Diabete e obesità: scoperto un meccanismo che “brucia” i grassi e ne impedisce l’eccessivo accumulo nei tessutiLo studio, pubblicato sulla rivista Diabetes, è stato realizzato da un team internazionale coordinato da ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, della Sapienza di Roma e del The Scripps Research Institute La Jolla California.


Milano, 16 ottobre 2012 - Un team internazionale coordinato da Maurizio Crestani ed Emma De Fabiani per l’Università degli Studi di Milano, da Antonello Mai per la Sapienza e da Enrique Saez per lo Scripps ha scoperto che l’inibizione di alcuni enzimi, effettuata mediante speciali molecole, porta a un netto miglioramento delle alterazioni metaboliche tipiche del diabete di tipo 2 e dell’obesità. La ricerca è pubblicata sulla rivista internazionale Diabetes.
Le istone deacetilasi sono enzimi che svolgono un ruolo fondamentale nel controllo dell’informazione genetica e nella regolazione delle funzioni cellulari e del metabolismo. Studi biomolecolari effettuati dal team di Milano hanno dimostrato che l’inibizione di questi enzimi (in particolare dell’istone deacetilasi-3),provoca nel muscolo scheletrico e nel tessuto adiposo l’aumento dell’espressione di una proteina “buona”, nota come “PGC-1a”. Questa agisce come “interruttore molecolare” aumentando l’attività ossidativa dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. La maggiore attività dei mitocondri consente di “bruciare” in modo più efficiente i grassi accumulati in questi tessuti e di impedirne l’eccessivo accumulo.
A innescare questo meccanismo sono determinate molecole sintetizzate per la prima volta dai ricercatori della Sapienza nel trattamento dei modelli sperimentali di diabete e obesità validati dal team di Milano in collaborazione con lo Scripps di La Jolla. Il risultato è stata la significativa riduzione del peso corporeo, una diminuzione della steatosi epatica (un pericoloso accumulo di grassi nel fegato) e un miglioramento della capacità di smaltire un carico di glucosio con conseguente miglioramento dello stato diabetico. La ricerca è pubblicata sulla rivista internazionale Diabetes.
Questo lavoro mette in evidenza il ruolo centrale delle istone deacetilasi per la regolazione delle funzioni cellulari del metabolismo alterate nell’obesità e nel diabete di tipo 2” -  commentano Maurizio Crestani ed Emma De Fabiani. “Riuscire a sintetizzare una molecola che agisca in modo selettivo solo su questi specifici enzimi – prosegue Antonello Mai - aprirebbe la strada alla messa a punto di nuove terapie: è precisamente in questa direzione che intendiamo proseguire i nostri studi”.

Team di ricerca:
Università degli Studi di Milano: Maurizio Crestani ed Emma De Fabiani del Laboratorio “Giovanni Galli” di Biochimica e Biologia Molecolare del Metabolismo e di Spettrometria di Massa (Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari),  Uliano Guerrini dell’unità di “Magnetic Resonance Imaging” dello stesso dipartimento, Elena Donetti del Laboratorio di Immunoistochimica degli Epiteli, Dipartimento di Morfologia Umana e Scienze Biomediche;
Sapienza Università di Roma: Antonello Mai, Dante Rotili e Sergio Valente del Dipartimento di Chimica e Tecnologie del Farmaco;
The Skaggs Institute for Chemical Biology, The Scripps Research Institute, La Jolla California: Enrique Saez - Department of Chemical Physiology.
Lo studio è stato reso possibile anche grazie al finanziamento della Fondazione Cariplo.


Per informazioni:
Università degli Studi Milano
Maurizio Crestani (+39) 02 50318393, maurizio.crestani@unimi.it
Emma De Fabiani (+39) 02 50318329, emma.defabiani@unimi.it

Sapienza Università di Roma
Antonello Mai
T (+39) 0649913392, antonello.mai@uniroma1.it



Inserita il 16-10-2012