Pubblicato il: 19/12/2017

Esperienza visiva - Foto tratta da Pixabay

Le persone cieche dalla nascita non sono diverse dai vedenti per quel che riguarda la rappresentazione dello spazio circostante, sia quello proprio sia quello altrui, pur mancando di un'esperienza visiva.

A dimostrarlo uno studio, condotto da un team di ricercatori guidati da Corrado Sinigaglia, docente di Logica e Filosofia della scienza all'Università Statale di Milano e pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific Reports.

Le nostre azioni quotidiane sono tipicamente guidate dalla vista. Quando prendiamo un oggetto, per esempio un bicchiere o una tazzina di caffè, dobbiamo rappresentarne gli aspetti principali quali la forma, la taglia e l'orientamento, mappandoli all'interno dello spazio che ci circonda (noto come spazio peripersonale). Di solito facciamo tutto questo avvalendoci dell'informazione visiva. Ma che cosa succede quando tale informazione viene meno, come nel caso di persone cieche dalla nascita?

Lo studio - condotto in collaborazione con l'IMT di Lucca e la University of Essex - ha, infatti, coinvolto soggetti vedenti e ciechi dalla nascita, adattando un classico paradigma di allineamento spaziale, in cui i soggetti risultano più veloci nel compiere un'azione (nello specifico, simulare una prensione) quando il segnale di 'Avvio' è rappresentato dalla presentazione di un oggetto, come una tazza, allineato con la mano da muovere.  

Gli oggetti utilizzati durante lo studio, inoltre, erano presentati acusticamente sia all'interno che all'esterno dello spazio peripersonale dei soggetti.  

Il team di ricerca ha così scoperto sia che i soggetti vedenti e i ciechi dalla nascita non presentano alcuna differenza nel rappresentare gli oggetti nel loro spazio peripersonale, sia che i ciechi, al pari dei vedenti, sono in grado di rappresentare non solo il loro proprio spazio personale, ma anche quello altrui.  

Entrambe le scoperte, quindi, indicano chiaramente che la mancata esperienza visiva non intacca lo sviluppo della rappresentazione dello spazio che ci circonda, spiegando quindi come i non vedenti dalla nascita siano comunque in grado di interagire con successo con altre persone e di condividerne lo spazio d'azione