Storia della giustizia e del processo penale

A.A. 2016/2017
Insegnamento per
6
Crediti massimi
42
Ore totali
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
Contenuto e finalità della disciplina
Analizzare attraverso la storia della giustizia e del processo penale tra XIX e XX secolo, il rapporto tra potere esecutivo e potere giudiziario tra età liberale, dittatura e primi decenni della Repubblica democratica e il lento processo di attuazione del principio della divisione dei poteri e dell'indipendenza della magistratura.

OBIETTIVI FORMATIVI

La struttura dell'ordinamento giudiziario e la disciplina del rito processuale penale rappresentano soltanto due delle tante facce del prisma 'giustizia' nella concretezza della sua realizzazione in specifici contesti storici, politici, economici e sociali.
L'esame di tali contesti costituisce una guida imprescindibile per analizzare il rapporto tra teoria e prassi, tra principi generali del diritto e legislazione, e per distinguere e qualificare i ruoli esercitati dal legislatore, dalla dottrina e dai protagonisti del processo (magistratura inquirente, requirente e giudicante e ceto forense) nel bilanciamento degli interessi: primi tra tutti la tutela dell'ordine e della pace sociale e della sicurezza della società e dello Stato di fronte al crimine, il diritto di difesa dell'imputato, l'accertamento della verità, la fiducia dell'opinione pubblica nella giustizia. Da questo punto di vista, assume un'importanza centrale anche l'esame del ruolo assunto dalla dottrina sia nell'analisi delle criticità della legislazione e della prassi giudiziaria, sia nell'ideazione di soluzioni innovative e nella previsione dei loro effetti.
La finalità del corso è dunque quella di sollecitare nello studente una riflessione critica sui caratteri della giustizia penale in specifici contesti storici (età liberale, fascismo, età di transizione, primo trentennio della democrazia costituzionale) e sul campo di tensione tra politica e diritto nell'attuazione dei principi costituzionali (tra le due Costituzioni del 1848 e del 1948) con particolare attenzione alle opinioni della scienza giuridica e alla giurisprudenza delle Corti di Cassazione e della Corte costituzionale.

Struttura insegnamento e programma

Edizione attiva
Responsabile
Lezioni: 42 ore
Docente: Storti Claudia
STUDENTI FREQUENTANTI
Programma
RISULTATI DI APPRENDIMENTO ATTESI
Capacità di applicare conoscenza e comprensione (appliyng knowledge and understanding)
Lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito proprietà di linguaggio e capacità di orientarsi tra le tecniche del ragionamento giuridico, capacità di raccogliere, analizzare e selezionare i dati in relazione al contesto; di conoscere e comprendere i motivi delle scelte legislative, dottrinali e giurisprudenziali. Il raggiungimento delle sopra elencate capacità avviene anche tramite la riflessione critica sui testi presentati in aula o suggeriti per lo studio individuale o per approfondimenti facoltativi. Tali risultati saranno progressivamente verificati in aula e nella prova finale consistente in una relazione scritta e orale su un tema scelto dallo studente.
L'impostazione didattica tende a far conseguire allo studente la capacità di riflettere su questioni pratiche con l'approfondimento di casi e questioni. Prevede infatti che la formazione teorica sia accompagnata dall'esame di documenti e di testi in originale in aula, fonti scaricabili dal sito Ariel, e slides proiettate a lezione che accompagnano lo studio del manuale e, eventualmente, integrano il testo con l'approfondimento di temi e aspetti di particolare interesse.
Autonomia di giudizio (Making Judgements)
Lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito consapevolezza critica, capacità di gestione, flessibilità, attitudine alla ricerca sui tanti aspetti della dimensione storica del diritto processuale e della magistratura tra Ottocento e Novecento.
Capacità di apprendimento (Learning skills)
Lo studente dovrà dimostrare di orientarsi nel processo circolare tra fonti del diritto e istituzioni acquistando una buona capacità di analisi e riflessione sui problemi della giustizia e del processo penale .
Dovrà saper individuare le linee evolutive di legislazione dottrina e giurisprudenza nei rapporti fra poteri dello Stato e società civile, secondo linee che potranno essergli utili qualora intenda proseguire la propria formazione in scuole di dottorato e di specializzazione post laurea in Italia e all'estero.
Capacità comunicative (Communication skills)
Lo studente dovrà dimostrare di saper elaborare autonomamente e comunicare una propria riflessione critica su uno dei temi del corso con coerenza argomentativa, rigore sistematico e proprietà di linguaggio.


PROGRAMMA DEL CORSO

I tre codici del rito penale che si sono succeduti nel corso del XX secolo (1913, 1930, 1988) sono stati il risultato di sperimentazioni e dibattiti incessanti sull'individuazione degli strumenti più idonei a realizzare la repressione penale e a ristabilire la giustizia in base a concezioni del tutto differenti del rapporto tra Stato e cittadino. Nel perseguimento di differenti finalità, alla tendenza ad insistere sui caratteri inquisitori del processo maturati e perfezionati in età medievale e moderna si è contrapposta la tendenza all'introduzione di caratteri accusatori, almeno in talune fasi del rito penale, e della giuria secondo il modello anglosassone.
La giustapposizione e/o la combinazione tra i due modelli, accusatorio e inquisitorio, costituiscono una costante del corso, che, pertanto, seguirà come tematiche principali:
1. l'analisi della concezione 'autoritaria' del processo e della repressione criminale, che ha ispirato la giurisprudenza della Corte di Cassazione tra fine XIX e inizio XX secolo, la formazione del codice processuale penale del 1930, talune leggi speciali e l'ordinamento giudiziario nel regime fascista;
2. le modifiche del rito processuale negli anni della liberazione e nella prima attuazione della Costituzione democratica, con particolare riguardo al diritto di difesa e all'indipendenza della magistratura;
3. il ruolo della magistratura, dell'avvocatura e della dottrina nell'interpretazione e nell'applicazione del diritto vigente;
4. il rapporto tra giustizia e politica.
Informazioni sul programma
Avvertenze:
· Ulteriori informazioni relative al corso saranno reperibili sulla pagina Ariel.
· La prof.ssa Storti riceve gli studenti di norma il martedì dalle ore 12.30 alle ore 13.30. Ogni eventuale modifica sarà resa nota sulla pagina Ariel e sul sito www.dpsd.unimi.it .
Prerequisiti e modalità di esame
Per gli studenti frequentanti l'esame finale consiste nella redazione e la discussione di un elaborato, il cui esito positivo comporterà lo scorporo di una parte del programma.
I testi di riferimento e i materiali delle lezioni saranno disponibili sul portale ARIEL.
STUDENTI NON FREQUENTANTI
Prerequisiti e modalità di esame
Gli studenti non frequentanti sosterranno l'esame orale su UNO dei seguenti testi:
- Floriana Colao, Giustizia e politica. Il processo penale nell'Italia repubblicana, Milano, Giuffrè, 2013
- Giustizia penale e politica in Italia tra Otto e Novecento. Modelli ed esperienze tra integrazione e conflitto, a cura di F. Colao, L. Lacchè, C. Storti, Milano, Giuffrè, 2015 (SOLO pp. 1-248 e 385-516)
- L'inconscio inquisitorio. L'eredità del codice Rocco nella cultura processualpenalistica italiana a cura di L. Garlati, Milano, Giuffré, 2010
Periodo
Primo semestre
Periodo
Primo semestre
Modalità di valutazione
Esame
Giudizio di valutazione
voto verbalizzato in trentesimi
Docente/i
Ricevimento:
Martedì ore 12.30. Il ricevimento del 21 novembre è spostato 22 novembre nel medesimo orario.Il ricevimento del 28 novembre è sospeso: riprenderà martedì 5 dicembre.
Sezione di Storia del Diritto medievale e moderno