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Gli sviluppi recenti tra ''decongestionamento'' e avvio della riforma

Per garantire un più congruo rapporto tra risorse a disposizione e utenza, l'Università degli Studi di Milano si impegna nel corso degli anni Novanta in un complesso processo di diversificazione e decongestionamento delle proprie strutture, fondato sullo sdoppiamento delle Facoltà con il numero più alto di iscritti e sulla costituzione di nuovi poli decentrati.

Svolto anche sulla scorta delle indicazioni e delle opportunità fornite dalla legislazione nazionale in materia di "megatenei", questo percorso sarebbe sfociato, alla fine del decennio, nella nascita dei due nuovi Atenei dell'Insubria e di Milano-Bicocca, dando luogo ad un significativo mutamento nell'intero assetto del sistema di istruzione superiore milanese.

Varata la nascita per "gemmazione" delle due nuove facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali a Como e Varese, nell'autunno del 1993 l'area della Pirelli-Bicocca viene scelta quale sede dell'intero secondo polo esterno di sviluppo: oltre ad alcuni corsi della facoltà di Scienze, sdoppiati o di nuova istituzione, vi vengono collocate la nuova facoltà di Economia e Commercio e la seconda facoltà di Giurisprudenza, destinate, nelle previsioni, ad assorbire il più alto numero di iscritti.

Benché dettato da pressanti e non più prorogabili esigenze di riequilibrio, il percorso intrapreso non si limitò a mutare la fisionomia dell'offerta didattica preesistente nel senso di una sua maggior diffusione sul territorio, ma agì anche nella prospettiva di un suo più articolato sviluppo: videro la luce nel periodo nuovi corsi di laurea e Facoltà, individuati con particolare riferimento agli ambiti disciplinari e professionali che si andavano rivelando più direttamente funzionali anche rispetto alle possibilità di assorbimento del mercato del lavoro.

È il caso, per citare qualche esempio, dei nuovi corsi di laurea in Scienze ambientali e in Scienze del materiali, o delle Biotecnologie, cui erano parimenti interessate le facoltà di Medicina e Chirurgia, Scienze, Farmacia, Agraria e Medicina Veterinaria: ambiti che avrebbero conosciuto un'ottima affermazione, anche per il livello di eccellenza della ricerca scientifica a essi correlata.

Risale al giugno 1998 la pubblicazione sulla "Gazzetta Ufficiale" del decreto istitutivo della "seconda Università degli Studi di Milano" alla Bicocca. Il nuovo ateneo pubblico milanese comprende due Facoltà preesistenti "scorporate" (Economia e Giurisprudenza), due "sdoppiate" (Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e Medicina e Chirurgia), e quattro di nuova istituzione (Psicologia, Sociologia, Scienze della Formazione e Scienze Statistiche).

Una convenzione sottoscritta dai due Rettori impegna l'Università degli Studi di Milano e quella di Milano-Bicocca "ad operare in un quadro di reciproca collaborazione", nella prospettiva "di costituire un Sistema interuniversitario caratterizzato, nel medesimo tempo, da piena autonomia giuridica, gestionale, scientifica e didattica dei singoli soggetti e da una ampia collaborazione e integrazione, sia al fine di un migliore utilizzo delle risorse disponibili, sia per offrire un più ampio ventaglio di opportunità didattiche, scientifiche e di servizi alla comunità universitaria e alle realtà sociali interessate".

Nello stesso periodo viene costituita l'Università degli Studi dell'Insubria - con sede a Varese - e nata dallo scorporo dei corsi di studio già attivati a Varese e a Como dalle Università degli Studi di Milano e di Pavia.

All'indomani della nascita dei due nuovi atenei, nell'anno accademico 1998-99, l'Università degli Studi di Milano risultava composta da 9 Facoltà, con 26 Corsi di laurea, 21 Corsi di Diploma e circa 73 mila studenti iscritti, un numero certo più ragionevole rispetto ai quasi 100 mila di inizio decennio.

Anche per effetto delle conseguenze del calo demografico, e in linea del resto con la tendenza registrata nello stesso periodo a livello nazionale, la fase di ridimensionamento degli iscritti alla Statale prosegue per qualche anno, assestandosi nell'anno accademico 2001-2002, con 60.294 studenti iscritti. Nello stesso anno, il nuovo Ateneo della Bicocca di iscritti ne contava 24 mila.

A mutare ancora una volta il quadro, invertendo il trend "negativo" delle iscrizioni, interviene la riforma degli ordinamenti didattici, applicata dall'Università degli Studi già a partire dall'anno accademico 2001-2002.

Non limitandosi alla pura e semplice trasformazione dei preesistenti corsi di laurea o di diploma universitario secondo lo schema del cosiddetto 3+2, le Facoltà dell'Ateneo hanno approfittato del processo di revisione previsto dalla riforma per adeguare l'offerta formativa all'evoluzione della domanda sociale di formazione e all'innovazione del sistema produttivo, introducendo nuove iniziative didattiche, individuate e modulate tenendo in attenta considerazione le esigenze di professionalità provenienti dal contesto economico della Regione.

Dal primo anno di avvio della riforma, la gamma dei corsi di laurea a disposizione delle matricole si è considerevolmente ampliata: si è passati da 47, tra corsi di laurea e di diploma, a 74 corsi di laurea nuovi o riformati, 69 dei quali triennali. Nel 2006-2007 i corsi di laurea, tra primo e secondo livello, sono 127.

La risposta studentesca non si è fatta attendere: l'incremento delle immatricolazioni ha riguardato sia le Facoltà umanistiche sia quelle scientifiche: dalle 8 mila matricole del 1999-2000 si è passati alle quasi 15.000 del 2003-2004, giungendo, quanto a iscritti totali, a superare i 62 mila iscritti nel 2006-2007, ai quali si devono aggiungere i circa 7 mila studenti che frequentano i numerosi percorsi di studio post laurea attivati dall'Ateneo.

La crescita delle iscrizioni, nel nostro Ateneo più sensibile di quella media registrata a livello nazionale, ha premiato soprattutto le nuove iniziative, molte delle quali attivate sulla scorta di sollecitazioni direttamente provenienti dal mercato delle nuove professioni.

Se una facoltà come Scienze Politiche ha sviluppato le potenzialità dell'impianto multidisciplinare, che storicamente la caratterizza, istituendo nuovi percorsi di studio che ben si adattano alla formazione versatile e articolata richiesta dai settori emergenti dell'economia internazionale, del management e della gestione delle risorse umane, della comunicazione d'impresa e sociale, in una prospettiva analoga si è mossa la facoltà di Lettere e Filosofia, con i nuovi corsi nell'area della comunicazione.

Notevole successo ha riscosso anche il nuovo corso di laurea in Mediazione Linguistica e Culturale - istituito congiuntamente dalle facoltà di Lettere e Filosofia e Scienze Politiche - e rivolto a preparare figure professionali idonee a svolgere funzioni in una società dalle dimensioni internazionali sempre più ampie.

Giurisprudenza dal canto suo ha affiancato al corso tradizionale specifici orientamenti per la formazione di operatori dei servizi giuridici esperti nei vari campi d'interesse, da quello finanziario a quello aziendale, amministrativo, informatico.

Iniziative caratterizzate dallo stretto collegamento con alcuni comparti del contesto economico più innovativo sono state varate con successo anche nell'area scientifico-tecnologica: basti pensare all'ottimo riscontro dei nuovi corsi dell'area agro-alimentare e agro-ambientale, di quelli che riguardano le applicazioni più recenti dell'informatica e dei corsi di laurea attivati nella classe delle professioni sanitarie.

L'avvio della riforma e il nuovo aumento degli iscritti hanno determinato negli ultimi anni un più incisivo impegno nel settore dei servizi destinati agli studenti - con particolare riferimento all'orientamento, alle attività di stage e tirocinio e alla didattica online - e un nuovo consistente investimento sul fronte dell'espansione degli spazi per la didattica e la ricerca, diretto al potenziamento delle sedi storiche e alla realizzazione di nuovi insediamenti nell'area cittadina e provinciale.

Negli ultimi anni, l'Ateneo ha varato un'azione di sviluppo edilizio che ha interessato circa 80 mila metri quadrati. La fase di espansione più recente riguarda gli ambiti delle scienze della comunicazione, della mediazione interculturale, dell'arte, dell'informatica, della medicina veterinaria e della biomedicina.

L'Ateneo ha recentemente potenziato anche il proprio impegno sul fronte del trasferimento tecnologico e dello sviluppo applicativo dei risultati della ricerca scientifica nel contesto economico-produttivo.