Giustizia costituzionale sovranazionale

A.A. 2015/2016
Insegnamento per
6
Crediti massimi
45
Ore totali
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
L'insegnamento si propone l'approfondimento del ruolo della Corte europea dei diritti dell'uomo quale giudice preposto alla tutela dei diritti garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, aperta alla firma a Roma il 4 novembre 1950 (ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 4 agosto 1955, n. 848). La Corte di Strasburgo e la Convenzione operano nell'ambito del sistema del Consiglio d'Europa, istituito a Londra con lo Statuto del 5 maggio 1949 all'indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, al fine di impegnare gli allora dieci Stati firmatari (ora quarantasette) al rispetto del patrimonio comune di valori fondato sui principi di libertà individuale, di libertà politica e sulla preminenza del diritto. Benché la Convenzione europea dei diritti preveda due vie di accesso alla Corte EDU, uno per gli Stati (art. 33 CEDU) e uno per i singoli (art. 34 CEDU), sarà oggetto di studio soltanto quest'ultima, in base al testo modificato dal Protocollo n. 11 entrato in vigore il 1° novembre 1998, il quale ha conferito al singolo un vero e proprio diritto di azione a tutela dei diritti garantiti dalla Convenzione.
L'assunzione della Corte europea tra le Corti costituzionali è stata oggetto di discussione sia in ragione della diversa natura delle fonti che esse sono chiamate ad applicare (CEDU e Costituzioni nazionali) sia del tipo di giudizio (da un lato, il ricorso individuale, dall'altro il controllo sulle leggi, la decisione dei conflitti di attribuzione tra poteri e tra enti, il ricorso diretto a tutela dei diritti). Nell'ambito del corso ci si soffermerà sulle ragioni che giustificano l'accostamento tra i due strumenti di tutela e tra i due tipi di Corti.
Sul piano del diritto interno, inoltre, l'attrazione della Convenzione europea dei diritti e del suo giudice tra gli strumenti costituzionali di tutela, trova piena giustificazione a seguito delle sentenze n. 348 e n. 349 del 2007 rese dalla Corte costituzionale, con le quali si è affermato che, in virtù dell'art. 117, primo comma, della Costituzione (nel testo modificato dalla legge cost. n. 3 del 2001), le disposizioni della Convenzione europea, come interpretate dalla Corte EDU, possono essere assunte come "parametri interposti" nei giudizi di costituzionalità sulle leggi.
L'entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel 2009 ha posto un altro significativo tassello nella definizione dei rapporti tra le Carte (CEDU, Carta dei diritti fondamentali UE e Costituzione) e le Corti (Corte EDU, Corte di giustizia UE e Corti nazionali) in vista di un sistema non più multilivello bensì "integrato" di tutela dei diritti fondamentali.

Struttura insegnamento e programma

Edizione attiva
Responsabile
Lezioni: 45 ore
Programma
L'insegnamento si propone l'approfondimento del ruolo della Corte europea dei diritti dell'uomo quale giudice preposto alla tutela dei diritti garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, aperta alla firma a Roma il 4 novembre 1950 (ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 4 agosto 1955, n. 848), e dei suoi rapporti con le altre Corti (nazionali ed europea) nell'ottica della giustizia costituzionale sovranazionale.
La Corte di Strasburgo e la Convenzione operano nell'ambito del sistema del Consiglio d'Europa, istituito a Londra con lo Statuto del 5 maggio 1949 all'indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, al fine di impegnare gli allora dieci Stati firmatari (ora quarantasette) al rispetto del patrimonio comune di valori fondato sui principi di libertà individuale, di libertà politica e sulla preminenza del diritto. Benché la Convenzione europea dei diritti preveda due vie di accesso alla Corte EDU, uno per gli Stati (art. 33 CEDU) e uno per i singoli (art. 34 CEDU), sarà oggetto di studio soltanto quest'ultima, in base al testo modificato dal Protocollo n. 11 entrato in vigore il 1° novembre 1998, il quale ha conferito al singolo un vero e proprio diritto di azione a tutela dei diritti garantiti dalla Convenzione e dal Protocollo n. 14 entrato in vigore il 1° giugno 2010 che ha apportato significative modifiche procedurali. Sarà dedicata attenzione altresì al processo di riforma in atto avviato con le Conferenze di Interlaken, Smirne e Brighton, che ha condotto all'approvazione dei Protocolli n. 15 e n. 16 aperti alla firma.
Sul piano del diritto interno, l'attrazione della Convenzione europea dei diritti e del suo giudice tra gli strumenti costituzionali di tutela trova piena giustificazione a seguito delle sentenze n. 348 e n. 349 del 2007 rese dalla Corte costituzionale, con le quali si è affermato che, in virtù dell'art. 117, primo comma, della Costituzione (nel testo modificato dalla legge cost. n. 3 del 2001), le disposizioni della Convenzione europea, come interpretate dalla Corte EDU, possono essere assunte come "parametri interposti" nei giudizi di costituzionalità sulle leggi.
L'entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel 2009 ha posto un altro significativo tassello nella definizione dei rapporti tra le Carte (CEDU, Carta dei diritti fondamentali UE e Costituzione) e le Corti (Corte EDU, Corte di giustizia UE e Corti nazionali) in vista di un sistema non più multilivello bensì "integrato" di tutela dei diritti fondamentali.


Programma del corso

I parte - Il giudizio davanti alla Corte europea dei diritti
1. Introduzione sul sistema del Consiglio d'Europa. - 2. Composizione e competenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. - 3. La titolarità dei diritti garantiti dalla Convenzione. - 4. La nozione di "vittima", i soggetti legittimati a ricorrere, l'oggetto e le funzioni del giudizio. - 5. Le condizioni di ricevibilità del ricorso: il previo esaurimento dei rimedi interni e la sussidiarietà della tutela internazionale. - 6. I provvedimenti cautelari. - 7. Le tecniche argomentative della Corte. - 8. I contenuti e gli effetti delle pronunce dichiarative di violazione: la procedura di sentenza pilota. - 9. La Corte europea come giurisdizione costituzionale sovranazionale.

II parte - L'attuazione interna delle pronunce della Corte europea
1. La conformazione dell'ordinamento italiano agli obblighi discendenti dalla Convenzione europea e dalla giurisprudenza della Corte EDU. 2. L'art. 117, primo comma Cost. e la giurisprudenza costituzionale in materia dopo le sentenze n. 348 e n. 349 del 2007. 3. - L'esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo. Analisi degli strumenti e dei casi.
Propedeuticità
Lo studio della giustizia costituzionale sovranazionale presuppone la piena conoscenza del diritto costituzionale e del diritto internazionale.
Prerequisiti e modalità di esame
E' indispensabile una conoscenza della lingua inglese o francese che consenta la lettura e la comprensione delle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Gli studenti frequentanti potranno sostenere l'esame secondo una delle seguenti modalità:

- In forma orale sugli appunti ed i materiali distribuiti a lezione, discutendo le principali problematiche affrontate con riguardo alla portata della CEDU, della giurisprudenza della Corte di Strasburgo, ed in ordine ai rapporti tra i diversi sistemi di tutela dei diritti fondamentali (Obiettivi formativi secondo i cd. Descrittori di Dublino: Capacità di apprendere, Abilità comunicative, Autonomia di giudizio).

- In forma scritta e orale consistente nella stesura e nella discussione in aula di una tesina di approfondimento su un argomento di Giustizia costituzionale sovranazionale concordato con la docente (Obiettivi formativi secondo i cd. Descrittori di Dublino: Conoscenza e capacità di comprensione; Conoscenza e capacità di comprensione applicate; Autonomia di giudizio; Abilità comunicative; Capacità di apprendere).

- In forma scritta e orale (in team) consistente nella stesura di un ricorso individuale ai sensi dell'art. 34 CEDU o della memoria del Governo nell'ambito della simulazione di un giudizio dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Obiettivi formativi secondo i cd. Descrittori di Dublino: Conoscenza e capacità di comprensione; Conoscenza e capacità di comprensione applicate; Autonomia di giudizio; Abilità comunicative; Capacità di apprendere. Obiettivi formativi ulteriori: capacità di lavoro in team e per il team leader: capacità di coordinamento).
Materiale didattico e bibliografia
Le lezioni avranno carattere seminariale. Saranno distribuiti materiali didattici, costituiti prevalentemente dai testi normativi di riferimento e dalle pronunce della Corte EDU selezionate dalla docente, da leggersi di volta in volta in preparazione dell'argomento della lezione (Obiettivo formativo secondo i cd. Descrittori di Dublino: Conoscenza e capacità di comprensione), in vista della esposizione (Obiettivi formativi secondo i cd. Descrittori di Dublino: Conoscenza e capacità di comprensione applicate, Abilità comunicative) e della discussione in aula (Obiettivi formativi secondo i cd. Descrittori di Dublino: Abilità comunicative e Autonomia di giudizio).

Testi consigliati
B. Randazzo, Giustizia costituzionale sovranazionale: la Corte europea dei diritti dell'uomo, Milano, Giuffrè, ultima edizione;
oppure, Jacobs - White - Ovey, The European Convention on Human Rights, Oxford University Press, ultima edizione, pp. 1-128 (integrato con l'analisi di casi selezionati con la docente).
Periodo
Secondo semestre
Periodo
Secondo semestre
Modalità di valutazione
Esame
Giudizio di valutazione
voto verbalizzato in trentesimi
Docente/i
Ricevimento:
Il mercoledì previo appuntamento.
Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale - sezione di Diritto costituzionale