Giustizia costituzionale sovranazionale

A.A. 2014/2015
Insegnamento per
6
Crediti massimi
45
Ore totali
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
L'insegnamento si propone l'approfondimento del ruolo della Corte europea dei diritti dell'uomo quale giudice preposto alla tutela dei diritti garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, aperta alla firma a Roma il 4 novembre 1950 (ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 4 agosto 1955, n. 848). La Corte di Strasburgo e la Convenzione operano nell'ambito del sistema del Consiglio d'Europa, istituito a Londra con lo Statuto del 5 maggio 1949 all'indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, al fine di impegnare gli allora dieci Stati firmatari (ora quarantasette) al rispetto del patrimonio comune di valori fondato sui principi di libertà individuale, di libertà politica e sulla preminenza del diritto. Benché la Convenzione europea dei diritti preveda due vie di accesso alla Corte EDU, uno per gli Stati (art. 33 CEDU) e uno per i singoli (art. 34 CEDU), sarà oggetto di studio soltanto quest'ultima, in base al testo modificato dal Protocollo n. 11 entrato in vigore il 1° novembre 1998, il quale ha conferito al singolo un vero e proprio diritto di azione a tutela dei diritti garantiti dalla Convenzione.
L'assunzione della Corte europea tra le Corti costituzionali è stata oggetto di discussione sia in ragione della diversa natura delle fonti che esse sono chiamate ad applicare (CEDU e Costituzioni nazionali) sia del tipo di giudizio (da un lato, il ricorso individuale, dall'altro il controllo sulle leggi, la decisione dei conflitti di attribuzione tra poteri e tra enti, il ricorso diretto a tutela dei diritti). Nell'ambito del corso ci si soffermerà sulle ragioni che giustificano l'accostamento tra i due strumenti di tutela e tra i due tipi di Corti.
Sul piano del diritto interno, inoltre, l'attrazione della Convenzione europea dei diritti e del suo giudice tra gli strumenti costituzionali di tutela, trova piena giustificazione a seguito delle sentenze n. 348 e n. 349 del 2007 rese dalla Corte costituzionale, con le quali si è affermato che, in virtù dell'art. 117, primo comma, della Costituzione (nel testo modificato dalla legge cost. n. 3 del 2001), le disposizioni della Convenzione europea, come interpretate dalla Corte EDU, possono essere assunte come "parametri interposti" nei giudizi di costituzionalità sulle leggi.
L'entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel 2009 ha posto un altro significativo tassello nella definizione dei rapporti tra le Carte (CEDU, Carta dei diritti fondamentali UE e Costituzione) e le Corti (Corte EDU, Corte di giustizia UE e Corti nazionali) in vista di un sistema non più multilivello bensì "integrato" di tutela dei diritti fondamentali.

Struttura insegnamento e programma

Edizione attiva
Responsabile
Lezioni: 45 ore
Programma
I parte - Il giudizio davanti alla Corte europea dei diritti
1. Introduzione sul sistema del Consiglio d'Europa. - 2. Composizione e competenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. - 3. La titolarità dei diritti garantiti dalla Convenzione. - 4. La nozione di "vittima", i soggetti legittimati a ricorrere, l'oggetto e le funzioni del giudizio. - 5. Le condizioni di ricevibilità del ricorso: il previo esaurimento dei rimedi interni e la sussidiarietà della tutela internazionale. - 6. I provvedimenti cautelari. - 7. Le tecniche argomentative della Corte. - 8. I contenuti e gli effetti delle pronunce dichiarative di violazione: la procedura di sentenza pilota. - 9. La Corte europea come giurisdizione costituzionale sovranazionale.

II parte - L'attuazione interna delle pronunce della Corte europea
1. La conformazione dell'ordinamento italiano agli obblighi discendenti dalla Convenzione europea e dalla giurisprudenza della Corte EDU. 2. L'art. 117, primo comma Cost. e la giurisprudenza costituzionale in materia dopo le sentenze n. 348 e n. 349 del 2007. 3. - L'esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo. Analisi degli strumenti e dei casi.
Informazioni sul programma
Le lezioni avranno carattere seminariale.

Per gli studenti frequentanti saranno organizzate attività integrative valutate ai fini dell'esame.
Propedeuticità
Lo studio della giustizia costituzionale sovranazionale presuppone la piena conoscenza del diritto costituzionale e del diritto internazionale.
Materiale didattico e bibliografia
Saranno distribuiti materiali didattici, costituiti prevalentemente dai testi normativi di riferimento e dalle pronunce della Corte EDU selezionate dalla docente, da leggersi di volta in volta in preparazione dell'argomento della lezione, allo scopo di partecipare attivamente alla discussione. Anche se sarà fornita una traduzione italiana delle pronunce è consigliabile la lettura dei testi ufficiali disponibili in lingua francese e/o inglese (http//:www.echr.coe.int).

Testi consigliati
B. Randazzo, Giustizia costituzionale sovranazionale: la Corte europea dei diritti dell'uomo, Milano, Giuffrè, 2012;
oppure, Jacobs - White - Ovey, The European Convention on Human Rights, Oxford University Press, 2010, pp. 1-128 (integrato con l'analisi di casi selezionati con la docente).
Periodo
Secondo semestre
Periodo
Secondo semestre
Modalità di valutazione
Esame
Giudizio di valutazione
voto verbalizzato in trentesimi
Docente/i
Ricevimento:
Il mercoledì previo appuntamento.
Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale - sezione di Diritto costituzionale