Pubblicato il: 08/11/2018
Stetofonendoscopio

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Il 12 e 13 novembre, l'Aula Magna di via Festa del Perdono 7 ospita il "Second Young Gastroenterology's day & Milestones and Breakthrough in IBD", congresso internazionale promosso dalla scuola di specializzazione in Malattie dell'apparato digerente dell’Università Statale di Milano. Ore 9.

Nuovi approcci diagnostici e terapeutici applicati in gastroenterologia accanto alle nuove frontiere di cura della colite ulcerosa e della malattia di Crohn,  come flora batterica e cellule staminali, sono i temi del congresso internazionali, che sarà anche l'occasione per presentate le tesi di specializzazione discusse dai neospecialisti della scuola di Milano e Pavia, diretta da Maurizio Vecchi, docente di Gastroenterologia presso il dipartimento di Fisiopatologia medico-chirurgica e dei trapianti.

"L'ampliarsi delle opzioni terapeutiche espone potenzialmente i pazienti ai rischi legati all'immunosoppressione – afferma il professor Maurizio Vecchi, alla guida anche dell’Unità Operativa Complessa al Policlinico di Milano. Pertanto, la moderna gestione delle malattie si deve basare sull'impiego di team multidisciplinari, capaci di affrontare le molteplici necessità del paziente e il congresso del 12 e 13 novembre in Statale sarà focalizzato proprio su questi aspetti e sulle maggiori novità in campo diagnostico e terapeutico".

Tra le possibili opzioni terapeutiche in campo gastroenterologico ci sono i farmaci biologici e cure a base di cellule staminali, utili per far fronte al notevole aumento di pazienti con colite ulcerosa o malattia di Crohn, con punte oggi di 40 mila malati nella sola Lombardia.

"Questa stima – conclude il professor Vecchi – è molto superiore a quella precedente di 26 mila soggetti. Per questo deve essere valutata con cautela: l'incremento di queste patologie sembrerebbe davvero eclatante. Le malattie infiammatorie croniche intestinali presentano delle difficoltà diagnostiche e terapeutiche. Tuttavia, sono in corso grandi innovazioni. La cosiddetta ricerca traslazionale ha fatto in modo che dal banco di laboratorio si portassero al letto del malato dei farmaci con efficacia davvero notevole”.

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