Ripartenza, lettera del Rettore a docenti e ricercatori della Statale

Care Colleghe, cari Colleghi,

desidero farvi un sintetico resoconto della visita del ministro in Statale, dove abbiamo ospitato l’incontro con tutti i rettori delle università lombarde, e fare il punto su alcune prospettive aperte per il primo semestre del prossimo anno accademico. È la prima visita in presenza del ministro in un Ateneo, dopo la fine del lockdown: e di ciò lo ringraziamo davvero.

Prima di entrare nel merito, desidero presentarvi due premesse. La prima è che dobbiamo costantemente monitorare l’evoluzione della pandemia, che potrebbe modificare i nostri comportamenti futuri, al di là di auspici e desideri. La seconda è che la situazione organizzativa delle università italiane si sta definendo secondo modelli il più possibile omogenei, che tuttavia vanno adattati alle specificità locali, cioè ai livelli con cui le varie Regioni sono state colpite dal Covid-19.

Vanno quindi evitate inutili polemiche, spesso pretestuose, e impropri confronti, mentre vanno viceversa adottati atteggiamenti il più possibile flessibili e collaborativi. Per fare un solo esempio concreto: i piani didattici, già sollecitati alle Facoltà e ai corsi di studio, saranno definiti entro i primi di agosto, ma potranno essere “validati” solo progressivamente, preparandosi a scenari molteplici e mutevoli.

Molto significative, a questo proposito, le parole del prof. Manfredi, che dopo avere ricordato la situazione psicologica non favorevole che, dopo mesi spesso drammatici, attraversa l’università italiana, ha ribadito che bisogna comunque attrezzarsi a "ripartire", cercando al tempo stesso sicurezza ed efficacia didattica, attraverso modelli “misti” (presenza e remoto) che siano il più possibile flessibili.

Entrando ora nel merito delle comunicazioni del ministro, entro pochi giorni saranno pubblicate le linee guide preparate dalla CRUI, che dovranno venire validate dal Ministero della Salute in relazione alla "occupabilità" delle aule, che dovrebbe essere portata al 50% della capienza.

Di conseguenza, là dove sarà possibile e opportuno, il ministro raccomanda ai corsi di studio di progettare percorsi in presenza o “misti”, fermo restando il principio che le lezioni dovranno essere rese disponibili anche on line. Allo stesso modo, raccomanda di svolgere in presenza tutte le attività laboratoriali, anche se con turni "ridotti". Particolare attenzione sarà da riservare agli studenti del primo anno e ai percorsi di accoglienza. 

Non mancheranno le criticità. Il ministro Manfredi ha sottolineato che la gestione dei servizi in presenza, e la questione stessa della mobilità cittadina e regionale, sono problemi complessi, che senza dubbio l’università non può risolvere da sola. 

Per quel che riguarda la nostra Università, come si accennava sopra, i piani didattici dei singoli corsi di studio, che abbiamo sollecitato da alcune settimane e che sono in corso di definizione, dovranno essere vagliati dai presidenti di Facoltà e dal prorettore alla didattica e messi a disposizione degli studenti il prima possibile. Resta inteso che la sanificazione delle aule sarà a cura dei Caslod, così come l’organizzazione dei flussi, senza alcuna responsabilità, neppure legale, dei docenti.

Sono assolutamente certo che, come è accaduto sino ad ora, ciascuno di noi collaborerà attivamente con il proprio corso di studio per offrire prima possibile, pur consapevoli di criticità e incertezze, un credibile modello di didattica "mista" (da costruire non necessariamente all’interno di ogni singolo corso ma nel complesso ben organizzato e integrato del cds). Deve essere ben chiaro che il ritorno alla "presenza", pur coniugato con la sicurezza, è inseparabile dall’idea di università cui noi tutti aderiamo. A settembre, sempre in accordo con i corsi di studio, potranno ricominciare in presenza, dietro richiesta, gli esami scritti e, progressivamente, quelli orali e le sedute di laurea.

A breve vi sarà un’ulteriore riunione con i direttori di Dipartimento e i Presidenti dei comitati di direzione, seguita da riunioni di settore a cui saranno invitati i Presidenti di collegio didattico e i referenti per la didattica, con l’obiettivo di implementare il percorso, già iniziato da tempo, ma tutt’altro che facile e rapido, e di "allineamento" dei processi organizzativi relativi al prossimo anno accademico.

Pregherei tutti i colleghi di fare riferimento a loro, come ai presidenti di collegio didattico (che sono gli imprescindibili referenti), per ovviare a problemi comunicativi, temo inevitabili, ma pur sempre spiacevoli e del tutto sterili in una situazione complessa e fluida come quella attuale. Meglio una domanda in più di inutili polemiche. 

Colgo l’occasione per comunicare che il CDA ha assegnato ai Dipartimenti la prima tranche di RTD/B. La seconda, più cospicua, dovrebbe giungere agli atenei nel primo autunno.

Vi ringrazio per l’attenzione, con i miei saluti più cari
Elio Franzini