La coscienza dipende dalla capacità delle diverse aree che compongono la corteccia cerebrale di comunicare efficacemente tra di loro. È il suggerimento proveniente da misurazioni sperimentali e considerazioni teoriche fatte nell’ultimo decennio e che dimostrano l’accresciuto interesse scientifico per i correlati neuronali (indici oggettivi) della coscienza.
I gruppi di Marcello Massimini del dipartimento di Scienze cliniche “Luigi Sacco” dell’Università di Milano e di Giulio Tononi dell’Università del Wisconsin hanno rilevato – in sei soggetti sotto anestesia - una forte riduzione della trasmissione dell’informazione all’interno della corteccia cerebrale.
Lo studio, pubblicato sulla rivista PNAS
, ha utilizzato una recente tecnica basata sulla combinazione di stimolazione magnetica transcranica (TMS) ed elettroencefalografia ad alta densità (hd-EEG) che misura la comunicazione cortico-corticale: metodica non invasiva che permette di stimolare direttamente un area corticale e di registrare gli effetti immediati di questa perturbazione nel resto del cervello.
Anche nei pazienti sotto anestesia – come in precedenti esperimenti condotti durante sonno e veglia (Massimini et al., Science 2005; PNAS 2007) – è stata dimostrata una stretta correlazione tra la capacità interna di comunicazione del cervello e il livello di coscienza del soggetto.
Lo studio lascia ben sperare nello sviluppo di un marker oggettivo del livello di coscienza, uno strumento fondamentale per aumentare la sensibilità diagnostica al letto di pazienti portatori di gravi lesioni cerebrali, come pazienti locked-in e in stato di coscienza minimale.
Per informazioni
Università degli Studi di Milano
Ufficio Stampa
Anna Cavagna – Glenda Mereghetti
Tel. 02 503 12983 – 12025
E-mail: ufficio stampa@unimi.it
Dipartimento di Scienze cliniche “Luigi Sacco”
Marcello Massimini
Tel. 02 503 19885
E-mail: marcello.massimini@unimi.it
