Diritto ecclesiastico

A.A. 2018/2019
Insegnamento per
6
Crediti massimi
42
Ore totali
SSD
IUS/11
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
1) Conoscenza e capacità di comprensione.
È richiesta una formazione di cultura generale e di cultura giuridica generale attraverso la quale poter sviluppare la comprensione delle nozioni giuridiche specifiche del Diritto ecclesiastico; tra queste rilevano in modo particolare quelle di laicità, confessione religiosa, libertà di coscienza, pluralismo religioso.
2) Capacità applicative.
Acquisizione degli strumenti indispensabili all'utilizzazione dei concetti e degli istituti giuridici appresi, in funzione delle varie fattispecie che si possono presentare, con capacità di affrontare e risolvere problemi anche su tematiche nuove o non consuete, che si prospettano nel campo del Diritto ecclesiastico, in una prospettiva interdisciplinare.
3) Autonomia di giudizio.
Acquisizione di consapevole autonomia di giudizio con riguardo alla comprensione e interpretazione delle fonti normative e della giurisprudenza, nonché all'individuazione delle soluzioni preferibili nei singoli casi, in relazione al Diritto ecclesiastico.
4) Abilità nella comunicazione.
Acquisizione del lessico e del linguaggio tecnico-giuridico generale e specifico del Diritto ecclesiastico, di capacità espositive, comunicative e argomentative proprie delle professioni giuridiche, tali da poter colloquiare agevolmente sia con interlocutori specialisti, sia con soggetti non specialisti.
5) Capacità di apprendere.
Acquisizione di capacità per l'adeguamento delle proprie conoscenze in relazione alla variabilità del quadro normativo e giurisprudenziale, tipica del settore giuridico in generale e del Diritto ecclesiastico in particolare.

Struttura insegnamento e programma

Edizione attiva
IUS/11 - DIRITTO ECCLESIASTICO E CANONICO - CFU: 6
Lezioni: 42 ore
Programma
1. La Costituzione repubblicana del 1948 e il fenomeno religioso (dallo Stato autoritario confessionista alla democrazia laica e pluralista);
2. Il principio di uguaglianza in materia religiosa (art. 3 Cost.) e la regola della uguaglianza nella libertà per le confessioni religiose o principio del pluralismo confessionale (art. 8, comma 1 Cost.);
3. Il principio della separazione degli ordini civile e religioso (art. 7, comma 1 Cost.);
4. Sovranità della Chiesa cattolica e il principio di bilateralità nella disciplina dei rapporti con lo Stato italiano (art. 7, comma 2 Cost.);
5. Autonomia statutaria delle confessioni religiose diverse dalla cattolica e il principio di bilateralità nella disciplina dei rapporti con lo Stato italiano (art. 8, commi 2 e 3 Cost.);
6. Il diritto di libertà religiosa nella Costituzione italiana (art. 19);
7. Il diritto di libertà religiosa nella CEDU (art. 9) e nella Carta di Nizza (art. 10);
8. Il divieto di discriminazione degli enti ecclesiastici (art. 20 Cost.);
9. Libertà di coscienza e le obiezioni di coscienza;
10. Il sistema di finanziamento pubblico delle confessioni religiose;
11. Il riconoscimento degli enti ecclesiastici e la disciplina del c.d. terzo settore;
12. Rilevanza civile del matrimonio religioso.
Informazioni sul programma
Il corso prevede l'analisi sistematica delle norme della Costituzione repubblicana del 1948 espressamente dedicate al fattore religioso (artt. 3, 7, 8, 19, 20) con il corredo della giurisprudenza della Corte costituzionale, che fin dalle sue prime sentenze è intervenuta in questo specifico settore con apporti di grande rilievo (come nel caso dell'individuazione del principio supremo di laicità). Inoltre, la tutela multilivello della libertà religiosa è completata da una sintetica analisi delle fonti sovranazionali secondo l'interpretazione della giurisprudenza della Corte Edu e della Corte di Giustizia europea. In una prospettiva pratica, infine, si esaminerà la disciplina di alcuni ambiti significativi: le obiezioni di coscienza, il finanziamento pubblico delle confessioni religiose, gli enti ecclesiastici, i matrimoni religiosi con effetti civili.

Connessioni con il Diritto canonico
In considerazione delle connessioni culturali e tecnico-giuridiche tra Diritto ecclesiastico e Diritto canonico (facenti parte del medesimo settore scientifico-disciplinare: IUS/11), gli studenti che hanno sostenuto l'esame di Diritto canonico, e volessero scegliere Diritto ecclesiastico quale materia affine o integrativa, concorderanno il programma d'esame con le docenti contitolari.
Propedeuticità
Come da regolamento didattico del corso di laurea; in particolare sono propedeutici Istituzioni di diritto privato, Diritto costituzionale.
Prerequisiti e modalità di esame
La prova finale del profitto relativa all'insegnamento si svolge in forma orale e la valutazione è espressa con un voto in trentesimi, con eventuale lode. Verifiche in itinere del profitto sono effettuate durante il corso e in forma scritta (riservate ai soli frequentanti). Esse sono relative agli argomenti trattati a lezione e sono articolate sotto forma di questionari caratterizzati da domande aperte e/o a risposte multiple, esercizi. I criteri per la valutazione della prova orale tengono conto della correttezza dei contenuti, della chiarezza argomentativa e delle capacità di analisi critica e di rielaborazione.
Materiale didattico e bibliografia
G. Casuscelli (a cura di), Nozioni di diritto ecclesiastico, 5ª edizione, Torino, Giappichelli, 2015, limitatamente alle seguenti parti: capitoli 1-9 (pp. 1-147); capitoli 15-16 (pp.231-257); tre capitoli a scelta tra i seguenti: 10,11,12,13, 17, 18,19, 20, 23.
Per gli studenti frequentanti il materiale di preparazione all'esame sarà indicato a lezione.
Periodo
Primo semestre
Periodo
Primo semestre
Modalità di valutazione
Esame
Giudizio di valutazione
voto verbalizzato in trentesimi
Siti didattici
Docente/i
Ricevimento:
Martedì 11.30-13.30 (sospeso nel mese di settembre 2019 per inagibilità dei locali, contattare la docente via mail)
Dipartimento
Ricevimento:
mercoledl dalle 10.30 alle 13.00