Voi siete qui

FAQ sul diritto d'autore


1. Cosa vuol dire?

Autoarchiviare
Depositare un documento in un sito web pubblicamente accessibile e in linea con gli standard internazionali dell’Open Access. L’operazione di deposito implica l’introduzione nell’archivio di alcuni dati bibliografici e l’upload del testo completo.

Peer review
È il processo di revisione cui è sottoposto un articolo prima di essere pubblicato. Il revisore è un esperto della materia.

Pre-print
È la versione di un articolo inviata alla rivista ma non ancora sottoposta al processo di peer review.

Post-print
È la versione di un articolo che ha superato il processo di peer review e sta per essere pubblicato. Il post-print può essere la versione corretta dall’autore dopo la peer review o la versione finale predisposta dall’editore per essere stampata.

Manoscritto
La versione di un articolo prodotta da un autore e non ancora sottoposta ad alcun ente per essere pubblicata.

inizio pagina


2. Quali sono le regole base per pubblicare in AIR?

Pubblicare in un archivio istituzionale comporta per l’autore il rispetto di una serie di vincoli e obblighi che è bene conoscere.

  1. Inserendo un manoscritto, si è detentore di tutti i diritti sull’opera. L’editore però potrebbe comunque rifiutarsi di pubblicare un testo già disponibile in un archivio istituzionale;
  2. prima di inserire in AIR un articolo già sottoposto a una rivista (pre-print), già accettato e referato (post-print) o già pubblicato, è preferibile leggere attentamente il proprio contratto con l’editore e verificare se questi accetta il deposito in un archivio istituzionale;
  3. per quanto riguarda l’autoarchiviazione di un post-print, è l’editore a decidere se fare archiviare il proprio PDF o quello dell’autore;
  4. il contratto di edizione ha una durata massima di 20 anni. Il mancato rinnovo del contratto lascia la possibilità di registrare la propria opera in AIR.

inizio pagina


3. Quali materiali posso inserire in versione full-text?

In AIR possono essere inseriti i full-text dei seguenti materiali:

  • manoscritti
  • pre-print
  • post-print (articoli di rivista, contributi in volume, interventi a convegno, monografie se il contratto con l’editore lo preveda)
  • mappe
  • presentazioni a convegno

inizio pagina


4. Il deposito in AIR equivale a una pubblicazione?

Dal punto di vista legale, tutto ciò che viene reso pubblico è una pubblicazione. Ai fini della valutazione e della ricerca, invece, al momento valgono come pubblicazioni solo quelle opere che hanno superato il processo di peer review, che siano state accettate da una rivista peer reviewed o da un editore.
Attenzione
L’autoarchiviazione riguarda materiale validato con processo di peer review, mentre l’autopubblicazione si riferisce a documenti o opere che non hanno superato alcuna valutazione qualitativa.

inizio pagina


5. Quale tutela legale hanno i documenti inseriti in AIR?

I documenti depositati in AIR sono tutelati dalla legge sul Diritto d’autore (L. 633/1941 e successive modifiche). L’autore conserva tutti i diritti morali ed economici sul proprio lavoro, sempre che questi ultimi non siano stati ceduti a un editore. L’autore ha la facoltà, se lo vuole, di cedere solo alcuni dei suoi diritti (in proposito, vedi FAQ n. 10).

inizio pagina


6. Chi è il titolare dei diritti d’autore sul mio lavoro?

Il titolare dei diritti d’autore sul proprio lavoro è:

  • l’editore, per i materiali già pubblicati, poiché i diritti vengono ceduti con il contratto di edizione;
  • l’autore, per i materiali non ancora pubblicati.

Attenzione
Se la pubblicazione è stata finanziata dall’Università di Milano per il 60% o più, i diritti morali spettano all’autore, mentre l’Ateneo è titolare dei diritti di sfruttamento economico (art. 5 del Regolamento d’Ateneo). È comunque sempre consigliabile leggere con attenzione il contratto con l’editore.

inizio pagina


7. Come posso conoscere le politiche editoriali degli editori stranieri?

Le politiche degli editori stranieri vengono censite dal sito Sherpa/Romeo, che classifica gli editori a seconda dell’atteggiamento verso l’autoarchiviazione nei depositi istituzionali o sui siti personali. Dei 962 editori censiti, il 64% ammette una qualche forma di archiviazione.
La classificazione degli editori secondo il sito Sherpa/Romeo:

  • editori verdi (è possibile archiviare il pre- e il post-print): 26%
  • editori blu (è possibile archiviare il post-print ma non il pre-print): 30%
  • editori gialli (è possibile archiviare il pre-print ma non il post-print): 8%
  • editori bianchi (non supportano l’autoarchiviazione) 36%

Attenzione
Leggere bene le condizioni di contratto anche degli editori “verdi”, per valutare se l’editore accetta l’archiviazione del post-print nella versione dell’autore o in quella già impaginata per la stampa.

inizio pagina


8. Come posso conoscere le politiche editoriali degli editori italiani?

In Italia, purtroppo, non esiste un sito di riferimento paragonabile a Sherpa che dia delle indicazioni univoche sulle politiche editoriali degli editori italiani, ma solo accordi di volta in volta negoziati da autori ed editori.  
Attenzione
L’art. 42 della legge sul Diritto d’autore (n.633/1941) stabilisce che l'autore di un articolo su rivista ha il diritto di riprodurlo altrove, purché citi gli estremi della prima pubblicazione, a meno che non sia stato esplicitamente deciso il contrario.

inizio pagina


9. La presenza in Internet di un lavoro di ricerca ne facilita il plagio?

È certamente più facile plagiare un lavoro pubblicato in rete che un lavoro pubblicato su carta. Tuttavia la pubblicazione in rete gode di maggiore visibilità rispetto a quella su carta e quindi diventa pure più facile scoprire un eventuale plagio.

inizio pagina


10. A quali diritti rinuncio firmando un contratto con un editore?

Ogni contratto contiene delle specifiche limitazioni ai diritti di proprietà intellettuale dell’autore, anche se per la legge italiana il contratto di edizione può durare al massimo 20 anni.
In generale, i contratti standard prevedono che l'autore non possa:

  • riutilizzare, rivedere o adattare l'opera;
  • riprodurre copie dell'opera a scopo didattico;
  • rendere consultabile l'opera all'interno di un archivio online.

Attenzione
L’editore può ottenere in sede di contratto il diritto di prelazione (priorità) – della durata di 10 anni - anche sulle opere successive dell’autore, impedendogli di pubblicare con un altro editore. 

inizio pagina


11. Sono obbligato a firmare il contratto standard o posso proporre all'editore delle alternative?

Non è obbligatorio accettare il contratto proposto dall'editore.
Solitamente con il contratto di edizione l'autore trasferisce all'editore i diritti in forma esclusiva, ma è sempre possibile proporre all’editore le seguenti alternative:

  • una cessione dei diritti in forma non esclusiva;
  • una licenza Creative Commons;
  • una cessione solo di alcuni diritti di sfruttamento economico e non di tutti.

L’autore può inoltre chiedere di avere il diritto di pubblicare nell’archivio istituzionale, proponendo una modifica del contratto, possibilità contemplata invece da tutti gli editori stranieri.

inizio pagina


12. Per pubblicare è necessario un accordo con cui trasferisco i diritti all'editore?

È sempre necessario stipulare un contratto, ma non è obbligatorio trasferire tutti i diritti.
Naturalmente l’editore può rifiutarsi di pubblicare un articolo se l’autore non vuole firmare il contratto predefinito.
Tuttavia è anche possibile che l’editore accetti una piccola modifica del contratto concedendo all’autore il diritto all’autoarchivazione in un archivio istituzionale come AIR.

inizio pagina


13. L'editore può rifiutarsi di pubblicare un documento depositato come pre-print in un archivio istituzionale?

Sì. È sempre bene conoscere in anticipo l’atteggiamento dell’editore verso l’archiviazione del pre-print di un articolo.

La cosiddetta "regola di Ingelfinger", il direttore del New England Journal of Medicine che aveva stabilito di non pubblicare un articolo il cui contenuto fosse stato reso pubblico in contesti diversi da quello della rivista (con esclusione di abstract e presentazioni a congressi scientifici) non è materia giuridica.
Alcuni autori si rifiutano di pubblicare con editori che applicano la regola di Ingelfinger, giudicandola ingiusta e infondata.

inizio pagina


14. Cosa sono le licenze Creative Commons? Come funzionano?

Le licenze Creative Commons sono contratti che permettono agli autori di mantenere il copyright sulle loro creazioni, concedendole però in licenza gratuita per certi usi e a determinate condizioni.
Le licenze Creative Commons si applicano solo alle opere per cui l’autore non ha già ceduto i diritti ad un editore.

Con la distribuzione della propria opera al pubblico, l'autore rinuncia ad alcuni dei diritti di copyright per rendere disponibile la propria opera, permettendo eventualmente successivi aggiornamenti e contributi.

A differenza delle regole sul diritto d’autore, che si applicano obbligatoriamente a tutte le opere creative, tutelate a prescindere dalla volontà dell’autore, le licenze Creative Commons sono facoltative e frutto della volontà dell’autore, a cui viene sempre e comunque garantita la paternità dell’opera accanto alla più ampia diffusione e condivisione con gli utenti.

Le licenze hanno lo scopo di facilitare il processo di condivisione delle opere chiarendo fin da subito, in un linguaggio chiaro e interpretabile anche dai motori di ricerca, quali diritti l’autore concede ai fruitori dell’opera. L’autore che associa alla sua opera una licenza Creative Commons offre alla comunità, a determinate condizioni, alcuni dei diritti esclusivi che la legge sul diritto d'autore gli riconosce.

Ci sono motori di ricerca, come Google e Yahoo!, che permettono di ricercare i materiali che rispondono a specifiche licenze, citando semplicemente l'autore, mentre un sistema di metadati permette di verificare lo status della licenza scelta per l'opera in modo che esso sia leggibile dai computer connessi in rete.

inizio pagina


15. L’editore può rifiutarsi di pubblicare un documento già pubblicato sotto licenza Creative Commons?

Non sempre un editore accetta di pubblicare un’opera gravata da licenze di qualsiasi tipo. Pertanto è sempre consigliabile, prima di firmare un contratto di edizione, di verificare la politica editoriale dell’editore e di leggere attentamente il contratto, valutando la possibilità di cedere solo alcuni dei diritti (ad esempio quello di stampa ma non quello di archiviazione online).
Attenzione
Ci sono casi di editori che si rifiutano di pubblicare opere già pubblicate sotto licenza Creative Commons.

inizio pagina


16. La sottoscrizione di una licenza Creative Commons è obbligatoria?

Non c’è alcun obbligo di sottoscrizione della licenza Creative Commons. Se non si sceglie tale licenza, l’autore conserva tutti i diritti economici e morali che non ha destinato a terzi, così come previsto dalla legge n. 633/1941 e successive modifiche.

Gli usi consentiti dagli articoli relativi alle libere utilizzazioni sono:

  • per scopo di studio o ricerca;
  • senza fini commerciali;
  • con la citazione corretta della fonte.

inizio pagina


17. Quali diritti sono concessi a chi consulta AIR?

L’utente di AIR può utilizzare solo i documenti disponibili in full-text esclusivamente per scopi di ricerca e/o studio.
È comunque escluso qualsiasi uso commerciale.

inizio pagina


18. È possibile limitare l’accesso al proprio documento?

L’autore può limitare la disponibilità per tutti del documento in full-text. Può infatti corredare il suo materiale di notizie bibliografiche e abstract, ma negare l’acceso oppure prevederlo in Intranet. L’autore può anche segnalare la propria e-mail con cui gli interessati potranno chiedergli/le direttamente una copia del documento.

inizio pagina