Pubblicato il: 07/08/2017

Macerie dopo un terremoto - Foto di Angelo Giordano

La rivista Trends in Neurosciences (del gruppo di Cell Press) pubblica un articolo dell'Università Statale di Milano che propone un modello sperimentale per identificare più facilmente le cause della vulnerabilità allo stress, considerato un fattore di rischio primario per molte malattie neuropsichiatriche, come la depressione e il disturbo post traumatico da stress (PTSD).

L'articolo - opera del gruppo di Laura Musazzi e Maurizio Popoli del dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari - ha analizzato i risultati di studi recenti che mostrano come anche uno stress acuto - causato da un incidente, un terremoto o un episodio di violenza - può causare modifiche maladattative nel cervello.

Il team di ricerca - autore di un altro recente studio sul tema - propone ora un nuovo modello sperimentale, basato sullo studio delle conseguenze a breve e lungo termine dello stress acuto.

Il modello prevede - 24 ore dopo lo stress - una separazione di risposte positive allo stress (pro-adattative) e risposte negative (maladattative), basata sulla misura di parametri funzionali, strutturali e comportamentali.

Questo permetterà di distinguere e seguire nel tempo diverse traiettorie nella risposta del cervello allo stress, di identificare alcuni fattori essenziali che determinano le diverse traiettorie e sperimentare farmaci innovativi con lo scopo di bloccare la risposta vulnerabile e favorire una risposta resiliente.

Gli autori, inoltre, stanno sperimentando in questo modello nuovi antidepressivi ad azione rapida (il cui prototipo è la ketamina a basso dosaggio), che potrebbero consentire di bloccare precocemente gli effetti maladattativi dello stress acuto nel PTSD e in altre patologie.

 

 

 

Per informazioni
Università degli Studi di Milano
Dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari
Prof. Maurizio Popoli
Tel. 02 503 18351 – 18361
maurizio.popoli@unimi.it