Diritto ecclesiastico (of2)

A.A. 2019/2020
Insegnamento per
9
Crediti massimi
63
Ore totali
SSD
IUS/11
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
1) Conoscenza e capacità di comprensione.È richiesta una formazione di cultura generale e di cultura giuridica generale attraverso la quale poter sviluppare la comprensione delle nozioni giuridiche specifiche del Diritto ecclesiastico; tra queste rilevano in modo particolare quelle di laicità, confessione religiosa, libertà di coscienza, pluralismo religioso.
2) Capacità applicative. Acquisizione degli strumenti indispensabili all'utilizzazione dei concetti e degli istituti giuridici appresi, in funzione delle varie fattispecie che si possono presentare, con capacità di affrontare e risolvere problemi anche su tematiche nuove o non consuete, che si prospettano nel campo del Diritto ecclesiastico, in una prospettiva interdisciplinare.
3) Autonomia di giudizio. Acquisizione di consapevole autonomia di giudizio con riguardo alla comprensione e interpretazione delle fonti normative e della giurisprudenza, nonché all'individuazione delle soluzioni preferibili nei singoli casi, in relazione al Diritto ecclesiastico.
4) Abilità nella comunicazione. Acquisizione del lessico e del linguaggio tecnico-giuridico generale e specifico del Diritto ecclesiastico, di capacità espositive, comunicative e argomentative proprie delle professioni giuridiche, tali da poter colloquiare agevolmente sia con interlocutori specialisti, sia con soggetti non specialisti.
5) Capacità di apprendere. Acquisizione di capacità per l'adeguamento delle proprie conoscenze in relazione alla variabilità del quadro normativo e giurisprudenziale, tipica del settore giuridico in generale e del Diritto ecclesiastico in particolare.
Al termine del corso lo studente che abbia proficuamente frequentato le lezioni e appreso la materia sarà in grado di ragionare in modo critico e autonomo a partire da fattispecie concrete nelle quali rilevino la libertà religiosa, la libertà di coscienza e il principio di non discriminazione in materia religiosa.

Struttura insegnamento e programma

Cognomi A-L
Edizione attiva
Responsabile
IUS/11 - DIRITTO ECCLESIASTICO E CANONICO - CFU: 9
Lezioni: 63 ore
Programma
Saranno trattati in particolare i seguenti argomenti:
1. Il sistema delle fonti del diritto ecclesiastico italiano.
2. I principi di uguaglianza nella libertà e di bilateralità nel sistema costituzionale dei rapporti tra Stato e confessioni religiose (concordato e intese: artt. 7 e 8 Cost.).
3. L'uguaglianza, la non discriminazione e la libertà religiosa nella Costituzione (artt. 3, 19 e 20) e nell'Unione europea.
4. Gli enti ecclesiastici e il principio di non discriminazione.
5. Il principio supremo di laicità dello Stato.
6. Il sistema di finanziamento pubblico, diretto e indiretto, alle confessioni.
7. Il matrimonio religioso con effetti civili.
8. L'istruzione.
9. Le obiezioni di coscienza.

Programma integrazione
G. Casuscelli (a cura di), Nozioni di diritto ecclesiastico, 5ª edizione, Torino, Giappichelli, 2015, capp. 21 e seguenti (pp. 349-480).
Informazioni sul programma
La laicità dello Stato e la tutela delle libertà di religione, in forma individuale e associata, costituiscono il principio ispiratore e l'obiettivo primario del Diritto ecclesiastico. La materia compone in modo sistematico e con specifici criteri interpretativi l'articolato settore dell'ordinamento giuridico che nel nostro sistema democratico e pluralistico tutela in molteplici campi dell'esperienza giuridica gli interessi degli individui e delle organizzazioni sociali che attengono alle credenze e alle convinzioni religiose. Saranno dunque presi in esame in primo luogo sia la legislazione unilaterale dello Stato e delle Regioni, sia la specifica disciplina concordata con le confessioni; sarà poi dedicata particolare attenzione alle fonti di diritto internazionale e dell'Unione europea, sempre più rilevanti nella rapida trasformazione della società.
Nella concreta applicazione del diritto i giudici - nell'ordinamento interno, internazionale e dell'Unione europea - sono sempre più spesso chiamati a risolvere i conflitti con le autonome discipline confessionali, a comporre i conflitti di lealtà dei cittadini-fedeli, a garantire la pari dignità e l'uguaglianza degli appartenenti alle confessioni di minoranza, specialmente se estranee alle culture ed alle tradizioni nazionali, e dei non credenti. In questo quadro, la Corte costituzionale ha contribuito all'adeguamento delle fonti ed alla ricostruzione teorico-sistematica dei principi della disciplina.
In generale, i temi delle obiezioni di coscienza, dei simboli religiosi, della bioetica, della famiglia, dell'eutanasia, dell'immigrazione, delle libertà, acquistano un rilievo sempre crescente e ripropongono all'attenzione la problematica del rapporto tra religione e diritto.
Si segnala, in ultimo, che il diritto ecclesiastico è materia d'esame per l'abilitazione alla professione di avvocato.

Da concordarsi con i docenti di riferimento.
Propedeuticità
Come da regolamento didattico del corso di laurea; in particolare sono propedeutici Istituzioni di diritto privato, Diritto costituzionale
Prerequisiti e modalità di esame
La prova finale del profitto relativa all'insegnamento si svolge in forma orale e la valutazione è espressa con un voto in trentesimi, con eventuale lode. Verifiche in itinere del profitto sono effettuate durante il corso e in forma scritta (riservate ai soli frequentanti). Esse sono relative agli argomenti trattati a lezione e sono articolate sotto forma di questionari caratterizzati da domande aperte e/o a risposte multiple, esercizi. I criteri per la valutazione della prova orale tengono conto della correttezza dei contenuti, della chiarezza argomentativa e delle capacità di analisi critica e di rielaborazione.
Metodi didattici
Gli studenti saranno chiamati all'utilizzo diretto delle fonti e all'analisi casistica della giurisprudenza.
Materiale didattico e bibliografia
G. Casuscelli (a cura di), Nozioni di diritto ecclesiastico, 5ª edizione, Torino, Giappichelli, 2015, limitatamente ai capp. 1-20 (compresi).

Per gli studenti frequentanti il materiale di preparazione all'esame sarà indicato a lezione.
Connessioni con il Diritto canonico
In considerazione delle connessioni culturali e tecnico-giuridiche tra Diritto ecclesiastico e Diritto canonico (facenti parte del medesimo settore scientifico-disciplinare: IUS/11), gli studenti che hanno sostenuto l'esame di Diritto canonico e volessero scegliere Diritto ecclesiastico quale materia affine o integrativa da 9 CFU (IV anno), o quale materia affine o integrativa o libera da 6 CFU (V anno) concorderanno il programma d'esame con il docente di riferimento.
Periodo
Primo semestre
Cognomi M-Z
Edizione attiva
Responsabile
IUS/11 - DIRITTO ECCLESIASTICO E CANONICO - CFU: 9
Lezioni: 63 ore
Programma
Saranno trattati in particolare i seguenti argomenti:
1. Il sistema delle fonti del diritto ecclesiastico italiano.
2. I principi di uguaglianza nella libertà e di bilateralità nel sistema costituzionale dei rapporti tra Stato e confessioni religiose (concordato e intese: artt. 7 e 8 Cost.).
3. L'uguaglianza, la non discriminazione e la libertà religiosa nella Costituzione (artt. 3, 19 e 20) e nell'Unione europea.
4. Gli enti ecclesiastici e il principio di non discriminazione.
5. Il principio supremo di laicità dello Stato.
6. Il sistema di finanziamento pubblico, diretto e indiretto, alle confessioni.
7. Il matrimonio religioso con effetti civili.
8. L'istruzione.
9. Le obiezioni di coscienza.

Programma integrazione
G. Casuscelli (a cura di), Nozioni di diritto ecclesiastico, 5ª edizione, Torino, Giappichelli, 2015, capp. 21 e seguenti (pp. 349-480).
Informazioni sul programma
La laicità dello Stato e la tutela delle libertà di religione, in forma individuale e associata, costituiscono il principio ispiratore e l'obiettivo primario del Diritto ecclesiastico. La materia compone in modo sistematico e con specifici criteri interpretativi l'articolato settore dell'ordinamento giuridico che nel nostro sistema democratico e pluralistico tutela in molteplici campi dell'esperienza giuridica gli interessi degli individui e delle organizzazioni sociali che attengono alle credenze e alle convinzioni religiose. Saranno dunque presi in esame in primo luogo sia la legislazione unilaterale dello Stato e delle Regioni, sia la specifica disciplina concordata con le confessioni; sarà poi dedicata particolare attenzione alle fonti di diritto internazionale e dell'Unione europea, sempre più rilevanti nella rapida trasformazione della società.
Nella concreta applicazione del diritto i giudici - nell'ordinamento interno, internazionale e dell'Unione europea - sono sempre più spesso chiamati a risolvere i conflitti con le autonome discipline confessionali, a comporre i conflitti di lealtà dei cittadini-fedeli, a garantire la pari dignità e l'uguaglianza degli appartenenti alle confessioni di minoranza, specialmente se estranee alle culture ed alle tradizioni nazionali, e dei non credenti. In questo quadro, la Corte costituzionale ha contribuito all'adeguamento delle fonti ed alla ricostruzione teorico-sistematica dei principi della disciplina.
In generale, i temi delle obiezioni di coscienza, dei simboli religiosi, della bioetica, della famiglia, dell'eutanasia, dell'immigrazione, delle libertà, acquistano un rilievo sempre crescente e ripropongono all'attenzione la problematica del rapporto tra religione e diritto.
Si segnala, in ultimo, che il diritto ecclesiastico è materia d'esame per l'abilitazione alla professione di avvocato.

Cambi di corso Da concordarsi con i docenti di riferimento.
Propedeuticità
Come da regolamento didattico del corso di laurea; in particolare sono propedeutici Istituzioni di diritto privato, Diritto costituzionale
Prerequisiti e modalità di esame
La prova finale del profitto relativa all'insegnamento si svolge in forma orale e la valutazione è espressa con un voto in trentesimi, con eventuale lode. Verifiche in itinere del profitto sono effettuate durante il corso e in forma scritta (riservate ai soli frequentanti). Esse sono relative agli argomenti trattati a lezione e sono articolate sotto forma di questionari caratterizzati da domande aperte e/o a risposte multiple, esercizi. I criteri per la valutazione della prova orale tengono conto della correttezza dei contenuti, della chiarezza argomentativa e delle capacità di analisi critica e di rielaborazione.
Metodi didattici
Gli studenti saranno chiamati all'utilizzo diretto delle fonti e all'analisi casistica della giurisprudenza
Materiale didattico e bibliografia
G. Casuscelli (a cura di), Nozioni di diritto ecclesiastico, 5ª edizione, Torino, Giappichelli, 2015, limitatamente ai capp. 1-20 (compresi).

Per gli studenti frequentanti il materiale di preparazione all'esame sarà indicato a lezione.
Connessioni con il Diritto canonico
In considerazione delle connessioni culturali e tecnico-giuridiche tra Diritto ecclesiastico e Diritto canonico (facenti parte del medesimo settore scientifico-disciplinare: IUS/11), gli studenti che hanno sostenuto l'esame di Diritto canonico e volessero scegliere Diritto ecclesiastico quale materia affine o integrativa da 9 CFU (IV anno), o quale materia affine o integrativa o libera da 6 CFU (V anno) concorderanno il programma d'esame con il docente di riferimento.
Periodo
Primo semestre
Periodo
Primo semestre
Modalità di valutazione
Esame
Giudizio di valutazione
voto verbalizzato in trentesimi
Docente/i
Ricevimento:
mercoledi ore 14.30
Sezione di Diritto ecclesiastico e canonico
Ricevimento:
Mercoledì ore 12:00 o in altro giorno e/o orario previamente concordato a mezzo e-mail. Il ricevimento del 18 settembre si terrà alle 10:00 presso la Sezione di Diritto penale (II piano)
Sezione di Diritto ecclesiastico e canonico