Diritto della cooperazione giudiziaria europea in materia penale

A.A. 2018/2019
Insegnamento per
6
Crediti massimi
42
Ore totali
SSD
IUS/14
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
-Conoscenza e capacità di comprensione delle tematiche oggetto del programma. Lo studente deve dimostrare di avere acquisito una adeguata conoscenza e comprensione degli istituti principali della cooperazione giudiziaria penale, rilevando la stretta correlazione che esiste tra il rafforzamento di tale forma di cooperazione e la libera circolazione delle persone nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
-Capacità di rielaborazione dei principi e delle norme giuridiche. Lo studente deve dimostrare di sapere applicare le nozioni di diritto apprese a casi concreti, attraverso lo studio dei principali testi elaborati dalle istituzioni nella materia oggetto di esame e soprattutto della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea e nazionale (specie della Corte costituzionale e di Cassazione) rilevante.
-Autonomia di giudizio. Lo studente deve dimostrare di sapere assumere posizioni argomentate e giuridicamente sostenibili con riferimento alle tematiche oggetto del corso.
-Padronanza della terminologia giuridica. Lo studente deve dimostrare di saper esprimere le conoscenze acquisite con coerenza argomentativa e proprietà di linguaggio.
-Capacità di apprendimento. Lo studente deve dimostrare di avere acquisito gli strumenti di base per l'aggiornamento delle proprie conoscenze nel settore oggetto del corso, applicando, anche con riguardo al contesto nazionale, il quadro normativo e giurisprudenziale di riferimento.
Al termine del corso, lo studente dovrà aver acquisito: (i) una buona conoscenza e comprensione del processo di integrazione europea e delle norme e dei principi che regolano la cooperazione giudiziaria in materia penale nei rapporti tra Stati membri dell'UE; (ii) la capacità di analisi critica e di rielaborazione delle nozioni acquisite, nonché di applicazione delle stesse a fattispecie concrete; (iii) la capacità di interpretare le norme giuridiche esaminate nel corso e di assumere posizioni argomentate e giuridicamente sostenibile con riguardo alle tematiche oggetto di discussione; (iv) la padronanza della terminologia giuridica afferente alla materia studiata; (v) gli strumenti necessari per il futuro aggiornamento delle proprie conoscenze nel settore studiato.

Struttura insegnamento e programma

Edizione attiva
Responsabile
IUS/14 - DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA - CFU: 6
Lezioni: 42 ore
Programma
Nella prima parte del corso, l'attenzione sarà focalizzata sui meccanismi di cooperazio-ne giudiziaria penale che trovano oggi base giuridica nell'art. 82 TFUE, con particolare ri-guardo allo strumento del riconoscimento reciproco delle decisioni penali e alle modalità di risoluzione dei conflitti di giurisdizione, nonché a quello del ravvicinamento delle legi-slazioni processuali nazionali, specie mediante la predisposizione di norme minime ineren-ti ai diritti della persona (indagati/imputati e vittime di reato). Un esame particolare sarà dedicato al principio del ne bis in idem e alla decisione quadro 2009/948/GAI sulla pre-venzione e risoluzione dei conflitti di giurisdizione, nonché alla decisione quadro 2002/584/GAI sul mandato di arresto europeo e alla decisione quadro 2008/909/GAI sul riconoscimento delle sentenze che irrogano pene detentive. Saranno quindi esaminate le direttive elaborate dal legislatore dell'Unione a tutela dell'indagato e dell'imputato nei procedimenti penali (a partire dalla direttiva 2010/64/UE sul diritto all'interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali, sino alla più recente direttiva UE 2016/1919 sull'ammissione al patrocinio a spese dello Stato per indagati e imputati) e quelle a tutela della vittima di reato (in particolare la direttiva 2012/29/UE e la direttiva 2004/80/CE).
Nella seconda parte del corso, ci si concentrerà sulle forme di cooperazione di cui all'art. 83 TFUE, ovvero sul ravvicinamento delle legislazioni penali sotto il profilo sostanziale, anche con riguardo alle possibilità offerte, a seguito delle modifiche apportate dal trattato di Lisbona, dal par. 2 di tale disposizione, che legittima l'adozione - da parte delle istitu-zioni - di norme minime in tema di elementi costitutivi di reati e sanzioni, per rendere ef-fettiva una qualsiasi politica dell'Unione che sia stata previamente oggetto di armonizza-zione (si pensi, ad esempio, agli interventi in tema di protezione degli interessi finanziari dell'Unione). Infine, si esamineranno luci e ombre del processo istitutivo della Procura eu-ropea, in attuazione della previsione di cui all'art. 86 TFUE.
Informazioni sul programma
L'insegnamento si propone di fornire una conoscenza approfondita di un settore del di-ritto dell'Unione europea ormai divenuto centrale per l'approfondimento del processo di integrazione, espressione dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, di cui, oggi, al titolo V della parte III del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Si tratta della cooperazione giudiziaria in materia penale, istituzionalizzata dal trattato di Maastricht nell'allora c.d. terzo pilastro dell'Unione europea, e poi "comunitarizzata" dal trattato di Lisbona.
L'insegnamento della materia si svolgerà attraverso lezioni frontali, accompagnate da lezioni d'approfondimento di natura seminariale o casistica
Propedeuticità
Come da regolamento didattico del corso di laurea; in particolare sono propedeutici Istituzioni di diritto privato, Diritto costituzionale. Il corso è indirizzato agli studenti che abbiano superato l'esame di Diritto dell'Unione europea e, preferibilmente, quello di diritto processuale penale.
Prerequisiti e modalità di esame
La prova finale del profitto relativa all'insegnamento si svolge in forma orale e la valu-tazione è espressa con un voto in trentesimi, con eventuale lode. I criteri per la valutazione della prova orale tengono conto della correttezza dei contenuti, della chiarezza argomenta-tiva e delle capacità di analisi critica e di rielaborazione. Essi tengono conto altresì della partecipazione attiva al corso durante le lezioni.
Materiale didattico e bibliografia
E. Kostoris (a cura di), Manuale di procedura penale europea, Milano, 2015 o ultima edizione disponibile;
C. Amalfitano, Commenti agli artt. 82-83 TFUE, in A. Tizzano (a cura di), Fonti del di-ritto - Trattati dell'Unione europea, Milano, 2014.

Per la consultazione del materiale normativo v., inoltre, C. Amalfitano, Codice di coo-perazione giudiziaria penale dell'Unione europea, Torino, 2017.

I testi consigliati costituiscono una base di lavoro utile, ma non sufficiente. La prepara-zione dell'esame si fonda infatti, in primis, sul contenuto delle lezioni e sul materiale (sia normativo, sia giurisprudenziale) distribuito durante il corso. Tali considerazioni inducono a ritenere consigliata la frequenza al corso.
Periodo
Primo semestre
Periodo
Primo semestre
Modalità di valutazione
Esame
Giudizio di valutazione
voto verbalizzato in trentesimi
Docente/i
Ricevimento:
martedì 10.30-12.30 (e su appuntamento) - riprende regolarmente dal 27 settembre
Sezione di diritto internazionale e dell'Unione europea del Dipartimento di diritto pubblico italiano e sovranazionale