Diritto ecclesiastico comparato ed europeo

A.A. 2019/2020
Insegnamento per
6
Crediti massimi
42
Ore totali
SSD
IUS/11
Lingua
Italiano
Obiettivi formativi
1) Conoscenza e capacità di comprensione.È richiesta una formazione di cultura generale e di cultura giuridica generale attraverso la quale poter sviluppare la comprensione delle nozioni giuridiche specifiche del Diritto ecclesiastico; tra queste rilevano in modo particolare quelle di laicità, confessione religiosa, libertà di coscienza, pluralismo religioso.
2) Capacità applicative. Acquisizione degli strumenti indispensabili all'utilizzazione dei concetti e degli istituti giuridici appresi, in funzione delle varie fattispecie che si possono presentare, con capacità di affrontare e risolvere problemi anche su tematiche nuove o non consuete, che si prospettano nel campo del Diritto ecclesiastico, in una prospettiva interdisciplinare.
3) Autonomia di giudizio. Acquisizione di consapevole autonomia di giudizio con riguardo alla comprensione e interpretazione delle fonti normative e della giurisprudenza, nonché all'individuazione delle soluzioni preferibili nei singoli casi, in relazione al Diritto ecclesiastico.
4) Abilità nella comunicazione. Acquisizione del lessico e del linguaggio tecnico-giuridico generale e specifico del Diritto ecclesiastico, di capacità espositive, comunicative e argomentative proprie delle professioni giuridiche, tali da poter colloquiare agevolmente sia con interlocutori specialisti, sia con soggetti non specialisti.
5) Capacità di apprendere. Acquisizione di capacità per l'adeguamento delle proprie conoscenze in relazione alla variabilità del quadro normativo e giurisprudenziale, tipica del settore giuridico in generale e del Diritto ecclesiastico in particolare.
Al termine del corso lo studente che abbia proficuamente frequentato le lezioni e appreso la materia sarà in grado di ragionare in modo critico e autonomo, in prospettiva comparatistica e con l'utilizzo specifico del diritto europeo e internazionale, a partire da fattispecie concrete nelle quali rilevino la libertà religiosa, la libertà di coscienza e il principio di non discriminazione in materia religiosa.

Struttura insegnamento e programma

Edizione attiva
Responsabile
IUS/11 - DIRITTO ECCLESIASTICO E CANONICO - CFU: 6
Lezioni: 42 ore
STUDENTI FREQUENTANTI
Programma
I. Il rimando alle eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa nel preambolo del nuovo TUE
II. La rilevanza del pluralismo religioso tra i valori fondativi dell'Unione
III. La tutela delle libertà di religione e di convinzioni nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
IV. L'incompetenza dell'Unione sugli status nazionali delle Chiese, delle altre comunità religiose e delle organizzazioni filosofiche e non confessionali
V. Il "dialogo" dell'Unione con le Chiese e le comunità religiose e con le organizzazioni filosofiche e non confessionali
VI. Il divieto di discriminazione per motivi di religione
VII. I sistemi di relazione tra Stato e confessioni religiose nei Paesi dell'Europa occidentale
VIII. Profili di comparazione in materia di trattamento giuridico delle confessioni, matrimonio, simboli religiosi, istruzione religiosa, protezione penale del sentimento religioso
Informazioni sul programma
I legami tra diritto e religione si vanno delineando, nell'eterogeneo contesto europeo, in termini vieppiù identitari, rappresentativi delle tradizioni storiche e giuridiche di ciascun ordinamento nazionale. Parallelamente, l'attenzione riservata al fattore religioso da parte del diritto dell'Unione ha acquisito maggiore spessore con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, accompagnandosi al continuo sviluppo della giurisprudenza Cedu in materia di tutela delle libertà di religione e di convinzioni. L'insegnamento si propone di analizzare, con approccio critico, tensioni e convergenze nella disciplina giuridica del fenomeno religioso posta da alcuni dei più significativi Paesi membri del Consiglio d'Europa, sia con riferimento a differenze e analogie tra i singoli Stati sia con riferimento alle scelte normative e agli esiti giurisprudenziali elaborati nel diritto europeo.
Propedeuticità
Come da regolamento didattico del corso di laurea; in particolare sono propedeutici Istituzioni di diritto privato, Diritto costituzionale.
Prerequisiti e modalità di esame
La prova finale del profitto relativa all'insegnamento si svolge in forma orale e la valutazione è espressa con un voto in trentesimi, con eventuale lode. Verifiche in itinere del profitto sono effettuate durante il corso. Esse sono relative agli argomenti trattati a lezione e sono articolate sotto forma di relazioni su specifici orientamenti giurisprudenziali e dottrinali. I criteri per la valutazione della prova orale tengono conto della correttezza dei contenuti, della chiarezza argomentativa e delle capacità di analisi critica e di rielaborazione.
Metodi didattici
Il corso, dopo alcune lezioni introduttive di carattere generale, avrà taglio seminariale. Gli studenti saranno chiamati all'utilizzo diretto delle fonti e all'analisi casistica della giurisprudenza.
Materiale didattico e bibliografia
Per gli studenti frequentanti i testi di preparazione all'esame saranno concordati con il docente.
STUDENTI NON FREQUENTANTI
Materiale didattico e bibliografia
Per i non frequentanti si consiglia lo studio su:
- M. Lugli - J. Pasquali Cerioli - I. Pistolesi, Elementi di diritto ecclesiastico europeo. Principi, modelli, giurisprudenza, II ed., Torino, Giappichelli, 2012, limitatamente alla prima parte (pp. 3 - 41);
- A. Licastro, Il diritto statale delle religioni nei paesi dell'Unione europea. Lineamenti di comparazione, 2a ed., Milano, Giuffrè, 2017
Periodo
Secondo semestre
Periodo
Secondo semestre
Modalità di valutazione
Esame
Giudizio di valutazione
voto verbalizzato in trentesimi
Docente/i
Ricevimento:
mercoledi ore 14.30
Sezione di Diritto ecclesiastico e canonico
Ricevimento:
mercoledl dalle 10.30 alle 13.00