Il tema della mobilità nelle aree urbane o metropolitane è diventato, ormai, un problema da affrontare con priorità, per le evidenti ricadute sul piano economico, politico, sociale e della salute dei cittadini.
Il decreto del Ministero dell'Ambiente del 27 marzo 1998 "Mobilità sostenibile nelle aree urbane", ha introdotto l'obbligo per le imprese e gli enti pubblici con oltre 300 dipendenti per unità locale o con complessivamente più di 800 addetti di adottare un Piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale. Al riguardo, si sottolinea che gli spostamenti casa-lavoro, in alcune città italiane, rappresentano una quota pari a circa il 40% degli spostamenti complessivi.
La principale finalità del piano è l'introduzione di nuovi modelli organizzativi ed operativi per migliorare l'accessibilità al luogo di lavoro riducendo, nel contempo, l'uso del mezzo privato individuale, a favore di modalità di trasporto collettivi, ecologici, non motorizzati, in altri termini: forme di trasporto ambientalmente più sostenibili (riduzione dei consumi energetici, degli inquinanti ambientali e dei costi sociali).
L'adozione dei piani da parte delle aziende ed enti pubblici, comporterà, per i dipendenti, vantaggi diretti e indiretti, quali:
- minor costo del trasporto (abbonamenti a tariffa agevolata)
- riduzione dei tempi di spostamento
- diminuzione del rischio di incidenti
- maggior regolarità nei tempi di trasporto
- minor stress psico-fisico da traffico
- possibilità di facilitazioni per chi già utilizza trasporti alternativi.
Punto di partenza per la definizione del Piano degli spostamenti casa-lavoro è la raccolta di informazioni su scelte e aspettative di trasporto dei dipendenti. A tal fine, è stato predisposto un apposito questionario rivolto a tutto il personale dell'Ateneo.


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