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Parte prima - FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI  

Art. 2 - Rettore

  1. Il Rettore esercita le funzioni stabilite dalle norme di legge e statutarie. La sua designazione ha luogo ai sensi dei commi 3, 4, 5 e 6 dell’articolo 25 dello Statuto, e secondo le procedure elettorali stabilite al successivo articolo 28.

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Art. 3 - Senato accademico

  1. Il Senato accademico esercita le funzioni stabilite dalle norme di legge e statutarie. La designazione dei suoi membri elettivi ha luogo ai sensi dei commi 4, 5, 6, 7 e 8 dell'articolo 26 dello Statuto e delle disposizioni di cui ai successivi articoli 29, 30 e 31. La designazione dei rappresentanti degli iscritti ai corsi di laurea, di laurea magistrale e a ciclo unico ha luogo secondo le disposizioni previste al successivo articolo 33.
  2. Le norme che disciplinano il funzionamento delle sedute del Senato accademico sono stabilite da un apposito Regolamento, deliberato dalla maggioranza dei componenti dello stesso.
  3. Per il funzionamento delle Commissioni costituite e designate dal Senato accademico con compiti istruttori, compresa quella di cui al comma 12 dell’articolo 26 dello Statuto, si adottano in forma semplificata i criteri previsti per il funzionamento delle sedute dello stesso Senato, secondo le disposizioni del Regolamento di cui al precedente comma fermo restando che è condizione per la validità delle sedute che sia presente la maggioranza dei componenti la Commissione.
  4. Il Senato accademico si riunisce, in via ordinaria, almeno una volta al mese, fatta salva l’interruzione estiva, su convocazione del Rettore, che ne fissa l’ordine del giorno e, in via straordinaria, per iniziativa dello stesso Rettore ogni qualvolta le circostanze lo richiedano ovvero quando ne faccia richiesta motivata almeno un quarto dei suoi componenti. In tal caso il Rettore è tenuto a convocare il Senato entro quindici giorni, ponendo all’ordine del giorno l’argomento o gli argomenti che hanno motivato la richiesta.
  5. In caso di assenza, nessun componente del Senato accademico può farsi sostituire, ad eccezione del Rettore che è sostituito dal Prorettore vicario, ai sensi del primo capoverso del comma 7 dell’articolo 25 dello Statuto. In caso di mancata partecipazione per più di tre volte consecutive alle sedute del Senato accademico ovvero di assenza ingiustificata a un terzo delle sedute annuali, il componente decade dal suo incarico.
  6. Ogni componente del Senato accademico e chiunque partecipi a qualsiasi titolo alle sedute dello stesso e delle pertinenti Commissioni è tenuto alla riservatezza sull’andamento dei lavori e sulle discussioni relative, nel rispetto delle pertinenti disposizioni di legge.

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Art. 4 - Consiglio di amministrazione

  1. Il Consiglio di amministrazione esercita le funzioni stabilite dalle norme di legge e statutarie. La designazione dei suoi membri ha luogo ai sensi dei commi 3, 4, 6, 9, 10 e 11 dell'articolo 27 dello Statuto e delle disposizioni di cui al successivo articolo 32. La designazione dei rappresentanti degli studenti ha luogo ai sensi delle disposizioni previste al successivo articolo 33.
  2. Le norme che disciplinano il funzionamento delle sedute del Consiglio di amministrazione sono stabilite da un apposito Regolamento, approvato dalla maggioranza dei componenti dello stesso Consiglio.
  3. Per il funzionamento delle Commissioni costituite e designate dal Consiglio di amministrazione, si adottano in forma semplificata i criteri previsti per il funzionamento delle sedute dello stesso Consiglio, secondo le disposizioni del Regolamento di cui al precedente comma, fermo restando che è condizione per la validità delle sedute che sia presente la maggioranza dei componenti la Commissione.
  4. Il Consiglio di amministrazione si riunisce, in via ordinaria, almeno una volta al mese, fatta salva l’interruzione estiva, su convocazione del Rettore, che ne fissa l’ordine del giorno e, in via straordinaria, per iniziativa dello stesso Rettore ogni qualvolta le circostanze lo richiedano ovvero quando ne faccia richiesta motivata almeno un quarto dei suoi componenti. In tal caso il Rettore è tenuto a convocare il Consiglio entro quindici giorni, ponendo all’ordine del giorno l’argomento o gli argomenti che hanno motivato la richiesta.
  5. In caso di assenza, nessun componente del Consiglio di amministrazione può farsi sostituire, ad eccezione del Rettore che è sostituito dal Prorettore vicario, ai sensi del primo capoverso del comma 7 dell’articolo 25 dello Statuto. In caso di mancata partecipazione per più di tre volte consecutive alle sedute del Consiglio di amministrazione ovvero di assenza ingiustificata a un terzo delle sedute annuali, il componente decade dal suo incarico.
  6. Ogni componente del Consiglio di amministrazione e chiunque partecipi a qualsiasi titolo alle sedute dello stesso e delle pertinenti Commissioni è tenuto alla riservatezza sull’andamento dei lavori e sulle discussioni relative, nel rispetto delle pertinenti disposizioni di legge.

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Art. 5 - Conferenza degli studenti

  1. La Conferenza degli studenti esercita le funzioni stabilite dall'articolo 30 dello Statuto. La sua composizione, le procedure di costituzione e le modalità di elezione del Presidente sono definite dai commi 2 e 3 del medesimo articolo statutario.
  2. Il funzionamento della Conferenza degli studenti è disciplinato da un apposito Regolamento, predisposto dalla stessa Conferenza con il voto favorevole della maggioranza dei suoi componenti e approvato dal Senato accademico previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione.

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Art. 6 - Consulta d'Ateneo

  1. La Consulta d’Ateneo è costituita ai sensi dell’articolo 31 dello Statuto. Dura in carica tre anni accademici ed è nominata con decreto del Rettore. In prima applicazione essa è resa operativa entro dodici mesi dall’entrata in carica del Consiglio di amministrazione costituito ai sensi dell’articolo 27 dello Statuto.
  2. Le istituzioni e gli enti pubblici e privati di cui al comma 1, primo capoverso, dell’articolo 31 dello Statuto, sono individuati dal Consiglio di amministrazione, sentito il Senato accademico, prima dell’inizio di ciascun mandato. Ogni istituzione ed ente partecipa alla Consulta con un proprio delegato permanente. La mancata designazione di uno o più rappresentanti non impedisce l’insediamento della Consulta.
  3. La delegazione universitaria, composta da un numero massimo di quindici membri e rappresentativa dell’articolazione dell’Ateneo, è nominata dal Consiglio di amministrazione, previo parere del Senato accademico. Alla Consulta partecipa il Direttore generale, o un suo delegato, che ne assicura le funzioni di segreteria.
  4. L’eventuale costituzione di Comitati di approfondimento e di confronto ristretti a una specifica area territoriale o rispondenti ad altre motivazioni, secondo quanto previsto dal comma 3 dell’articolo 31 dello Statuto, è disposta dal Consiglio di amministrazione.

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Art. 7 - Comitato etico

  1. Il Comitato etico è costituito ed esercita le sue funzioni ai sensi dell'articolo 32 dello Statuto e delle norme del presente Regolamento.
  2. In conformità al richiamato articolo statutario il Comitato è composto secondo criteri di interdisciplinarità e indipendenza. I nominativi, la qualifica e il curriculum vitae dei componenti il Comitato sono resi pubblici sul sito web dell’Ateneo. Date le particolari funzioni del Comitato, ogni membro deve assicurare la personale partecipazione alle riunioni e non può delegare altri in propria vece. La mancata presenza, senza giustificazione, a tre riunioni consecutive o, comunque, a cinque riunioni nell’anno solare comporta la decadenza da componenti del Comitato.
  3. Il Presidente è designato dal Comitato nel suo ambito. Il Presidente coordina l’attività del Comitato con l’ausilio, per le mansioni di segreteria, di uno o più funzionari dell’Università e nomina, tra i componenti del Comitato, un Vice-Presidente che lo supplisce in caso di assenza o impedimento e lo coadiuva nell’espletamento delle sue funzioni.
  4. Nell’assolvimento dei suoi compiti, il Comitato fa riferimento alla disciplina giuridica nazionale, comunitaria e internazionale, ispirandosi ai principi derivanti dalla Costituzione della Repubblica italiana, dalle convenzioni internazionali, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, nonché ai codici etici riconosciuti dalle diverse comunità scientifiche e al Codice etico dell’Ateneo.
  5. Spetta in particolare al Comitato fornire l’analisi etico-giuridica delle proposte di ricerca e dei protocolli sperimentali sottoposti al suo esame; esprimere valutazioni, qualora esse fossero necessarie per assolvere richieste provenienti da istituzioni nazionali, comunitarie o internazionali; svolgere una funzione informativa e propositiva nei confronti del personale e degli studenti dell’Ateneo e all’esterno dello stesso. Esulano dalle competenze del Comitato etico le funzioni che la legge riserva ai comitati etici di altri enti, in particolare a quelli ospedalieri.
  6. Nel caso in cui risultino necessari specifici approfondimenti, il Comitato ha facoltà di interpellare o di convocare, perché esprimano le proprie valutazioni, senza diritto di voto, oltre ai diretti interessati, qualificati specialisti delle varie discipline.
  7. I componenti del Comitato, che siano direttamente o indirettamente coinvolti in questioni per le quali possa sussistere un conflitto di interessi o in ricerche o in sperimentazioni sottoposte al Comitato stesso, sono tenuti ad astenersi dall’esame di merito e dall’adozione delle deliberazioni relative.
  8. I componenti il Comitato sono tenuti a garantire la stretta riservatezza su ogni informazione che sia stata loro fornita per l’adempimento dei compiti di pertinenza, nonché sugli atti connessi alla loro attività, sino alla loro divulgazione.
  9. L’adeguamento al parere del Comitato non sottrae, di per sé, il ricercatore che l’abbia richiesto alle proprie dirette responsabilità sul piano civile, penale e amministrativo.
  10. Il Consiglio di Amministrazione determina la misura dell’indennità di presenza da destinare ai componenti del Comitato.
  11. Le disposizioni che disciplinano il funzionamento del Comitato etico, ivi comprese le modalità specifiche di presentazione, illustrazione e documentazione delle proposte da sottoporre al suo esame, sono determinate da un apposito Regolamento, predisposto dallo stesso Comitato con il voto favorevole della maggioranza dei componenti e approvato dal Senato accademico, previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione.

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Art. 8 - Collegio di disciplina

  1. Il Collegio di disciplina, di cui all’articolo 10 della legge n. 240/2010 e successive modificazioni, è costituito ed esercita le sue funzioni secondo le disposizioni dell’articolo 33 dello Statuto integrate da quanto stabilito dal presente Regolamento.
  2. Il Collegio opera in tre distinte sezioni, riferite ai provvedimenti aperti nei confronti, rispettivamente, dei professori di prima fascia, dei professori di seconda fascia, dei ricercatori. In applicazione del principio del giudizio tra pari, nel rispetto del contradditorio e con la garanzia del diritto di difesa, la prima sezione è composta esclusivamente di professori di prima fascia ed opera solo nei confronti di professori di prima fascia; la seconda sezione è composta esclusivamente di professori di seconda fascia ed opera solo nei confronti di professori di seconda fascia; la terza sezione è composta esclusivamente di ricercatori di ruolo ed opera solo nei confronti di ricercatori.
  3. Ogni sezione comprende tre membri effettivi, uno dei quali con funzioni di Presidente, e due membri supplenti, individuati e designati con mandato triennale, rinnovabile consecutivamente una sola volta, secondo le disposizioni del comma 4 dell’articolo 33 dello Statuto. I componenti il Collegio di disciplina sono nominati con decreto del Rettore. Essi non possono ricoprire alcuna carica accademica. La partecipazione al Collegio di disciplina non dà luogo alla corresponsione di compensi, emolumenti, indennità o rimborsi spese.
  4. In caso di assenza o di impedimento di un componente effettivo, subentra il componente supplente più anziano in ruolo. In caso di assenza o di impedimento del Presidente, ne assume le funzioni il componente effettivo più anziano in ruolo e la sezione è completata da un membro supplente, designato ai sensi del comma 3.
  5. Nel caso in cui il procedimento disciplinare riguardi professori appartenenti a fasce diverse ovvero coinvolga congiuntamente professori e ricercatori, il Collegio opera a sezioni congiunte, composte da tutti i componenti delle sezioni competenti. La Presidenza è assunta dal Presidente della sezione coinvolta più anziano in ruolo.
  6. Le delibere relative a ciascun provvedimento sono assunte a maggioranza. Nel caso di provvedimenti esaminati a sezioni congiunte, ai sensi del precedente comma 5, ciascuna sezione delibera con riguardo alla posizione del soggetto o dei soggetti di competenza. Fatto salvo quanto previsto dal comma 2, ultimo capoverso, dell’articolo 33 dello Statuto, il procedimento disciplinare che non risulti sospeso si estingue, ai sensi dell’articolo 120 del D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, quando sia decorso il termine di novanta giorni dall’ultimo atto, senza che nessun ulteriore atto sia stato compiuto. Il procedimento disciplinare estinto non può essere rinnovato.
  7. Ciascun componente del Collegio deve astenersi dal procedimento qualora:
    1. appartenga allo stesso Dipartimento del professore o ricercatore coinvolto nel procedimento;
    2. abbia, con lo stesso, legami di parentela o affinità sino al quarto grado o di coniugio o di convivenza;
    3. abbia un interesse personale nel procedimento;
    4. egli stesso o i suoi prossimi congiunti abbiano cause pendenti o grave inimicizia o rapporti di credito o debito con il professore o ricercatore sottoposto a procedimento;
    5. egli stesso o alcuno dei suoi prossimi congiunti sia offeso dall’infrazione disciplinare oggetto del procedimento;
    6. abbia dato consiglio o manifestato il suo parere sull’oggetto del procedimento fuori dall’esercizio delle sue funzioni.
    In questi casi subentra il componente supplente.
  8. Nelle fattispecie di cui al comma precedente, in cui è fatto obbligo al componente del Collegio di disciplina di astenersi dal procedimento, il professore o il ricercatore interessato può proporre ricusazione mediante ricorso al Presidente del Collegio contenente i motivi specifici e i mezzi di prova, da presentarsi prima della riunione fissata per l’audizione. La ricusazione sospende il procedimento. Sul ricorso decide in via definitiva il Presidente del Collegio di disciplina, sentito il ricusato. Se è ricusato il Presidente, sul ricorso decide in via definitiva il Collegio, sentito lo stesso Presidente. Il provvedimento recante la decisione assunta in ordine al ricorso non è impugnabile. In caso di accoglimento del ricorso subentra nel procedimento uno dei componenti supplenti.
  9. Il Collegio di disciplina svolge la propria attività ricorrendo a ogni elemento di conoscenza che riterrà utile e sulla base di documenti e relazioni predisposti dal competente ufficio dell’Amministrazione universitaria che assicura, ove necessario, il supporto segretariale.
  10. Nel caso in cui il Rettore ravvisi che i comportamenti contestati configurino esclusivamente un illecito deontologico per violazione del Codice etico, trasmette gli atti direttamente al Senato accademico formulando la proposta di provvedimento sanzionatorio da adottare, ai sensi del comma 4 dell’articolo 11 dello Statuto.

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Art. 9 - Garante degli studenti

  1. La figura del Garante degli studenti è istituita ai sensi dell’articolo 35 dello Statuto, che ne stabilisce le competenze, anche con riferimento ai dottorandi di ricerca e agli iscritti alle scuole di specializzazione, e le modalità di designazione unitamente agli impegni di collaborazione nei suoi confronti da parte degli organi dell’Ateneo e degli uffici dell’Amministrazione universitaria, fatte salve le ulteriori disposizioni che seguono.
  2. Il Garante degli studenti è nominato, su proposta del Rettore, dal Senato accademico, che delibera a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Il mandato del Garante ha la durata di tre anni accademici ed è rinnovabile consecutivamente una sola volta.
  3. Al Garante degli studenti è corrisposta una indennità di funzione, nella misura stabilita dal Consiglio di amministrazione, ed è assicurata la disponibilità di una sede operativa e di un servizio di segreteria in relazione alle esigenze.
  4. Il Garante è tenuto ad assolvere con la massima tempestività ai compiti previsti dal comma 1 dell’articolo 35 dello Statuto, lettere a), b) e c). Egli può, anche di propria iniziativa, segnalare agli organi accademici eventuali irregolarità, ritardi, carenze, disfunzioni o abusi rilevati nei confronti degli studenti. Nel caso in cui il presentatore di un esposto abbia richiesto l’anonimato, il Garante è tenuto a garantirlo, previa verifica della fondatezza dell’esposto stesso.
  5. Ulteriori specificazioni sulle modalità di funzionamento dell’ufficio del Garante degli studenti possono essere stabilite nell’apposito Regolamento, approvato dal Consiglio di amministrazione, previo parere del Senato accademico, sentita la Conferenza degli studenti
  6. In prima applicazione, la figura del Garante degli studenti è istituita e resa operativa entro centoventi giorni dall’entrata in vigore del presente Regolamento.

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Art. 10 - Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni

  1. Le norme che disciplinano la costituzione e il funzionamento del Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (CUG), ai sensi dell’articolo 34 dello Statuto, sono definite dall’apposito Regolamento, elaborato secondo le disposizione di cui al comma 4 del medesimo articolo 34.

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Art. 11 - Osservatorio della ricerca d’Ateneo

  1. In applicazione dei principi enunciati negli articoli 1 e 2 dello Statuto, è costituito l’Osservatorio della ricerca dell’Università degli studi di Milano (d’ora in avanti indicato come Osservatorio).
  2. All’Osservatorio spetta il compito di affiancare gli Organi di governo dell’Ateneo nella rilevazione e nel monitoraggio sistematico della consistenza e rilevanza delle attività di ricerca dell’Università e dei relativi risultati, nell’ottica del mantenimento e miglioramento continuo di riconosciuti livelli di qualità. A tal fine l’Osservatorio si avvale dell’Archivio Istituzionale della Ricerca e dei diversi database esterni contenenti informazioni riferite anche all’Ateneo, al fine di proporre e aggiornare, riferendosi a modelli utilizzati nei più qualificati ambienti scientifici nazionali e internazionali, metodologie di misurazione della qualità dei prodotti della ricerca del personale strutturato e non strutturato operante presso le articolazioni funzionali dell’Ateneo nonché delle stesse articolazioni. Le metodologie messe a punto dall’Osservatorio, coerenti con le caratteristiche specifiche di ciascuna area scientifica presente nell’Università e tali da consentire, per quanto possibile, il confronto tra le diverse aree interne all’Ateneo e la comparabilità con le corrispondenti aree esterne, sono sottoposte all’approvazione degli Organi di governo. In relazione ad esse, l’Osservatorio verifica la posizione dell’Ateneo ed elabora proposte volte a migliorarne la performance. E’ inoltre compito dell’Osservatorio garantire la divulgazione dei risultati della sua attività nel rispetto del principio della massima trasparenza.
  3. Le analisi condotte dall’Osservatorio e la documentazione da esso prodotta offrono ai competenti Organi elementi conoscitivi per orientare la definizione delle politiche di assegnazione delle risorse per la ricerca scientifica e per l’individuazione di strategie di sviluppo della ricerca dell’Ateneo. I risultati delle analisi dell’Osservatorio sono altresì messi a disposizione del Nucleo di valutazione a supporto delle attività di propria competenza. Il Nucleo stesso può chiedere all’Osservatorio specifiche indagini o lo sviluppo di determinate metodologie di analisi oltre a condividere, se pertinenti, le informazioni elaborate al proprio interno.
  4. L’Osservatorio è composto da sei esperti appartenenti ai raggruppamenti dell’European Research Council, di cui due appartenenti al settore Mathematics, Physical Sciences, Information and Communication, Engineering, Universe and Earth Sciences, due al settore Life Sciences, due al settore Social Sciences and Humanities. Gli esperti scientifici sono individuati tra i professori e i ricercatori dell’Ateneo in possesso di un elevato profilo scientifico e con esperienza di valutazione della ricerca, che non siano componenti del Senato accademico, del Consiglio di amministrazione, del Nucleo di valutazione di Ateneo, né Direttori di Dipartimento o di Centro di ricerca, né Coordinatori di dottorato di ricerca o Direttori di Scuola di dottorato. Essi sono designati dal Consiglio di amministrazione, su proposta del Rettore, previo parere obbligatorio del Senato accademico e sono nominati con decreto del Rettore; il loro mandato ha durata triennale ed è rinnovabile consecutivamente una sola volta. Il curriculum degli esperti scientifici è reso pubblico sul sito web dell’Ateneo. La composizione dell’Osservatorio è integrata da amministrativi e tecnici con competenze nel campo di attività dell’Osservatorio, e più in generale nelle procedure connesse alla rilevazione delle attività e dei risultati della ricerca, in numero di tre, nominati dal Rettore, sentito il Direttore generale. Il Rettore, all’atto della costituzione dell’Osservatorio, nomina tra gli esperti scientifici un Presidente. Alle riunioni dell’Osservatorio partecipa di diritto il Prorettore delegato al Coordinamento e alla promozione della ricerca.
  5. Le modalità del funzionamento dell’Osservatorio sono disciplinate da un apposito Regolamento approvato dal Senato Accademico, previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione, contestualmente alla sua costituzione entro centoventi giorni dall’entrata in vigore del presente Regolamento.

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Art. 12 - Incompatibilità

  1. In relazione ai commi 1 e 2 dell’articolo 63 dello Statuto, non rientra tra le incompatibilità ivi stabilite la partecipazione a organi collegiali in rappresentanza della struttura di cui si abbia la responsabilità ovvero che sovrintendano ad attività che siano parte integrante dell’esercizio della funzione docente, fermo restando il vincolo a non assumerne la presidenza o la direzione o il coordinamento.
  2. Non rientra parimenti nell’ambito di applicazione delle norme di cui al comma 2 del medesimo articolo l’eventuale assunzione da parte delle figure ivi previste di posizioni, anche di vertice, in strutture esclusivamente di servizio, funzionali ai compiti assunti.

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