Pubblicato il: 08/06/2018
Clemente Marconi con il team della nuova campagna di scavi

Clemente Marconi con il team della nuova campagna di scavi

Il 20 giugno, nel corso dell'apertura straordinaria dello scavo di Selinunte dedicata alla stampa, sono state portate alla luce le fondazioni del Tempio C e il cavo per la loro messa in opera - lo ha annunciato Clemente Marconi, il celebre archeologo che guida la nuova campagna sull'Acropoli del grande parco archeologico di Selinunte, dove l'Università Statale di Milano sta affiancando la New York University nel lavoro di scavo, grazie alla doppia affiliazione dell'archeologo dell'Institute of Fine Arts della NYU, chiamato alla Statale, dove è divenuto ordinario di Archeologia al dipartimento di Beni culturali e ambientali.

Le fondazioni appena messe a nudo permetteranno di datare con certezza la data di nascita del tempio, che stando alla letteratura,  risalirebbe al 540 a.C.., e la prosecuzuzione degli scavi staportando alla luce altri reperti interessanti, che si vanno ad aggiungere ai risultati già comunicati, nel corso della mattina, sempre da Clemente Marconi - con Rosalia Pumo alla guida dell'equipe di 50 collaboratori altamente qualificati di NYU e Statale, al lavoro nell'antica città della Magna Grecia.

"Lo scavo in corso quest'anno, dai primi risultati, suggerisce che la presenza umana sull'acropoli di Selinunte sia diversi millenni più antica rispetto a quanto fin qui ipotizzato - aveva dichiarato Marconi - "Infatti, al di sotto del primo livello di occupazione greca si è rinvenuto uno spesso deposito di formazione naturale alto più di un metro nel quale sono stati scoperti - a una quota più alta - frammenti del Bronzo Recente e - a una quota più bassa - frammenti di industria litica Mesolitica (ca. 8000-6500 a.C.)".

I nuovi scavi si concentrano sulla ricerca di reperti relativi alla fase pregreca della fondazione di Selinunte e, in particolare, nell'area delle fondazioni del Tempio C e su una diversa sezione delle fondazioni del Tempio R, dove, nel 2012, era stato ritrovato un flauto in osso, databile al principio del VI secolo.

Clemente Marconi, che di Selinunte è un grande conoscitore e che con gli scavi condotti con la New York University, fin dal 2006, aveva già scoperto le origini della città greca sì è più volte dichiarato entusiasta di vedere all'opera insieme, nel grande laboratorio di ricerca del parco archeologico di Selinunte, i suoi studenti italiani e americani.

"Da scavare - aveva annunciato ai primi di maggio 2018 il professor Marconi - rimane parte della fase di fondazione di Selinunte e la fase pregreca che, in base ai nostri scavi precedenti, risale in quest'area dell'acropoli fino al principio del secondo millennio a.C. Inoltre, abbiamo definito l'area di una seconda trincea da scavare quest'anno tra la fronte posteriore del Tempio R e le fondazioni del Tempio C, quest'ultimo il più importante edificio sacro di Selinunte in età arcaica". 

La collaborazione tra i due Atenei consente, infine, di aprire di una nuova area di indagine tra il Tempio R e il Tempio C, che potrebbe accrescere le conoscenze su quest'ultimo, il più importante tempio di età arcaica a Selinunte.

Alla campagna di scavi è dedicato anche un Diario degli scavi, a cura del gruppo di archeologi e pubblicato sulla pagina dedicata alla missione Acropoli sul sito del parco archeologico di Selinunte.

 

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