Diritto della cooperazione giudiziaria europea in materia penale

A.A. 2014/2015
Insegnamento per
6
Crediti massimi
45
Ore totali
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
L'insegnamento si propone di fornire una conoscenza approfondita di un settore del diritto dell'Unione europea ormai divenuto centrale per l'approfondimento del processo di integrazione, espressione dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, di cui, oggi, al titolo V della parte III del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE).

Struttura insegnamento e programma

Edizione attiva
Responsabile
Lezioni: 45 ore
Programma
Si tratta della cooperazione giudiziaria penale, istituzionalizzata dal trattato di Maastricht nell'allora c.d. terzo pilastro dell'Unione europea, e poi "comunitarizzata" dal trattato di Lisbona, che ha introdotto rilevanti innovazioni, innanzitutto codificando il principio del riconoscimento reciproco delle decisioni penali adottate dalle autorità giudiziarie degli Stati membri.
L'attenzione sarà focalizzata sui meccanismi di cooperazione giudiziaria penale che trovano base giuridica nell'art. 82 TFUE, con particolare riguardo proprio allo strumento del riconoscimento reciproco delle decisioni penali e alle modalità di risoluzione dei conflitti di giurisdizione, nonché a quello del ravvicinamento delle legislazioni processuali nazionali, specie mediante la predisposizione di norme minime inerenti i diritti della persona (indagati/imputati e vittime di reato). Ci si concentrerà, quindi, sulle forme di cooperazione di cui all'art. 83 TFUE, ovvero sul ravvicinamento delle legislazioni penali sotto il profilo sostanziale, anche con riguardo alle possibilità offerte, a seguito delle modifiche apportate a Lisbona, dal § 2 di tale disposizione, che legittima l'adozione - da parte delle istituzioni - di norme minime in tema di elementi costitutivi di reati e sanzioni, per rendere effettiva una qualsiasi politica dell'Unione che sia stata oggetto di armonizzazione. Infine, si esamineranno luci e ombre del processo istitutivo della Procura europea, in attuazione della previsione di cui all'art. 86 TFUE.
Lo scopo del corso è quello di rilevare la stretta correlazione che esiste tra il rafforzamento di tali forme di cooperazione e la libera circolazione delle persone nel menzionato spazio di libertà, sicurezza e giustizia, correlazione che ha contribuito e contribuisce allo sviluppo del processo di integrazione europea.
Informazioni sul programma
Per informazioni sul corso, consultare il sito http://www.eurojus.it/
Materiale didattico e bibliografia
E. Kostoris (a cura di), Manuale di procedura penale europea, Milano, 2014;
C. Amalfitano, Commenti agli artt. 82-83 TFUE, in A. Tizzano (a cura di), Fonti del diritto - Trattati dell'Unione europea, Milano, 2014

Altri materiali di studio verranno indicati durante le lezioni.
Periodo
Secondo semestre
Periodo
Secondo semestre
Modalità di valutazione
Esame
Giudizio di valutazione
voto verbalizzato in trentesimi
Docente/i
Ricevimento:
martedì 10.30-12.30 (e su appuntamento) - riprende regolarmente dal 27 settembre
Sezione di diritto internazionale e dell'Unione europea del Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale