REGOLAMENTO PER IL TUTORATO

Art. 1 - Scopi e modalità del tutorato

1. Sono finalità del tutorato, ai sensi del punto 2 dell'art. 13 della legge n. 341/1990, orientare e assistere gli studenti lungo tutto il corso degli studi, rendendoli attivamente partecipi del processo formativo e rimuovendo gli ostacoli ad una proficua frequenza ai corsi, anche attraverso iniziative rapportate alle necessità, alle attitudini ed alle esigenze dei singoli.

2. Gli obiettivi di cui sopra sono perseguiti mercé la attivazione di appositi servizi e tramite l'assistenza diretta ai singoli studenti da parte di professori e ricercatori, nonché, sotto la supervisione e la responsabilità di docenti indicati dai consigli dei corsi di studio, da parte di persone dotate di adeguata qualificazione investite dei compiti di tutorato, secondo le norme specifiche stabilite da ciascun regolamento di facoltà.

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Art. 2 - Servizi di tutorato

1. Sono servizi di tutorato i precorsi e le attività di sostegno e di appoggio alla didattica ordinaria dei corsi di laurea e di diploma, da organizzarsi secondo le disposizioni dei regolamenti di facoltà, con particolare riferimento alle esigenze degli studenti iscritti ai primi anni al fine di facilitare il passaggio dagli studi secondari a quelli universitari e ridurre il rischio di dispersioni e abbandoni prematuri.

2. Per lo svolgimento di tali attività, i consigli delle strutture didattiche si avvalgono anzitutto del contributo dei docenti che vi afferiscono, tenendo conto del carico didattico rispettivo e ripartendo i compiti secondo criteri di equità e di efficienza.
In caso di accertata insufficienza di personale di ruolo, si potrà ricorrere a qualificate competenze esterne, sotto la supervisione e la responsabilità di docenti indicati dai consigli dei corsi di studio, nei limiti e secondo le modalità stabilite dal regolamento generale d'ateneo.
I criteri per la determinazione degli eventuali compensi sono stabiliti dal regolamento d'ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità.

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Art. 3 - Tutorato individuale

1. I regolamenti di facoltà stabiliscono le modalità più idonee per assicurare l'assistenza tutorale diretta ai singoli studenti da parte di professori e ricercatori, tenendo conto delle oggettive possibilità organizzative, in relazione al numero degli studenti iscritti e all'entità e agli impegni ordinari del corpo docente.
Nel caso in cui il numero dei docenti di ruolo applicabili al servizio di cui sopra risulti insufficiente, è consentito fare ricorso, ma sempre sotto la supervisione e la responsabilità di docenti a ciò designati dai consigli dei corsi di studio interessati, a dottori e dottorandi di ricerca, a specializzati e specializzandi, nonché a laureati cultori della materia di comprovata capacità, con cui attivare specifici rapporti di collaborazione, nei limiti e secondo le modalità stabilite dal regolamento generale di ateneo e da quello per l'amministrazione, la finanza e la contabilità.

2. Nel caso in cui non si disponga comunque di risorse sufficienti ad assicurare una assistenza individuale estesa secondo le modalità previste al punto 1, i regolamenti di facoltà dovranno comunque prevedere l'attivazione di apposite commissioni per il tutorato, a disposizione degli studenti in orari idonei. Tali commissioni provvederanno a fornire indicazioni su criteri e metodi della didattica universitaria, sui percorsi di studio, sui modi per integrare la formazione di base, sulle eventuali letture consigliabili, nonché per favorire i collegamenti con i docenti degli insegnamenti ufficiali.

3. I compiti di tutorato in relazione alla predisposizione dei piani di studio individuali, ove consentiti, ai sensi dell'art. 6 del presente regolamento, sono esercitati dalle commissioni a ciò delegate dalle strutture didattiche competenti.

4. Dal momento dell'assegnazione della tesi di laurea o di diploma, i compiti di tutorato sono assunti dal docente sotto la cui guida lo studente intende laurearsi o diplomarsi.

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