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Energia da bioetanolo: il nostro progetto


A convegno il 25 novembre, per parlare di produzione e utilizzo di biomasse di seconda generazione, ci sono tutti i protagonisti dell’esperimento che ha visto collaborare università,  enti e imprese alla realizzazione di un prototipo di generatore fisso a celle combustibili per fornire energia a scopi civili e industriali.

Ilenia Rossetti, Lucio Forni, del dipartimento di Chimica Fisica ed Elettrochimica, illustrano le varie fasi del progetto di estrazione di idrogeno dall’etanolo, partito nel 2006. Sandra Rondinini e Leonardo Formaro, concentrano i loro interventi sulle celle a combustibile, mentreDario Casati e Carlo Soave affrontano la questione delle produzioni agricole non alimentari nel quadro della crisi agricola mondiale e dal punto di vista della biologia.

Arricchiscono il programma numerosi interventi di rappresentanti di enti e imprese coinvolti a vario titolo nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il prototipo di generatore messo a punto nei nostri laboratori produce energia elettrica e termica utilizzando una fuel cell alimentata con l’idrogeno ottenuto dal bioetanolo raggiungendo un’efficienza energetica maggiore degli altri sistemi convenzionali.

Si tratta di un processo a basso impatto ambientale sia perché l’anidride carbonica prodotta dal generatore è di origine vegetale e non influisce sull’effetto serra, sia perché l’etanolo usato deriva da nuove biomasse cellulosiche (come il Miscanthus, un arbusto originario del giappone) e da scarti della produzione agricola e industriale che non influiscono in alcun modo sulla catena alimentare, né sfruttano terreni utili alla produzione agricola destinata al consumo umano e animale.

Ecco perché tra i partner del progetto troviamo la Provincia di Lodi, forte di un vasto territorio agricolo, insieme a enti e aziende già impegnate nella produzione di energia pulita come  l’Astem   - che dal 2004 fornisce agli abitanti di Lodi un servizio di teleriscaldamento portando nelle case acqua calda proveniente da sottocentrali che recuperano e riutilizzano il calore disperso; il Parco Tecnologico Padano, - che fa capo al Polo di Eccellenza per le Biotecnologie Agro-Alimentari promosso dalla Regione Lombardia con il sostegno dell’Ateneo e di altri enti territoriali; la LGH, nata dalle aziende municipalizzate di Cremona, Pavia, Lodi, Rovato e Crema, e Linea Energia.

La produzione di energia da fonti rinnovabili che non mettano a repentaglio la produzione agricola destinata al consumo umano e animale è una prospettiva auspicabile per tanti paesi del terzo mondo e obiettivo dichiarato della comunità europea che, sperimentando tutte le possibili alternative, si appresta a innalzare in tempi brevi questa quota di produzione elettrica dall’attuale 16-17% fino al 25%.



Inserita il 19-11-2009