TITOLO II - GESTIONE FINANZIARIA E PATRIMONIALE  

indice paragrafi

§ Capo I – Bilancio di previsione

inizio pagina

Art. 7 - Esercizio finanziario e Bilancio di previsione

1. L'esercizio finanziario ha la durata di un anno e coincide con l'anno solare.

2. La gestione finanziaria è unica e si svolge sulla base di un unico Bilancio annuale di previsione deliberato dal Consiglio di amministrazione entro il 30 novembre di ogni anno sulla base degli obiettivi e delle priorità indicate dal Senato accademico.

inizio pagina


Art. 8 - Formazione del Bilancio di previsione

1. Il Bilancio di previsione è formulato in termini finanziari di competenza:
    l'unità elementare del bilancio è il capitolo.

2. Il capitolo comprende un solo oggetto di spesa ovvero più oggetti strettamente collegati e deve essere omogeneo e chiaramente definito.

3. Il bilancio indica per ciascun capitolo di entrata e di spesa l'ammontare delle entrate che si prevede di accertare e delle spese che possono essere impegnate nell'esercizio cui esso si riferisce.

4. Gli stanziamenti di spesa sono iscritti in bilancio in relazione ai programmi ed alle concrete capacità operative dell'Università nel periodo di riferimento.

5. Il Bilancio di previsione è predisposto dal Direttore amministrativo in ciò coadiuvato dal responsabile della Divisione Ragioneria; esso, accompagnato da una relazione programmatica e previsionale e dalla relazione del Nucleo di Valutazione Interna, è presentato dal Rettore al Consiglio di amministrazione non oltre il 20 ottobre di ciascun anno.

6. Copia del Bilancio di previsione e dei relativi allegati è inviata per conoscenza al Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, al Ministero del Tesoro, del Bilancio e della programmazione economica, nonchè alla Delegazione Regionale della Corte dei Conti, entro 30 giorni dalla avvenuta approvazione da parte del Consiglio di amministrazione.

7. Le strutture dotate di autonomia amministrativa compilano il Bilancio di previsione secondo gli schemi a tale fine predisposti, approvati dal Consiglio di amministrazione.

inizio pagina


Art. 9 - Esercizio provvisorio

1. Quando l'approvazione del Bilancio di previsione non intervenga prima dell'inizio dell'esercizio cui lo stesso si riferisce, il Consiglio di amministrazione può autorizzare, per non oltre quattro mesi, l'esercizio provvisorio, fissandone i limiti di importo mensili spendibili non superiori ad un dodicesimo degli stanziamenti riferiti ai corrispondenti capitoli del bilancio dell'esercizio precedente approvato.

inizio pagina


Art. 10 - Integrità e universalità del bilancio

1. Tutte le entrate e tutte le spese debbono essere iscritte in bilancio nel loro importo integrale, senza alcuna riduzione per effetto di correlative spese o entrate.

2. E' vietata ogni gestione di fondi al di fuori del bilancio.

3. I bilanci delle gestioni autonome di cui al comma 7 dell'art. 8, una volta approvati dai competenti organi deliberanti, sono allegati al bilancio dell'Università.

inizio pagina


Art. 11 - Classificazione delle entrate e delle spese

1. Le entrate del Bilancio di previsione sono classificate nei seguenti titoli:
Titolo 1: Entrate contributive; Titolo 2: Entrate derivanti da trasferimenti correnti; Titolo 3: Entrate diverse; Titolo 4: Entrate per alienazione dei beni patrimoniali e riscossioni di crediti; Titolo 5: Entrate derivanti da trasferimenti in conto capitale; Titolo 6: Entrate derivanti da accensione di prestiti; Titolo 7: Partite di giro e contabilità speciali; Titolo 8: Trasferimenti intrateneo correnti; Titolo 9: Trasferimenti intrateneo in conto capitale. Le spese sono ripartite nei seguenti titoli: Titolo 1: Spese correnti; Titolo 2: Spese in conto capitale; Titolo 3: Estinzione di mutui e prestiti; Titolo 4: partite di giro e contabilità speciali; Titolo 8: trasferimenti intrateneo correnti; Titolo 9: Trasferimenti intrateneo in conto capitale.

2. Le entrate e le spese nell'ambito di ciascun titolo, si ripartiscono in categorie secondo la loro natura economica, ed in capitoli, secondo il rispettivo oggetto.

3. La classificazione di cui ai commi 1 e 2 è indicata nello schema di bilancio approvato dal Consiglio di amministrazione.

inizio pagina


Art. 12 - Partite di giro e contabilità speciali

1. Le partite di giro comprendono le entrate e le spese che si fanno per conto di terzi e quelle che comunque non incidono sulle risultanze economiche del bilancio.

2. Le contabilità speciali evidenziano per risultati complessivi, i risultati gestionali delle strutture dotate di autonomia contabile.

inizio pagina


Art. 13 - Contenuto del bilancio

1. Il bilancio mette a confronto gli stanziamenti proposti con quelli iniziali relativi all'esercizio in corso, evidenziando altresì in apposita colonna quelli già definiti alla data del 30 settembre precedente l'esercizio cui lo stesso bilancio si riferisce; le spese indicate devono essere contenute, nel loro complessivo ammontare, entro i limiti delle entrate previste in maniera che il bilancio risulti in pareggio. Ai soli fini del conseguimento del pareggio si può tener conto del presunto avanzo di amministrazione di cui all'art. 14.

2. I trasferimenti del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica non possono essere iscritti in misura superiore a quella dei corrispondenti trasferimenti assegnati per l'anno in corso, salvo che non sia stato già comunicato l'importo stabilito per il nuovo anno.

inizio pagina


Art. 14 - Avanzo o disavanzo di amministrazione

1. Nel Bilancio di previsione la prima posta, sia dell'entrata che della spesa, è preceduta dall'indicazione rispettivamente dell'avanzo o del disavanzo di amministrazione presunto al 31 dicembre dell'esercizio precedente a quello cui il bilancio si riferisce.

2. Al Bilancio di previsione è allegata una tabella dimostrativa del presunto avanzo o disavanzo di amministrazione alla data del 31 dicembre dell'esercizio precedente a quello cui lo stesso bilancio si riferisce (redatta in conformità allo schema approvato dal Consiglio di amministrazione), nella quale sono indicati i singoli stanziamenti di spesa correlativi all'utilizzazione dell'avanzo di amministrazione presunto.
Ai fini della sua utilizzazione si provvede con apposita deliberazione dopo che ne sia accertata l'effettiva consistenza ed a misura che l'avanzo stesso venga realizzato.

3. Del disavanzo di amministrazione presunto, risultante dalla tabella di cui al comma 2, deve tenersi conto nella formulazione delle previsioni di esercizio, al fine del suo assorbimento; il Consiglio di amministrazione, nella deliberazione del Bilancio di previsione, deve illustrare i criteri adottati per pervenire all'assorbimento dello stesso disavanzo di amministrazione.

4. Il Consiglio di amministrazione, se accerta, in sede consuntiva, un maggiore disavanzo di amministrazione rispetto a quello presunto, delibera i provvedimenti necessari ad eliminare gli effetti dello scostamento.

inizio pagina


Art. 15 - Fondo di riserva

1. E' iscritto in apposito capitolo fra le spese correnti del Bilancio di previsione un fondo di riserva per le spese impreviste e per le maggiori spese che potranno verificarsi durante l'esercizio; l'ammontare del fondo di riserva non può superare il 5% delle spese correnti complessivamente previste, al netto delle spese per il personale.

2. Sul capitolo di cui al comma 1 non possono essere emessi mandati di pagamento.

inizio pagina


Art. 16 - Assestamento e variazioni di bilancio

1. Il Consiglio di amministrazione delibera l'assestamento di bilancio dopo l'approvazione del conto consuntivo dell'esercizio precedente a quello in corso.

2. Con l'assestamento di bilancio si provvede: a) all'aggiornamento dell'eventuale avanzo o disavanzo di amministrazione dell'esercizio precedente a quello in corso; b) all'adeguamento delle previsioni di entrata e di spesa in relazione alla quantità dell'avanzo o del disavanzo di amministrazione accertato rispetto a quello iscritto; c) ad apportare le altre variazioni opportune alle entrate e alle spese iscritte.

3. Le variazioni di bilancio, ivi comprese quelle per l'utilizzo del fondo di riserva e per storni di fondi da un capitolo all'altro, sono adottate con deliberazione del Consiglio di amministrazione. In caso di necessità e di urgenza le variazioni possono essere disposte con decreto motivato del Rettore, il quale le sottopone per la ratifica al Consiglio di amministrazione nella prima adunanza successiva corredate dal parere del Collegio dei Revisori dei Conti.

4. Le variazioni per nuove o maggiori spese possono proporsi soltanto se è assicurata la necessaria copertura finanziaria.

5. Le variazioni di bilancio sono presentate al Consiglio di amministrazione dal Rettore, previo parere del Collegio dei Revisori dei Conti.

6. Sono vietati gli storni tra residui, tra residui e competenza e viceversa, nonché da capitoli di spesa aventi vincoli di destinazione.

7. Le variazioni mediante storni che vengono richieste entro il mese di ottobre dalle strutture indicate all'art. 4 - comma 5 - del presente Regolamento e che siano destinate ad incrementare la disponibilità sugli stanziamenti finalizzati a spese in conto capitale a disposizione degli stessi Istituti e strutture, sono approvate con decreto rettorale. Le variazioni di cui trattasi verranno portate alla ratifica del Consiglio di amministrazione nell'ultima seduta dell'esercizio finanziario.

8. Sono delegate al Capo Divisione Ragioneria le variazioni destinate a incrementare le disponibilità sugli stanziamenti finalizzati a spese di cui al titolo 8 (trasferimenti intrateneo correnti) e al titolo 9 (trasferimenti intrateneo in conto capitale) assegnati dal Rettore su stanziamenti di altre voci di spesa.

inizio pagina


§ Capo II – Entrate

inizio pagina

Art. 17 - Accertamento delle entrate

1. L'entrata è accertata quando l'Università appura la ragione del suo credito e la persona debitrice ed è iscritta nei rispettivi capitoli di bilancio come competenza dell'esercizio finanziario per l'ammontare del credito che viene a scadenza entro l'anno.

2. L'accertamento delle entrate sulla base di idonea documentazione, da luogo ad annotazioni da parte della Divisione Ragioneria nelle apposite scritture con imputazione ai pertinenti capitoli di bilancio.

3. Le entrate accertate e non riscosse entro il termine dell'esercizio costituiscono i residui attivi che sono compresi tra le attività del conto patrimoniale.

4. Le operazioni di accertamento delle entrate sono di competenza del responsabile della Divisione Ragioneria.

inizio pagina


Art. 18 - Riscossione delle entrate

1. Le entrate sono riscosse dall'Istituto o Azienda di credito che gestisce il servizio di cassa mediante reversali di incasso.

2. Le somme introitate tramite il servizio dei conti correnti postali devono affluire mensilmente all'Istituto di credito di cui al comma precedente.

3. Le somme pervenute direttamente alla Università sono annotate in appositi registri e versate all'Istituto cassiere entro e non oltre il quindicesimo giorno dal loro arrivo, previa emissione di reversale d'incasso da parte della Divisione Ragioneria.

4. Gli agenti della riscossione formalmente autorizzati, provvedono, previa annotazione cronologica in apposito registro o bollettario, al versamento delle somme riscosse all'Istituto cassiere, con le modalità previste per i singoli procedimenti di riscossione e di versamento. Ai terzi debitori sarà rilasciata quietanza liberatoria di avvenuto pagamento.

5. E' vietato disporre pagamenti di spese con disponibilità esistenti sui conti correnti postali ovvero con le somme pervenute direttamente.

inizio pagina


Art. 19 - Reversali d'incasso

1. Le reversali d'incasso, numerate in ordine progressivo per ciascun esercizio finanziario, sono firmate dal Direttore amministrativo o da un suo delegato, o da chi legittimamente lo sostituisca e dal responsabile della Divisione Ragioneria o da chi legittimamente lo sostituisca. Le reversali contengono le seguenti indicazioni:

a) esercizio finanziario;
b) categoria e capitolo di bilancio;
c) codice meccanografico del capitolo;
d) centro di costo;
e) sezione (eventuale);
f) fondo;
g) nome e cognome o denominazione del debitore;
h) causale della riscossione;
i) importo in cifre e in lettere;
l) data di emissione.

2. Le reversali che si riferiscono ad entrate dell'esercizio in corso sono tenute distinte da quelle relative agli esercizi precedenti da contraddistinguersi con l'indicazione "residui".

3. Le reversali sono cronologicamente registrate nell'apposito giornale di cassa e nei partitari di entrata prima dell'invio all'Istituto cassiere.

4. Le reversali d'incasso, non riscosse entro la chiusura dell'esercizio, vengono restituite dall'Istituto cassiere all'Università per l'annullamento e la riemissione in conto residui.

5. L'Istituto cassiere non può ricusare l'esazione di somme che vengono versate in favore dell'Università pur mancando la preventiva emissione della reversale; l'Istituto medesimo deve peraltro richiedere immediatamente alla Università la regolarizzazione contabile cui la stessa Università deve ottemperare entro il termine perentorio di 15 giorni.

inizio pagina


§ Capo III – Spese

inizio pagina

Art. 20 - Fasi della spesa ed assunzioni di impegni

1. La gestione delle spese segue le fasi dell'impegno, della liquidazione, della ordinazione e del pagamento.

2. Formano impegni sugli stanziamenti di competenza dell'esercizio le somme dovute ai creditori determinati in base alla legge, a contratto o ad altro titolo giuridicamente valido, sempre che il perfezionamento dell'obbligazione avvenga entro il termine dell'esercizio stesso.

3. Gli impegni non possono in nessun caso superare l'ammontare degli stanziamenti dei singoli capitoli di bilancio.

4. Gli impegni si riferiscono esclusivamente all'esercizio finanziario in corso ad eccezione di quelli relativi a:

  1. spese in conto capitale ripartite in più esercizi, per le quali l'impegno può estendersi a più anni; i pagamenti devono comunque essere contenuti nei limiti dei fondi assegnati per ogni esercizio;
  2. spese per l'estinzione di mutui;
  3. spese correnti per le quali sia indispensabile, allo scopo di assicurare la continuità del servizio, assumere impegni a carico dell'esercizio successivo;
  4. spese per affitti ed altre spese continuative e ricorrenti per le quali l'impegno può estendersi a più esercizi quando l'Università ne riconosca la necessità o la convenienza e, comunque, per un periodo non superiore ai nove anni.

5. Gli stanziamenti riferiti a spese in conto capitale nonché quelli specificatamente finalizzati in forza di legge, di atti contrattuali, convenzionali, nonché di delibere del Consiglio di amministrazione, che non risultino formalmente impegnati alla chiusura dell'esercizio, sono reiscritti in aggiunta agli stanziamenti dei corrispondenti capitoli nel bilancio dell'esercizio successivo. Detti stanziamenti sono evidenziati in calce alla situazione finanziaria presunta ed a quella amministrativa e possono essere utilizzati anche prima della approvazione del conto consuntivo sulla base di apposita delibera del Consiglio di amministrazione.

6. Dopo la chiusura dell'esercizio nessun impegno può essere assunto a carico dell'esercizio scaduto.

7. La differenza che risulta tra la somma stanziata nei rispettivi capitoli di spesa e la somma impegnata costituisce economia di spesa.

8. Le spese impegnate e non pagate entro la chiusura dell'esercizio costituiscono residui passivi i quali sono compresi tra le passività del conto patrimoniale.

inizio pagina


Art. 21 - Prenotazioni di impegno

1. Le strutture amministrative afferenti alla Amministrazione centrale - non dotate di autonomia di spesa - devono comunicare alla Divisione Ragioneria gli atti di qualsiasi natura dai quali possono derivare impegni a carico del bilancio generale, indicando l'ammontare presunto degli oneri correlativi, nonché l'esercizio e il capitolo di bilancio cui devono essere imputati.

2. La Divisione Ragioneria certifica alle stesse strutture la disponibilità finanziaria sul pertinente capitolo dell'uscita, prenotando contemporaneamente nelle apposite scritture l'impegno di spesa in corso di formazione.

inizio pagina


Art. 22 - Registrazione degli impegni di spesa

1. Tutti gli atti comportanti oneri a carico del bilancio devono essere inoltrati, unitamente ai provvedimenti che autorizzano la spesa, alla Divisione Ragioneria che provvede alla registrazione degli impegni per la spesa effettivamente assunta, previa verifica della regolarità formale della relativa documentazione e della esatta imputazione alla pertinente unità contabile identificata dai codici:
   - categoria capitolo;
   - centro di costo;
   - sezione (eventuale);
    - fondo;
nonché alla pertinente voce statistica di contabilità gestionale.

2. La Divisione Ragioneria non deve comunque dare corso agli atti che comportino spese eccedenti il relativo stanziamento oppure riferibili ai residui anziché alla competenza o viceversa.

3. Gli atti non ammessi alla registrazione di impegno, con le osservazioni del Responsabile della Divisione Ragioneria, sono restituiti alla struttura di provenienza.

inizio pagina


Art. 23 - Liquidazione della spesa

1. La liquidazione della spesa, che consiste nella determinazione dell'esatto importo dovuto e nell'individuazione del soggetto creditore, è fatta dall'Ufficio competente, previo accertamento dell'esistenza dell'impegno e verifica, secondo le modalità dell'art. 26, della regolarità della fornitura di beni, opere, servizi, nonché sulla base dei titoli e dei documenti giustificativi comprovanti il diritto dei creditori.

inizio pagina


Art. 24 - Ordinazione della spesa

1. Il pagamento delle spese è ordinato mediante l'emissione di mandati di pagamento numerati in ordine progressivo e tratti sull'Istituto di credito incaricato del servizio di cassa.

2. I mandati di pagamento sono firmati dal Direttore amministrativo, o da un suo delegato, o da chi legittimamente lo sostituisca, e dal responsabile della Divisione Ragioneria o da chi legittimamente lo sostituisca.

3. I mandati contengono le seguenti indicazioni:

a) esercizio finanziario;
b) categoria e capitolo del bilancio;
c) codice meccanografico del capitolo;
d) centro di costo;
e) sezione (eventuale);
f) fondo;
g) voce statistica;
h) nome e cognome o denominazione del creditore;
i) causale del pagamento;
l) importo in cifre e in lettere;
m) modalità di estinzione del titolo;
n) data di emissione.

4. Possono essere emessi mandati di pagamento collettivi per i pagamenti da farsi per lo stesso titolo distintamente a favore di diversi creditori.
Possono essere altresì emessi mandati di pagamento collettivi a favore di uno o più creditori, ordinati a fronte di diverse unità contabili da specificare con le indicazioni riportate al comma 3.

5. I mandati di pagamento che si riferiscono a spese dell'esercizio in corso debbono essere distinti da quelli relativi a spese di esercizi precedenti da contraddistinguersi con l'indicazione "residui".

6. Allo scopo di assicurare una corretta imputazione delle spese ai pertinenti centri di costo, le operazioni di giro contabile che comportano movimenti di accredito/addebito fra centri di costo associati allo stesso capitolo di spesa possono essere gestite dalla contabilità finanziaria con l'ausilio di apposite "primenote contabili", anzichè mediante emissione di reversali di incasso e mandati di pagamento a pareggio.

7. L'emissione delle "primenote contabili" può essere delegata al Capo Divisione Ragioneria, con numerazione progressiva per esercizio finanziario e annotazione in apposito registro elaborato dal sistema informatizzato.

inizio pagina


Art. 25 - Modalità particolari di estinzione dei mandati di pagamento

1. Su richiesta scritta del creditore e con espressa annotazione sui titoli, i mandati di pagamento possono essere estinti anche mediante:

  1. accreditamento in conto corrente postale a favore del creditore, nonché mediante vaglia postale o telegrafico con spesa a carico del richiedente; in quest'ultimo caso deve essere allegata al titolo la ricevuta del versamento rilasciata dall'Ufficio postale;
  2. commutazione in assegno circolare non trasferibile all'ordine del creditore, da spedire a cura dell'Istituto cassiere all'indirizzo del medesimo, con spese a suo carico;
  3. accreditamento in conto corrente bancario, intestato al creditore.

2. Le dichiarazioni di accreditamento o di commutazione, che sostituiscono la quietanza del creditore, devono risultare sul mandato di pagamento da annotazione recante gli estremi relativi alle operazioni e il timbro dell'Istituto cassiere.

inizio pagina


Art. 26 - Documentazione dei mandati di pagamento

1. Ogni mandato di pagamento è corredato, a seconda dei casi, da documenti comprovanti la regolare esecuzione dei lavori, forniture e servizi, dai verbali di collaudo richiesti, dai buoni di carico di beni inventariabili ovvero da bollette di consegna per materiali di consumo o facilmente deteriorabili, dalla copia degli atti di impegno o dall'annotazione degli estremi di essi, dalle note di liquidazione e da ogni altro documento che giustifichi la spesa.

inizio pagina


Art. 27 - Mandati di pagamento non pagati alla fine dell'esercizio

1. I mandati di pagamento non pagati entro il termine dell'esercizio sono restituiti dall'Istituto cassiere all'Università per il loro annullamento e per la riemissione in conto residui.

2. I mandati di pagamento individuali e quelli collettivi rimasti inestinti alla data del 31 dicembre possono peraltro essere commutati in assegni circolari non trasferibili all'ordine del creditore da spedire a cura dell'Istituto cassiere all'indirizzo dei medesimi con spese a loro carico.

inizio pagina


§ Capo IV – Servizio di cassa

inizio pagina

Art. 28 - Affidamento del servizio

1. Il servizio di cassa è affidato previo esperimento di apposita gara che garantisca la scelta secondo criteri di economicità, efficienza e qualità del servizio.

2. Esso è affidato, in base ad apposita convenzione deliberata dal Consiglio di amministrazione, ad un unico istituto di credito di cui all'art. 5 del Regio Decreto 12 marzo 1936, n. 375 e successive modificazioni, il quale custodisce e amministra altresì i titoli pubblici e privati di proprietà dell'Università, con l'osservanza delle disposizioni di cui alla legge 29 ottobre 1984 n. 720, e successive modificazioni, concernente l'istituzione del sistema di tesoreria unica.

3. La convenzione di cui al comma 2 deve altresì prevedere le modalità per l'espletamento del servizio di cassa delle gestioni autonome di cui all'art. 8, comma 7.

4. L'Università, per l'espletamento di particolari servizi, può avvalersi di conti correnti postali. Unico traente è l'Istituto cassiere di cui al comma 2 previa emissione di apposita reversale da parte dell'Università.

inizio pagina


Art. 29 - Gestione del fondo economale

1. Il Consiglio di amministrazione, all'inizio di ciascun esercizio, determina l'entità di un fondo a disposizione dell'Economo, reintegrabile durante l'esercizio previa presentazione del rendiconto delle somme già spese.

2. Con tale fondo l'Economo può provvedere al pagamento delle minute spese che fanno capo all'Amministrazione centrale quali: spese di ufficio, spese per piccole riparazioni, spese postali, spese per il funzionamento degli automezzi e di quelle per l'acquisto di pubblicazioni periodiche e simili, nonché di altre spese il cui pagamento per contanti si renda necessario o urgente. Sul fondo possono altresì gravare gli anticipi per le spese di missione se, per motivi di urgenza, non è possibile provvedervi con mandati tratti sull'Istituto cassiere.

3. L'Economo provvede al pagamento in contanti delle spese che eccedono € 1032,91 su autorizzazione del Direttore amministrativo.

4. Eccezionalmente, per le spese che singolarmente non eccedono € 25,82 e per le quali manchi la documentazione, l'Economo può provvedervi sotto la sua personale responsabilità. La prova dell'avvenuto pagamento può essere costituita da apposita dichiarazione dell'Economo stesso. Le spese sostenibili senza documentazione, nel corso di tutto l'esercizio finanziario, non possono comunque superare complessivamente l'importo di € 1.549,37.

5. I pagamenti ed i reintegri sono annotati dall'Economo su apposito registro numerato e vidimato dal Direttore amministrativo o da un suo delegato.

6. Le disponibilità al 31 dicembre del fondo di cui al comma 1 sono versate dall'Economo all'Istituto incaricato del servizio di cassa con imputazione in entrata all'apposito capitolo delle partite di giro. Allo stesso capitolo sono contabilmente imputate le somme corrispondenti al rendiconto in sospeso alla chiusura dell'esercizio, contestualmente all'addebito delle stesse ai pertinenti vari capitoli di spesa.

inizio pagina


§ Capo V – Scritture contabili

inizio pagina

Art. 30 - Scritture finanziarie e patrimoniali

1. Le scritture finanziarie relative alla gestione del bilancio devono consentire di rilevare per ciascun capitolo riferito alla gestione di competenza, la situazione degli accertamenti di entrata e degli impegni di spesa, a fronte dei relativi stanziamenti, nonché la situazione delle somme riscosse e pagate e di quelle rimaste da riscuotere e da pagare sia per quanto riguarda la gestione competenza che per quella dei residui.

2. Le scritture patrimoniali devono consentire la dimostrazione a quantità e a valore del patrimonio all'inizio dell'esercizio finanziario, le variazioni intervenute nel corso dell'anno per effetto della gestione del bilancio o per altre cause, nonché la consistenza del patrimonio alla chiusura dell'esercizio.

3. Per la tenuta delle scritture finanziarie e patrimoniali l'Università si avvale di sistemi informatizzati per il trattamento dei dati, ai fini della semplificazione delle procedure e della migliore produttività dei servizi.

inizio pagina


Art. 31 - Sistema di scritture

1. L'Università tiene le seguenti scritture:

  1. un partitario delle entrate, contenente per ciascun capitolo lo stanziamento iniziale e le variazioni, le somme accertate, quelle riscosse e quelle rimaste da riscuotere;
  2. un partitario delle spese, contenente per ciascun capitolo lo stanziamento iniziale e le variazioni, le somme impegnate, quelle pagate e quelle rimaste da pagare;
  3. un partitario dei residui, contenente, per capitolo e per esercizio di provenienza, la consistenza dei residui all'inizio dell'esercizio, le somme riscosse o pagate, le somme rimaste da riscuotere o da pagare;
  4. un giornale cronologico sia per le reversali che per i mandati emessi, evidenziando separatamente riscossioni e pagamenti in conto competenza, da riscossioni e pagamenti in conto residui;
  5. i registri degli inventari;
  6. un registro per la prenotazione degli impegni in corso di formazione.

inizio pagina


§ Capo VI – Conto consuntivo

inizio pagina

Art. 32 - Formazione del conto consuntivo

1. Il conto consuntivo dell'Ateneo è redatto secondo i criteri di cui al D.M. 9.2.1996 e si compone del rendiconto finanziario, della situazione amministrativa, della situazione patrimoniale.

2. Il conto consuntivo, accompagnato dalla relazione illustrativa del Rettore e dagli allegati, è predisposto dal Direttore amministrativo, in ciò coadiuvato dal responsabile della Divisione Ragioneria, entro il 15 maggio. Esso è sottoposto all'esame del Collegio dei Revisori dei Conti che si pronuncia con apposita relazione. Esso è altresì trasmesso al nucleo di valutazione interna, ai fini della relazione prevista dall'art. 5 commi 21 e 22 della legge n. 537 del 24.12.1993.

3. La relazione del Rettore illustra, con riferimento alla programmazione previsionale, l'andamento e i risultati generali della gestione economica, finanziaria e patrimoniale dell'Università ed i fatti economicamente rilevanti.

4. Nella relazione devono inoltre essere posti in evidenza:

  1. gli obiettivi conseguiti nell'ambito della programmazione previsionale;
  2. i risultati generali della gestione del bilancio e gli effetti che da tale gestione sono derivati alla consistenza del patrimonio;
  3. le variazioni apportate alle previsioni nel corso dell'esercizio;
  4. le variazioni intervenute nella consistenza delle poste dell'attivo e del passivo del conto patrimoniale, con particolare riferimento all'ammontare dei crediti e dei debiti.

5. Il conto consuntivo è approvato dal Consiglio di amministrazione entro il 31 del mese di maggio successivo alla chiusura dell'esercizio finanziario. Entro la stessa data il Consiglio di amministrazione approva i conti consuntivi delle Aziende a gestione autonoma. Tali conti, unitamente a quelli dei Dipartimenti e dei Centri Interuniversitari, vengono trasmessi alla Corte dei Conti ai sensi dell'art. 7 comma 10 della legge 168/89.

6. Le strutture dotate di piena autonomia finanziaria sono tenuti alla compilazione del conto consuntivo secondo gli schemi approvati dal Consiglio di amministrazione.

inizio pagina


Art. 33 - Rendiconto finanziario

1. Il rendiconto finanziario comprende i risultati della gestione del bilancio per l'entrata e per la spesa distintamente per titoli, per categorie e per capitoli, ripartitamente per competenza e per residui.

2. In particolare per la competenza devono risultare :

  1. le previsioni iniziali, le variazioni apportate durante l'anno finanziario e le previsioni definitive;
  2. le somme accertate o impegnate;
  3. le somme riscosse o pagate;
  4. le somme rimaste da riscuotere e da pagare.

3. Per i residui devono risultare:

  1. l'ammontare all'inizio dell'anno finanziario;
  2. le variazioni in più o in meno per i riaccertamenti;
  3. le somme riscosse o pagate in conto residui;
  4. le somme rimaste da riscuotere o da pagare.

inizio pagina


Art. 34 - Situazione amministrativa

1. Al conto consuntivo è annessa la situazione amministrativa la quale evidenzia:

  1. la consistenza del fondo di cassa all’inizio dell'esercizio, le riscossioni e i pagamenti complessivi dell'anno, sia in conto competenza che in conto residui, nonché il saldo alla chiusura dell'esercizio che deve coincidere con quello del rendiconto contabile dell'Istituto cassiere alla data del 31 dicembre;
  2. il totale complessivo delle somme rimaste da riscuotere (residui attivi) e da pagare (residui passivi);
  3. l'avanzo o il disavanzo di amministrazione.

inizio pagina


Art. 35 - Situazione patrimoniale

1. La situazione patrimoniale, indica la consistenza degli elementi patrimoniali attivi e passivi all'inizio e alla chiusura dell'esercizio e pone in evidenza le variazioni intervenute nelle singole poste attive e passive, l'incremento o la diminuzione del patrimonio netto per effetto della gestione o per altre cause, nonché la consistenza dei conti d'ordine riguardanti i beni patrimoniali di proprietà di terzi.

2. Sono vietate compensazioni tra partite dell'attivo e del passivo.

inizio pagina


Art. 36 - Bilancio consolidato

1. L'Università redige un rendiconto finanziario per categorie, una situazione amministrativa e una situazione patrimoniale consolidati, comprendenti le risultanze delle gestioni proprie e di quelle autonome di cui all'art. 8, comma 7.

2. I prospetti redatti a norma del comma 1, depurati dei trasferimenti interni di fondi tra le diverse gestioni, sono annessi al conto consuntivo.

inizio pagina


Art. 37 - Capitoli aggiunti

1. Qualora il capitolo che ha dato origine al residuo sia eliminato nel nuovo bilancio, per la gestione delle somme residue il Consiglio di amministrazione, con la stessa procedura prescritta per la formazione e per le variazioni di bilancio, delibera un capitolo aggiunto, nonché la pertinente variazione.

inizio pagina


Art. 38 - Riaccertamento dei residui

1. La Divisione Ragioneria compila ogni anno la situazione dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi anteriori a quelli di competenza, distintamente per esercizio di provenienza e per capitolo.

2. La situazione di cui al comma 1 indica la consistenza al 1° gennaio, le somme riscosse o pagate nel corso dell'anno di gestione, quelle eliminate perché non più realizzabili o non più dovute, nonché quelle rimaste da riscuotere o da pagare.

3. Le variazioni dei residui attivi e passivi devono formare oggetto di apposita deliberazione del Consiglio di amministrazione, previo parere del Collegio dei Revisori dei Conti.

4. I residui attivi possono essere ridotti o eliminati soltanto dopo che siano stati esperiti tutti gli atti per ottenerne la riscossione; con deliberazione del Consiglio di amministrazione può essere disposta la rinuncia ai diritti di credito che l'Università vanta in materia di entrate quando, per ogni singola entrata, il costo delle operazioni di riscossione e di versamento risulti eccessivo rispetto all'ammontare della medesima.

5. La situazione di cui al primo comma e la deliberazione di cui al terzo comma sono allegate al conto consuntivo.

inizio pagina


Art. 39 - Perenzione dei residui passivi

1. I residui delle spese correnti, non pagate entro il terzo esercizio successivo a quello cui si riferiscono, si intendono "perenti" agli effetti amministrativi.

2. I residui delle spese in conto capitale possono essere mantenuti in bilancio fino a che permanga la necessità delle spese per cui gli stanziamenti vennero finalizzati e, in ogni caso, non oltre il quinto esercizio successivo a quello di assunzione dell'impegno.
Per le spese pluriennali il periodo di conservazione decorre, invece, dall'esercizio successivo a quello di inscrizione in bilancio di ciascuna rata.

3. I residui passivi perenti, eliminati dal bilancio, possono essere reiscritti in conto competenza ai pertinenti capitoli degli esercizi successivi, quando sorge la necessità, per il loro pagamento, richiesto dai creditori i cui diritti non siano caduti in prescrizione.

inizio pagina


§ Capo VII – Gestione patrimoniale

inizio pagina

Art. 40 - Beni patrimoniali suscettibili di utilizzazione economica

1. I beni patrimoniali suscettibili di utilizzazione economica si distinguono in:
   - immobilizzazioni immateriali;
   - immobilizzazioni materiali: beni immobili;
   - immobilizzazioni materiali: beni mobili;
   - immobilizzazioni finanziarie;
   - crediti;
secondo le norme del codice civile e le classificazioni previste per le pubbliche amministrazioni dalla Tabella C allegata al Decreto legislativo 279/1997.
Essi sono descritti in separati inventari in conformità delle norme contenute nei successivi articoli.

2. L’amministrazione delle immobilizzazioni immateriali e materiali è attuata mediante sistemi informatizzati di contabilità patrimoniale.

3. L’amministrazione delle immobilizzazioni finanziarie è attuata con il supporto di un’apposita contabilità sezionale delle partecipazioni e dei titoli pubblici e privati.

4. L’amministrazione dei crediti è attuata mediante sistemi informatizzati di contabilità finanziaria.

inizio pagina


Art. 41 - Inventario delle immobilizzazioni immateriali

1. Le immobilizzazioni immateriali sono costituite dal software (esclusi i pacchetti applicativi in licenza l’uso), brevetti, licenze, diritti di privativa su brevetti, marchi registrati ed altri assimilati.

2. La categoria inventariale software si suddivide nelle classi individuate dall’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione.

3. Il software contabilizzato come bene patrimoniale è costituito dal software applicativo di proprietà prodotto dall’Università o acquistato dall’esterno. Il software di base va contabilizzato come immobilizzazione materiale unitamente all’hardware.

4. I beni immateriali sono registrati nel sistema di contabilità patrimoniale con le stesse modalità dei beni mobili gestiti a matricola.

inizio pagina


Art. 42 - Consegnatari delle immobilizzazioni immateriali

1. Le immobilizzazioni immateriali sono date in consegna con apposito verbale ad agenti dell’Università responsabili di centri di costo delle pertinenti strutture organizzative centralizzate o delle strutture universitarie decentrate.

2. In caso di sostituzione degli Agenti responsabili, il verbale è sottoscritto dall’Agente cessante e da quello subentrante, nonché dal Direttore amministrativo o dal funzionario all’uopo delegato.

3. Gli inventari sono tenuti aggiornati dalle singole strutture e sono annualmente stampati su supporto cartaceo in duplice esemplare, di cui uno è conservato presso la Divisione Ragioneria e l’altro dagli agenti responsabili dei beni ricevuti in consegna sino a che non ne abbiano ottenuto formale discarico.

inizio pagina


Art. 43 - Inventario delle immobilizzazioni materiali: beni immobili

1. L’inventario dei beni immobili deve evidenziare:

  1. il codice del centro di costo del bene immobile con i riferimenti identificativi della Divisione Edilizia (zona geografica, area, edificio), l’ubicazione, la destinazione d’uso generale e specifica dei locali riportati nelle planimetrie, associati ai centri di costo cui sono affidati e alle misure (mq e mc);
  2. la proprietà (acquisita dall’Università, in consegna dal demanio, in comodato da terzi);
  3. il titolo di provenienza, le risultanze dei registri immobiliari, i dati catastali e la rendita imponibile;
  4. le servitù, i pesi e gli oneri da cui sono gravati;
  5. il valore contabile originario con gli incrementi successivi per migliorie, modifiche, ristrutturazioni o rinnovamenti;
  6. il valore catastale o commerciale;
  7. il valore assicurativo;
  8. gli eventuali redditi.

inizio pagina


Art. 44 - Consegnatari dei beni immobili

1. I beni immobili sono dati in consegna per la custodia ad agenti dell’Università responsabili di Centri di costo utenti (Presidi di Facoltà, Direttori di Dipartimenti, di Istituti, di Aziende a gestione autonoma, di Centri di ricerca, di Divisioni, di Centri Servizi, di Biblioteche autonome, ecc.).

2. La consegna ha luogo in base a verbali redatti in contraddittorio tra chi effettua la consegna e chi la riceve con l’assistenza del Direttore amministrativo o di un funzionario da questi all’uopo delegato.

3. I lavori che comportino una trasformazione dei locali o una modificazione del patrimonio immobiliare o dei relativi impianti, nonché ogni cambio nella tipologia di destinazione d’uso dei locali, devono essere preventivamente autorizzati dal Consiglio di amministrazione.

4. Con apposito disciplinare, approvato dal Consiglio di amministrazione, sono determinate le modalità e le condizioni per l’assegnazione degli alloggi di servizio.

inizio pagina


Art. 45 - Classificazioni delle immobilizzazioni materiali: beni mobili

1. I beni mobili si classificano nelle seguenti categorie inventariali:
   - mobili, arredi, macchine ufficio;
   - materiale bibliografico e didattico;
   - strumenti tecnici e attrezzature;
   - automezzi e altri mezzi di trasporto.

2. La categoria inventariale "mobili, arredi, macchine ufficio" si suddivide in classi inventariali di beni fungibili delimitate agli arredi ufficio, alle macchine ordinarie ufficio e agli arredi tecnici.

3. La categoria inventariale "strumenti tecnici e attrezzature" si suddivide in appropriate classi inventariali definite dai responsabili delle diverse aree scientifiche per quanto riguarda le strumentazioni didattiche e apparecchiature di laboratorio, e dai responsabili dei servizi centralizzati per i cespiti dell’Information Technology delle telecomunicazioni e degli audiovisivi.

4. La categoria inventariale "automezzi e altri mezzi di trasporto" si suddivide in appropriate classi inventariali riferite ad autovetture, automezzi di trasporto materiale, mezzi di trasporto interni e mezzi agricoli.

5. I beni mobili di valore culturale di cui alla legge 1 giugno 1939 n. 1089, devono essere descritti anche in un separato catalogo con le indicazioni atte ad identificarli.

inizio pagina


Art. 46 - Inventario delle immobilizzazioni materiali: beni mobili

1. L’inventario generale dei beni mobili deve contenere le seguenti indicazioni:

  1. il codice e la denominazione del centro di costo consegnatario;
  2. la collocazione fisica (codice del centro di costo, codice edificio e, ove possibile, locale in cui si trovano i beni);
  3. la categoria inventariale;
  4. la classe inventariale e/o descrizione del bene;
  5. la quantità, senza numero di matricola, per i beni della categoria "mobili, arredi e macchine ufficio" e per specifiche classi inventariali della categoria "strumenti tecnici attrezzature";
  6. il numero di matricola per le specifiche classi inventariali delle categorie "strumenti tecnici attrezzature", "automezzi e altri mezzi di trasporto";
  7. il valore contabile (costo di acquisto con i successivi incrementi e decrementi);
  8. il valore assicurativo;
  9. il valore gestionale (valore contabile al netto degli ammortamenti di contabilità gestionale).

inizio pagina


Art. 47 - Consegnatari di beni mobili

1. I beni mobili sono dati in consegna con apposito verbale ad agenti responsabili di Centri di costo (Presidi di Facoltà, Direttori di Dipartimenti, di Istituti, di Aziende a gestione autonoma, di Centri di ricerca, di Divisioni, di Centri Servizi, di Biblioteche autonome ecc.).

2. In caso di sostituzione degli agenti responsabili, la consegna ha luogo previa materiale ricognizione dei beni a cura dell’Ufficio Patrimonio. Il relativo verbale è sottoscritto dall’agente cessante e da quello subentrante, nonché dal Direttore amministrativo o dal funzionario all’uopo delegato che assiste alla consegna.

3. Gli inventari sono tenuti aggiornati dalle singole strutture e sono annualmente stampati su supporto cartaceo in duplice esemplare, di cui uno è conservato presso la Divisione Ragioneria, l’altro dagli agenti responsabili dei beni ricevuti in consegna sino a che non ne abbiano ottenuto formale discarico.

inizio pagina


Art. 48 - Carico e scarico dei beni mobili

1. I beni mobili sono assunti in carico nell’inventario sulla base di buoni di carico firmati dall’agente responsabile.

2. Non richiedono l’iscrizione negli inventari tutti i beni soggetti a facile consumo o deterioramento, ivi compresi:
   - gli accessori per uffici;
   - l’utensileria per officine, laboratori, ecc.;
   - i nastri, i dischi (supporti per la registrazione elettronica, floppy disk, cd-rom, nastri per stampanti, ecc.);
   - i software in licenza l’uso;
   - gli accessori hardware (tastiere, mouse, espansioni di memoria, ecc.);
   - gli estintori e le bombole;
   - le parti di ricambio e gli accessori di beni patrimoniali inventariati.

3. La cancellazione dagli inventari dei beni mobili per fuori uso, perdita, cessione, obsolescenza o altre cause, viene proposta dall’agente responsabile, secondo la procedura prevista dall’apposito Regolamento approvato dal Consiglio di amministrazione ed è disposta dallo stesso Consiglio.

4. Il Regolamento di cui al comma 3 dovrà anche prevedere le modalità di reintegro o di risarcimento degli eventuali danni o perdite connessi ad accertate responsabilità.

5. Sulla scorta degli atti o documenti di carico e scarico si provvede al conseguente aggiornamento delle scritture patrimoniali.

6. Gli inventari sono chiusi al termine di ogni esercizio finanziario, con riferimento alla data di arrivo dei beni acquistati (indipendentemente dal pagamento della fattura fornitore), o ricevuti a titolo grazioso (donazioni, lasciti) o a titolo non traslativo della proprietà.

inizio pagina


Art. 49 - Ricognizione dei beni mobili

1. Almeno ogni dieci anni si provvede alla ricognizione dei beni mobili ed al conseguente aggiornamento degli inventari, nonché ad una nuova valutazione dei beni stessi sulla base di criteri all’uopo stabiliti dal Consiglio di amministrazione.

2. Le operazioni di ricognizione inventariale dei beni mobili ("generali" o "a campione") sono effettuate da personale amministrativo dell'Ufficio Patrimonio e da personale della struttura consegnataria, delegato dal responsabile del centro di costo.

3. Nel verbale della ricognizione inventariale, redatto contestualmente e sottoscritto congiuntamente dal personale incaricato, devono essere specificate le differenze riscontrate fra i registri contabili e gli inventari fisici. Copia del verbale deve essere consegnata al responsabile del centro di costo e trasmesso al Consiglio di amministrazione per le conseguenti delibere.

inizio pagina


Art. 50 - Gestioni automezzi

1. I consegnatari degli automezzi ne controllano l’uso accertando che:

  1. la loro utilizzazione sia conforme ai servizi di istituto;
  2. il rifornimento dei carburanti ed i percorsi effettuati vengano registrati in appositi moduli.

Il consegnatario provvede, mensilmente, alla compilazione del prospetto che riepiloga le spese per il consumo dei carburanti e dei lubrificanti, per la manutenzione ordinaria e per le piccole riparazioni e lo trasmette al competente ufficio amministrativo.

inizio pagina


Art. 51 - Materiali di consumo

1. Ove se ne ravvisi l’opportunità, con delibera del Consiglio di amministrazione per i servizi generali e dell’Organo Collegiale per le strutture decentrate dotate di autonomia contabile, verranno istituiti appositi magazzini per il deposito e la conservazione dei materiali di consumo costituenti scorte. L’economo e i soggetti delle strutture decentrate incaricati della gestione dei magazzini devono tenere apposita contabilità a quantità e specie.

2. Il carico del materiale di cui al precedente punto 1, avviene sulla base delle ordinazioni e delle bolle di consegna dei fornitori.

3. Il prelevamento per il fabbisogno dei singoli pezzi avviene mediante buoni.

4. I materiali di consumo di pronto uso, che non costituiscono scorte, non vengono registrati nella contabilità di magazzini.

inizio pagina


Art. 52 - Gestione del materiale bibliografico

1. I titolari delle singole strutture bibliotecarie, come definite dall'art. 17 del Regolamento generale di Ateneo, sono responsabili della custodia e della gestione del materiale bibliografico, inventariato per numero e valore, con l’ausilio di adeguati sistemi informatizzati o manuali (per piccole dotazioni), finalizzati al miglioramento della qualità del servizio nonché ai fini assicurativi e di controllo.

2. In coerenza con le scelte organizzative di cui al comma 1, il ciclo passivo degli stanziamenti, impegni, liquidazioni e pagamenti di materiale bibliografico è attuato secondo le procedure di acquisto di beni sui capitoli di spesa in conto capitale.

3. Il materiale bibliografico su qualsiasi supporto acquisito con fondi universitari di qualsiasi provenienza (contributi, fondi di ricerca, ecc.) e quello pervenuto in donazione o cambio deve essere iscritto nel registro d’ingresso, di norma informatizzato, della biblioteca di riferimento, specificando:
   - numero di ingresso (inventario), da riportare anche sulla fattura del fornitore;
   - autore, titolo, città, data;
   - tipo di movimento (acquisto, donazione, scambio, passaggio interno);
   - valore di copertina;
   - collocazione (segnatura).

4. Lo scarico di materiale bibliografico dalla dotazione di ciascuna biblioteca, previa approvazione del Consiglio di amministrazione, dovrà essere annotato in apposito documento a firma del responsabile specificando:
   - numero di ingresso (inventario);
   - autore, titolo, città, data;
   - tipo di movimento (perdita, fuori uso, passaggio interno, ecc.);
   - valore di copertina;
   - collocazione (segnatura).

5. Almeno ogni cinque anni, le strutture bibliotecarie così come definite dall’art. 17 del Regolamento generale d’Ateneo procederanno alla ricognizione del materiale bibliografico iscritto nel registro d’ingresso di loro pertinenza.

inizio pagina


Art. 53 - Inventario delle immobilizzazioni finanziarie

1. I titoli e i valori pubblici e privati sono inventariati al prezzo di acquisto o, in mancanza, al valore di borsa del giorno precedente a quello della inventariazione. Essi sono descritti con l’indicazione della natura dei titoli, del loro numero di identificazione, della scadenza, del valore nominale e della rendita annuale.

inizio pagina


Art. 54 - Inesigibilità dei crediti

1. Le inesigibilità che si verificano nei crediti iscritti nella situazione patrimoniale vengono dichiarate con le procedure di cui all’art. 38, dopo l’espletamento di accertamenti in relazione alle cause ed alle eventuali responsabilità.

inizio pagina


Art. 55 - Recupero dei dati pregressi nel sistema informatizzato di contabilità patrimoniale

1. L'Università, a completamento della informatizzazione del sistema di contabilità patrimoniale avviata nel 1997, promuove il trasferimento nell’archivio dell’elaboratore i dati di tutti i beni immobili, mobili e immateriali esistenti, di proprietà dell’Università, del demanio e di terzi in prestito d’uso o comodato, acquisiti dall’anno 1924 di costituzione della stessa Università, l'operazione ha le seguenti finalità:

  1. amministrazione degli inventari in relazione alle esigenze legali con elaborazione di situazioni contabili inventariali per consegnatario responsabile;
  2. controllo delle situazioni contabili inventariali per consegnatario responsabile con gli inventari fisici;
  3. accertamento degli ammortamenti per centro di costo e dei valori residui da ammortizzare nel sistema di contabilità gestionale;
  4. aggiornamento delle consistenze assicurate nella polizza furto-incendio.

2. I criteri e le modalità di attuazione della operazione di cui al comma 1 sono oggetto di apposita deliberazione del Consiglio di amministrazione.

inizio pagina