Metodologie dell'educazione professionale 2

A.A. 2014/2015
Insegnamento per
8
Crediti massimi
125
Ore totali
SSD
MED/48
Lingua
Italiano

Struttura insegnamento e programma

Sezione: Bosisio Parini
Edizione attiva
Responsabile
Moduli o unità didattiche
Altre attività
MED/48 - SCIENZE INFERMIERISTICHE E TECNICHE NEURO-PSICHIATRICHE E RIABILITATIVE - CFU: 1
Pratica - Esercitativa: 20 ore

Scienze infermieristiche e tecniche neuropsichiatriche e riabilitative
MED/48 - SCIENZE INFERMIERISTICHE E TECNICHE NEURO-PSICHIATRICHE E RIABILITATIVE - CFU: 7
Esercitazioni: 90 ore
Laboratori: 15 ore

Prerequisiti e modalità di esame
Esame scritto finale, con valutazione delle prove scritte e/o orali in itinere realizzate per ciascun modulo del corso integrato
Scienze infermieristiche e tecniche neuropsichiatriche e riabilitative
Programma
TECNICHE E STRUMENTI DEL LAVORO EDUCATIVO: TECNICHE DI ANIMAZIONE DI GRUPPO.

- OBIETTIVI DEL CORSO
Fornire agli allievi la conoscenza di metodi e tecniche educative atti a favorire lo sviluppo di aspetti relazionali ed espressivi relativamente alle attività ludiche:
- approfondire le proprie potenzialità espressive e relazionali;
- potenziare la consapevolezza delle capacità creative individuali e del gruppo;
- sperimentare la gestione di gruppi attraverso proposte ludiche.

- CONTENUTI DEL CORSO
E' prevista una introduzione teorica sul gioco e la sua valenza educativa, informazioni relativamente alle diverse tipologie di giochi, alla modalità per creare un gioco, una festa o un evento.
Verranno poi proposti agli allievi giochi di conoscenza e presentazione; giochi di coscienza e percezione corporea; giochi per il potenziamento delle percezioni sensoriali; giochi di socializzazione e cooperazione; giochi per la comunicazione non verbale e per stimolare il senso di fiducia e di appartenenza al gruppo, giochi non competitivi e di divertimento.

- METODI DIDATTICI E MODALITA' DI VALUTAZIONE
Il corso si articolerà in tre parti: la prima (2 ore) prevede un incontro teorico sulla valenza educativa e pedagogica del giocare.
La seconda (13 ore) contempla sedute pratiche, gestite dalla docente, nelle quali gli studenti sperimenteranno in prima persona i giochi e le attività. Per ogni proposta si inviteranno gli allievi a riflettere sulle applicazioni e ad individuarne la possibile utenza. Al termine di ogni incontro o dopo attività particolarmente coinvolgenti verrà stimolato un confronto con apporti esperienziali ed osservazioni. Per ogni proposta di gioco si inviteranno gli allievi a compilare un modello di "scheda gioco" al fine di creare un "archivio personalizzato".
La terza parte (15 ore) sarà costituita da sedute, progettate e gestite dagli allievi, secondo parametri individuati dal docente relativi ad ambiente, utenza, materiale dipsponibile e finalità dell'evento, come esercitazione pratica e applicazione dei contenuti presentati nel percorso precedente.

La valutazione verterà sul grado di partecipazione, coinvolgimento ed attivazione durante le sedute proposte dal docente.
Sarà valutato anche il progetto presentato dai singoli allievi relativamente alle caratteristiche della preparazione e scelta dei giochi, alla qualità della conduzione, con riferimento all'attenzione e alla cura dei particolari e al gradimento suscitato nel gruppo dei pari; alla accuratezza della stesura delle schede dei giochi proposti.


- BIBLIOGRAFIA consigliata
CASOLO Francesco e MELICA Stefania, IL CORPO CHE PARLA, COMUNICAZIONE ED ESPRESSIVITA' NEL MOVIMENTO UMANO, Ed. Vita e Pensiero, Milano 2005
LOOS Sigrid, 99 GIOCHI COOPERATIVI, Gruppo Abele, Torino 1989
LOOS Sigrid, VIAGGIO A FANTASIA, Gruppo Abele, Torino 1991
LOOS Sigrid, DELL'AQUILA Laura, NATURALMENTE GIOCANDO, Gruppo Abele, Torino 1992
MANES Sabina (a cura di), 83 GIOCHI PSICOLOGICI PER LA CONDUZIONE DI GRUPPI, Franco Angeli Milano 1987
MAZZARA Gianpaolo, L'ISOLA FELICE, Omega, Torino 1990
MINA Attilio e LIRONI Martino, IL GRANDE LIBRO DEI GIOCHI PER BAMBINI DAI 2 AGLI 8 ANNI, Giovanni De Vecchi Editore, Milano 1993
PAROLINI Marsilio, IL LIBRO DEI GIOCHI, Piemme, Casale Monferrato (AL) VI ristampa 1993
PAROLINI Marsilio, COME SI ORGANIZZA UNA FESTA, Piemme, Casale Monferrato (AL) IV Edizione 1997
PLESCIA Barbara e ROMANELLI Antonella, LE NUOVE COMPAGNIE DEL MAGO DI OZ, Ed. Scientifiche Ma.Gi., Roma 2003


TECNICHE E STRUMENTI DEL LAVORO EDUCATIVO: TECNICHE ESPRESSIVE
- OBIETTIVI DEL CORSO
Conoscere i fondamenti teorici delle tecniche espressive drammatiche.
Sperimentare l'applicazione di alcune tecniche espressive drammatiche.
Programmare un'attività teatrale per un contesto educativo.

- CONTENUTI DEL CORSO
Il ciclo drammatico: fondazione, creazione, condivisione.
Persona e corpo.
Attore e personaggio: il travestimento e la finzione.
La narrazione.
Il ruolo in teatro: aspetto centrale del dramma.
Il gioco drammatico: l'improvvisazione teatrale.

- METODI DIDATTICI E MODALITA' DI VALUTAZIONE
Ogni lezione vedrà l'alternanza di contenuti teorici e di esercitazioni pratiche. Sarà fondamentale l'applicazione pratica di alcune tecniche teatrali utilizzabili in ambito educativo.
La valutazione terrà conto della presenza e della partecipazione attiva alle ore di lezione e di una produzione scritta finale.

- BIBLIOGRAFIA
Robert Landy, Drammaterapia, EUR, Roma, 1999
Salvo Pitruzzella, Persona e soglia, Armando, 2003
Augusto Boal, Il poliziotto e la maschera, La Meridiana, 2009


TECNICHE E STRUMENTI DEL LAVORO EDUCATIVO: IL COLLOQUIO NEL LAVORO EDUCATIVO

- OBIETTIVI DEL CORSO
Apprendere gli elementi della comunicazione e la tecnica del colloquio educativo

- CONTENUTI DEL CORSO
La comunicazione verbale, la comunicazione non verbale
Il colloquio educativo

- METODI DIDATTICI E MODALITA' DI VALUTAZIONE
Lezioni frontali ed esercitazioni

- BIBLIOGRAFIA
Serenella Maida, Angelo Nuzzo, Alessandra Reati: "Il colloquio nella pratica educativa" Carrocci Faber


TECNICHE E STRUMENTI DEL LAVORO EDUCATIVO: SVILUPPO DI ABILITÀ SOCIALI: LA GESTIONE DEI CONFLITTI

- OBIETTIVI DEL CORSO
Conoscere le principali teorie psicologiche in grado di spiegare l'insorgere di conflitti interpersonali, le loro dinamiche e i processi di mantenimento. Conoscere e padroneggiare tecniche di gestione dei conflitti nei contesti educativi.

- CONTENUTI DEL CORSO
Definizione del conflitto e delle sue cause
Conoscenza delle diverse strategie di gestione dei conflitti e degli stili personali di utilizzo di tali strategie
Tecniche di gestione dei conflitti con l'utenza e l'equipe di lavoro: ascolto attivo, assertività, problem solving interpersonale
Tecniche di gestione dei conflitti tra terzi: strategie di mediazione

- METODI DIDATTICI E MODALITA' DI VALUTAZIONE
Lezioni teoriche accompagnate da role playing ed esercitazioni pratiche.
Predisposizione di una prova finale di valutazione

- BIBLIOGRAFIA
G. Andrews , C. Hunt, M. Jarry, P. Morosini, R. Roncone, G. Tibaldi (2004) Disturbi mentali - Competenze di base, strumenti e tecniche per tutti gli operatori. Centro Scientifico Editore
F. Baldini. (2004) Homework: un'antologia di prescrizioni terapeutiche. McGraw-Hill Education
R. Borgato (2004) Un'arancia per due. Giochi d'aula ed esercitazioni per formare alla negoziazione. Edizioni Franco Angeli
R. Rumiati & D. Pietroni (2001) La negoziazione. Psicologia della trattativa: come trasformare un conflitto in opportunità di sviluppo personale, organizzativo e sociale. Raffaello Cortina Editore

AREE DI INTERVENTO: LAVORO SOCIALE ED EDUCATIVO NEL TERRITORIO
PREMESSA
L'attuale (e incompiuta) riorganizzazione dei servizi e dell'intero sistema di welfare (cfr Legge 328/2000, oppure L.R. 3/2008 e successive), porta con sé pesanti ripercussioni sulla professionalità degli operatori sociali. Si è diffusa l'idea di un nuovo approccio, una sorta di welfare societario, comunitario, locale (Donati, 2005), che reca con sé numerose conseguenze di ordine economico, filosofico e professionale. Il welfare societario e di comunità (Donati, 2005; Folgheraiter, 2006) si basa sull'assunto che il benessere nasce originariamente dalla creatività e dalle soggettività presenti nella comunità locale, che, se opportunamente valorizzate, diventano una vera e propria risorsa. Il sistema diviene societario e di comunità solo dentro una logica di lavoro di rete: reti fra servizi, fra servizio "formale" e "informale", fra questi e le persone che a vario titolo si sentono di essere chiamati in causa dall'azione. Ma anche le reti devono essere "curate", accudite, rigenerate da qualcuno che lavori, oltre che in rete, per la rete. Emerge quindi con forza il bisogno di nuove competenze, di ordine relazionale prima ancora che organizzative, che dovrebbero essere proprie degli operatori sociali, e in particolare degli educatori.

OBIETTIVI DEL CORSO:
Riconoscere gli elementi essenziali dei sistemi di welfare:
L'evoluzione verso un welfare di comunità
l'ipotesi di benessere della persona e il capitale sociale;
il ruolo del terzo settore e degli altri attori della rete dei servizi.
Sviluppare competenze di base in merito al lavoro in rete e per la rete (dei servizi alla persona).
Imparare a coniugare il lavoro di rete con la progettazione e la prassi educativa quotidiana.

CONTENUTI DEL CORSO:
Dal welfare state al welfare societario e di comunità
Dalla cura alla care: rigenerare il capitale sociale
Terzo settore: risorsa per la società
Reti di prossimità e cura delle reti
Lavoro in rete e per la rete
Lo studio di caso: progetto Diapason, accordi di comunità
I ferri del mestiere: il progetto educativo e il lavoro per la rete

METODOLOGIA DEL CORSO
Attraverso esempi concreti ed esperienze effettivamente realizzate - riferite sia alla sfera macro, ovvero a progetti realizzati nel territorio, sia alla sfera micro, ovvero a progetti educativi personalizzati dedicati a minorenni istituzionalizzati - si metteranno in luce gli aspetti fondamentali del lavoro in rete e per la rete.
Ci saranno pertanto utili, insieme alle lezioni frontali, metodologie di coinvolgimento più attivo, quali esercitazioni in piccolo gruppo, brainstorming, incontri-intervista, presentazione di progetti, ricerche ed interventi che si muovono secondo le prospettive contemporanee.
VALUTAZIONE: la valutazione delle competenze acquisite a fine corso consiste in una prova scritta.
BIBLIOGRAFIA:
TEST0 RICHIESTO:
Fabio Folgheraiter, La cura delle reti, ed. Erickson, Trento, 2006

TESTI DI RIFERIMENTO (FACOLTATIVI):
Donati P. (a cura di), Famiglia e capitale sociale nella società italiana, edizioni San Paolo, Milano, 2003;
Donati P. (a cura di), Il capitale sociale. L'approccio relazionale. In sociologia e politiche sociali, volume 10, Angeli, Milano, 2007;
Donati P. (a cura di), La qualità sociale del welfare familiare: le buone pratiche nei servizi alle famiglie, in Famiglie e bisogni sociali: la frontiera delle buone prassi, ed. F.Angeli, Milano, 2007;
Folgheraiter F., La logica sociale dell'aiuto, ed. Erickson, Trento, 2007;
Folgheraiter F., Teoria e metodologia del servizio sociale: la prospettiva di rete, ed. F. Angeli, Milano, 1998
Altre attività
Programma
1. Introduzione al concetto di menomazione, disabilità ed handicap secondo la definizione e la classificazione ICIDH e ICF
2. Figure Professionali in riabilitazione e contesti terapeutici
3. Progetto di struttura, Progetto Riabilitativo, Programma Riabilitativo e linee guida della Regione Lombardia
4. Misure di esito in riabilitazione (scale di valutazione)
5. Barriere architettoniche e rischio di caduta nel soggetto anziano e/o disabile
6. L'esercizio terapeutico in riabilitazione
Il setting riabilitativo: la palestra, l'ambulatorio, il domicilio
Definizione di ausilio, ortesi e protesi
La scelta dell'ausilio: criteri e metodi
Ausili per l'igiene - alimentazione e abbigliamento
Ausili per la deambulazione
La carrozzina
Passaggi posturali e posizionamenti funzionali

Bibliografia: fornita dal Docente
Sezione: Don Gnocchi
Edizione attiva
Responsabile
Moduli o unità didattiche
Altre attività
MED/48 - SCIENZE INFERMIERISTICHE E TECNICHE NEURO-PSICHIATRICHE E RIABILITATIVE - CFU: 1
Pratica - Esercitativa: 20 ore

Scienze infermieristiche e tecniche neuropsichiatriche e riabilitative
MED/48 - SCIENZE INFERMIERISTICHE E TECNICHE NEURO-PSICHIATRICHE E RIABILITATIVE - CFU: 7
Esercitazioni: 90 ore
Laboratori: 15 ore
Turni:
Gruppo 1
Docente: Bisin Graziella
Gruppo 2
Docente: Bisin Graziella

Prerequisiti e modalità di esame
Esame orale finale, con valutazione delle prove scritte e/o orali in itinere realizzate per ciascun modulo del corso integrato
Scienze infermieristiche e tecniche neuropsichiatriche e riabilitative
Programma
TECNICHE E STRUMENTI DEL LAVORO EDUCATIVO
Modulo 1 - Le abilità sociali
Obiettivi
La proposta formativa è rivolta a sviluppare le competenze professionali nel lavoro educativo.
Le finalità sono quelle di apprendere come strutturare un training di abilità sociali attraverso una proposta metodologica che prevede una articolazione in più fasi. Le abilità sociali, cioè i comportamenti che la persona manifesta nel contesto interpersonale, costituiscono la base e la pre-condizione per lo sviluppo di un'adeguata competenza.
Le abilità sociali possono essere insegnate ma soprattutto possono essere dimostrate ed esercitate correttamente nei contesti e nei momenti in cui queste sono appropriate.
Obiettivo è dare possibilità agli studenti di sperimentare in prima persona come sviluppare un training di abilità sociale riflettendo particolarmente sulle istanze personali che contribuiscono a sostenere e gestire una comunicazione/relazione adeguata
Contenuti
· Descrivere in modo oggettivo, specifico e osservabile i comportamenti che esprimono le abilità sociali
· Apprendere le tecniche educative
· Descrivere gli aspetti verbali e non verbali della competenza
· Usare il modellamento
· Usare role playing e simulazione del ruolo
· Presentare situazioni problema che richiedono l'uso e l'applicazione della competenza
Struttura e metodologia
Durante il corso si chiederà agli allievi una particolare disponibilità al mettersi in gioco utilizzando in modo ampio la tecnica del"Role- playing".
Valutazione
La valutazione finale si articolerà in una prova scritta con domande aperte. Inoltre a conclusione del corso, gli studenti , a piccoli gruppi, dovranno agire una o più abilità sociali.
Partecipazione attiva, grado di coinvolgimento, impegno ed interesse dimostrato in aula contribuiranno alla votazione finale.
Bibliografia: McGinnis - Goldstein - Sprafkin - Gershaw "Manuale di insegnamento delle abilità sociali" - Centro Studi Erickson 1986

Modulo 2 - La relazione educativa
Il corso si propone di valorizzare l'intervento educativo quale fondamentale processo di attivazione del cambiamento, attraverso l'analisi del ruolo, delle competenze e della ricerca di senso dell'agire dell'educatore professionale: in particolare sarà approfondita la dimensione della cura in educazione ed evidenziato il carattere sistemico della dimensione relazionale.
La relazione educativa verrà valorizzata quale ambito privilegiato dell'educazione e quale atto educativo intenzionale che può concorrere allo sviluppo e alla crescita dell'utente, alla costruzione di un ruolo individuale e sociale per il raggiungimento dell'autonomia e dell'autodeterminazione.
Le tematiche verranno affrontate privilegiando una metodologia didattica attiva, che arricchisce i contributi teorici mediante l'impiego del gioco di ruolo e l'analisi di situazioni tipo, al fine di favorire l'integrazione tra un lavoro di ricerca ed elaborazione personale e il lavoro del gruppo-classe.
Obiettivi
- Definire le principali dimensioni che connotano l'intervento educativo, in un'ottica di sviluppo del concetto di cura educativa.
- Favorire lo sviluppo di conoscenze e fornire gli strumenti per leggere la relazione educativa attraverso uno sguardo pedagogico.
- Far acquisire competenze nella realizzazione di attività educativa, approfondendo il ruolo della relazione educativa per il raggiungimento degli obiettivi formativi.
- Fornire stimoli promozionali per la formazione professionale ed occasioni di riflessione ed approfondimento relativi alle esperienze svolte in aula.
Valutazione
Lo studente, al termine del corso, dovrà predisporre e discutere una relazione sui contenuti trattati e sostenere un esame orale. Ulteriori parametri di valutazione saranno la frequenza, l'interesse dimostrato in aula attraverso la partecipazione attiva, l'impegno nel lavoro di gruppo e individuale.
Testi adottati
Tramma Sergio, L'educatore imperfetto. Senso e complessità del lavoro educativo, Carocci, Roma, 2010
Brandani Walter, Paolo Zuffinetti, Le competenze dell'educatore professionale, Carocci, Roma, 2004
Demetrio Duccio, Lavoro sociale e competenze educative, NIS, Roma, 1988
Cristina Palmieri, Giorgio Prada, Non di sola relazione. Per una cura del processo educativo, Mimedis Edizioni, Milano, 2008

Modulo 3 - Il colloquio educativo
In molti servizi di area socio-sanitaria e assistenziale il colloquio è uno strumento conoscitivo utilizzato nella fase di accoglienza dell'utente, di contrattazione progettuale, di monitoraggio, di valutazione del percorso educativo .
Anche se il colloquio nella storia dei servizi alla persona evoca un compito svolto più da professionisti quali lo psicologo, il terapeuta e l'assistente sociale, negli ultimi anni si è verificato un utilizzo sempre più costante e mirato di questo strumento da parte degli educatori.
L'educatore professionale si trova a dover gestire la relazione con i propri utenti attraverso questa pratica e la relazione duale che si instaura attraverso il colloquio, definita e ridefinita nel tempo a seconda dell'obiettivo pare essere funzionale al progetto globale sulla persona così come il lavoro di gruppo, le attività di laboratorio, le relazioni più allargate che gli utenti instaurano nel servizio con altre figure professionali e con altri utenti.
In sintesi un utile strumento di osservazione e interpretazione anche nella pratica educativa.
Obiettivi
Obiettivo del Corso è riflettere sul colloquio come strumento presente nella pratica lavorativa dell'educatore professionale delineandone le peculiarità collegate alla professione. Imparare ad usare questo strumento significa apprendere delle tecniche che aiutino l'operatore ad utilizzarlo al meglio, come un ulteriore strumento di facilitazione della relazione.
Obiettivo inoltre è anche quello di comparare e di approfondire nei diversi contesti le diverse applicazioni.
Le unità proposte hanno lo scopo di offrire riferimenti teorici e metodologici in merito allo strumento colloquio e favorire la riflessione e lo scambio di esperienze su questa modalità di lavoro.
Contenuti
Dall'azienda al sociale: analisi di tipologie di colloquio
L'attenzione al setting: tempi, luoghi e modalità.
I contenuti del colloquio
La gestione dei colloqui
La valutazione del colloquio
Metodologia
Nello svolgimento delle singole unità formative si alterneranno lezioni magistrali, lavori di gruppo ed esercitazioni, case-work portati dal gruppo classe. La valutazione finale consisterà in una sessione dove gli studenti si autovaluteranno nella gestione pratica di un colloquio attraverso schede fornite dalla Docente. La Docente completerà la valutazione rilevando partecipazione, interesse e frequenza costante alle lezioni. Gli allievi sono tenuti alla lettura di almeno 2 testi in bibliografia.
Bibliografia
Quadrio A., Ugazio V. ( a cura di ), Il colloquio in psicologia clinica e sociale: prospettive teoriche e applicative, Franco angeli, 1980
Semi A., Tecnica del colloquio, Ed. Cortina, 1985
Lis, Venuti, De Zordo, Il colloquio come strumento psicologico, Ed. Giunti, 1991
AA.VV. Il setting, Ed. Borla, 1985
Bonini, Zani, Dire e non dire, Ed. Giuffrè, 1991
Casement P., Apprendere dal paziente, Ed. Cortina, 1989
Melucci, Fabbrini, I luoghi dell'ascolto, Ed. Guerini, 1991
Watzalawick P., Beavin J. H., Jackson D.D., Pragmatica della comunicazione umana, Ed. Astrolabio, 1971
Winnicott D.W., Colloqui terapeutici con i bambini, Ed. Armando, 1974
Giannelli Resy, La ragione delle emozioni, Ed. Borla, 1991
Senise, L'adolescente come paziente, Ed. Cortina, 1988
Palmieri C., La cura educativa, Franco Angeli, 2000
Borgna E., Noi siamo un colloquio, Feltrinelli, 1999
Ferruta A., Un lavoro terapeutico, Franco Angeli, 2000
Massenz M., Simonetta E., Dal corpo fantasmatico all'identità corporea, Franco Angeli, 1999
Zucchi E., Il colloquio e l'intervista, Franco Angeli, 2004
Marcoli A., Passaggi di vita, Mondadori, 2003

Modulo - Tecniche espressive
Avvicinare ai diversi linguaggi visivi e comunicativi attraverso le tecniche di lavoro manuale.
Acquisire consapevolezza rispetto ai vari materiali anche dal punto di vista sensoriale attraverso un preciso metodo di lavoro.
Sperimentare attraverso le conoscenze acquisite il cambiamento e la trasformazione del materiale base realizzando manufatti personali.
Fornire spunti creativi (da pensare e rielaborare) che favoriscano la ricerca e l'approfondimento per potenziare i percorsi originali insiti in ognuno.
Far conoscere gli elementi del linguaggio visivo per strutturare le potenzialità espressive che ognuno possiede.
Osservare attraverso la sperimentazione i linguaggi comunicativi non immediatamente evidenti che possono essere espressi tramite le attività espressive
Mettere in evidenza e far prendere coscienza di come queste attività possono essere uno strumento utile per costruire la relazione educativa
ATTIVITA'
Colorazione tattile di carte.
Significato e tecnica dell'origami.
Polyshrink.
Tecniche di stamping.
Lavorazione feltro tecniche basi.
Significato e tecnica dei nodi decorativi.
Significato e tecnica dello scrapbooking.
Raccontare con le foto: ricordo, storia, memoria.
Le tecniche proposte non è detto che seguano l'ordine con le quali sono state esposte.
IL METODO DI LAVORO
Ogni lezione sarà introdotta da un breve momento di teoria relativa alla tecnica presa in esame e alle finalità educative.
Verranno eseguiti praticamente i lavori per ogni tecnica manuale.
Le regole che verranno date per la realizzazione dei manufatti saranno di carattere tecnico, finalizzate a mettere gli allievi in grado di iniziare e portare a termine il lavoro.
Ognuno avrà la possibilità di esprimere quanto appreso secondo le proprie caratteristiche creative, rispettando le regole base del lavoro proposto.
Il ruolo del docente sarà quello di introdurre la parte teorica e seguire le varie fasi operative per evitare errori di procedura aiutando e correggendo solo per ciò che riguarda il come fare, cercando di aiutare a realizzare un proprio pensiero, un proprio progetto.
LA VALUTAZIONE
Per la valutazione è fondamentale la presenza, in quanto non si tratta di imparare un "lavoretto", ma di percorrere un tratto di strada mettendosi in gioco.
La valutazione finale prevede una relazione dettagliata per ogni tecnica di lavoro proposta, le finalità educative ad essa correlate e un commento personale circa l'utilità dei laboratori espressivi nell'area educativa. E' possibile, utile e auspicabile l'uso della tecnologia per rendere visibile attraverso le immagini le varie fasi che ogni lavoro richiede.

AREE DI INTERVENTO
Modulo 1 Lavoro nel territorio
L'educatore professionale è un operatore che lavora a stretto contatto con altri soggetti che si occupano delle stesse persone di cui l'educatore si occupa, abita lo stesso territorio di molte altre realtà associative, organizzazioni formali e informali dove è inserito il proprio servizio, comunica per ragioni di progetto e di collegamento al progetto con altre persone, operatori, volontari, cittadini che costituiscono il sistema sociale e relazionale entro cui professionalmente si muove.
Obiettivi
Obiettivo del Corso è riflettere sull'importanza di considerare il proprio lavoro educativo inserito in un sistema sociale che è opportuno conoscere e valorizzare.
Obiettivo inoltre è anche quello di esplorare quali sono i modelli teorici e gli strumenti applicativi attualmente ritenuti interessanti per un buon lavoro di rete.
Contenuti
- Significati della rete
Sussidiarietà orizzontale e verticale e relativi strumenti di lavoro
Sviluppo di comunità e sviluppo del welfare
Il modello dialogico-relazionale nella conduzione dei gruppi territoriali
Valutazione del lavoro di rete: indicazioni e indicatori
Metodologia
Nello svolgimento delle singole unità formative si alterneranno lezioni magistrali, lavori di gruppo ed esercitazioni, case-work portati dal gruppo classe. La valutazione finale consisterà in una sessione dove gli studenti si autovaluteranno nella gestione pratica di una situazione di rete attraverso scheda fornita dalla Docente. La Docente completerà la valutazione rilevando la correttezza del paper, la partecipazione, l' interesse e la frequenza costante alle lezioni.
Bibliografia:
Twelvetrees Alan, Il lavoro sociale di comunità, Erikson, 2008
Supplemento di Animazione Sociale 259/2012 Costruire partecipazione nel tempo della vulnerabilità
Altre attività
Programma
1. Introduzione al concetto di menomazione, disabilità ed handicap secondo la definizione e la classificazione ICIDH e ICF
2. Figure Professionali in riabilitazione e contesti terapeutici
3. Progetto di struttura, Progetto Riabilitativo, Programma Riabilitativo e linee guida della Regione Lombardia
4. Misure di esito in riabilitazione (scale di valutazione)
5. Barriere architettoniche e rischio di caduta nel soggetto anziano e/o disabile
6. L'esercizio terapeutico in riabilitazione
Il setting riabilitativo: la palestra, l'ambulatorio, il domicilio
Definizione di ausilio, ortesi e protesi
La scelta dell'ausilio: criteri e metodi
Ausili per l'igiene - alimentazione e abbigliamento
Ausili per la deambulazione
La carrozzina
Passaggi posturali e posizionamenti funzionali

Bibliografia: fornita dal Docente
Periodo
annuale
Modalità di valutazione
Esame
Giudizio di valutazione
voto verbalizzato in trentesimi