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I brevetti dell'Università degli Studi di MilanoElenco aggiornato dei brevetti disponibili in portafoglio

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È disponibile la versione cartacea italiano-inglese del Repertorio Brevetti: chi desiderasse riceverne una copia gratuita può farne richiesta a UNIMITT (unimitt@unimi.it).

Introduzione

Questa sezione presenta i brevetti dell’Università Statale ad oggi disponibili, sotto forma di schede volutamente concise ma dirette, con l'obiettivo di favorire consultazione e fruizione da parte dei diversi interlocutori e l’invito, per gli interessati, a stabilire un contatto. Una visita periodica a queste pagine garantirà un aggiornamento puntuale sui nuovi prodotti e sull’avanzamento dell’iter brevettuale delle invenzioni già protette.

L’Università degli Studi di Milano è per sua natura un’università generalista e pluridisciplinare. I prodotti sono stati quindi classificati in 4 macroaree costruite ad hoc: Salute, Natura, Industria e Biotecnologie, in base al principale settore di utilizzo del trovato che si riflette in genere, ma non necessariamente, nella disciplina che ha generato l’invenzione.

In particolare, nel settore Salute sono state collocate le invenzioni che trovano applicazione nella ricerca, cura, prevenzione e diagnostica di patologie umane. Nel settore Industria trovano collocazione tutti quei trovati riguardanti processi innovativi di produzione, nuovi catalizzatori e nuovi materiali di interesse industriale. Nella macroarea Natura sono stati collocati quei trovati che trovano applicazione principalmente nei settori agro-alimentare e veterinario. Infine, nell’area denominata Biotecnologie abbiamo racchiuso le invenzioni strettamente biotecnologiche e cioè quelle che prevedono l’uso di sistemi molecolari o cellulari, organismi viventi o loro derivati. Abbiamo fatto rientrare in questa categoria anche quei brevetti, a base biotecnologica, riguardanti metodi o prodotti destinati a utilizzi in settori molto diversi.

All’interno di ogni macroarea sono stati poi evidenziati i settori di utilizzo che sembrano meglio presentare le possibili applicazioni del trovato. Ovviamente queste possono talvolta spaziare in più aree o in un’area diversa da quella di origine.

È utile ricordare che le modalità di tutela della proprietà intellettuale sotto forma di brevetti rappresentano solo una parte dei risultati trasferibili e di interesse economico che l’Ateneo produce. Questo sia per la diversa natura delle attività e dei risultati ottenuti (alcuni non brevettabili), sia per una non completa sensibilizzazione alla propensione brevettuale dei singoli ricercatori. L’andamento in crescita di questi anni e l’estensione delle aree coperte, fanno tuttavia ritenere che il fenomeno brevetti sia destinato a radicarsi e ad affiancarsi sempre di più alla “tradizionale” produttività bibliometrica dei ricercatori universitari.



Il portafoglio in cifre

protafoglio brevetti UNIMI 26% licenziati 38% ceduti 19% fasi nazionali 7% fase PCT 6% fase priorità 4% solo italiano

Dal 1992, data del primo deposito di un brevetto a titolarità dell’Università degli Studi di Milano, a dicembre 2014 sono state depositate 219 domande di priorità: le invenzioni protette hanno originato ad oggi oltre 400 domande di brevetto e gli Stati dove i brevetti vengono in genere nazionalizzati sono Europa, USA, Giappone, Canada, Cina e Brasile.

La strategia d’Ateneo con cui si persegue la valorizzazione dei trovati è maturata nel corso degli anni. Oggi la Commissione per i brevetti valuta di volta in volta le potenzialità di sfruttamento ed il grado di maturazione delle invenzioni in modo da decidere la più idonea strategia brevettuale. Affiancare l’inventore nel processo decisionale, ripartire i rischi e i costi, offrire conoscenze che di norma non sono possedute nel gruppo di ricerca nella fase di deposito e soprattutto in quelle successive, dalla manutenzione brevettuale al suo trasferimento, rientra nei compiti e nelle competenze di UNIMITT.

L’Università degli Studi di Milano detiene, o ha detenuto, l’esclusiva titolarità del 50% dei brevetti in portafoglio, mentre il restante 50% è in co-titolarità con altri enti e istituzioni, italiani o esteri.

L’Università lavora attivamente perché l’attenzione alle possibilità di brevettazione nasca già dalla fase di avvio delle attività di ricerca - in particolare se in collaborazione con soggetti terzi - e non semplicemente al loro termine. Rafforzando la qualità e la quantità dei rapporti di ricerca commissionata si facilita il deposito di una nuova domanda di brevetto in co-titolarità con l’azienda committente. Ciò è particolarmente rilevante in ragione del contesto in cui l'Ateneo opera (Milano e Lombardia), ma anche del forte coinvolgimento e del ruolo, per la verità non sufficientemente conosciuto, che docenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Milano esercitano all’interno di istituzioni partecipate o comunque in relazione alla ricerca esterna.

A conferma della vocazione dell’Ateneo la quota maggiore dei trovati, il 43%, si colloca nel macrosettore Salute, il 26% in Industria, il 18% in Natura e il 13% in Biotecnologie.  

I brevetti disponibili dell’Università degli Studi di Milano sono consultabili qui:

Per ulteriori informazioni contattare UNIMITT - Centro per l'Innovazione il Trasferimento Tecnologico dell'Università degli Studi di Milano

e-mail: unimitt@unimi.it  

tel. +39.02.50312854, fax +39.02.50312861.