Quando l’Europa premia la ricerca italiana (e al femminile…)Super finanziamento ERC per il gruppo di Adriana Maggi all’Università degli Studi di Milano, impegnato da anni nello studio degli effetti degli estrogeni sulla salute (non solo riproduttiva) della donna.


Milano, 27 novembre 2012 - Il gruppo di Adriana Maggi al Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università Statale di Milano si è aggiudicato l’Advanced Investigators Grant di ERC, un finanziamento di euro 1.445.381 erogato dallo European Research Council (Consiglio Europeo delle Ricerche). Si tratta di un bando molto prestigioso, difficilissimo da vincere, che finanzia solo progetti di ricerca ritenuti di eccellenza, innovativi e di frontiera. Da quando è stato istituito, nel 2007, sono solo 75 i progetti finanziati a scienziati italiani.
Adriana Maggi studia da 30 anni l’azione degli estrogeni, con particolare riferimento ai loro effetti anche in funzioni fisiologiche non direttamente riconducibili alla fertilità, ma tutte fondamentali per le loro implicazioni sulla salute della donna nella menopausa e nell’invecchiamento. Negli ultimi anni il suo gruppo ha scoperto che il fegato è un bersaglio primario degli estrogeni, alla pari con gli organi riproduttivi quali ovaio, utero e ghiandola mammaria.  La stretta relazione tra l’organo  principale del metabolismo energetico e gli estrogeni ha aperto la via alle nuove ricerche alle quali l’ERC dimostra con questo finanziamento tutta la sua fiducia.

 “L’ipotesi che vogliamo provare – spiega Adriana Maggi - con la nostra ricerca è che la diminuzione della produzione di estrogeni da parte dell’ovaio ha come effetto primario una alterazione del metabolismo energetico; il fegato perdendo la regolazione estrogenica inizia a produrre una eccessiva quantità di lipidi e colesterolo che accumula a livello epatico, dando origine a reazioni di tipo infiammatorie generalizzate che facilitano le manifestazioni patologiche che accompagnano l’invecchiamento della donna. Miriamo a scoprire come intervenire farmacologicamente per limitare gli errori metabolici indotti dalla mancanza di estrogeni e migliorare quindi lo stato di salute della donna che oggi trascorre anche più di un terzo della propria vita – spesso il più impegnativo -  durante e dopo la menopausa”.

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Inserita il 27-11-2012