Pubblicato il: 30/11/2017
Cellula T helper

Cellula T helper

La prestigiosa rivista scientifica Nature pubblica i risultati di quattro anni di esperimenti che aprono una nuova strada nel campo dell’immunoterapia, grazie al lavoro fatto per rendere le cellule tumorali visibili al sistema immunitario, che riesce così a bloccarne lo sviluppo.

Condotti all’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo, in collaborazione con l’Università di Torino, gli esperimenti coinvolgono anche l’Università Statale, l’Istituto Nazionale dei Tumori e il Niguarda Cancer Center di Milano, che si occupano degli sviluppi clinici futuri.

Pubblicato con il titolo “Inactivation of DNA repair triggers neoantigen generation and impairs tumour growth”, lo studio ha adottato un approccio non convenzionale, agendo sui meccanismi di riparazione del DNA attraverso un’innovativa tecnologia genetica, che ha costretto cellule di tumori del colon e del pancreas a diventare visibili al sistema immunitario e quindi bersaglio da aggredire e neutralizzare come potenziali patogeni.

Si tratta di un successo ottenuto in laboratorio, la strada per arrivare al letto dei pazienti è quindi appena iniziata e il traguardo non è imminente, ma lo studio apre un nuovo percorso che potrà un giorno costringere tumori, capaci di nascondersi ai radar-controllori, a rendersi visibili e individuabili per poter essere debellati.

Lo studio si concentra ora – grazie alla collaborazione con l’Istituto Nazionale dei Tumori, il Niguarda Cancer Center e l’Università Statale di Milano – sulla verifica dell’ipotesi di base per futuri sviluppi clinici. L’attenzione va alla possibilità di usare farmaci antitumorali che possano provocare, come effetto collaterale, la formazione di neoantigeni capaci di risvegliare il sistema immunitario.

Si tratta di una parte del lavoro che interessa il campo dell’immunogenomica e dell'immunoterapia dei tumori, che in questi ultimi anni, con approcci tesi a sbloccare il sistema immunitario, hanno dato risultati straordinari per il melanoma ed il cancro del polmone, neoplasie che hanno un alto carico di neoantigeni, che sono probabilmente alla base del successo delle terapie.

Bisogna ora lavorare al successo dell’immunoterapia anche in altri ambiti dove si è rivelata meno efficace, come nel caso dei tumori del colon, del pancreas e della mammella.

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