Pubblicato il: 08/05/2019
Gli studenti con Paolo Chiesa

Foto di gruppo con il professor Paolo Chiesa

Didattica e ricerca insieme: un connubio che ha permesso di scoprire il più antico contatto diplomatico fra l'Etiopia e l'Europa occidentale, avvenuto tramite un'ambasceria inviata dal re etiope a un re spagnolo e giunta poi dal Papa fra il 1310 e il 1315, cioè quasi un secolo prima dei contatti finora noti.

La ricerca - coordinata da Paolo Chiesa, docente di Letteratura latina medievale e umanistica - è stata realizzata da una decina di studenti del dipartimento di Studi letterari, filologici e linguistici dell'Università degli Studi di Milano durante lo svolgimento di un progetto didattico.

Lo studio si è concentrato sulla trascrizione e la pubblicazione di un'opera latina inedita, la Cronaca universalis del frate domenicano milanese Galvano Fiamma, scritta nel Trecento e conservata in un unico manoscritto, realizzato a Milano e oggi negli Stati Uniti.

In una sezione, l'autore medievale riferisce del ritrovamento di un'opera che si credeva perduta, un Tractatus scritto da Giovanni da Carignano, sacerdote titolare della chiesa situata nel porto di Genova, in cui si menzionavano ambasciatori etiopici approdati in città, venivano spiegate le ragioni della loro missione ed elencate le tappe del loro viaggio. Il Tractatus forniva, inoltre, numerose informazioni sull'Etiopia dell'epoca, dall'organizzazione politica ed ecclesiastica della regione (un regno cristiano, con vescovi e arcivescovi indipendenti dall'autorità del Papa) a costumi e tradizioni locali (scimmie addestrate a diventare provetti arcieri, segni indelebili apposti alla fronte dei neonati come simboli di riconoscimento tribale, simboli e vestiti specifici utilizzati da sovrani e religiosi…), che Galvano puntualmente riporta.

A questo punto la parola passa agli specialisti del settore, che avranno il compito di validare la ricerca degli studenti dell'Università Statale di Milano, accertando anche quanto di questi racconti corrisponda effettivamente alla realtà storica.

"Ci troviamo di fronte a una scoperta che, se avvalorata, apre a nuovi filoni di ricerca storica e politica – afferma Paolo Chiesa – Ancora più importante che un risultato così sorprendente sia frutto di un lavoro in cui la ricerca e la didattica si sono unite in maniera indissolubile".

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  • Paolo Chiesa
    DIPARTIMENTO DI STUDI LETTERARI, FILOLOGICI E LINGUISTICI