valuta l’efficienza e l’efficacia dei servizi amministrativi; esamina la congruità del curriculum scientifico e professionale dei titolari dei contratti di insegnamento di cui all’articolo 23, comma 1, della legge n. 240/2010; svolge tutte le altre funzioni, nell’ambito delle proprie prerogative e responsabilità, che gli sono attribuite dal presente Statuto, dai Regolamenti d’Ateneo, da direttive del Rettore e del Consiglio di amministrazione. 
    Sono attribuite al Nucleo, in raccordo con l’attività dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), le funzioni stabilite dalle norme in vigore relative alle procedure di valutazione delle strutture e del personale, al fine di promuovere nell’Università, in piena autonomia e con modalità organizzative proprie, il merito e il miglioramento della performance organizzativa e individuale.
  3. Collabora con il Nucleo uno specifico ufficio, ovvero, ove istituita, la struttura di supporto tecnico di Ateneo preposta alla raccolta e al coordinamento degli elementi informativi, anche di carattere comparativo, nazionali e internazionali, utili alla programmazione e a ogni processo decisionale che richieda un supporto tecnico-informativo adeguato. I responsabili delle varie strutture didattiche, scientifiche e amministrative sono comunque tenuti a fornire al Nucleo di valutazione tutte le informazioni richieste.
  4. I rapporti di valutazione elaborati dal Nucleo costituiscono elementi imprescindibili di considerazione da parte degli organi di governo anche ai fini dell'elaborazione dei programmi di sviluppo e della allocazione delle risorse dell'Ateneo.
    Una relazione annuale sull’attività del Nucleo è resa pubblica sul sito web dell’Ateneo.

inizio pagina


Art. 29 - Collegio dei Revisori dei conti

  1. Sentito il Consiglio di amministrazione, il Rettore con proprio decreto costituisce il Collegio dei Revisori dei conti.
    Composto da esperti in materia giuscontabile, il Collegio dei Revisori dei conti esercita il controllo sulla gestione finanziaria, contabile e patrimoniale dell’Ateneo e ne accerta il regolare andamento.
  2. Il Collegio dei Revisori dei conti è costituito da tre componenti effettivi e due supplenti, di cui un membro effettivo, con funzione di Presidente, scelto tra i magistrati amministrativi e contabili e gli avvocati dello Stato, uno effettivo e uno supplente, designati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, uno effettivo e uno supplente, designati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Almeno due dei componenti effettivi devono essere iscritti al Registro dei revisori contabili. Nessun dipendente dell’Ateneo può far parte del Collegio.
    Il Presidente è designato dal Consiglio di amministrazione, su proposta del Rettore.
    Il mandato dei componenti il Collegio dei Revisori dei conti ha durata triennale ed è rinnovabile una sola volta.
  3. Il Collegio esprime parere sulla proposta di bilancio preventivo e attesta la rispondenza del conto consuntivo alle risultanze contabili, redigendo apposita relazione contenente anche giudizi e valutazioni in merito alla regolarità amministrativo-contabile della gestione.
    Il Presidente del Collegio o un suo delegato assiste senza diritto di voto alle sedute del Consiglio d’amministrazione.

inizio pagina


Art. 30 - Conferenza degli studenti

  1. La Conferenza degli studenti, organo di rappresentanza del corpo studentesco a livello di Ateneo, promuove e coordina la partecipazione degli studenti all’organizzazione e alla vita universitaria e svolge funzioni consultive nei confronti degli organi di governo dell’Università ai sensi di quanto previsto dal presente Statuto e dai Regolamenti, nonché funzioni propositive su materie riguardanti in modo esclusivo o prevalente l’interesse degli studenti. 
    Alle proposte avanzate dalla Conferenza degli studenti, gli organi di governo sono tenuti a rispondere con delibere motivate.
  2. Fanno parte della Conferenza gli studenti eletti nel Senato accademico, nel Consiglio di amministrazione e, in rappresentanza degli studenti dell’Ateneo, negli organi di governo del CIDiS (Consorzio pubblico interuniversitario per la gestione degli interventi per il diritto allo studio), unitamente ad altri venticinque studenti che siano già eletti nei Comitati direttivi delle Facoltà e Scuole, di cui due per ciascun Comitato direttivo di Facoltà e uno per ciascun Comitato direttivo di Scuola. I posti residui sono assegnati in proporzione alla numerosità degli iscritti ai corsi di studio che fanno riferimento alle Facoltà e Scuole. I seggi sono attribuiti con sistema analogo a quello applicato per l’attribuzione dei seggi nei Comitati direttivi.
    Alla costituzione della Conferenza degli studenti si provvede ogni biennio a conclusione della tornata elettorale indetta per il rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organi accademici, tenendo conto dei risultati riportati dalle liste che hanno ottenuto seggi nei Comitati di direzione delle Facoltà e Scuole, compresi i voti di preferenza.
    La costituzione della Conferenza è disposta con decreto del Rettore.
    La perdita dei requisiti soggettivi per l'elezione nei Comitati di direzione delle Facoltà e Scuole o la decadenza anticipata dall’ufficio di rappresentante degli studenti in uno degli organi indicati al capoverso precedente, per dimissioni, conseguimento della laurea o della laurea magistrale o per altra causa, comporta l’automatica decadenza da membro della Conferenza degli studenti. Il posto vacante è coperto dallo studente della medesima lista dello studente decaduto che segue nella lista degli eletti in seno al rispettivo Comitato di direzione, o in mancanza dal primo dei non eletti della stessa lista.
    Le norme per il suo funzionamento sono definite da un apposito Regolamento predisposto dalla Conferenza medesima con il voto favorevole della maggioranza dei suoi componenti e approvato dal Senato accademico, previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione.
  3. La Conferenza degli studenti elegge nel proprio ambito il Presidente, che la rappresenta a tutti gli effetti, la convoca e ne esegue le deliberazioni. 
    L'elezione del Presidente avviene a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto nella prima votazione, previo raggiungimento della maggioranza assoluta dei votanti nella seconda votazione, mediante ballottaggio tra i due membri che nella seconda votazione abbiano ottenuto il maggior numero di voti nella terza. 
    Il Presidente è affiancato da un Vice Presidente e da un Ufficio di Presidenza con funzioni istruttorie. Il Regolamento della Conferenza determina le funzioni e le modalità di designazione del Vice Presidente e le funzioni, la numerosità e le modalità di designazione dei componenti l’Ufficio di Presidenza, costituito in modo da rispecchiare la composizione della Conferenza e le proporzioni tra le liste rappresentate. 
  4. La Conferenza degli studenti è convocata con regolarità, e comunque ogni tre mesi. L’Ufficio di Presidenza si riunisce, di norma, ogni mese. 
    La Conferenza degli studenti è in ogni caso tenuta a provvedere alla formulazione dei pareri di competenza e agli altri adempimenti che le vengano richiesti entro il termine di venti giorni dalla richiesta.
  5. L’Università assicura alla Conferenza degli studenti l’accesso alle informazioni necessarie per lo svolgimento dei compiti ad essa attribuiti, nonchè le risorse, anche logistiche, per il suo funzionamento.

inizio pagina


Art. 31 - Consulta d'Ateneo

  1. E’ costituita la Consulta d’Ateneo, composta da una delegazione dell’Università, da delegati delle istituzioni rappresentative del sistema territoriale e socio-produttivo con le quali l’Università intrattiene rapporti e da rappresentanti degli enti pubblici e privati che nel precedente triennio, in maniera non occasionale e al di fuori di finalità dirette, abbiano conferito all’Ateneo risorse per lo svolgimento di attività di ricerca e di formazione. L’elenco relativo è definito e periodicamente aggiornato dal Consiglio di amministrazione, sentito il Senato accademico.
    La Consulta opera quale organo di approfondimento e di confronto in relazione alle attività scientifiche, didattiche e culturali dell'Università e al loro raccordo con le esigenze e le prospettive di sviluppo del sistema territoriale e socio-produttivo di riferimento per l’Ateneo, affrontando ogni altro problema di comune interesse.
  2. La Consulta è presieduta dal Rettore o da un suo delegato e si riunisce di norma almeno due volte all'anno.
    La composizione della delegazione universitaria che partecipa ai lavori della Consulta è deliberata dal Consiglio di amministrazione, previo parere del Senato accademico.
    Gli organi di governo dell’Ateneo considerano i pareri espressi dalla Consulta ai fini dell'elaborazione dei programmi di sviluppo e dell’allocazione delle risorse.
  3. Ove opportuno, in relazione a sedi decentrate dell’Ateneo e al loro raccordo con le esigenze e le prospettive di sviluppo del sistema socio-produttivo del territorio su cui insistono, possono essere costituiti Comitati di approfondimento e di confronto ristretti.

inizio pagina


Art. 32 - Comitato etico

  1. È costituito il Comitato etico con il compito di esprimere pareri su progetti di ricerca con implicazioni etiche in cui l’Università è coinvolta e assumere iniziative per promuovere la consapevolezza delle implicazioni etiche nella ricerca scientifica. 
    Compete altresì al Comitato garantire, conformemente alla disciplina giuridica nazionale, comunitaria e internazionale in vigore, nonché ai codici etici riconosciuti dalle diverse comunità scientifiche, che, nello svolgimento delle ricerche predette, vengano tutelati i diritti, la dignità, l’integrità e il benessere degli esseri umani coinvolti in ricerche, il rispetto e la protezione di ogni altro organismo vivente, la tutela e la conservazione dell’ambiente in ogni sua dimensione e componente, la libertà e la promozione della scienza.
  2. Il Comitato etico è composto da un minimo di nove a un massimo di dodici componenti che presentino idonee garanzie di competenza e di indipendenza, scelti nell’ambito di diverse aree disciplinari.
    I componenti del Comitato etico sono designati dal Consiglio di amministrazione, previo parere obbligatorio del Senato accademico, su proposta del Rettore, con mandato triennale, rinnovabile consecutivamente una sola volta.
  3. Le ulteriori disposizioni relative al funzionamento del Comitato etico sono stabilite dal Regolamento generale d’Ateneo e dal Regolamento di funzionamento del Comitato stesso.

inizio pagina


Art. 33 - Collegio di disciplina

  1. E’ costituito, ai sensi dell’articolo 10 della legge n. 240/2010, il Collegio di disciplina cui compete svolgere la fase istruttoria ed esprimere parere conclusivo in merito ai procedimenti disciplinari avviati nei confronti di professori e ricercatori in servizio presso l’Ateneo ai quali vengano contestati atti e comportamenti illeciti o in contrasto con i loro doveri accademici e con le norme stabilite dal presente Statuto e dai Regolamenti dell’Ateneo. 
    Il Collegio opera secondo il principio del giudizio fra pari, nel rispetto del contradditorio.
  2. Il procedimento disciplinare è avviato entro trenta giorni dal momento della notizia del fatto, sulla base di una memoria scritta del Rettore che, al termine di una istruttoria preliminare, definisce in maniera circostanziata gli elementi suscettibili di contestazione. La memoria è trasmessa al professore o al ricercatore interessato, il quale ha tempo trenta giorni per fornire, per iscritto, le sue giustificazioni. Ove il Rettore le ritenga adeguate, il procedimento si esaurisce. In caso contrario, e comunque per ogni fatto che possa dar luogo all’irrogazione di una sanzione più grave della censura fra quelle previste dall’articolo 87 del TU delle leggi sull’Istruzione superiore di cui al regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592, il Rettore invia al Collegio di disciplina una proposta motivata di sanzione. 
    Sentito il Rettore o un suo delegato e il professore o il ricercatore sottoposto ad azione disciplinare, eventualmente assistito da un legale di fiducia, e acquisiti tutti gli elementi di prova presentati dal Rettore e dall’incolpato o comunque ritenuti utili, entro trenta giorni, il Collegio di disciplina esprime parere motivato e vincolante sulla proposta avanzata dal Rettore, con riferimento sia alla rilevanza dei fatti sia alla sanzione, e lo trasmette al Consiglio di amministrazione.
    Ricevuto il parere del Collegio, il Consiglio di amministrazione, entro trenta giorni e senza la presenza dei rappresentanti degli studenti, infligge la sanzione, alla quale il Rettore è tenuto a dare esecuzione, ovvero dispone l’archiviazione, senza pregiudizio per il ricorso ad altre sedi di giudizio civile e penale.
    Il procedimento si estingue ove la decisione di cui al precedente capoverso non intervenga entro centottanta giorni dall’avvio del procedimento stesso, fatte salve le sospensioni del termine per i motivi previsti dal comma 5 dell’articolo 10 della legge 240/2010.
  3. Il Collegio opera in tre distinte sezioni, riferite ai provvedimenti aperti nei confronti, rispettivamente, dei professori di prima fascia, dei professori di seconda fascia, dei ricercatori. Ogni sezione è composta di tre membri effettivi, uno dei quali con funzioni di Presidente, e due membri supplenti. La prima sezione è formata da professori di prima fascia; la seconda sezione è formata da professori di seconda fascia; la terza sezione è formata da ricercatori di ruolo.
    Le ulteriori disposizioni sulle modalità di funzionamento del Collegio sono stabilite dal Regolamento generale d’Ateneo.
  4. I professori e i ricercatori di ruolo componenti il Collegio di disciplina sono individuati tra i docenti dell’Ateneo in regime di tempo pieno con competenze particolarmente idonee all’esercizio delle funzioni richieste.
    La designazione è proposta dal Rettore ed è deliberata dal Consiglio di amministrazione, previa approvazione da parte del Senato accademico.
    Il mandato dei componenti il Collegio di disciplina è triennale, rinnovabile consecutivamente una sola volta.
  5. Il Collegio di disciplina propone e il Consiglio di amministrazione infligge le sanzioni previste dall’articolo 87 e seguenti del Testo Unico delle leggi sull’Istruzione superiore di cui al regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592 come confermate dall’articolo 12 della legge 18 marzo 1958, n. 311.
  6. In relazione alla gravità dei fatti e dei comportamenti contestati e alla plausibilità degli elementi di riscontro disponibili, il Rettore, sentito il Presidente del Collegio, può disporre la sospensione dall’ufficio e dallo stipendio, nella misura di legge, della persona sottoposta a procedimento.

inizio pagina


Art. 34 - Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni

  1. Ai sensi dell’articolo 57 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è costituito il “Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”, denominato anche in forma breve “Comitato unico di garanzia”, e di seguito indicato con l’acronimo “CUG”.
     Il CUG esercita compiti di tutela e promozione della dignità della persona nel contesto lavorativo e di garanzia e miglioramento delle condizioni ambientali e di contesto, con riferimento sia al personale docente sia al personale tecnico e amministrativo, per la piena attuazione degli obiettivi di cui all’articolo 21 della legge 4 novembre 2010, n. 183 e di quanto stabilito dall’articolo 8 del presente Statuto.
    Spettano in particolare al CUG compiti di studio, di proposta, di promozione, consultivi, di vigilanza e di segnalazione in materia di discriminazioni, pari opportunità, mobbing, disabilità e rischi per la sicurezza e la salute correlati allo stress da lavoro. Collabora con il CUG uno specifico ufficio di supporto. 
  2. Compete in particolare al CUG: 
    a) attivarsi per superare le discriminazioni, dirette e indirette, relative al genere, all’età, all’orientamento sessuale, alla razza, all’origine etnica, alla disabilità, alla religione e alla lingua;
    b) promuovere azioni positive per rimuovere le disuguaglianze di fatto che ostacolino la piena realizzazione delle persone nell’ambiente di lavoro e per realizzare le pari opportunità di lavoro per tutti, e nel lavoro tra uomini e donne, predisponendo il relativo piano triennale ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125 e dei decreti legislativi 23 maggio 2000, n. 196 e 30 marzo 2001, n. 165;
    c) redigere ogni due anni il prescritto rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile; 
    d) contrastare il mobbing, anche proponendo codici di condotta e azioni per prevenirlo, analizzando il fenomeno, anche tramite la raccolta di dati quantitativi e qualitativi, individuandone le possibili cause, verificando le condizioni di lavoro o i fattori organizzativi che lo possano generare, intervenendo nelle sedi competenti per porre rimedio a casi specifici.
  3. Il CUG è composto da un pari numero di membri in rappresentanza, rispettivamente, dei lavoratori e dell’Amministrazione, designati nel rispetto del principio di pari rappresentanza di entrambi i generi, assicurando un’adeguata presenza di personale docente, di personale tecnico-amministrativo e dei responsabili dei servizi di più diretta pertinenza del CUG.
    Il Rettore, d’intesa con il Direttore generale, designa il Presidente.
  4. Le modalità di designazione dei componenti del CUG, la durata nella carica, i compiti specifici e le modalità di funzionamento del Comitato sono definiti, nel rispetto della normativa in vigore, da un apposito Regolamento, elaborato sentiti i soggetti di cui all’articolo 43 del d. l.gs. n. 165/2001 e approvato dal Consiglio di amministrazione, previo parere del Senato accademico.
  5. Per l'estensione alla componente studentesca delle problematiche di pertinenza del CUG che non riguardino il personale e per la trattazione dei relativi punti all’ordine del giorno, il CUG è integrato da una rappresentanza degli studenti in misura pari alla metà delle componenti di cui al comma 3.

inizio pagina


Art. 35 - Garante degli studenti

  1. È istituita la figura del Garante degli studenti, quale loro riferimento per il rispetto della normativa che li riguarda.
    Compete in particolare al Garante degli studenti: 
    1. esaminare gli eventuali esposti che gli siano rivolti da singoli rispetto ad atti e comportamenti, anche omissivi, di organi, strutture, uffici o singoli componenti dell’Università, ritenuti violazioni della normativa vigente o in particolare del Codice etico, e tutelare la parte lesa da ogni ritorsione, attraverso un’adeguata istruttoria, operando, qualora ne ravvisi l’opportunità, per dirimere la questione ovvero trasmettendo le sue conclusioni all'organo competente, con l’obbligo di comunicare in ogni caso l'esito al denunciante;
    2. vigilare sulla corretta applicazione della disciplina relativa alla didattica, al diritto allo studio e alla carriera degli studenti, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale e di Ateneo vigente;
    3. vigilare, su istanza degli studenti, affinché vengano adottate le necessarie misure a tutela della rappresentanza studentesca negli organi accademici, compresa la possibilità di accesso, nel rispetto della vigente normativa, ai dati necessari per l'esplicazione dei compiti ad essa attribuiti.
  2. Il Garante degli studenti è persona di notoria imparzialità ed indipendenza di giudizio, estranea ai ruoli dell’Università e che non intrattenga, per la posizione ricoperta, rapporti con l’Ateneo. È nominato dal Senato accademico su proposta del Rettore, tra persone che diano garanzia di competenze giuridiche e amministrative e di conoscenza dell’organizzazione universitaria. 
    Il Garante presenta al Senato accademico una relazione annuale sull’attività svolta.
  3. L’Amministrazione assicura al Garante degli studenti adeguate forme di supporto per lo svolgimento della sua attività. 
    Gli organi dell’Ateneo e gli uffici dell’Amministrazione universitaria collaborano con il Garante degli studenti fornendogli le informazioni e gli atti o documenti che egli ritenga utili allo svolgimento dei propri compiti senza che gli possa esser opposto il segreto d’ufficio, ferma restando la responsabilità del Garante per il loro corretto uso, nel rispetto degli obblighi di riservatezza e delle norme sulla privacy in vigore. 
    La durata nella carica, i compiti specifici e le modalità di funzionamento del Garante degli studenti sono definiti dal Regolamento generale d’Ateneo e da un apposito Regolamento, approvato dal Consiglio di amministrazione, previo parere del Senato accademico, sentita la Conferenza degli studenti.

inizio pagina