FAQ - Assegni di ricerca

1. Quale è l'importo minimo dell' assegno di ricerca ? E il massimo?


  L’importo degli assegni di tipo B è stabilito dal Consiglio del Dipartimento o Centro richiedente nel rispetto del piano finanziario del progetto di ricerca su cui grava la spesa, tenuto conto che l' l'importo minimo è stabilito dal Miur ed è pari ad euro 19.367,00 annui lordi (imponibile all'assegnista). L’importo annuo lordo degli assegni post doc – di tipo A è stabilito annualmente dal Consiglio di amministrazione nell’ambito della predisposizione del bilancio di previsione.

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2. Quale è la durata minima e massima dell' assegno di ricerca ? L' assegno di ricerca è rinnovabile?

Gli assegni possono avere una durata compresa tra uno e tre anni e sono rinnovabili previa richiesta del responsabile dell'assegno.  La durata massima dell’assegno, compresi gli eventuali rinnovi, è di sei anni, (compresi gli eventuali rinnovi), ad esclusione del periodo in cui è stato fruito in coincidenza col dottorato di ricerca senza borsa, nel limite massimo della durata legale del relativo corso.

Gli assegni di ricerca attribuiti ai sensi della previgente normativa (ex art. 51, comma 6, Legge 449/97), non devono essere conteggiati nel computo dei 6 anni.

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3. A fronte di un imponibile all'assegnista di X (cifra che sarà da indicare sul bando) quale è il costo totale per la struttura?

Il costo per la struttura sarà di X più 21,81% di X (pari all'Inps carico ente) .

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4. Quando posso presentare la domanda per l'istituzione di un assegno di ricerca di tipo B?

La domanda per l'istituzione di un assegno di ricerca di studio di tipo B può essere presentata in qualsiasi momento a seguito dell'approvazione del consiglio della struttura, calcolando almeno 3 mesi per l'attivazione.

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5. L'istituzione di un assegno di ricerca da quali organi Accademici deve essere approvata?

L'istituzione dell' assegno di ricerca deve essere approvata dal Consiglio della Struttura di afferenza del docente proponente. Non è più necessario l'approvazione del Senato Accademico.

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6. Quale è la tempistica prevista per l'attivazione di un assegno di ricerca di studio di tipo B?

L'emissione del bando avviene entro 30 giorni dal ricevimento della domanda al Magnifico Rettore completa in ogni sua parte, (si ricorda in particolare di allegare la delibera della struttura). Il bando deve essere pubblicato per almeno 20 giorni. Il colloquio viene fissato nel bando di concorso (normalmente almeno una settimana dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle domande). A seguito dell'invio dei verbali della commissione concorsuale viene emesso un decreto rettorale di vincita dell'assegno e inviata al vincitore la comunicazione di vincita dell'assegno. Il vincitore entro 20 giorni deve presentarsi per l'accettazione dell'assegno e  per la stipula del contratto individuale. L'assegno di ricerca decorre dal primo giorno del mese successivo alla stipula del contratto da parte del vincitore. L'Ufficio incaricato dell'emissione del bando è l'Ufficio Contratti di Formazione e Ricerca della Divisione Stipendi.

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7. Quale è l'iter da seguire per l'attivazione di un assegno di ricerca di ricerca di tipo B ?

Se un ente esterno intende finanziare un assegno di ricerca di ricerca tramite l'istituzione di un assegno di ricerca autofinanziato bisognerà prima contattare la Divisione Servizi per la Ricerca (Ufficio Contratti di Ricerca Finanziata ) al fine di predisporre l'atto con cui l'Università accetta l'erogazione per l' assegno di ricerca. Si ricorda che l'Università trattiene il 10% (se atto di liberalità) o il 15% (negli altri casi) a favore del bilancio universitario. Una volta preso contatto con la Divisione Servizi per la Ricerca il docente di riferimento, beneficiario del contributo, inoltrerà la domanda al Magnifico Rettore procedendo come da punto 6. Se si tratta  di atto di liberalità o convenzione finalizzato unicamente all'istituzione dell'assegno  bisognerà contattare solo la Divisione Stipendi Ufficio Contratti di Formazione e Ricerca.

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8. Quale è il trattamento fiscale dell' assegno di ricerca ?

L'assegno di ricerca è soggetto al contributo Inps della gestione separata del lavoro autonomo (aliquota massima pari a 1/3 del 30,72%) mentre è esente dall'Iperf e pertanto non va dichiarato nella dichiarazione dei redditi. Annualmente sarà scaricabile dal sito Unimi (http://www.unimi.it/personale/1235.htm ) il modello CU che riporterà comunque l'esenzione dell'assegno ai sensi della Legge 476/1984. I cedolini dei pagamenti sono scaricabili dalla pagina personale  presente sul sito di Ateneo (http://www.unimi.it/ricerca/30838.htm ).  

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9. A chi è dedicato l' assegno di ricerca ?

L'assegno di ricerca è dedicato a candidati in possesso del dottorato di ricerca o in mancanza del dottorato a chi è in possesso di un'esperienza scientifica documentata oltre la laurea. Per gli assegni finanziati dall'Ateneo invece il titolo di dottorato costituisce requisito obbligatorio (conseguito o in attesa di conseguimento entro la data di stipula del contratto) o in alternativa possono partecipare i laureati in possesso del diploma di Specializzazione Medica.I requisiti per la partecipazione sono l'assenza di condanne penali e il titolo di studio se prescritto dal bando di concorso. L'assegno di ricerca non è cumulabile con altre borse di studio.

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10. Quali sono le attività compatibili con l'assegno di ricerca?

 

Gli assegnisti possono far parte all’interno dell’Ateneo, delle commissioni d’esame di profitto in qualità di cultori della materia, nonché collaborare ad attività di tutorato.( Art. 45 Reg. Generale di Ateneo)

L'assegno non è cumulabile con borse di studio o altre forme di sussidio, tranne quelle previste per le integrazioni dei soggiorni all'estero, né con altri contratti di collaborazione o con proventi derivanti da attività libero professionali svolte in modo continuativo. Sono compatibili con l’assegno le attività svolte all’esterno dell’Università di relatore ai seminari, convegni e conferenze e quelle pubblicistiche, nonché una limitata attività di lavoro autonomo, previa comunicazione scritta e accordo con il docente responsabile e a condizione che tale attività sia dichiarata compatibile dalla Struttura presso la quale svolge l’attività di ricerca e non comporti conflitto di interessi con l’attività di ricerca svolta per l’Università. Complessivamente l’attività di lavoro autonomo non potrà superare i limiti di reddito stabiliti dal Consiglio di Amministrazione pari a 15.000 euro annui lordi, esclusi i compensi derivanti dall’esercizio dei diritti di utilizzazione economica delle opere dell’ingegno. (Nella sezione modulistica è disponibile il modulo di autorizzazione all'attività esterna).

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11. Cosa devo fare per cambiare conto corrente?

 

Bisogna mandare una comunicazione via mail o fax, entro il 10 del mese, con l'indicazione delle proprie generalità, le coordinate bancarie vecchie, quelle nuove e una copia del documento di identità all' Ufficio Contratti di Formazione e Ricerca c/o Divisione Stipendi e Carriere del Personale (manuela.belli@unimi.it; maria.passini@unimi.it) fax 02/50313315.

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12. Che documentazione devo produrre per accettare l' assegno di ricerca ? Esiste della modulistica? Dove mi devo presentare per l'accettazione?

Tutte le dichiarazioni sono da autocertificare; è disponibile comunque presso la nostra Divisione un modulo già predisposto con tutte le dichiarazioni richieste da completare all'atto dell'accettazione dell' assegno che sono comunque scaricabili nell'apposita sezione "modulistica" degli assegni di ricerca. Per accettare l' assegno di ricerca bisogna presentarsi presso la Divisione Stipendi e Carriere del Personale - Ufficio Contratti di Formazione e Ricerca- piano terra - con un documento d'identità e codice fiscale e successivamente si firmerà il contratto che decorre dal mese successivo la stipula.

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13. Come funzionano le assenze, malattie e maternità?

Tutti gli assegnisti hanno a disposizione 30 giorni all'anno di assenze per qualsiasi motivo che sono anche cumulabili; nel caso in cui, per malattie gravi e documentate o esigenze familiari, sia necessario un periodo di assenza maggiore, puo' essere richiesta la sospensione dell'attività e della retribuzione su parere favorevole del responsabile dell'assegno di ricerca.

Per la maternità è prevista la sospensione obbligatoria durante i  5 mesi (utilizzabili 2 mesi prima e 3 dopo oppure 1 mese prima e 4 dopo) e occorre solo la comunicazione da parte dell'assegnista sulla data presunta del parto e successivamente quella della data di nascita. Al link: http://www.unimi.it/personale/prevenzione_sicurezza/27896.htm troverete le informazioni e i moduli necessari per la comunicazione dello stato di gravidanza.

E' possibile inoltre richiedere un ulteriore periodo di astensione facoltativa previo parere favorevole del docente referente. Tutti i periodi di sospensione non saranno retribuiti ma in caso di maternità è possibile recuperare al termine del contratto, il periodo di sospensione.

Le assegniste, iscritte alla gestione separata del lavoro autonomo dell’INPS e non assicurate presso altre forme previdenziali obbligatorie (che versano pertanto l'aliquota massima) hanno diritto a usufruire dell’indennità di maternità erogata dall’INPS. Per ottenere l'indennità è necessario che risultino accreditate almeno tre mensilità di contribuzione nei dodici mesi precedenti il periodo di maternità.
L'indennità è corrisposta dall'Inps a domanda dell'interessata corredata dalla certificazione richiesta a seconda della categoria degli iscritti.

In caso di malattie inoltre è possibile usufruire dell’indennità giornaliera di malattia in base alla legge n. 296 del 27/12/2006, purché la malattia sia superiore ai quattro giorni.
L'assegnista, entro due giorni dal rilascio, deve inviare all’INPS e all’Università degli Studi di Milano – Divisione Stipendi e Carriere del Personale un certificato di malattia compilato dal medico curante.  L’indennità di malattia è erogata dall’INPS su richiesta dell’interessato, il quale deve presentare il modulo predisposto disponibile dal sito Internet www.Inps.it - sezione moduli.

Per ulteriori informazioni consultare la pagina informativa del portale INPS.

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