Voi siete qui

TITOLO I - Norme generali  

Art. 1 - Principi direttivi e finalità

  1. L’Università degli Studi di Milano (d’ora in avanti Università) è un’istituzione pubblica di alta cultura, sede primaria di attività di ricerca e di formazione, il cui libero svolgimento è garantito ai sensi dell’articolo 33 della Costituzione.
    L’Università ispira la propria azione a principi di indipendenza, autonomia e responsabilità. Essa è dotata di personalità giuridica e di autonomia normativa, scientifica, didattica, organizzativa, funzionale e contabile nel rispetto della legislazione nazionale, della normativa europea e ai sensi delle disposizioni del presente Statuto.
  2. L’Università persegue le sue finalità di elaborazione critica e di diffusione delle conoscenze, di interazione tra le culture, di sviluppo delle competenze, di educazione e formazione della persona, di arricchimento culturale della società, garantendo la libera e motivata espressione delle opinioni e avvalendosi del contributo, nelle rispettive responsabilità, di tutte le sue componenti.
    L’Università considera sinergiche e strettamente correlate le attività di ricerca e di insegnamento e ne garantisce una costante connessione. Parimenti l’Università assicura l’inscindibilità delle funzioni assistenziali, ove assunte, da quelle di ricerca e di insegnamento.
  3. L'Università è impegnata a dare piena attuazione all’articolo 34 della Costituzione che assicura il diritto dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, a raggiungere i gradi più alti degli studi. A questo fine, essa favorisce e sostiene la piena applicazione della normativa in vigore sul diritto allo studio, anche predisponendo forme autonome di intervento, compatibili con le risorse a disposizione. 
    L’Università organizza i propri servizi didattici, di sostegno e di orientamento in modo da rendere il più possibile efficace e proficuo lo studio universitario.
  4. L'Università riconosce la propria appartenenza allo Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore e della Ricerca ed è impegnata a raccordare le sue funzioni istituzionali e i rapporti di collaborazione che ne derivano al quadro di riferimento internazionale, favorendo i processi che coinvolgono in questa prospettiva i soggetti e le strutture che in essa operano, incrementando le proprie capacità di richiamo dall'estero di studenti, ricercatori e professori e incentivando relazioni e forme di cooperazione, volte  a  sostenere  la mobilità, le partecipazioni a reti scientifiche e l'integrazione a livello internazionale delle attività formative.
  5. L’Università si connota quale soggetto impegnato e attivo per il progresso scientifico, culturale, sociale, civile, economico della Repubblica e, in essa, degli ambiti territoriali e delle comunità collegate alle sue sedi operative.
  6. L'Università adotta autonome procedure di monitoraggio e valutazione della ricerca, della didattica e dei servizi, e dell’efficacia, della produttività e della corretta gestione delle risorse, assumendo come finalità il miglioramento continuo della qualità e come criteri centrali l’indipendenza e la terzietà delle valutazioni e la trasparenza delle procedure,  individuando metodi e modelli operativi  conformi alle migliori esperienze internazionali e alle esigenze di raccordo con gli organismi nazionali operanti nel settore.
    Gli esiti dei processi di valutazione della ricerca e della didattica sono considerati ai fini dell’allocazione delle risorse finanziarie e di personale in modo da determinare una più coerente ed efficace programmazione degli interventi.
    L’Università assicura la trasparenza, la tracciabilità e il controllo di legittimità dei propri atti ai sensi della normativa in vigore e con le modalità definite dalla apposita regolamentazione interna.

inizio pagina


Art. 2 - Libertà e promozione della ricerca

  1. L'Università afferma il ruolo essenziale della ricerca scientifica e tecnologica per l'avanzamento delle conoscenze e per il conseguimento di obiettivi di rilevante interesse scientifico, culturale, economico e sociale. A questo fine essa promuove la ricerca sia sostenendo con i più opportuni strumenti quella autonomamente proposta dalle strutture dell'Ateneo, da gruppi e da singoli studiosi, favorendone il libero svolgimento in un quadro di razionale impiego delle risorse e delle competenze disponibili, sia sostenendo le azioni volte al reperimento di contributi e risorse esterne, salvaguardando le prerogative, il ruolo e la responsabilità strategica dell’Ateneo.
  2. L'Università assicura alle strutture scientifiche, ai gruppi di ricerca e ai singoli studiosi, in relazione alle esigenze e alle disponibilità, l'accesso ai finanziamenti e l’utilizzo di spazi, di infrastrutture e di apparati tecnici nel rispetto delle prerogative e delle specificità delle diverse aree culturali e scientifiche. L’Università promuove a questo fine al proprio interno e nei rapporti con soggetti esterni le opportune collaborazioni e integrazioni, assicurando coerenza negli usi e nelle destinazioni, in un quadro di programmazione degli interventi e di monitoraggio e valutazione dei risultati. 
    L’Università verifica, con periodicità di norma triennale, l’utilizzo efficiente e proporzionato alle esigenze e ai risultati di quanto messo a disposizione, eventualmente rivedendone la destinazione.
  3. L’Università considera parte integrante e irrinunciabile della propria attività di ricerca promuovere, motivare, coinvolgere e valorizzare le capacità, il merito e l’impegno dei giovani studiosi, sostenendone le attività e l’indipendenza scientifica nell’ambito delle disposizioni di cui ai due commi precedenti.
  4. L’Università considera centrale e insostituibile il proprio impegno per la ricerca fondamentale e di base.
    L’Università considera proprio compito sostenere le attività di tipo applicativo e funzionali all’innovazione e al trasferimento tecnologico, nel rispetto della normativa di riferimento e delle responsabilità connesse alla sua natura di istituzione pubblica al servizio della collettività.
  5. Nell’esame di attività e progetti di ricerca proposti all’Ateneo dalle sue strutture o da gruppi o singoli che vi appartengono e in relazione alle eventuali attivazioni di posti o posizioni collegati a progetti di ricerca, l’Università assume come criterio di riferimento la valutazione indipendente sia dei progetti sia del merito e delle competenze dei proponenti, adottando gli strumenti più opportuni e trasparenti di giudizio nel rispetto dei criteri di efficacia ed efficienza delle procedure e del miglior uso delle risorse impegnate.
  6. L’Università fa proprio il principio della libertà di accesso alla letteratura scientifica e promuove la circolazione dei risultati della ricerca nel rispetto della tutela della proprietà intellettuale e degli accordi in atto con enti e soggetti pubblici e privati. Le norme e le procedure finalizzate a dare attuazione ai suddetti principi sono stabilite con apposito Regolamento d’Ateneo.

inizio pagina


Art. 3 - Libertà e finalità dell'insegnamento

  1. L’Università promuove, organizza e coordina le attività formative necessarie per il conseguimento dei titoli di studio riferiti a tutti i livelli di istruzione universitaria previsti dal vigente ordinamento nazionale, come specificati nei pertinenti Regolamenti di Ateneo. Al completamento dei percorsi seguiti, l’Università conferisce i relativi titoli di studio.
  2. L'Università garantisce la libertà di insegnamento dei singoli docenti, da esercitarsi  nel rispetto degli obiettivi formativi e delle esigenze di coordinamento, efficienza e qualità dei corsi di studio di riferimento e secondo le disposizioni del Regolamento didattico dell’Ateneo.
  3. L’Università assolve ai compiti di insegnamento e formazione che le sono propri anche con lo sviluppo di apposite attività di servizio in ambiti quali l’orientamento, l’accoglienza, il tutorato, la mobilità internazionale, l’insegnamento a distanza. L'Università assume le opportune iniziative, anche in collaborazione con altri enti, al fine di orientare e favorire l'inserimento nel mondo del lavoro dei propri iscritti al termine dei corsi di studio seguiti.
  4. L'Università promuove e svolge attività culturali e formative destinate a soggetti esterni, coerenti con le sue finalità e di conseguente livello.
  5. L’Università promuove e svolge, anche mediante apposite forme organizzative, attività funzionali all’aggiornamento, alla riqualificazione e al perfezionamento professionale nel quadro di programmi dedicati all’educazione permanente e continua.

inizio pagina


Art. 4 - Rapporti di collaborazione

  1. Per il raggiungimento dei propri fini istituzionali, l’Università utilizza e promuove ogni forma opportuna di cooperazione scientifica e didattica, concludendo a questo fine accordi con amministrazioni dello Stato ed enti e soggetti pubblici e privati italiani, comunitari e internazionali.
  2. L’Università aderisce a fondazioni, associazioni, consorzi, reti internazionali e nazionali e a ogni altra forma di collaborazione compatibile con la sua natura e con le sue finalità istituzionali.
  3. Nei settori di competenza e nel rispetto dei propri compiti e caratteri, l'Università può svolgere prestazioni per conto terzi che risultino coerenti con i principi di economicità e che garantiscano una giusta valorizzazione delle risorse pubbliche impegnate.

inizio pagina


Art. 5 - Finanziamenti e programmazione delle risorse

  1. Le fonti di finanziamento dell'Università sono costituite da trasferimenti da parte dello Stato, da risorse conferite da organismi ed enti pubblici e privati, nazionali comunitari e internazionali,  da entrate proprie. Le entrate proprie sono costituite da tasse, contributi e forme autonome di finanziamento, quali contributi volontari, proventi di attività, rendite, frutti e alienazioni del patrimonio, atti di liberalità e corrispettivi di contratti e convenzioni.
  2. Per le spese di investimento l'Università può ricorrere, nei limiti e alle condizioni previste dalla legislazione vigente, a mutui o altre forme di indebitamento, in modo da garantire le condizioni di equilibrio di bilancio su scala pluriennale.
  3. L’Università imposta le proprie strategie in materia di finanziamenti e destinazione delle risorse nel rispetto del documento programmatorio e di sviluppo di cui all’articolo 25, comma 1 lettera a), del presente Statuto e della programmazione triennale di Ateneo di cui all’articolo 1-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, nella legge 31 marzo 2005, n. 43, nonché delle disposizioni di cui all’articolo 5, comma 4, all’articolo 18, commi 2, 3 e 4, e all’articolo 24, comma 5, della legge 30 dicembre 2010, n. 240.
    Nella assegnazione di risorse, l’Università tiene conto dell’entità e della valutazione del livello della produzione scientifica e del grado di impegno degli appartenenti alle strutture nelle attività istituzionali di competenza, collegandola a indicatori quantitativi e di qualità appropriati ai vari ambiti disciplinari.

inizio pagina


Art. 6 - Enti e fondazioni a sostegno dell'attività universitaria

  1. L'Università sollecita e favorisce la costituzione da parte di soggetti esterni all'Ateneo di enti e fondazioni che abbiano come finalità il sostegno delle sue attività istituzionali, con particolare riguardo all'incremento dei finanziamenti da destinare alla ricerca scientifica, allo sviluppo di settori scientifico-disciplinari di peculiare risalto o che risultino sottodimensionati rispetto alle esigenze, all’incentivazione della formazione di giovani ricercatori e specialisti, al funzionamento di specifiche strutture e servizi.

inizio pagina


Art. 7 - Principi organizzativi e di amministrazione

  1. L'Università si organizza secondo principi di autonomia e responsabilità, di semplificazione delle procedure, di efficienza, efficacia e trasparenza dell’attività amministrativa; essa assicura il diritto di accesso ai documenti amministrativi ai sensi di legge e l’accessibilità alle informazioni.
  2. L'Università, per il raggiungimento dei suoi fini istituzionali, organizza le proprie attività avvalendosi di strutture gestionali, tecniche e amministrative articolate in distinte unità organizzative, responsabili, nel settore di competenza, dei vari procedimenti e degli adempimenti attuativi, misurandone l'efficienza e la rispondenza agli obiettivi assunti con periodici controlli valutativi.
  3. L'autonomia gestionale che l’Università riconosce alle proprie strutture individuate quali centri di responsabilità è regolamentata dalle disposizioni contenute nel presente Statuto e dalle norme del Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità.
  4. L'Università assicura al proprio interno ampia informazione delle decisioni adottate e della documentazione relativa, a ciò provvedendo con i mezzi più idonei. L'Università provvede con adeguate forme di comunicazione a far conoscere gli aspetti più rilevanti della propria attività valorizzandone la qualità e i risultati.
  5. L'Università promuove adeguate forme di aggiornamento professionale del proprio personale tecnico e amministrativo e ne valorizza le competenze.

inizio pagina


Art. 8 - Ambiente di lavoro, non discriminazione e pari opportunità

  1. L’Università garantisce la dignità della persona nel contesto lavorativo, promuovendo azioni che rimuovano le disuguaglianze, prevengano le discriminazioni, migliorino le condizioni ambientali e di svolgimento delle attività. 
    L’Università assicura piena attuazione, a tutti i livelli della vita interna dell’Ateneo, dei diritti della persona e dei principi di non discriminazione e di rispetto delle pari opportunità e promuove tutti i provvedimenti necessari per la loro realizzazione e tutela, in applicazione della normativa e degli accordi contrattuali vigenti.
    L’Università favorisce le uguaglianze di trattamento e di opportunità anche tramite una più efficace conciliazione tra vita professionale e vita familiare.
    L’Università promuove una equilibrata presenza di genere negli organi collegiali e di governo dell’Ateneo, da realizzare anche mediante il rispetto di quote nella costituzione degli organi che prevedono la designazione dei loro componenti e la presentazione di candidati appartenenti a entrambi i generi per gli organi elettivi.

inizio pagina


Art. 9 - Beni storico-artistici, naturalistici e culturali

  1. L'Università tutela e valorizza i beni culturali e naturalistici e le raccolte artistiche, bibliografiche, storiche e scientifiche che fanno parte del suo patrimonio o che sono detenute a qualsiasi titolo, incrementandone la consistenza e organizzandone la gestione a fini di studio, di ricerca e di divulgazione culturale.
  2. L'Università raccoglie, conserva e rende consultabili, nel rispetto della normativa e dei criteri vigenti in materia, la documentazione di rilievo storico concernente la propria trascorsa attività, quella degli enti in essa confluiti al momento della sua costituzione e successivamente, nonché quella disponibile o che si rendesse disponibile relativa agli studiosi che hanno fatto parte del corpo docente, unitamente ad ogni altro fondo di interesse documentario riguardante i suoi campi di interesse scientifici, didattici e culturali.

inizio pagina


Art. 10 - Attività culturali, sportive e ricreative e libertà di associazione e di riunione

  1. L'Università promuove e favorisce, ai sensi della normativa in vigore, attività culturali, sociali, sportive e ricreative per gli studenti e per il proprio personale, anche mediante l'apporto di specifiche risorse e attraverso apposite forme organizzative definite nel Regolamento generale d'Ateneo, comprese quelle promosse in forma autonoma, negli ambiti e per le finalità di cui al presente  comma, al personale universitario e da associazioni e cooperative studentesche e da gruppi di studenti, come definite nel Regolamento generale d'Ateneo e da altri pertinenti Regolamenti interni..
  2. L'Università favorisce lo svolgimento di congressi, convegni e iniziative scientifiche e culturali.
  3. L'Università garantisce la libertà di riunione nei propri spazi alle componenti interne per motivi culturali, sindacali o legati alla vita universitaria.
  4. L'uso degli spazi universitari per le attività e da parte dei soggetti di cui ai commi precedenti o su richiesta di enti esterni è disciplinato sulla base delle disposizioni contenute nell’apposito Regolamento d'Ateneo, in corrispondenza con esigenze di accertato livello, che non contrastino con la natura e il funzionamento dell'Istituzione universitaria.

inizio pagina


Art. 11 - Principi di comportamento e Codice etico

  1. I professori, i ricercatori, il personale tecnico e amministrativo e gli studenti hanno il diritto e il dovere di concorrere, nell'ambito delle rispettive responsabilità, al raggiungimento dei fini propri dell'Università. Il presente Statuto determina le modalità della loro partecipazione, tenuto conto delle funzioni, ai vari organi di governo. I singoli componenti della comunità universitaria sono tenuti ad osservare le norme del presente Statuto e dei diversi regolamenti di Ateneo e degli organi collegiali e ad assumere all'interno degli spazi universitari e nei rapporti reciproci comportamenti consoni con la natura e le funzioni dell'Istituzione e con le disposizioni del Codice etico di cui all’articolo 2, comma 4, della legge n. 240/2010.
  2. Il Codice etico determina i valori fondamentali della comunità universitaria, promuove il riconoscimento dei diritti e il rispetto delle differenze individuali, stabilisce i doveri e le responsabilità nei confronti dell’Istituzione e le regole di condotta nell’ambito della comunità. Le norme del Codice etico sono volte a evitare ogni forma di discriminazione e di abuso, nonché a regolare i casi di conflitto di interessi o di proprietà intellettuale.
  3. Il Codice etico è predisposto anche con l’ausilio del Comitato etico ed è approvato dal Senato accademico previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione.
  4. Sulle violazioni del Codice etico, qualora non ricadano sotto la competenza del Collegio di disciplina di cui all’articolo 33, decide, su proposta del Rettore, il Senato accademico, a scrutinio segreto. Le sanzioni comminabili, in base al principio della gradualità a seconda della gravità delle violazioni accertate, sono individuate tra le seguenti tipologie: richiamo verbale; richiamo scritto riservato; richiamo con pubblicazione sul sito istituzionale dell’Ateneo; esclusione per non più di sei mesi dagli organi istituzionali e/o dagli organi delle strutture di appartenenza; esclusione per non più di un anno dall’assegnazione di fondi e contributi di Ateneo. Nei casi in cui una condotta integri non solo un illecito deontologico per violazione del codice etico, ma anche un illecito disciplinare, prevale la competenza del Collegio di disciplina di cui all’articolo 33 del presente Statuto per i professori e i ricercatori e degli organi previsti dalla normativa vigente in materia per gli studenti e il personale tecnico-amministrativo.

inizio pagina