Contratto di formazione specialistica  

A decorrere dall’anno accademico 2006/2007 entra il vigore il D.Lgs n. 368/99 che istituisce il contratto di formazione specialistica  e sostituisce la borsa di specializzazione medica regolamentata dal precedente D.Lgs. 257/91.

Il medico stipula uno specifico contratto annuale di formazione-specialistica, che non dà in alcun modo diritto all’accesso ai ruoli del Servizio Sanitario Nazionale e dell’Università o ad alcun rapporto di lavoro con gli enti predetti. Il contratto è stipulato con l’Università, ove ha sede la scuola di specializzazione  e con la Regione nel cui territorio hanno sede le aziende sanitarie.

Al medico in formazione specialistica, per tutta la durata legale del corso, è corrisposto un trattamento economico annuo omnicomprensivo – parte fissa e parte variabile- di 25.000 euro per i primi due anni di specializzazione, di 26.000 euro per i successivi. Tale trattamento è esente dall’imposta sul reddito delle persone fisiche ed è corrisposto in rate mensili posticipate. Il medico in formazione specialistica , ai fini previdenziali, è iscritto alla gestione separata del lavoro autonomo presso l’ INPS. Questo contratto prevede la tutela della maternità in base alle  disposizioni in materia di tutela della gravidanza di cui alla legge 151/2001.

Per la durata della formazione specialistica è inibito l’esercizio di attività libero-professionale all’esterno delle strutture assistenziali in cui si effettua la formazione. L’impegno richiesto per la formazione specialistica è pari a quello previsto per il personale medico del SSN a tempo pieno, assicurando la facoltà dell’esercizio della libera professione intramuraria e le attività di cui all’19, comma 11, della Legge 28/12/2001 n. 448 ( ossia guardia medica e sostituzione a tempo determinato di medici di medicina generale convenzionati con SSN).


Congedo di maternità - FAQ

Come da decreto Legislativo 151/2001: è vietato adibire al lavoro le donne durante i due mesi precedenti la data presunta del parto e durante i tre mesi dopo il parto. Prima dell'inizio del periodo di divieto di lavoro le lavoratrici devono consegnare al datore di lavoro il certificato medico indicante la data presunta del parto.
Al rilascio dei certificati medici come da D.lgs 151/2001 e successive modifiche, sono abilitati i medici del Servizio sanitario nazionale.
Qualora i certificati siano redatti da medici diversi da quelli di cui al comma 1, il datore di lavoro o l'istituto presso il quale la lavoratrice e' assicurata per il trattamento di maternita' hanno facolta' di accettare i certificati stessi ovvero di richiederne la regolarizzazione alla lavoratrice interessata.
Si ricorda che è vietato adibire le donne al lavoro, dalle ore 24 alle ore 6, dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di eta' del bambino. Altresì, non sono obbligati a prestare lavoro notturno la lavoratrice madre di un figlio di eta' inferiore a tre anni.
In presenza di esposizione a radiazioni ionizzanti, è fatto obbligo alle lavoratrici di comunicare al datore di lavoro il proprio stato di gravidanza, non appena accertato.
Le donne, durante la gravidanza, non possono svolgere attivita' in zone classificate o, comunque, essere adibite ad attivita' che potrebbero esporre il nascituro ad una dose che ecceda un millisievert durante il periodo della gravidanza. E' altresi' vietato adibire le donne che allattano ad attivita' comportanti un rischio di contaminazione.

FAQ

1) Come comunicare lo stato di gravidanza?
Accedere alla procedura on line al link: http://www.unimi.it/personale/prevenzione_sicurezza/27896.htm ,  allegando certificazione medica che attesta lo stato di gravidanza.

2) Flessibilità del congedo di maternità
Ferma restando la durata complessiva del congedo di maternita', le lavoratrici hanno la facolta' di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.
Il periodo di flessibilità quand’anche questa sia stata accordata può essere successivamente ridotto espressamente e su istanza della lavoratrice o implicitamente, per fatti sopravvenuti. Come da circolare inps 152 del 04/09/2000.

3) Come richiedere la flessibilità e quando
Accedere alla procedura on line al link: http://www.unimi.it/personale/prevenzione_sicurezza/27896.htm , per maggiori informazioni contattare il Servizio Prevenzione e Sicurezza dell’Università (Grazia Crudele tel. 02 503 13487 e-mail: grazia.crudele@unimi.it oppure prevenzione.sicurezza@unimi.it).

4) Come comunicare la nascita
La lavoratrice e' tenuta a presentare, entro trenta giorni, la dichiarazione sostitutiva di certificazione (modulo comunicazione nascita), (ai sensi dell'articolo 46 del D.P.R. 28/12/2000, n. 445). ed inviarlo come allegato (al massimo 30 giorni dall'evento),  all'indirizzo contratti.specializzandi@unimi.it.

Qualora la specializzanda volesse fruire di un periodo maggiore di sospensione è tenuta a scaricare il modulo gravidanza 4 ed inviarlo come allegato (al massimo 15 giorni prima della scadenza del congedo di maternità),  all'indirizzo contratti.specializzandi@unimi.it.

5) Trattamento economico
Durante la sospensione al medico in formazione specialistica compete esclusivamente la parte fissa del trattamento economico, limitatamente ad un periodo di tempo complessivo massimo di un anno oltre quelli previsti dalla durata legale del corso.

 

 

 

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Modulistica

Modulistica

Modulistica

Scheda anagrafica

Comunicazione variazione modalità pagamento

3) Autocertificazione certificato di nascita

4) Modulo richiesta congedo facoltativo

sospensione per malattia

Circolare ai Direttori Scuole di specializzazione

rilevazione presenze

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FAQ generali

Faq medici specializzandi

1) Quali sono le normative che regolano la formazione degli specializzandi medici?

- Decreto Legislativo 368/1999 e successive modificazioni;

- Decreto Ministeriale 01/08/2005 (riassetto degli ordinamenti didattici).

- Decreto Ministeriale n. 130 del 10 agosto 2017 "Regolamento concernente le modalita' per l'ammissione dei medici alle scuole di specializzazione in medicina, ai sensi dell'articolo 36, comma 1, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368"

- Decreto interministeriale n. 402 del 13 giugno 2017 recante la definizione degli standard, dei requisiti e degli indicatori di attività formativa e assistenziale delle Scuole di specializzazione di area sanitaria ai sensi dell’art. 3, comma 3, del D.I. n. 68/2015

2) Qual è l’impegno orario previsto per gli specializzandi medici?

Come previsto dall’art. 4 comma 2 del Contratto di Formazione Specialistica “L'impegno richiesto per la formazione specialistica è pari a quello previsto per il personale medico del Servizio sanitario nazionale a tempo pieno”.

3 ) Il contratto prevede contributi previdenziali?

La Legge Finanziaria 2006 (art. 1, comma 300) ha disposto l'iscrizione alla Gestione Separata, a decorrere dall'anno accademico 2006/2007, dei medici con contratto di formazione specialistica.
Dopo alterni orientamenti sull'obbligo contributivo di tali soggetti, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, su parere conforme del Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha chiarito che, alla stregua di tutti gli altri iscritti alla Gestione Separata, sono assoggettati:
- all'aliquota ridotta, se sono già iscritti alla cassa professionale;
- all'aliquota piena in caso contrario.
Ulteriori informazioni possono essere reperite sul sito dell’INPS.

4) Qual è il trattamento economico previsto per i medici in formazione specialistica?

Ai medici specializzandi è corrisposto un trattamento economico composto da una quota fissa ed una variabile. La quota fissa è pari a 22.700,00 € lordi per ciascun anno. La quota variabile è pari a 2.300,00 € annui lordi per i primi due anni di corso, 3.300,00 € annui lordi per gli anni di corso successivi. Tale trattamento viene corrisposto dall'Università in 12 ratei mensili posticipati ed è comprensivo di tutti gli oneri contributivi a carico dei contraenti e, pertanto, sia della quota dei due terzi a carico dell’Università che della quota di un terzo a carico del medico in formazione specialistica, come da eventuali adeguamenti dell’aliquota INPS

5) Cosa prevede il contratto riguardo l'assicurazione?

L’art. 41 comma 3 del D.Lgs. 368/99 stabilisce che “L'azienda sanitaria presso la quale il medico in formazione specialistica svolge l'attività formativa provvede, con oneri a proprio carico, alla copertura assicurativa per i rischi professionali, per la responsabilità civile contro terzi e gli infortuni connessi all'attività assistenziale svolta dal medico in formazione nelle proprie strutture, alle stesse condizioni del proprio personale”.  Non è contemplata la copertura per colpa grave.

 

6) Quali sono le attività compatibili con il contratto che posso effettuare?

Il D. Lgs. 368/1999 art. 40 comma 1 prevede che “Per la durata della formazione a tempo pieno al medico é inibito l'esercizio di attività libero-professionale all'esterno delle strutture assistenziali in cui si effettua la formazione ed ogni rapporto convenzionale o precario con il servizio sanitario nazionale o enti e istituzioni pubbliche e private”.
Pertanto il medico in formazione specialistica non può svolgere alcuna attività esterna, tranne quelle previste dalla legge a seguito delle modifiche apportate al D. Lgs. 368/99 dalla legge n. 448 del 28/12/2001 [finanziaria 2002] art. 19 comma 11 e DL 81/04 convertito nella legge n. 138 del 26/05/2004, art. 2-octies.
Sulla base delle suddette disposizioni lo specializzando, fermo restando il principio del rispetto del tempo pieno, può:
-        effettuare l’attività intramuraria, in coerenza con i titoli posseduti;
-        sostituire  a tempo determinato i medici di medicina generale convenzionati con il servizio sanitario nazionale;
-        essere iscritto negli elenchi della guardia medica notturna, festiva e turistica, ma occupato solo in caso di carente disponibilità dei medici già iscritti nei predetti elenchi.

7) Posso avere la partita IVA?

È possibile avere la partita IVA solo per fatturare le prestazioni previste dalla legge (attività intramuraria, sostituzioni di medici di medicina generale e guardia notturna, festiva e turistica).

8) Per quanto tempo posso effettuare la formazione all’estero?

Il periodo massimo di formazione all’estero è pari a 18 mesi, come stabilito nella Conferenza Stato-Regioni del 18 aprile 2007.

9) Cosa prevede il contratto sulle assenze per malattia?

Come previsto dal D.Lgs. 368/99 all’art. 40 comma 3 “Gli impedimenti temporanei superiori ai quaranta giorni lavorativi consecutivi per servizio militare, gravidanza e malattia, sospendono il periodo di formazione, fermo restando che l'intera sua durata non è ridotta a causa delle suddette sospensioni. Restano ferme le disposizioni in materia di tutela della gravidanza di cui alla legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e successive modificazioni, nonché quelle sull'adempimento del servizio militare di cui alla legge 24 dicembre 1986, n. 958, e successive modificazioni.”
Pertanto i periodi di sospensione per malattia superiori a 40 giorni, devono essere interamente recuperati. Secondo quanto disposto dall’art. 40 comma 5, durante i periodi di assenza viene corrisposta la sola quota fissa del trattamento economico, mentre nei periodi di recupero viene corrisposto l’intero importo. Il periodo massimo di sospensione previsto durante tutto il corso di specializzazione è pari a 12 mesi.

10) Quali sono le cause di risoluzione anticipata del contratto?

Sono causa di risoluzione anticipata del contratto i casi previsti all’art. 37 comma 5 del D.Lgs. 368/99 per cui “Sono causa di risoluzione anticipata del contratto:
a) la rinuncia al corso di studi da parte del medico in formazione specialistica;
b) la violazione delle disposizioni in materia di incompatibilità;
c) le prolungate assenze ingiustificate ai programmi di formazione o il superamento del periodo di comporto (12 mesi)  in caso di malattia;
d) il mancato superamento delle prove stabilite per il corso di studi di ogni singola scuola di specializzazione.”

e) la grave violazione del Codice di comportamento dei dipendenti dell'Università degli Studi di Milano, per quanto compatibile

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