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Ministero dello Sviluppo Economico - Industria 2015

Cos'è Industria 2015

È il disegno di legge sulla nuova politica industriale varato dal Governo italiano il 22 settembre 2006, le cui previsioni sono state recepite dalla Legge Finanziaria 2007.

Industria 2015 stabilisce le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo italiano del futuro, fondato su:

  • un concetto di industria esteso alle nuove filiere produttive che integrano manifattura, servizi avanzati e nuove tecnologie;
  • un’analisi degli scenari economico-produttivi futuri che attendono il nostro Paese in una prospettiva di medio-lungo periodo (il 2015).

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Strategia e strumenti attuativi

La strategia del Governo individua come strumenti in grado di riorganizzare il sistema industriale italiano:

  • le reti di impresa;
  • la finanza innovativa;
  • i progetti di innovazione industriale.

Questa strategia si attua facendo leva sulla capacità di orientare il sistema produttivo verso assetti compatibili con l’evoluzione degli scenari competitivi.

Tale capacità di orientamento si esplica:

  • nell’individuazione di aree tecnologiche produttive e di specifici obiettivi di innovazione industriale da realizzare;

  • nella mobilitazione intorno a tali obiettivi delle amministrazioni centrali e locali, del mondo imprenditoriale, delle università, degli enti di ricerca e del sistema finanziario.

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Le reti d'impresa

Le reti d'impresa rappresentano forme di coordinamento di natura contrattuale tra imprese, particolarmente destinate alle PMI che vogliono aumentare la loro massa critica e avere maggiore forza sul mercato senza doversi fondere o unirsi sotto il controllo di un unico soggetto.

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Il Fondo per la Finanza d'Impresa

Il Fondo per la Finanza d'Impresa ha l'obiettivo di facilitare l'accesso al credito e al capitale di rischio da parte delle imprese, soprattutto di quelle medie e piccole.

Per raggiungere questo obiettivo, il Fondo intende intervenire in operazioni che prevedano l'adozione di nuovi strumenti di mitigazione del rischio di credito e di private equity, proposte da banche e/o intermediari finanziari.

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I Progetti di Innovazione Industriale (PII)

Rappresentano il principale e il più innovativo strumento di intervento per il rilancio della politica industriale secondo quanto definito dal documento programmatico Industria 2015.

Si tratta di progetti di intervento organico che, a partire dagli obiettivi tecnologico-produttivi individuati dal Governo, mirano a favorire lo sviluppo di una specifica tipologia di prodotti e servizi ad alto contenuto di innovazione in aree strategiche per lo sviluppo del Paese:

  • efficienza energetica;
  • mobilità sostenibile;
  • nuove tecnologie per la vita;
  • nuove tecnologie per il Made in Italy;
  • tecnologie innovative per i beni culturali.

Nei Progetti di Innovazione Industriale si prevede:

  • Designazione di un Responsabile (Project Manager) per ogni Progetto Industriale: a guidare la procedura che in ciascuna area strategica porta alla realizzazione dei Progetti di Innovazione Industriale è un Project Manager con comprovate competenze nel settore strategico individuato. Il Project Manager definirà le modalità e i criteri per individuare enti, imprese e associazioni da coinvolgere nel progetto, identificherà i meccanismi di sostegno alla realizzazione del progetto e, infine, determinare i tempi di realizzazione del progetto.

 

  • Mobilitazione di una pluralità di attori per il raggiungimento degli obiettivi tecnologico-produttivi: imprese (piccole, medie e grandi), enti di ricerca, università e soggetti finanziari sono chiamati a partecipare ai singoli Progetti di Innovazione Industriale sulla base di specifici inviti lanciati dal Responsabile di Progetto.  Le amministrazioni pubbliche nazionali e locali, in particolare le Regioni, possono contribuire prevedendo strumenti di intervento che andranno ad affiancarsi a quello specificatamente previsto per i PII (Fondo per la Competitività e lo Sviluppo). Nella realizzazione di ogni Progetto, inoltre, è previsto il raccordo tra Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Università e della Ricerca e Ministero dell’Innovazione nella Pubblica Amministrazione. Sotto il profilo finanziario questo raccordo si manifesta in uno stretto coordinamento tra i fondi per la ricerca e i fondi per lo sviluppo gestiti dai singoli ministeri. 

 

  • Ridisegno degli strumenti di incentivazione per le imprese che partecipano ai PII: l’intervento pubblico per il sostegno finanziario dei Progetti di Innovazione Industriale supera la tradizionale corrispondenza tra singolo incentivo e attività finanziabile e mira a “confezionare” dei pacchetti di agevolazioni tagliati su misura rispetto alle finalità da perseguire e alle specificità delle iniziative da realizzare. Il pacchetto di agevolazioni (in particolare gli strumenti che lo compongono e l’intensità dell’aiuto) viene definito sulla base di una negoziazione con i soggetti coinvolti nei progetti, e modulato sulle caratteristiche progettuali, tecniche e produttive delle iniziative, anche tenendo conto dell’impegno finanziario delle imprese interessate e del possibile apporto di capitali privati. 

 

  • Possibilità di attivare il partenariato pubblico-privato: in quanto iniziative integrate e complesse promosse da una pluralità di soggetti pubblici e privati, l’intervento pubblico può prevedere, oltre al tradizionale sostegno alle imprese attraverso incentivi, anche la costituzione di partenariati pubblico-privato. Queste forme di cooperazione tra autorità pubbliche e operatori economici possono rappresentare modalità particolarmente efficienti per finanziare, realizzare o sfruttare un’infrastruttura materiale o immateriale o la fornitura di un servizio nell’ambito della realizzazione di azioni o parti di azioni previste nei Progetti di Innovazione Industriale.
    I Progetti di Innovazione Industriale si inseriscono in un quadro di politiche pubbliche che mirano a rafforzare la competitività del sistema anche attraverso le liberalizzazioni già avviate o da avviarsi in diversi settori (energia, tutela del risparmio, telecomunicazioni, qualificazione dei servizi, riordino degli ordini professionali) e le misure di semplificazione amministrativa e di sostegno generalizzato all’apparato produttivo da realizzarsi prevalentemente con incentivi automatici quali il credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo.

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