TITOLO I - NORME GENERALI  

Art. 1 - Ambito di applicazione

1. Il presente Regolamento disciplina la gestione amministrativo-contabile e finanziaria dell'Università degli Studi di Milano, nonché dei centri di spesa autonomi e decentrati, in attuazione della legge 9/5/1989, n. 168 e dello Statuto emanato con D.R. n. 168206 del 28/5/1996.

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Art. 2 - Princìpi generali

1. Il Regolamento, si informa ai seguenti principi:

  1. pubblicità degli atti;
  2. individuazione delle competenze e delle responsabilità degli organi dell'Amministrazione centrale e delle strutture autonome;
  3. autonomia finanziaria e di gestione dei centri autonomi;
  4. annualità, unità, universalità, integrità e specificazione dei bilanci;
  5. equilibrio tra le entrate e le spese;
  6. utilizzazione degli stanziamenti finalizzati nel rispetto del vincolo di destinazione;
  7. piena autonomia negoziale nel rispetto dei fini istituzionali dell'Università;
  8. preferenza per la scelta concorrenziale del contraente;
  9. controllo sull'efficienza e sui risultati di gestione.

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Art. 3 - Pubblicità degli atti

1. Nelle materie disciplinate dal presente Regolamento, l'attività dell'amministrazione è conformata alle regole della trasparenza e della imparzialità secondo i principi sanciti dalla legge 7.8.1990, n. 241 e successive modificazioni e integrazioni.

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Art. 4 - Strutture di gestione

1. In attuazione del proprio Statuto la gestione amministrativo-contabile e finanziaria della Università si realizza mediante centri di spesa dell'Amministrazione centrale e delle strutture didattiche, di ricerca, scientifiche e di servizi individuate dallo stesso Statuto e dal Regolamento generale dell'Ateneo, nonché mediante centri di spesa di ricerca e di servizi determinati con delibere del Consiglio di amministrazione.

2. I centri di spesa operano secondo principi di autonomia e responsabilità in base ai criteri di gestione fissati dal presente Regolamento.

3. Costituiscono centri di spesa per l’Amministrazione centrale dell'Università in quanto centri di responsabilità ai sensi e per gli effetti di cui, in particolare, ai titoli I e II del Decreto legislativo 3/2/93, n. 29 e successive modificazioni e integrazioni: l'Ufficio del Rettore, l'Ufficio del Direttore amministrativo, nonchè le strutture tecniche e amministrative di livello dirigenziale individuate dal Consiglio di amministrazione su proposta del Direttore amministrativo.

4. Costituiscono centri di spesa autonomi i Dipartimenti, i Centri di cui agli articoli 37 e 38 dello Statuto, ove previsti e le Aziende a gestione autonoma.

5. Costituiscono centri di spesa decentrati le strutture con autonomia parziale quali: istituti, scuole, centri di studio, di ricerca e di servizi, servizi generali di facoltà, Biblioteche autonome, ecc..

6. I responsabili dei centri di spesa sono:
- a livello di Amministrazione centrale: il Rettore, il Direttore amministrativo, i dirigenti o vice dirigenti preposti alle strutture tecniche e amministrative di cui al precedente comma 3;
- a livello di amministrazione autonoma e decentrata: i Presidi di Facoltà, i Direttori di Dipartimento, i Direttori dei Centri ed i Responsabili delle aziende a gestione autonoma, di cui al precedente comma 4, ed i Direttori delle strutture decentrate, di cui al precedente comma 5.
In caso di loro assenza o impedimento, responsabili sono il docente o il funzionario incaricato della sostituzione.

7. Gli organi collegiali di riferimento per ciascun centro di spesa sono individuati dallo Statuto, dal Regolamento generale di Ateneo, dai Regolamenti delle strutture.

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Art. 5 - Responsabilità amministrativo-contabile ed obbligo di denunzia

1. Salvo ogni altro obbligo previsto dalla legge in materia di responsabilità civile e penale, i Presidi, i Direttori di Dipartimento e di Istituto, i Responsabili degli uffici, dei Centri, delle Biblioteche e di ogni altra struttura, hanno l'obbligo di denunziare per iscritto al Rettore i fatti di cui sono venuti a conoscenza direttamente o mediante rapporto, che diano luogo a responsabilità amministrativa o contabile di carattere patrimoniale.

2. La denunzia scritta, da trasmettere con relazione del Rettore alla Procura regionale della Corte dei Conti, dovrà contenere tutti gli elementi raccolti per l'accertamento delle responsabilità e per la determinazione dei danni.

3. Se il fatto sia imputabile al Rettore, la denunzia è fatta dal Consiglio di amministrazione.

4. Indipendentemente dalla denunzia di cui ai commi precedenti gli stessi soggetti, per quanto di loro competenza, provvedono tempestivamente a tutti gli adempimenti necessari per la contestazione della relativa responsabilità amministrativa e per l'adozione, ove occorra, dei conseguenti provvedimenti cautelari.

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Art. 6 - Rappresentanza e difesa in giudizio

1. Per le controversie nelle quali è coinvolta l’Università, la rappresentanza e la difesa in giudizio sono assunte, di norma, dall'Avvocatura dello Stato, eccettuati i casi di conflitto di interessi con lo Stato o con gli Enti il cui patrocinio risulti obbligatoriamente demandato alla stessa Avvocatura.

2. L’Università, con delibera motivata del Consiglio di amministrazione, potrà anche avvalersi del patrocinio di avvocati del libero Foro qualora lo richieda la specificità della controversia.

3. Dinanzi al Giudice di Pace, al Pretore ed alle Commissioni tributarie, l'Università può essere rappresentata da propri funzionari all'uopo incaricati.

4. Nei giudizi arbitrali, il Rettore designa l'arbitro dell'Università, scegliendolo fra Avvocati dello Stato, legali di libero Foro, funzionari della Pubblica Amministrazione. In ogni caso l'attività di arbitro è retribuita, come da lodo arbitrale.

5. L'autorizzazione a costituirsi in giudizio compete al Rettore, per tutte le controversie riguardanti lo stato giuridico e economico del personale.

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