Pubblicato il: 03/11/2017

Ricercatore al lavoro in laboratorio - Foto di Luciano Allione e Palo Sacchi, 2010

La prestigiosa rivista The Journal of Clinical Investigation pubblica una ricerca - coordinata da Beat Lutz dell'Università di Mainz (Germania) e a cui ha partecipato anche l'Università Statale di Milano - che suggerisce un approccio terapeutico completamente nuovo contro l’obesità e le malattie correlate, come il diabete e le cardiovasculopatie.

L'obesità è causata da uno squilibrio cronico tra assunzione e spesa di energia. L'aumento dell'incidenza di obesità, specialmente tra i bambini e gli adolescenti, è attualmente uno dei principali problemi di salute pubblica.

Il trattamento farmacologico dell'obesità è complicato dalle strette relazioni tra sistema nervoso centrale e organi periferici, tanto che la maggior parte dei farmaci utilizzati è gravata da rilevanti effetti collaterali.

Il sistema degli endocannabinoidi (ECS) è un sistema neuromodulatore costituito da cannabinoidi endogeni che attivano due recettori ben caratterizzati chiamati CB1 e CB2, e da diversi enzimi regolatori.

La stimolazione del recettore CB1 stimola il consumo di cibo aumentando l'appetito, mentre il blocco del recettore causa ipofagia. Farmaci bloccanti il recettore CB1, efficaci anti-obesità nell'uomo, sono stati ritirati dal commercio perché legati a un aumento di sintomi collaterali di tipo psichiatrico (depressione e disturbi dell'umore).

Il recettore CB1 è, però, espresso anche sulle membrane degli adipociti dove controlla l'omeostasi energetica e, come dimostra lo studio appena pubblicato, eliminando specificatamente il recettore CB1 nel tessuto adiposo bianco, normalmente deputato all'accumulo di grassi, questo si trasforma in grasso bruno termogeneticamente attivo.

Il contributo del gruppo di Milano - guidato da Enzo Nisoli, docente di Farmacologia presso il dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina traslazionale (Biometra) - è stato quello di suggerire e dimostrare il coinvolgimento di un tipo di macrofagi che sintetizzano noradrenalina e che potenziano l'attività periferica del sistema simpatico.

"Tali risultati - afferma Enzo Nisoli - indicano che la manipolazione farmacologica delle funzioni metaboliche mediate dall'ECS e dal recettore CB1 espresso dagli adipociti rappresenta un'opportunità per la terapia dell'obesità, non gravata da effetti indesiderati, soprattutto a carico del sistema nervoso centrale e del cuore. Ma - conclude - potrebbero suggerire nuovi studi e aprire nuove strade terapeutiche in patologie diverse dall'obesità, in cui i macrofagi sembrano giocare ruoli importanti, anche se non ancora pienamente indagati".

Per informazioni
Università degli Studi di Milano
Dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina traslazionale
Prof. Enzo Nisoli
Tel. 02 503 17116 - 16956
enzo.nisoli@unimi.it