CAPO II - UNITA' ORGANIZZATIVA COMPETENTE E RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO


Art. 12 - Unità organizzativa competente

  1. Le unità organizzative competenti a istruire gli atti, a dare corso ad ogni altro adempimento procedimentale e all’adozione del provvedimento finale previsto dal presente regolamento, sono le Divisioni, gli Uffici, i Servizi e le Sezioni costituenti l’organizzazione amministrativa, nonché le strutture didattiche, scientifiche e di servizio dell’Università.

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Art. 13 - Responsabile del procedimento

  1. Ove non sia diversamente stabilito dalla legge o dall’allegato 1 al presente regolamento, sono considerati responsabili dei procedimenti i Direttori delle strutture didattiche, scientifiche e di servizio in cui si articola l’Università e i Capi Divisione. Per gli Uffici e i Servizi di staff e gli Uffici che dipendono direttamente dalla Direzione Generale, responsabile del procedimento è il Capo Ufficio o il Capo Servizio. Per l’Ufficio Servizio Prevenzione e Sicurezza sul lavoro, responsabile del procedimento è il Capo Ufficio, ai sensi del d. lgs. n. 81/2008.
  2. In caso di assenza o impedimento dei Capi Divisione, sono responsabili dei procedimenti i Capi Ufficio ed i Capi Servizio.
  3. In caso di assenza o impedimento degli altri soggetti menzionati al precedente comma 1, sono responsabili dei procedimenti i soggetti da essi delegati. La delega deve risultare da atto scritto, depositato e conservato presso la Segreteria della struttura.
  4. Il Capo Area, laddove nominato,  esercita funzioni di promozione, coordinamento, indirizzo e verifica dell’attività svolta nell’ambito dell’Area. Ricopre il ruolo di Responsabile nei procedimenti amministrativi che rivestano importanza strategica per l’Ateneo e siano finalizzati:
    1. ad interventi attuativi delle strategie di sviluppo e delle linee di indirizzo dell’Ateneo;
    2. a funzioni di programmazione, coordinamento e controllo di interventi complessi o di macro processi trasversali, di rilevanza istituzionale, che richiedono l’azione integrata di diverse strutture.
  5. Nei casi in cui risulti responsabile uno dei soggetti previsti dai commi 1 e 2, il Capo Area, qualora il procedimento debba concludersi con un provvedimento del Rettore, del Direttore Generale o degli organi accademici, esercita funzioni di controllo ed appone il proprio visto sugli atti.
  6. In presenza di comprovate e specifiche esigenze, il Rettore o il Direttore Generale possono avocare determinati procedimenti oppure assegnarli a unità organizzative o soggetti diversi da quelli indicati nell’allegato 1 al presente regolamento, i quali dovranno essere informati delle ragioni che hanno reso necessaria l’avocazione del procedimento. L’avocazione costituisce provvedimento eccezionale e motivato, da attuarsi nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge e regolamentari, anche interne all’Università.
  7. Le unità organizzative di cui al comma 1 indicano in ciascun atto di propria competenza adottato nell’ambito di un procedimento il soggetto individuato ai sensi del presente articolo Responsabile del procedimento, nonché il soggetto responsabile dell’istruttoria.

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Art. 14 - Procedimenti in cui intervengono diverse unità organizzative

  1. Quando un procedimento è gestito in sequenza successiva da due o più unità organizzative, il responsabile della fase iniziale è, salvo diversa disposizione del presente regolamento, responsabile dell'intero procedimento.
  2. Il responsabile del procedimento, per le fasi dello stesso che non rientrano nella sua diretta competenza, ha il dovere di seguirne l'andamento presso le unità organizzative coinvolte, dando impulso all'azione amministrativa e provvedendo alle comunicazioni inerenti eventuali sospensioni dei termini ai sensi dell'art. 8 del presente regolamento.
  3. In particolare, il responsabile del procedimento verifica con i responsabili o gli incaricati di adempimenti istruttori delle altre unità organizzative il rispetto dei termini di tempo fissati all’art. 4 del presente regolamento per l'espletamento degli atti intermedi o delle fasi istruttorie loro affidate.
  4. Per le fasi del procedimento che non rientrino nella sua diretta competenza, il responsabile del procedimento risponde limitatamente ai compiti previsti dai precedenti commi.
  5. Il Direttore Generale può stabilire le opportune istruzioni per l'attuazione delle disposizioni dei precedenti commi ed è competente a risolvere gli eventuali conflitti insorgenti nello svolgimento del procedimento tra le diverse unità organizzative.

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Art. 15 - Conflitto di interesse

  1. Il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando al responsabile della unità organizzativa di appartenenza o al Direttore Generale ogni situazione di conflitto, anche potenziale.

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Art. 16 - Attribuzioni del Responsabile del procedimento

  1. Il responsabile del procedimento esercita le attribuzioni contemplate dagli artt. 5 e 6 della legge 7 Agosto 1990 n. 241 e dal presente regolamento. In particolare, il responsabile del procedimento:
    1. valuta, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l’emanazione del provvedimento;
    2. accerta di ufficio i fatti rilevanti, disponendo il compimento degli atti all’uopo necessari, e adotta ogni misura per l’adeguato e sollecito svolgimento dell’istruttoria. In particolare, può chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire accertamenti tecnici ed ispezioni oppure ordinare esibizioni documentali;
    3. propone l’indizione o, avendone la competenza,  indice le conferenze di servizi previste dall’art. 14 della legge n. 241/90;
    4. cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le modificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti;
    5. adotta, ove ne abbia la competenza ed in base ad esplicita delega, norma, regolamento o incarico formale del Direttore Generale, il provvedimento finale, ovvero trasmette gli atti e le relative proposte all’organo competente per l’adozione. Quest’ultimo non può discostarsi dalle risultanze dell’istruttoria condotta dal responsabile del procedimento se non indicandone la motivazione nel provvedimento finale.

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