TITOLO IX - NORME COMUNI  

Art. 110 - Spese di rappresentanza

1. I responsabili dei centri di spesa o loro delegati possono assumersi oneri connessi a:

  1. colazioni e consumazioni di bevande in occasione di riunioni prolungate, ad adeguato livello di rappresentanza, nonché in occasione di incontri di lavoro con personalità o autorità estranee all'Ente;
  2. consumazioni di bevande, eventuali colazioni di lavoro, servizi fotografici, di stampa e di relazioni pubbliche, addobbi ed impianti vari, in occasione di visite presso l'Ateneo di autorità e di membri di missioni di studio italiane o straniere;
  3. necrologi ed altre forme di partecipazione al cordoglio in occasione della morte di personalità anche estranee all'Ateneo, nonché di componenti di organi collegiali o di dipendenti dell'Ateneo stesso;
  4. stampe di inviti, addobbi ed impianti vari, servizi fotografici e audiovisivi, pranzi, colazioni o rinfreschi, piccoli doni, in occasione di cerimonie di inaugurazione dell'anno accademico, di apertura di nuove strutture o di altri avvenimenti correlati ai fini istituzionali, alle quali partecipino autorità estranee all'Ateneo;
  5. piccoli doni, quali targhe, medaglie, libri, coppe, oggetti floreali, a personalità o delegazioni italiane o straniere in visita all'Ateneo, oppure in occasione di visite compiute da rappresentanti o delegazioni ufficiali dell'Ateneo;
  6. spese postali e telegrafiche di auguri o di condoglianze diretti a componenti degli organi collegiali ed a dipendenti dell'Ateneo nonché a personalità estranee all’Ateneo medesimo;
  7. acquisto di giornali e rotocalchi.

2. Le spese di cui al precedente comma vanno poste a carico degli appositi capitoli di bilancio previsti, rispettivamente, per l'Amministrazione centrale e per i centri di spesa autonomi (Dipartimenti, Centri Interdipartimentali, Aziende a gestione autonoma). I centri di spesa decentrati possono provvedere a tali spese sui fondi loro assegnati per spese di funzionamento o su fondi di provenienza esterna non finalizzati a spese di investimento.

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Art. 111 - Spese in occasione di scambi culturali, congressi e convegni

1. In occasione di scambi culturali, di congressi, convegni, simposi, tavole rotonde, seminari ed altre consimili manifestazioni riferibili ai fini istituzionali dell'Ateneo, l'Amministrazione universitaria, i Centri di spesa autonoma e i Centri di spesa decentrati hanno facoltà di assumere a carico del proprio bilancio oltre alle spese organizzative e di gestione, le spese relative all'ospitalità dei partecipanti. L'entità degli eventuali compensi agli ospiti invitati per la partecipazione alle attività culturali e scientifiche è stabilita con delibera del Consiglio di amministrazione.

2. Nell'ambito di accordi culturali stabiliti con Università ed altre Istituzioni di ricerca straniere, che prevedano anche lo scambio di personale e di studenti, l'Università può assumere le spese di viaggio e di soggiorno (vitto e alloggio) del personale e degli studenti interessati, entro i limiti stabiliti con delibera del Consiglio di amministrazione.

3. L'Università può assumersi l'onere delle spese connesse con programmi di mobilità di studenti e personale universitario stabiliti da organismi nazionali od internazionali. L'onere può comprendere corsi di preparazione linguistica.

4. Per le spese, di cui ai precedenti commi, finanziate dall'Unione Europea attraverso convenzioni o contratti di ricerca, di formazione, di mobilità od altro, l'Ateneo applicherà le norme comunitarie ivi previste.

5. Le spese di cui ai precedenti commi 1, 2 e 3 gravano su apposito capitolo del bilancio universitario o dei centri di spesa autonomi, nonché sui fondi dei centri di spesa decentrati secondo principi di competenza. Fatto salvo il ricorso a finanziamenti finalizzati, le spese predette possono essere deliberate ove siano prioritariamente assicurate le normali esigenze della didattica e della ricerca.

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Art. 112 - Spese di funzionamento degli organi di Ateneo

1. Sono poste a carico del bilancio universitario le spese derivanti da consumazioni per riunioni prolungate di commissioni nominate dal Consiglio di amministrazione, dal Senato accademico o dal Rettore .

2. Per riunioni prolungate del Consiglio di amministrazione o del Senato accademico sono ammesse le spese derivanti da colazioni di lavoro.

3. Al Rettore, al Prorettore, al Direttore amministrativo, ai Dirigenti nonché ad eventuali delegati del Rettore è consentito partecipare alle riunioni di organismi rappresentativi, nonché a conferenze, convegni e seminari che comunque interessino i fini istituzionali dell'Ateneo, con relativo trattamento di missione e con utilizzazione dell'autoveicolo dell’amministrazione.

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Art. 113 - Indennità di funzione

1. Le indennità di funzione di cui all'art. 52 dello Statuto dell'Università degli Studi di Milano sono stabilite dal Consiglio di amministrazione, sentito il parere del Senato accademico, tenuto conto del rilievo istituzionale di ciascuna funzione, dell'impegno gestionale e della responsabilità connessa allo svolgimento della stessa, privilegiando il compito istituzionale svolto rispetto all'impegno di lavoro richiesto.

2. Gli importi delle indennità previste devono essere congrui alle cariche ricoperte e alle funzioni esercitate, nonché alle connesse decisioni e responsabilità derivanti dall'utilizzo delle rilevanti risorse umane ed economiche dell'Ateneo e delle esigenze istituzionali ed organizzative nell'ambito della autonomia universitaria.

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Art. 114 - Regolamentazione delle spese di missione e di mobilità

1. Le spese di missione e di mobilità dei dipendenti e degli altri soggetti coinvolti nelle attività dell'Ateneo, sono disciplinate, nel rispetto della normativa vigente, mediante apposito Regolamento deliberato dal Consiglio di amministrazione, sentito il Senato accademico, anche al fine di ottimizzare l'uso delle risorse umane e finanziarie.

2. L'Università può assumere l'onere delle spese relative alla mobilità dei titolari di assegni di ricerca e di borse connesse alle attività di studio e formazione, da svolgersi fuori sede, sia in Italia che all'estero. L'onere può comprendere, in tutto o in parte, le spese di viaggio e di soggiorno (vitto e alloggio), le quote di iscrizione a corsi specialistici, congressi e convegni, alle condizioni ed entro gli importi stabiliti dal Regolamento sulle missioni.

3. Le strutture universitarie possono inoltre assumersi l'onere delle spese per viaggi collettivi di studio o per esercitazioni pratiche collettive di esclusivo carattere didattico, da svolgersi da parte degli studenti fuori della sede universitaria, purché sotto la guida di docenti della struttura interessata, previa richiesta motivata e autorizzata dal Preside di Facoltà o dal Presidente del Consiglio di Corso di laurea. L'onere può comprendere le spese di viaggio e quelle di vitto e alloggio, ed eventualmente richiedere una partecipazione alla spesa da parte degli studenti.

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Art. 115 - Docenze aggiuntive ed integrative

1. Il Consiglio di amministrazione, su indicazione del Senato accademico, stabilisce le modalità e l'entità dei compensi per l'attivazione ed il funzionamento di nuove iniziative didattiche e per il conferimento a titolo oneroso delle prestazioni didattiche istituzionali e complementari attribuite a professori e ricercatori al di fuori del rispettivo impegno orario complessivo, o a collaboratori esterni.

2. Ai sensi dell'art. 16 del Decreto legislativo n. 80/1998, il Consiglio di amministrazione, considerati gli impegni didattici stabiliti dal Senato accademico per lo svolgimento delle attività di orientamento, tutorato e di diversificazione dell'offerta formativa da parte di professori e di ricercatori universitari, può destinare fondi del bilancio universitario per l'erogazione di compensi aggiuntivi.

3. I compensi per i servizi didattici integrativi, di cui all'art. 15 del Regolamento Didattico, previsti dal piano finanziario approvato dal Consiglio di amministrazione e dal Senato accademico, sono stabiliti dalle singole strutture secondo le modalità individuate dal Regolamento di attuazione dell'art. 66 del DPR n. 382/1980.

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Art. 116 - Compensi ai membri esterni delle commissioni per gli esami di profitto

1. In relazione a quanto disposto dal quarto comma dell'articolo 33 dello Statuto, ai componenti esterni delle commissioni per gli esami di profitto, la cui partecipazione agli esami stessi quali cultori della materia sia indispensabile per assicurarne il regolare svolgimento, può essere riconosciuto un compenso, da calcolarsi in relazione all'impegno orario prestato, attestato, su sua responsabilità, dal presidente della commissione esaminatrice.

2. La qualifica di cultore della materia e il riconoscimento, stante l'impossibilità di provvedere altrimenti, della retribuibilità delle sue prestazioni, commisurate al carico didattico della disciplina, sono preventivamente deliberati dal rispettivo Consiglio di Facoltà, sui cui fondi si provvederà al pagamento, previa autorizzazione del Preside, nel rispetto delle norme regolamentari e dei principi dettati dal Senato accademico.

3. Il compenso orario per le prestazioni in questione non può eccedere € 25,82 lordi, fino ad un massimo giornaliero di € 103,29, entro un limite annuo comunque non superiore a € 2.065,83.

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Art. 117 - Assegni di ricerca

1. L'Università, nell'ambito delle disponibilità di bilancio, ai sensi dell'art. 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, può conferire assegni per la collaborazione ad attività di ricerca a dottori di ricerca o laureati in possesso di idoneo curriculum scientifico professionale, secondo le modalità previste dall’apposita regolamentazione.

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Art. 118 - Borse di studio

1. L'Università, con oneri a carico del proprio bilancio, può istituire borse di studio destinate a coprire i costi di mantenimento agli studi, anche post-laurea, degli studenti capaci e meritevoli, privi di mezzi.

2. L'Università, al fine di favorire il proseguimento o il completamento della formazione dei giovani più promettenti può istituire, in aggiunta alle borse di studio, previste dall'attuale normativa e secondo quanto stabilito dall'art. 32 dello Statuto, borse di studio ai laureati e ai diplomati (diplomi universitari). La durata della borsa non potrà essere superiore ad un anno e non sarà rinnovabile.

3. La copertura finanziaria di tali borse sarà assicurata dal bilancio universitario anche mediante l'utilizzo di risorse messe a disposizione allo scopo da Dipartimenti e Istituti, o provenienti da contratti e convenzioni con Aziende, Enti pubblici e privati. In un apposito Regolamento saranno individuati i criteri di assegnazione, l'entità delle borse e le condizioni di erogazione.

4. Gli stanziamenti di bilancio per la copertura degli oneri connessi con la attivazione delle iniziative di cui al presente articolo potranno essere assicurati anche con fondi derivanti dalle attività per conto di terzi, nonché dai contributi a carico degli studenti.

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Art. 119 - Collaborazioni degli studenti ai servizi dell'Università

1. L'Università, nell'ambito delle attribuzioni definite dalle norme in materia di diritto agli studi universitari, disciplina con apposito Regolamento le modalità e le forme di collaborazione degli studenti dell'Università.

2. Il Consiglio di amministrazione, su delibera del Senato accademico, ripartisce annualmente il fondo destinato alle collaborazioni degli studenti ai servizi dell'Università.

3. Le Facoltà, i Dipartimenti e gli Istituti possono, con fondi propri, integrare le somme di cui al comma precedente.

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Art. 120 - Formazione interna del personale

Il Consiglio di amministrazione autorizza il pagamento di compensi al personale docente e al personale tecnico- amministrativo per lo svolgimento di corsi interni per la formazione del personale dell'Ateneo. La misura dei compensi è stabilita dal Consiglio di amministrazione.
In caso di rinuncia al compenso da parte del personale docente la somma stanziata è devoluta alla struttura di appartenenza.

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Art. 121 - Attività Sociali - Culturali - Ricreative

1. Ai fini della realizzazione di iniziative in favore del personale per attività sociali, culturali e ricreative, l'Università prevede nel proprio bilancio uno specifico stanziamento, la cui utilizzazione deve essere disciplinata da apposito Regolamento deliberato dal Consiglio di amministrazione sulla base degli accordi con le OO.SS. in sede di contrattazione decentrata, tenuto conto delle disposizioni contenute nel Regolamento generale d'Ateneo.

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Art. 122 - Utilizzo dei fondi e/o finanziamenti per la ricerca scientifica

1. I fondi e/o finanziamenti per la ricerca scientifica, trasferiti ai Dipartimenti ed assegnati agli Istituti con la attribuzione a singoli docenti, sono utilizzati solo ed unicamente su proposta di questi ultimi nel rispetto della normativa contabile cui sono tenuti sia i Dipartimenti che gli Istituti.

2. I professori di ruolo e i ricercatori che, ai sensi della normativa in vigore siano autorizzati a svolgere esclusivamente attività di ricerca scientifica in istituzioni di ricerca italiane, estere e internazionali, durante il periodo di congedo possono utilizzare i fondi di ricerca di cui sono titolari, anche ai fini del rimborso delle spese vive di viaggi, vitto e alloggio, debitamente documentate.

3. I finanziamenti per la ricerca scientifica assegnati su fondi propri del bilancio universitario, che dovessero risultare "non utilizzati" alla fine del terzo anno successivo a quello di assegnazione, saranno portati in economia.

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Art. 123 - Analisi dei costi e dei risultati economici

1. L'attuazione della vigente normativa finalizzata alla rilevazione e analisi dei costi e dei risultati economici per centro di costo e per attività didattica e di ricerca scientifica è assicurata dalla contabilità gestionale di Ateneo.

2. Lo strumento operativo è costituito da un apposito piano dei conti, funzionante con il metodo della partita doppia, articolato nei seguenti gruppi di conti patrimoniali, economici e di evidenza codificati con sistema decimale:
   0 Collegamento contabilità ufficiale Università, Dipartimenti, Aziende Agricole;
   1 Conti transitori di contabilità finanziaria;
   2 Conti transitori di contabilità gestionale;
   3 Immobilizzazioni (incrementi);
   4 Elementi di costo e di ricavo;
   5 Centri di costo;
   6 Risultati economici attività didattica;
   7 Risultati economici Ricerca Scientifica;
   8 Variazioni;
   9 Conti d'ordine.

3. Nella contabilità gestionale si integrano i movimenti delle entrate e delle spese effettive di tutte le contabilità finanziarie dell'Ateneo (Università, Dipartimenti, Aziende Agrarie) con i movimenti generati dai sistemi informativi di contabilità patrimoniale, segreteria studenti, contabilità stipendi, gestione edifici, autodichiarazioni impegni personale docente per attività didattica e generati dalla stessa contabilità gestionale.

4. Il gruppo dei conti 4 "elementi di costo e di ricavo" rappresenta la struttura dei conti economici gestionali per centri di costo e aggregazioni a livello superiore, nei quali assumono rilevanza: i costi diretti del lavoro, dello spazio, di funzionamento, di ricerca scientifica, gli ammortamenti e i costi figurativi; i ricavi da tasse e i contributi universitari, per prestazioni e recupero costi, da finanziamenti e contributi.

5. I costi di funzionamento e i costi della ricerca scientifica sono rappresentati con riferimento sia alle categorie e capitoli di spesa della contabilità finanziaria, sia al sistema di contabilità analitica dei costi di cui alla tabella B prevista dall'art. 10 comma 3 Decreto legislativo 279/97 ripresa dal piano classifica delle voci statistiche.

6. I ricavi del finanziamento ordinario e i costi di struttura centralizzati (Rettorato e Direzione Amministrativa) non vengono attribuiti ai centri di costo della struttura universitaria e si consolidano nel conto economico gestionale di Ateneo.

7. Le attività connesse all'analisi degli aspetti organizzativi e allo sviluppo del sistema informatizzato di Contabilità Gestionale sono demandati all'Ufficio di Contabilità Gestionale, afferente alla Direzione Amministrativa.

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Art. 124 - Ufficio di supporto al Nucleo di Valutazione

1. L'ufficio di supporto al Nucleo di Valutazione, avvalendosi anche di consulenti esterni, ha il compito di predisporre annualmente i dati e le analisi per consentire allo stesso Nucleo di Valutazione, costituito ai sensi dell'art. 23 dello Statuto dell'Università, di poter illustrare le risultanze e le valutazioni sull'andamento economico e la funzionalità della gestione dell'Ateneo e dei centri di costo, anche in relazione a standards minimi di economicità, efficienza e qualità dei servizi, elaborati dallo stesso Nucleo di Valutazione.

2. Per l'espletamento delle proprie funzioni e delle analisi specifiche che interessano il Nucleo di Valutazione, l'ufficio si avvale di tutti gli elementi informativi disponibili presso le strutture organizzative della Direzione Amministrativa e presso le strutture universitarie.

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Art. 125 - Revisione dei limiti di importo

1. Tutti i limiti di importo previsti dal presente Regolamento devono intendersi "al netto" della eventuale imposta sul valore aggiunto.

2. Tali importi possono essere modificati con delibera del Consiglio di amministrazione e con decorrenza degli effetti dal 1 gennaio dell'anno successivo.

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Art. 126 - Carte di credito

1. Le strutture autonome e quelle decentrate possono effettuare i loro pagamenti anche mediante carte di credito intestate alle stesse strutture, nei casi e con le modalità stabilite con apposito Regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione.

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