Pubblicato il: 15/03/2018
Sergio Abrignani e Massimiliano Pagani

Da sinistra Sergio Abrignani e Massimiliano Pagani - Foto di Sabrina Monaco, 2018

Si chiama CheckMab, il nuovo spin-off di Università Statale, INGM - Istituto Nazionale di Genetica Molecolare 'Romeo ed Enrico Invernizzi', Principia SGR e dei due ideatori, i docenti Sergio Abrignani e Massimiliano Pagani, per lo sviluppo di nuove terapie contro i tumori, che potrebbero evitare l'autoimmunità, il principale rischio legato alle attuali immunoterapie oncologiche.

Alla base di CheckMab c'è la straordinaria intuizione, poi diventata un brevetto, con cui Sergio Abrignani e Massimiliano Pagani, docenti rispettivamente di Patologia generale e di Biologia molecolare in Statale, descrivono nuove molecole selettivamente presenti sulla superficie di linfociti infiltranti i tumori solidi dell'uomo e non sugli stessi linfociti circolanti.

"I tumori, per sopravvivere, corrompono le cellule immunitarie che dovrebbero invece ucciderli. E così un anno fa, abbiamo brevettato un sistema di cura per convincere il sistema immunitario ad attaccare le cellule cangerogene, nonostante la presenza di quelle corrotte" – spiegano Abrignani e Pagani.

Human colorectal cancer tissue and relative infilitrating CDA+ Treg

Human colorectal cancer tissue and relative infilitrating CDA+ Treg - Foto dell'INGM 'Romeo ed Enrico Invernizzi'

Quindi, molecole della superficie cellulare, bersagli ideali per una immunoterapia dei tumori umani con anticorpi monoclonali, dovrebbero così, a parità di efficacia terapeutica, evitare l'autoimmunità, il principale effetto collaterale delle attuali immunoterapie oncologiche.

Ma CheckMab è anche lo spin-off universitario che ha raccolto più finanziamenti privati in Italia, per un totale di 10 milioni di euro, frutto di un'ottima campagna di fundrising tra investitori privati, che fanno di CheckMab un esempio virtuoso del ruolo che anche il mondo finanziario può giocare nell'applicazione industriale dei prodotti della ricerca, come brevetti e spin-off.

"Il business plan di CheckMab – concludono Abrignani e Pagani – prevede che in tre anni si arrivi alla produzione di un batch clinico di almeno un anticorpo monoclonale umanizzato specifico per molecole coperte dal brevetto. L'obiettivo successivo per la creazione di valore, invece, è di fare una seconda campagna di fundraising per finanziare almeno uno studio clinico di fase 1 di immunoterapia di tumori solidi con uno degli anticorpi selezionati.

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