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TITOLO II - DISCIPLINA DELLE INVENZIONI CONSEGUITE NELL'ESECUZIONE DI ATTIVITA' DI RICERCA COMMISSIONATE DA TERZI NONCHE' NELLO SVOLGIMENTO DI ATTIVITA' DI COLLABORAZIONE SCIENTIFICA  

§ SEZIONE I – INVENZIONI CONSEGUITE NELL’ESECUZIONE DI CONTRATTI PER ATTIVITA' COMMISSIONATA

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Art. 11 - Modalità di redazione dei contratti e delle convenzioni per attività di ricerca commissionata

 1. I contratti per attività di ricerca per conto di terzi stipulati dall’Università devono disciplinare esplicitamente il caso in cui dall’esecuzione della ricerca scaturiscano risultati brevettabili, salvaguardando il diritto morale degli inventori, e devono contenere l'obbligo di citazione dell’afferenza degli inventori all’Università degli  Studi di Milano.
 2. Poiché un'invenzione brevettabile deve ritenersi un valore aggiunto rispetto ai meri risultati di una ricerca commissionata, ogni contratto deve inoltre prevedere che l'assegnazione o trasferimento di diritti sul trovato al Committente comporti a favore dell’Università un compenso distinto dal corrispettivo previsto per la ricerca.

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Art. 12 - Entità, forme e modalità del compenso dovuto dal committente. Diritti patrimoniali dell'inventore

 1 Le invenzioni brevettabili scaturite da contratti di ricerca commissionata sono di titolarità in pari quota dell'Università degli Studi di Milano e della parte Committente, se non diversamente determinato da contributi inventivi significativamente differenti. E' attribuita al Committente un'opzione al trasferimento dei diritti di sfruttamento commerciale - in regime di esclusiva - sulla quota di titolarità delle invenzioni realizzate in esecuzione del contratto medesimo. Il contratto di ricerca dovrà quindi prevedere che l'esercizio di tale opzione da parte del Committente - entro un termine definito - dia luogo ad una licenza esclusiva sul trovato (o altro tipo di trasferimento), a fronte dell'assunzione da parte del Committente medesimo delle spese di brevettazione e del riconoscimento a favore dell'Università di un corrispettivo determinato o da determinarsi ai sensi della disposizione successiva.
  2. Il compenso dovuto all’Università dal Committente dell’attività di ricerca, relativamente alle invenzioni brevettabili, è finalizzato a valorizzare il contributo inventivo fornito nelle sue diverse modalità e a garantire un adeguato riconoscimento economico, commisurato al valore dell'invenzione e integrato da royalties periodiche sul fatturato derivante dallo sfruttamento del brevetto. La determinazione del riconoscimento economico, nonché delle sue varie forme, terrà conto dell’esistenza di  contratti quadro di collaborazione e/o della prospettiva del coinvolgimento dell’Università nei processi di valorizzazione sotto forma di iniziative imprenditoriali partecipate dall’Università stessa, nonché degli interessi strategici dell'Università.
 3  Qualora con il contratto di ricerca parte Committente formuli una proposta di acquisto della proprietà delle invenzioni brevettabili, tale contratto dovrà  essere redatto ai sensi delle disposizioni generali in materia approvate dal Consiglio di Amministrazione dell'Ateneo.
 4. Qualora non si giunga ad un accordo che soddisfi le condizioni sancite dal presente Regolamento, la proposta di parte committente sarà sottoposta alla Commissione universitaria per i brevetti, che trasmetterà il proprio parere al Consiglio d'Amministrazione.
 5. In caso di invenzioni scaturite dalla ricerca commissionata, il 75% degli introiti derivanti dal trasferimento dei risultati inventivi riscossi dall’Università sarà corrisposto all’inventore universitario, a titolo di equo compenso per il conseguimento dei risultati brevettabili.

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Art. 13 - Altre tipologie contrattuali

 1. Le disposizioni della presente Sezione si applicano anche ai contratti di consulenza quando, in considerazione della natura o delle caratteristiche dell’attività oggetto del contratto, sia possibile pervenire a risultati brevettabili.
 2. Le disposizioni della presente Sezione non si applicano invece ai contratti che abbiano ad oggetto una fornitura di prodotto o un servizio analitico o valutativo in esecuzione di una specifica richiesta del Committente ed in relazione a metodi, processi, prodotti forniti o indicati dal Committente medesimo. In tali ipotesi, in considerazione del carattere meramente esecutivo dell'attività commissionata o della richiesta del Committente volta al conseguimento di un oggetto o di una prestazione specifici, il contratto di fornitura o servizio non conterrà alcuna clausola sui risultati brevettabili.
 3. Nei contratti quadro di collaborazione e negli accordi di valorizzazione di risultati della ricerca sotto forma di iniziative imprenditoriali partecipate dall’Università, la disciplina relativa alle invenzioni brevettabili terrà conto dell'interesse strategico dell'Ateneo all'instaurazione di rapporti stabili e certi di collaborazione e/o alla valorizzazione in chiave imprenditoriale di risultati non altrimenti sviluppabili.

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§ SEZIONE II – INVENZIONI CONSEGUITE NELLO SVOLGIMENTO DI RICERCHE IN COLLABORAZIONE CON ALTRI SOGGETTI

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Art. 14 - Regime delle invenzioni conseguite nello svolgimento di attività oggetto di convenzione di collaborazione scientifica

 1. Le convenzioni stipulate con terzi dall’Università per lo svolgimento di attività di collaborazione scientifica devono disciplinare il regime della proprietà industriale inerente all'attività scientifica oggetto della Convenzione.
 2. La disciplina deve prevedere che la proprietà industriale dei risultati comporti, di norma, un regime a pari quota di comproprietà, salvo che si possa chiaramente evidenziare una diversa ripartizione della titolarità sulla base di una accertata diversità dell’importanza del contributo inventivo prestato da ciascun contraente al conseguimento del risultato.
 3. Sulle modalità e l'entità dell'accordo, si deve pronunciare la Commissione universitaria per i brevetti che trasmette il suo parere al Consiglio d'Amministrazione.

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