Pubblicato il: 05/09/2017

Il secretoma di cellule staminali mesenchimali adipose umane, iniettato per via endovenosa in topi diabetici, è in grado di alleviare per un tempo estremamente prolungato il dolore neuropatico, un tipo di dolore che affligge una elevata percentuale di pazienti.

A dimostrarlo uno studio sperimentale dell'Università Statale di Milano, pubblicato su Scientific Reports.

Il lavoro nasce dalla collaborazione tra i team di ricerca guidati da Paola Sacerdote e Anna Brini, farmacologhe rispettivamente presso i dipartimenti di Scienze farmacologiche e biomolecolari e Scienze biomediche, chirurgiche e odontoiatriche - IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi.

Ricercatore in laboratorio - Foto di Luciano Allione e Paolo Sacchi, 2010

Il dolore neuropatico è una frequente complicanza del diabete e peggiora molto la qualità di vita dei pazienti: ad oggi i trattamenti farmacologici non sono molto soddisfacenti, sia per la scarsa efficacia sia per la comparsa di effetti avversi, un problema a cui la ricerca sta rimediando puntando su nuovi approcci terapeutici, come quello proposto dallo studio pubblicato.

Utilizzando cellule staminali mesenchimali umane, derivate da tessuto adiposo, in un modello sperimentale di diabete nel topo, lo studio dell'Università Statale è riuscito a dimostrare l'efficacia del secretoma, un cocktail di fattori solubili e microvescicole rilasciato nei media di coltura.

Sia le cellule sia il secretoma infatti tolgono la sintomatologia dolorosa acutamente, con un effetto che dura per molto tempo dopo una singola somministrazione.

Lo studio, inoltre, dimostra che il trattamento con le cellule e il loro secretoma riduce la neuroinfiammazione, ripristina la perdita di fibre nervose nella pelle e normalizza il CGRP, un neuropeptide mediatore della trasmissione del dolore.

Il lavoro si inserisce nella recente corrente di opinione secondo cui molti effetti delle terapie cellulari sono dovuti al rilascio di fattori che - attraverso il cosiddetto by stander effect - interagiscono con l'ambiente, in questo caso il nervo e il sistema nervoso centrale danneggiati.

Sebbene lo studio dell'Università Statale sia al momento solo sperimentale e preclinico, suggerisce comunque che la terapia cellulare potrebbe addirittura essere sostituita dal secretoma delle cellule stromali mesenchimali, superando alcuni limiti della terapia cellulare stessa.

Per informazioni
Università degli Studi di Milano
Dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari
Prof.ssa Paola Sacerdote
paola.sacerdote@unimi.it  

Dipartimento di Scienze biomediche, chirurgiche e odontoiatriche
Dott.ssa Anna Teresa Brini
anna.brini@unimi.it