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Parte quinta - DISPOSIZIONI SUGLI STUDENTI  

Art. 49 - Carriera universitaria

  1. Gli studenti iscritti ai corsi di studio attivati presso l’Ateneo si uniformano, per quanto riguarda le norme che disciplinano l’organizzazione degli studi e il funzionamento dei corsi, alle prescrizioni contenute nel Regolamento didattico di cui all’articolo 16 dello Statuto e alle ulteriori normative dell’Ateneo che dal Regolamento didattico traggono origine. Per quanto attiene alla procedure amministrative per l’immatricolazione e l’iscrizione all’Università e a quelle che riguardano la loro carriera universitaria e la relativa gestione, gli studenti si uniformano alle disposizioni contenute nell’apposito Regolamento per gli studenti, predisposto in attuazione del Regolamento didattico e in accordo con la vigente normativa nazionale.

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Art. 50 - Iniziative per il diritto allo studio

  1. L’Ateneo considera una propria finalità primaria il sostegno degli interventi volti a rimuovere gli ostacoli, siano essi di ordine economico ovvero di ordine socio-culturale, che di fatto limitano l’accesso all’istruzione universitaria e la proficua frequenza dei corsi. Per perseguire tale finalità l’Ateneo aderisce all’apposita struttura consortile che, nel quadro delle pertinenti norme regionali, ha come sua missione istituzionale la piena realizzazione del diritto allo studio, con particolare riferimento agli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, in attuazione degli articolo 34 della Costituzione e delle vigenti leggi in materia, assicurando loro le essenziali azioni di sostegno economico e di sostegno logistico.
  2. Ulteriori politiche per il diritto allo studio sono sviluppate in parallelo dall’Ateneo al proprio interno, con l’intento di garantire agli studenti positive condizioni di studio e di vita, favorire la loro formazione culturale e professionale e il loro inserimento lavorativo. Compatibilmente con le risorse disponibili nel bilancio, l’Ateneo è pertanto impegnato in una serie di interventi, tra cui quelli volti ad ampliare il numero delle borse di studio regionali; favorire l’integrazione di studenti fuori sede, di studenti stranieri e di studenti diversamente abili; promuovere e organizzare attività per l’orientamento degli studenti, anche in collaborazione con il sistema scolastico, per agevolarne il successo formativo; organizzare attività di tutorato per accompagnare gli studenti durante l’intero percorso di studio; promuovere, compatibilmente con il modello organizzativo del corso di studio, l’insegnamento a distanza per facilitare gli studenti impossibilitati a frequentare regolarmente; agevolare l’iscrizione a tempo parziale per gli studenti lavoratori; favorire l’inserimento lavorativo di coloro che abbiano conseguito il titolo di studio; sostenere le attività culturali e sociali gestite degli studenti; valorizzare l’associazionismo degli studenti; incentivare e sostenere le esperienze all’estero.
  3. L’Ateneo applica un sistema contributivo improntato a criteri di equità, solidarietà e progressività, rispettoso delle posizioni più disagiate e mirato alla compartecipazione degli studenti ai costi delle attività universitarie.

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Art. 51 - Collaborazioni degli studenti ai servizi dell’Università

  1. Gli studenti collaborano all’espletamento dei servizi resi dall’Ateneo nelle forme e con le modalità indicate nell’apposito Regolamento interno predisposto ai sensi della normativa in vigore e approvato dal Consiglio di amministrazione, previo parere del Senato accademico, sentita la Conferenza degli studenti.
  2. Il Regolamento individua le condizioni di espletamento delle collaborazioni, determina i requisiti obbligatori e facoltativi di ammissione, relativi al merito e alla condizione economica, nonché le modalità di pubblicizzazione dei bandi e i criteri per la formazione delle graduatorie. Il Regolamento disciplina inoltre le forme assicurative e il corrispettivo economico orario da corrispondere agli studenti che prestano la loro collaborazione, fatta salva la rideterminazione della relativa misura all’inizio di ogni anno accademico da parte del Consiglio di amministrazione.
  3. La copertura finanziaria degli oneri correlati alle prestazioni fornite dagli studenti è assicurata dai fondi appositamente stanziati dal Consiglio di amministrazione in sede di approvazione del bilancio annuale di previsione. I Dipartimenti possono finanziare l’attivazione di una o più collaborazioni rendendo disponibili fondi di propria pertinenza.
  4. Le prestazioni richieste agli studenti per le collaborazioni di cui al presente articolo non possono comportare l’assunzione di compiti gestionali né responsabilità amministrativa e devono configurarsi come aggiuntive o integrative rispetto alle attività svolte in via istituzionale dal personale tecnico-amministrativo dell'Ateneo. Le attività di supporto assicurate dagli studenti possono svolgersi solo all’interno dei locali dell’Ateneo ovvero in locali comunque utilizzati dall’Ateneo per la propria attività. Esse non possono avere nell’arco dell’anno accademico una durata complessiva superiore a centocinquanta ore (comprese, per gli studenti dei corsi di laurea magistrale, nelle 400 ore di cui al comma 3 del precedente articolo 45) né inferiore a otto ore; non configurano in alcun modo rapporti di lavoro e non danno luogo ad alcuna valutazione ai fini dei pubblici concorsi.

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Art. 52 - Infrazioni e sanzioni disciplinari

  1. Gli iscritti a qualsiasi titolo all'Università di Milano, inclusi gli studenti stranieri che frequentano le sedi universitarie per un periodo limitato di tempo, sono tenuti a uniformarsi alle norme di legge e ai principi e modelli di corretto comportamento all'interno degli spazi universitari e nei rapporti con i docenti, con il personale tecnico-amministrativo e tra loro specificati dall'articolo 11 dello Statuto e dal Codice etico dell’Ateneo.
  2. Infrazioni e comportamenti in grave contrasto con le disposizioni di cui sopra danno luogo a illeciti disciplinari e comportano l’applicazione di sanzioni. Rientrano tra gli illeciti disciplinari gli atti commessi con dolo o colpa grave che:
    1. provochino danni ai beni di proprietà dell’Ateneo o da questo detenuti a qualsiasi titolo;
    2. offendano gravemente l’immagine dell’Ateneo;
    3. risultino offensivi e discriminatori nei confronti di studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo o di qualsiasi altro soggetto che frequenti i locali dell’Università;
    4. siano diretti a falsificare atti inerenti alla propria o all’altrui carriera universitaria.
  3. Fermo restando che l’illecito disciplinare accertato può comportare conseguenze giuridiche anche penali, possono essere comminate dall’Ateneo le seguenti sanzioni:
    1. ammonizione scritta da parte dell'autorità accademica competente (Rettore);
    2. sospensione temporanea, di durata fino a sei mesi, dall'accesso a biblioteche, sale di studio o altri spazi di servizio dove si sia verificata l'infrazione;
    3. sospensione temporanea dalla fruizione dell'attività didattica, di durata graduata in base alla portata dell’illecito, estensibile fino a un massimo di tre anni per i fatti che rivestano una particolare gravità, con conseguente perdita della frequenza ai corsi, ove richiesta, e esclusione dalle sessioni d'esame.
    Le sanzioni, tra loro cumulabili, sono graduate in relazione alla gravità dei fatti accertati e alla gravità delle loro conseguenze e sono individuate tenendo conto degli eventuali procedimenti disciplinari già a carico dello studente.
  4. Fatti e comportamenti che vengano ritenuti irregolari e tali da dar luogo alle sanzioni di cui al presente articolo devono essere segnalati per iscritto, direttamente al Rettore, dai singoli docenti, dai responsabili dei corsi di studio, dai responsabili delle strutture amministrative e di servizio interessate o da chi, nell'ambito universitario, ne abbia comunque motivo.
  5. Il Rettore verifica, entro 30 giorni dal ricevimento della segnalazione, la fondatezza della stessa, sentito lo studente o gli studenti ai quali sono riferiti i fatti e i comportamenti oggetto della medesima. Nel caso in cui il Rettore riscontri gli estremi per l'ammonizione di cui alla lettera a) del comma 3, procede direttamente, segnalando il provvedimento adottato al Senato accademico. Nel caso in cui ritenga che i fatti riscontrati richiedano una sanzione più grave, il Rettore, fatta salva l'eventualità di segnalarli all'autorità giudiziaria ove sembrino rivestire rilievo penale, avvia il procedimento disciplinare e nomina un’apposita Commissione interna, costituita in relazione ai singoli casi, con il compito di provvedere all’esame degli atti. Della Commissione fa comunque parte uno studente designato dalla Conferenza degli studenti.
  6. Lo studente al quale sono riferiti i fatti contestati deve essere tempestivamente informato della apertura del procedimento disciplinare a suo carico. E’ suo diritto presentare le proprie difese per iscritto, portare elementi ed eventuali documenti utili a chiarire la propria posizione e farsi assistere da persona di propria fiducia.
  7. La Commissione, entro dieci giorni dalla comunicazione allo studente, procede all’audizione dello stesso. Nell’espletamento del compito istruttorio che le è stato conferito, la Commissione, che opera sotto il vincolo della riservatezza, può acquisire documenti, sentire testimonianze e compiere qualunque altra attività che ritenga necessaria, comprese quelle attività eventualmente richieste dallo studente interessato, se considerate pertinenti ai fini dell’accertamento dei fatti.
  8. Nelle more della definizione del procedimento disciplinare, il Rettore può sospendere in via cautelare lo studente determinando la misura dell’interdizione. L’eventuale periodo di sospensione è computato nella sanzione definitiva.
  9. La Commissione è tenuta a concludere i suoi lavori istruttori entro tre mesi dalla sua costituzione, facendo pervenire al Rettore gli atti relativi al procedimento e le sue valutazioni illustrate in una relazione scritta nella quale devono essere ricostruiti i fatti. La Commissione può proporre l’archiviazione o il provvedimento disciplinare da adottare, in relazione alla gravità dei fatti. Il Rettore trasmette gli atti, unitamente alla relazione della Commissione, al Senato accademico cui compete irrogare la sanzione.
  10. Accertato l’illecito disciplinare, il Rettore provvede ad annullare, in autotutela, gli atti o i provvedimenti amministrativi contraffatti e gli atti o provvedimenti che da essi dipendono. Le sanzioni disciplinari comminate ai sensi del presente articolo sono rese esecutive dal Rettore e registrate nella carriera universitaria dello studente e riportate nei fogli di congedo, nei casi di trasferimento ad altra sede universitaria.
  11. Nel caso in cui il Rettore ravvisi che i comportamenti segnalati configurino esclusivamente un illecito deontologico per violazione del Codice etico, trasmette gli atti direttamente al Senato accademico formulando la proposta di provvedimento sanzionatorio da adottare, ai sensi del comma 4 dell’articolo 11 dello Statuto.

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