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Brevetti


Il brevetto è alla base del processo di trasferimento tecnologico dei trovati della ricerca scientifica universitaria, in quanto riconosce e protegge la proprietà intellettuale tutelando i diritti dell’inventore e consentendo, se adeguatamente sfruttato, un ritorno economico e di immagine.

La strategia con cui l'Università degli Studi di Milano persegue la persegue la valorizzazione dei risultati della ricerca è maturata nel corso degli anni. Dal primo brevetto depositato a nome dell'Ateneo, datato 1992, ad oggi la crescita è stata costante: a dicembre 2010 l'Università degli Studi di Milano conta al suo attivo 165 depositi per nuove invenzioni. I brevetti disponibili sono consultabili on-line.

I ricercatori dell'Ateneo che intendono depositare una domanda di brevetto possono rivolgersi a UNIMITT - Centro d'Ateneo per l'Innovazione e il Trasferimento Tecnologico, che darà tutto il supporto necessario ai ricercatori ed alla Commissione e seguirà il brevetto nelle varie fasi di deposito e valorizzazione


Definizione di brevetto

Il brevetto è:

  • un contratto tra il richiedente e lo Stato nel quale il richiedente si impegna a mettere l’invenzione a disposizione del pubblico dopo un congruo periodo di tempo mentre lo Stato gli concede un diritto di esclusiva per lo sfruttamento dell’invenzione.

Concretamente il brevetto è un documento tecnico-legale costituito da: una relazione tecnica contenente una descrizione dettagliata dell’invenzione e da rivendicazioni che definiscono gli aspetti dell’invenzione per i quali si richiede protezione e che rendono l’invenzione attuabile da parte di terzi.

È importante ricordare che la protezione legale derivante da brevetto è soggetta a limiti temporali (20 anni per il brevetto industriale, che possono essere portati a 25 solo per i brevetti in campo farmaceutico) e geografici (la tutela è limitata alla/e nazione/i in cui si è depositata la domanda). 

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Cosa non è brevettabile

In Italia (e in Europa) non si possono brevettare:

  • le scoperte
  • le teorie e i metodi matematici
  • i piani, i metodi per attività intellettuali, commerciali e per gioco
  • i software (in quanto tali)
  • la presentazione di informazioni
  • invenzioni contro l’ordine pubblico
  • le razze animali e vegetali
  • i metodi per il trattamento chirurgico o terapeutico del corpo umano o animale

 

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Requisiti di brevettabilità

In tutti i sistemi internazionali i requisiti essenziali di brevettabilità di un'invenzione sono:

  • Novità: è considerato "nuovo" tutto ciò che non fa parte dello "stato della tecnica", dizione che comprende qualsiasi tipologia di divulgazione (es. tesi di laurea e di dottorato e discussione delle stesse, poster, relazioni congressuali ecc.)
  • Attività inventiva: un’invenzione soddisfa tale requisito se, per una persona esperta del ramo, essa non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica. A differenza della novità, l'attività inventiva è un requisito soggettivo ed interpretabile secondo il punto di vista degli esaminatori delle domande di brevetto
  • Industrialità: un’invenzione è considerata atta ad avere un’applicazione industriale se il suo oggetto può essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere d’industria, compresa quella agricola. L’uso diventa un requisito indispensabile per il brevetto biotecnologico: non è infatti possibile brevettare alcun tipo di materiale biologico se non legato a una specifica applicazione
  • Sufficiente descrizione: nel testo del brevetto, l'invenzione deve essere descritta in misura tale da consentire all'esperto medio di riprodurla

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Il diritto di priorità

Per un inventore italiano è possibile depositare la prima domanda di brevetto (domanda prioritaria) sia in Italia, sia all'estero. La domanda prioritaria, che se non estesa condurrà ad un brevetto valido solamente nel paese in cui è stata depositata, è così definita in quanto la sua data di deposito (data di priorità) potrà essere rivendicata in successive domande depositate in altri paesi.

La Convenzione di Parigi ha stabilito che chi abbia depositato per la prima volta una domanda di brevetto in uno Stato della Convenzione ha un anno di tempo per depositare domande corrispondenti in altri Stati e che gli effetti di tali domande, per quello che riguarda la divulgazione ed anticipazione di altri brevetti, hanno decorrenza dalla data di deposito della prima domanda (priorità). In pratica, grazie a questa convenzione si hanno 12 mesi di tempo dalla data del primo deposito per depositare all'estero le domande corrispondenti.

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Il brevetto italiano

Ad oggi l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi non effettua un esame sostanziale della domanda di brevetto: ciò rende la domanda e il successivo brevetto italiano “deboli” in quanto in caso di contenzioso l’esame avverrà in tribunale e pertanto fino ad allora non si ha alcun qualificato elemento a difesa della validità della propria invenzione.

È in corso una profonda revisione della normativa volta ad armonizzare la disciplina nazionale con quella vigente negli altri paesi e a introdurre l’analisi di anteriorità svolta attraverso l’Ufficio Brevetti Europeo.

Un primo deposito italiano può essere conveniente nel caso di invenzioni per cui è utile un’immediata protezione (es. nuove molecole), ma che allo stesso tempo necessitano di ulteriori messe a punto ed approfondimenti e che pertanto richiedono tempo per poter essere meglio definite. La legge italiana consente (prima della cessione del brevetto, cioè entro almeno 3 anni dal deposito) di correggere, integrare anche con nuovi esempi o limitare la descrizione, le rivendicazioni o i disegni originariamente depositati, purché l'oggetto del brevetto non si estenda oltre il contenuto della domanda iniziale.
 

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Il brevetto europeo

Grazie alla Convenzione sul brevetto europeo (oggi comprensiva di 30 + altri 5 Stati a statuto speciale), è possibile depositare un'unica domanda presso l'Ufficio Brevetti Europeo, il quale dopo il superamento di un attento esame sostanziale, concede un brevetto "europeo" che però ad oggi non ha validità sovranazionale e deve essere nuovamente convalidato nei diversi paesi europei nei quali si desidera proteggere l'invenzione.

A 6/8 mesi dal deposito di una domanda di brevetto europeo il titolare della domanda di brevetto riceverà un "Rapporto di ricerca", cioè una segnalazione di documenti anteriori ricollegabili all'oggetto della domanda di brevetto e che possono essere lesivi della novità e dell’attività inventiva, accompagnato da una "Opinione preliminare". Tali documenti sono utili strumenti per capire la “bontà” dell’invenzione con sufficiente anticipo per prepararsi alla fase di esame della domanda di brevetto, durante la quale i titolari dovranno rispondere a eventuali opposizioni e richieste presentate dall'esaminatore. 

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Procedura P.C.T.

Utilizzata su larghissima scala, la procedura Patent Cooperation Treaty, meglio conosciuta come "domanda P.C.T.", costituisce una sorta di "prenotazione" per i vari paesi aderenti (136 al 1/01/07) nei quali potrà avvenire – entro un termine di 30/31 mesi dalla data di priorità – il vero e proprio deposito nazionale.

Secondo la convenzione P.C.T., l'Europa è considerata un singolo paese, nel senso che al momento della decisione la domanda P.C.T. si trasformerà in una "domanda europea". Per quanto riguarda i vantaggi della procedura P.C.T., oltre a concedere un lasso di tempo relativamente lungo prima di impegnarsi economicamente nel deposito di brevetti in diverse nazione, fornisce anch’essa un rapporto di ricerca corredato da un commento scritto (written opinion) dell’esaminatore che rappresenta un parere preliminare sul brevetto. È possibile poi richiedere, dopo pagamento di un apposita tassa, un "Esame Preliminare". L’esito di questo esame, che non ha alcuna ripercussione sulle procedure successive di brevettazione, può comunque essere utile per valutare la validità di un brevetto e quindi per evitare le spese di nazionalizzazione. Ricordiamo che per policy interna l’Ateneo di norma non richiede l’esame preliminare.

Si segnala che un brevetto viene pubblicato, cioè “reso disponibile al pubblico”, dopo 18 mesi dalla data del primo deposito.

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Area download

DOCUMENTI SCARICABILI

Manuale del Trasferimento Tecnologico, a cura di UNIMITT

Il Manuale del Trasferimento Tecnologico, a cura di UNIMITT, non è un documento ufficiale ma uno strumento pratico strutturato sulle norme e procedure di cui si è dotata l'Università degli Studi di Milano per promuovere i processi di valorizzazione e trasferimento dei risultati della ricerca (brevettazione, valorizzazione dei trovati, creazione d'impresa).
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