Pubblicato il: 15/12/2017

HortExtreme - Foto tratta dal sito di ENEA

Garantire un corretto apporto nutrizionale ai membri dell'equipaggio "marziano", assicurando un'alimentazione di alta qualità grazie a un sistema di coltivazione fuori suolo con riciclo dell'acqua (sistema idroponico) e senza l’uso di pesticidi e agrofarmaci.

È l'obiettivo del prototipo di "orto marziano" per la missione Amadee-18, realizzato da Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e dipartimento di Fisica dell'Università Statale di Milano, nell'ambito dell'esperimento di biologia delle piante dal nome HortExtreme, selezionato per la missione proprio perché in grado di sviluppare ecosistemi chiusi per la produzione in situ delle risorse necessarie alle missioni umane di esplorazione del Sistema Solare.

Il prototipo - ufficialmente consegnato all'Austrian Space Forum (OeWF), coordinatore della missione Amadee-18, alla quale collaborano l'Organizzazione Astronomica dell'Oman e altre organizzazioni internazionali di ricerca nel campo dell'ingegneria aerospaziale e dell'esplorazione spaziale umana - sarà spedito il prossimo 15 gennaio da Innsbruck al campo base allestito in Oman, dove dal 1° febbraio e per quattro settimane, l'astronauta Claudia Kobald, insieme ad altri quattro colleghi, porterà avanti la sua missione di simulazione coltivando, con un sistema a contenimento di 4 m² quattro specie di microverdure, tra cui il cavolo rosso e il radicchio, appositamente selezionate perché completano il loro ciclo vitale in circa 15 giorni.

HortExtreme - Foto tratta dal sito dell'agenzia ENEA

L'orto marziano sarà posizionato nel deserto del Dhofar, il più grande del Sultanato dell'Oman, scelto come sito per la missione per alcune caratteristiche che lo rendono "somigliante" al Pianeta rosso, come ad esempio, le strutture sedimentarie risalenti al Paleocene e all'Eocene, le cupole saline del South Oman Salt Basin e le antiche aiuole fluviali, le superfici sabbiose e rocciose con grande variabilità nell'inclinazione e un clima tropicale-desertico, con temperature previste a febbraio che variano tipicamente tra 16 e i 27° C e meno di 10 mm di precipitazioni.

"Si tratta di temi cruciali per le missioni finalizzate all'esplorazione umana e con un enorme potenziale di trasferimento a terra delle conoscenze per la risoluzione di problematiche quali la sostenibilità ambientale e l'efficienza energetica" - ha sottolineato Gabriele Mascetti, responsabile dell'Unità Volo Umano e Microgravità dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Questo nostro impegno nel settore di ricerca sui sistemi biorigenerativi di supporto alla vita ci fornirà informazioni utili nel nostro percorso verso la realizzazione di missione di esplorazione umana sul pianeta Marte. L'accordo con l'Austrian Space Forum si è potuto avviare grazie alla collaborazione e al supporto della Italian Mars Society", conclude Mascetti.

"Grazie all'esperienza maturata svolgendo esperimenti scientifici in ambienti estremi e ostili e alla necessità di sistemi di sopravvivenza sia degli umani che della strumentazione, forniremo il contributo necessario all'installazione dei sistemi di coltivazione idroponica" - aggiungono Francesco Cavaliere e Marco Potenza del dipartimento di Fisica dell'Università Statale di Milano, impegnati da anni a realizzare esperimenti in Antartide, sulle Alpi e nello Spazio. Questo è il naturale proseguimento dello sviluppo di moduli abitativi resistenti fino a -80°C, venti oltre i 100 km/h, che porterà allo sviluppo di serre gonfiabili dotate di una rete di sensoristica avanzata per tutti i parametri indispensabili alla vita umana e vegetale su Marte".

Giunta alla 12ª edizione, la missione Amadee-18 punta a studiare e validare gli equipaggiamenti che potranno essere impiegati in future missioni umane su Marte, fornire piattaforme per tecniche di geofisica e per l'identificazione di tracce di vita, nonché valutare la mobilità di rover su un terreno analogo a quello marziano in una condizione di supporto del team da remoto. Non solo, Amadee18 rappresenta uno step cruciale anche per studiare il sito scelto per la missione come modello di ambiente estremo per la vita e per promuovere la ricerca nel settore spaziale, stimolando l'interesse verso le scienze planetarie.

A rappresentare l'Italia nella missione internazionale verso Marte, oltre a HortExtreme, anche tre progetti nei settori della realtà virtuale e geoscienze, a cura della stessa Agenzia Spaziale Italiana, Università di Perugia e l'organizzazione Mars Planet.

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