Diritto ecclesiastico

A.A. 2017/2018
Insegnamento per
6
Crediti massimi
45
Ore totali
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
La laicità dello Stato e la tutela delle libertà di religione, in forma individuale ed associata, costituiscono il principio ispiratore e l'obiettivo primario del Diritto Ecclesiastico. La materia compone in modo sistematico e con specifici criteri interpretativi l'articolato settore dell'ordinamento giuridico che nel nostro sistema democratico e pluralistico tutela in molteplici campi dell'esperienza giuridica gli interessi degli individui e delle organizzazioni sociali che attengono alle credenze e alle convinzioni religiose. Sono dunque presi in esame sia la legislazione unilaterale dello Stato e delle Regioni, sia la specifica disciplina concordata con le confessioni, sia le fonti di diritto internazionale e dell'Unione europea sempre più rilevanti nella rapida trasformazione della società.
Nella concreta attuazione del diritto i giudici - nell'ordinamento interno, internazionale e dell'Unione europea - sono sempre più spesso chiamati a risolvere i conflitti con le autonome discipline confessionali, a comporre i conflitti di lealtà dei cittadini-fedeli, a garantire la pari dignità e l'uguaglianza degli appartenenti alle confessioni di minoranza, specialmente se estranee alle culture ed alle tradizioni nazionali, e dei non credenti. In questo quadro, la Corte costituzionale ha contribuito all'adeguamento delle fonti e alla ricostruzione teorico-sistematica dei principi della disciplina.
In generale, i temi delle obiezioni di coscienza, dei simboli religiosi, della bioetica, delle convivenze di fatto, dell'eutanasia, dell'immigrazione, delle libertà, acquistano un rilievo sempre crescente e ripropongono all'attenzione la problematica del rapporto tra religione e diritto.
Il diritto ecclesiastico è materia d'esame per l'abilitazione alla professione di avvocato.
1) Conoscenza e capacità di comprensione.
È richiesta una formazione di cultura generale (giuridica e non) per sviluppare la comprensione delle nozioni specifiche del diritto ecclesiastico; tra queste rilevano in modo particolare quelle di laicità, confessione religiosa, libertà di coscienza, pluralismo religioso.
2) Capacità applicative.
Utilizzazione dei concetti e degli istituti giuridici appresi, in funzione delle varie fattispecie che si possono presentare, con capacità di affrontare e risolvere problemi anche su tematiche nuove o non consuete prospettabili nel campo del diritto ecclesiastico con un approccio, all'occorrenza, interdisciplinare.
3) Autonomia di giudizio.
Acquisizione di consapevole autonomia di giudizio con riguardo alla comprensione e interpretazione delle fonti normative e della giurisprudenza, nonché all'individuazione delle soluzioni preferibili nei singoli casi, in relazione al diritto ecclesiastico.
4) Abilità nella comunicazione.
Acquisizione del linguaggio tecnico-giuridico generale e specifico del diritto ecclesiastico, di capacità espositive, comunicative e argomentative proprie delle professioni giuridiche, tali da poter colloquiare agevolmente sia con interlocutori specialisti, sia con soggetti non specialisti.
5) Capacità di apprendere.
Acquisizione di capacità per l'adeguamento delle proprie conoscenze in relazione alla variabilità del quadro normativo e giurisprudenziale, tipica del settore giuridico in generale e del diritto ecclesiastico in particolare.

Struttura insegnamento e programma

Periodo
Primo semestre
Modalità di valutazione
Esame
Giudizio di valutazione
voto verbalizzato in trentesimi